BRIEF, L'INNOVAZIONE NELL'IDROELETTRICO, LA TECNOLOGIA CHE GUARDA AL FUTURO

Tempo di lettura: 5 minuti

L'ESEMPIO VIRTUOSO DI BESS4HYDRO NELLA CENTRALE DI DOSSI

Enel, leader nella produzione di energia pulita, considera l’idroelettrico una delle colonne portanti della transizione energetica, grazie alla sua affidabilità, flessibilità e capacità di integrarsi con altre fonti rinnovabili. Tra le tecnologie che guideranno la decarbonizzazione nei prossimi decenni, l’idroelettrico rimane una delle più solide, mature e strategiche. È una fonte rinnovabile antica, già utilizzata nei secoli per azionare mulini e macchinari, ma oggi completamente trasformata dall’innovazione industriale. 

Per Enel, questa tecnologia rappresenta una risorsa di estremo valore: combina innovazione, sostenibilità e benefici concreti per i territori. Il principio è semplice ma potentissimo: sfruttare la forza dell’acqua per mettere in rotazione turbine idrauliche collegate ad alternatori che producono elettricità. Dietro questo meccanismo lineare c’è un lavoro ingegneristico complesso, fatto di dighe, gallerie, condotte forzate, sistemi di monitoraggio, regolazione dei flussi e oggi anche l’integrazione con lo storage per accumulare l’energia prodotta e distribuirla quando serve.

Gli impianti idroelettrici gestiti da Enel non solo generano energia, ma svolgono una funzione preziosa nel controllo delle risorse idriche: aiutano a gestire periodi di siccità, a contenere gli effetti di precipitazioni eccezionali e a mantenere stabile il sistema elettrico nei picchi di domanda.

Gli impianti idroelettrici sono oggi protagonisti dell’innovazione grazie allo sviluppo di soluzioni volte a migliorare l’efficienza e valorizzazione della risorsa, rispondendo alle sfide della transizione energetica globale.

Gli impianti ibridi sono una soluzione innovativa per aumentare e ottimizzare la produzione di energia, combinando per esempio impianti idroelettrici, solari, eolici e sistemi di accumulo. Questo approccio garantisce una fornitura energetica più stabile e affidabile, attraverso la valorizzazione delle risorse e dei relativi profili di produzione e sostenibile anche attraverso la condivisione di infrastrutture.

Impianto idroelettrico di Dossi: Idroelettrico + BESS 

L’impianto idroelettrico di Dossi si trova nell’omonima contrada di Valbondione, Comune dell’alta Val Seriana, in provincia di Bergamo (Lombardia). La centrale è alimentata sia dalle acque accumulate nelle dighe di Barbellino e Valmorta sia da quelle direttamente intercettate dai torrenti dei bacini imbriferi vicini e fatte confluire grazie a un sistema di canali e condotte in un unico punto. QuiEnel ha avviato il progetto “BESS4HYDRO”. Questo progetto rappresenta il primo esempio in Europa di integrazione di una batteria a litio in un impianto idroelettrico programmabile a bacino. Il sistema, che entrerà in pieno esercizio nei prossimi mesi, combina la capacità di accumulo delle batterie con quella delle centrali idroelettriche a bacino, creando una soluzione unica per il mercato elettrico europeo. 

Il progetto “BESS4HYDRO” prevede l’installazione di una batteria da 4 MW presso l’impianto idroelettrico di Dossi, che ha una capacità di 44 MW. Questo sistema avanzato permette di migliorare la risposta alle esigenze della rete elettrica, garantendo maggiore efficienza operativa e flessibilità nell’uso delle risorse idroelettriche. Inoltre, il progetto, estremamente innovativo per le sue caratteristiche, permetterà di sviluppare nuove logiche di controllo per ottimizzare la sinergia tra la batteria e la turbina idroelettrica, ottimizzando l’operatività dell’impianto, consentendo una gestione dinamica e reattiva della produzione di energia ed estendendo la vita utile della turbina.

Al progetto è stato assegnato l’Innovation Fund europeo nella categoria small scale, riconoscendone così il forte valore innovativo. Inoltre, l’iniziativa ha ottenuto anche il sigillo europeo “STEP” (Strategic Technologies for Europe Platform), lo strumento della Commissione Europea pensato per promuovere gli investimenti nelle tecnologie considerate strategiche per l’Unione, con l’obiettivo di rafforzare competitività e capacità innovativa nel mercato energetico europeo, ed infine è stato inserito da parte del  WEF nell'Innovation Playbook 2026 citandolo tra i 100 casi innovativi replicabili.

Con il progetto BESS4HYDRO, Enel non solo punta a migliorare l’efficienza energetica degli impianti idroelettrici, ma contribuisce anche a rispondere alle crescenti esigenze di flessibilità e capacità di accumulo per supportare la crescente domanda di energia rinnovabile. L’innovazione tecnologica, combinata con il potenziale delle batterie, rappresenta una soluzione avanzata per affrontare le sfide poste dalla transizione energetica globale.

