
C’è sicuramente più sensibilità che nel passato per il ruolo dei bambini nella società contemporanea. Eppure ancora troppo spesso le decisioni politiche vengono prese esclusivamente da e per gli adulti, relegando l’infanzia in una posizione marginale e passiva.
In questo contesto si inserisce il pensiero di Claire Lerner, che ha portato all’attenzione internazionale il tema dell’adultocrazia, ovvero quel sistema culturale e sociale in cui la voce dei bambini viene sistematicamente ignorata o sottovalutata. L’infantismo, inteso come prospettiva che riconosce i bambini come soggetti portatori di diritti, dignità e capacità di partecipazione, invita a ripensare il rapporto tra generazioni.
Non si tratta di attribuire ai minori responsabilità che non competono loro, ma di riconoscere che le politiche pubbliche, l’organizzazione degli spazi urbani, i modelli educativi e le scelte sociali hanno un impatto diretto sul loro presente e sul loro futuro.
Il principio non è nuovo. Già la United Nations con la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha affermato con chiarezza che i bambini sono titolari di diritti civili, sociali e culturali. Tuttavia, nella pratica quotidiana tali diritti restano spesso incompiuti: i minori continuano ad avere uno spazio limitato nei processi decisionali che riguardano la scuola, la città, la salute, il tempo libero e la qualità dell’ambiente in cui crescono.
Meritocrazia Italia chiede che la tematica dell’infanzia torni al centro dell’agenda politica. Una società che non ascolta i bambini è una società che rinuncia a progettare il proprio futuro.
Per questo si propongono alcune linee di intervento concrete.
Contrastare l’adultocrazia non significa ridurre il ruolo degli adulti, ma renderli più responsabili. Significa riconoscere che i bambini non sono semplicemente “futuri cittadini”, ma cittadini del presente, portatori di diritti e di una visione del mondo che può arricchire la società nel suo complesso.

- SprayNews - Monica Macchioni