Info utili:

Esistono tre principali tipologie di impianto: impianti ad acqua fluente utilizzano direttamente la portata di un corso d’acqua o di un canale di derivazione; a bacino, con un invaso artificiale creato dalla diga, da cui può rilasciare acqua in maniera programmabile, garantendo una maggiore flessibilità.; infine gli impianti a pompaggio, con due serbatoi a quote diverse (a monte e a valle), in grado così di gestire produzione e accumulo: nelle ore di scarso fabbisogno di energia l’acqua viene pompata in quota, per essere nuovamente disponibile per la produzione, nei momenti di picco della domanda di energia.

Enel, leader nella produzione di energia pulita, considera l’idroelettrico una delle colonne portanti della transizione energetica, grazie alla sua affidabilità, flessibilità e capacità di integrarsi con altre fonti rinnovabili. Tra le tecnologie che guideranno la decarbonizzazione nei prossimi decenni, l’idroelettrico rimane una delle più solide, mature e strategiche. È una fonte rinnovabile antica, già utilizzata nei secoli per azionare mulini e macchinari, ma oggi completamente trasformata dall’innovazione industriale. 

Per Enel, questa tecnologia rappresenta una risorsa di estremo valore: combina innovazione, sostenibilità e benefici concreti per i territori. Il principio è semplice ma potentissimo: sfruttare la forza dell’acqua per mettere in rotazione turbine idrauliche collegate ad alternatori che producono elettricità. Dietro questo meccanismo lineare c’è un lavoro ingegneristico complesso, fatto di dighe, gallerie, condotte forzate, sistemi di monitoraggio, regolazione dei flussi e oggi anche l’integrazione con lo storage per accumulare l’energia prodotta e distribuirla quando serve.

Gli impianti idroelettrici gestiti da Enel non solo generano energia, ma svolgono una funzione preziosa nel controllo delle risorse idriche: aiutano a gestire periodi di siccità, a contenere gli effetti di precipitazioni eccezionali e a mantenere stabile il sistema elettrico nei picchi di domanda.

Gli impianti idroelettrici sono oggi protagonisti dell’innovazione grazie allo sviluppo di soluzioni volte a migliorare l’efficienza e valorizzazione della risorsa, rispondendo alle sfide della transizione energetica globale.

Gli impianti ibridi sono una soluzione innovativa per aumentare e ottimizzare la produzione di energia, combinando per esempio impianti idroelettrici, solari, eolici e sistemi di accumulo. Questo approccio garantisce una fornitura energetica più stabile e affidabile, attraverso la valorizzazione delle risorse e dei relativi profili di produzione e sostenibile anche attraverso la condivisione di infrastrutture.

Impianto idroelettrico di Dossi: Idroelettrico + BESS 

L’impianto idroelettrico di Dossi si trova nell’omonima contrada di Valbondione, Comune dell’alta Val Seriana, in provincia di Bergamo (Lombardia). La centrale è alimentata sia dalle acque accumulate nelle dighe di Barbellino e Valmorta sia da quelle direttamente intercettate dai torrenti dei bacini imbriferi vicini e fatte confluire grazie a un sistema di canali e condotte in un unico punto. QuiEnel ha avviato il progetto “BESS4HYDRO”. Questo progetto rappresenta il primo esempio in Europa di integrazione di una batteria a litio in un impianto idroelettrico programmabile a bacino. Il sistema, che entrerà in pieno esercizio nei prossimi mesi, combina la capacità di accumulo delle batterie con quella delle centrali idroelettriche a bacino, creando una soluzione unica per il mercato elettrico europeo. 

Il progetto “BESS4HYDRO” prevede l’installazione di una batteria da 4 MW presso l’impianto idroelettrico di Dossi, che ha una capacità di 44 MW. Questo sistema avanzato permette di migliorare la risposta alle esigenze della rete elettrica, garantendo maggiore efficienza operativa e flessibilità nell’uso delle risorse idroelettriche. Inoltre, il progetto, estremamente innovativo per le sue caratteristiche, permetterà di sviluppare nuove logiche di controllo per ottimizzare la sinergia tra la batteria e la turbina idroelettrica, ottimizzando l’operatività dell’impianto, consentendo una gestione dinamica e reattiva della produzione di energia ed estendendo la vita utile della turbina.

Al progetto è stato assegnato l’Innovation Fund europeo nella categoria small scale, riconoscendone così il forte valore innovativo. Inoltre, l’iniziativa ha ottenuto anche il sigillo europeo “STEP” (Strategic Technologies for Europe Platform), lo strumento della Commissione Europea pensato per promuovere gli investimenti nelle tecnologie considerate strategiche per l’Unione, con l’obiettivo di rafforzare competitività e capacità innovativa nel mercato energetico europeo, ed infine è stato inserito da parte del  WEF nell'Innovation Playbook 2026 citandolo tra i 100 casi innovativi replicabili.

Con il progetto BESS4HYDRO, Enel non solo punta a migliorare l’efficienza energetica degli impianti idroelettrici, ma contribuisce anche a rispondere alle crescenti esigenze di flessibilità e capacità di accumulo per supportare la crescente domanda di energia rinnovabile. L’innovazione tecnologica, combinata con il potenziale delle batterie, rappresenta una soluzione avanzata per affrontare le sfide poste dalla transizione energetica globale.

Info utili:

Esistono tre principali tipologie di impianto: impianti ad acqua fluente utilizzano direttamente la portata di un corso d’acqua o di un canale di derivazione; a bacino, con un invaso artificiale creato dalla diga, da cui può rilasciare acqua in maniera programmabile, garantendo una maggiore flessibilità.; infine gli impianti a pompaggio, con due serbatoi a quote diverse (a monte e a valle), in grado così di gestire produzione e accumulo: nelle ore di scarso fabbisogno di energia l’acqua viene pompata in quota, per essere nuovamente disponibile per la produzione, nei momenti di picco della domanda di energia.

https://openinnovability.enel.com/it/media/news/2025/03/bess4hydro-integrazione-batterie-idroelettrico

https://www.enelgreenpower.com/it/impianti/operativi/centrale-idroelettrica-dossi

https://www.enel.com/it/azienda/bess-accumulo-energia

- SprayNews - Monica Macchioni

EBITTS: L'AUTOPRODUZIONE VIRTUALE DI ENERGIA RINNOVABILE SENZA NESSUNA INSTALLAZIONE

Tempo di lettura: 3 minuti

L’autoproduzione sta diventando una delle tendenze più rilevanti della transizione energetica. Secondo il report Renewables 2024 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (International Energy Agency, IEA), le applicazioni rinnovabili distribuite rappresenteranno quasi il 40% dell’espansione globale del solare entro il 2030, trainate dalla crescita delle politiche di autoproduzione.

Eppure, installare un impianto proprio non è sempre possibile: chi vive in affitto, in condominio o in edifici con vincoli strutturali si trova spesso di fronte a ostacoli tecnici, economici o amministrativi. Secondo i dati Eurostat, il 48% della popolazione UE vive in appartamento, una condizione che rende spesso impossibile o molto complesso installare un impianto solare privato. Per rispondere a queste esigenze nasce ebitts, l'innovativa piattaforma digitale del Gruppo Enel che consente a chiunque di autoprodurre la propria energia rinnovabile senza installazione, acquistando porzioni digitali di veri impianti rinnovabili solari ed eolici, attraverso una piattaforma basata su blockchain.

Cos’è ebitts e come funziona l’autoproduzione virtuale

ebitts è una soluzione pensata dal Gruppo Enel che trasforma gli utenti in prosumer virtuali (consumatori che producono energia) permettendo alle famiglie di acquistare una Token Box: un aggregato di porzioni digitali di impianti fotovoltaici ed eolici presenti sul territorio italiano. Attualmente sono coinvolti il parco fotovoltaico dei Piani della Marina (Viterbo) e Barile Venosa (Potenza).

Chi acquista una Token Box non diventa proprietario degli impianti, ma ottiene il diritto a beneficiare della produzione energetica prodotta da quelle porzioni digitali di impianto. La vendita e la custodia dei token sono gestite da Conio, fintech italiana partecipata da Poste Italiane e Banca Generali, con oltre 450.000 clienti retail, incaricata da Enel come Crypto Asset Service Provider (CASP) autorizzato.

Perché ebitts usa la blockchain per certificare l’energia

La blockchain è una tecnologia di registrazione digitale distribuita: i dati vengono scritti in blocchi concatenati e condivisi su più nodi, in modo che sostanzialmente non sia possibile modificarli unilateralmente. In questo caso, certifica la tracciabilità e la titolarità dell’energia attribuita a ciascuna porzione digitale. Ogni ora, la produzione riconducibile alla Token Box viene scalata dai consumi: il beneficio è riconosciuto direttamente in bolletta. Se la produzione supera i consumi del periodo, il cliente riceve un credito legato alla valorizzazione dell’energia sul mercato, anch’esso accreditato direttamente in bolletta.

La blockchain, inoltre, garantisce trasparenza e affidabilità del sistema: chi partecipa può verificare in modo indipendente i dati di produzione associati alla propria porzione digitale, senza doversi affidare esclusivamente alle comunicazioni del fornitore.

Come si personalizza la Token Box: potenza, durata e beneficiari

È possibile scegliere potenza, mix tecnologico e durata della propria Token Box: le opzioni di durata attualmente disponibili sono di 10, 15 o 20 anni, consentendo una pianificazione energetica di lungo periodo. Sono disponibili pacchetti standard calibrati sulle dimensioni e sui consumi medi del nucleo familiare: Small per 1-2 persone, Medium per 3-4, Large per famiglie più numerose; oppure una configurazione personalizzata in cui capacità in kW, mix tra energia eolica e solare e durata vengono scelti liberamente. Il pagamento avviene al momento di finalizzazione dell’ordine.

È possibile associare fino a tre abitazioni beneficiarie, anche di parenti fino al secondo grado, coniuge o convivente, a condizione che siano, o diventino, clienti luce di Enel Energia con una offerta compatibile. Ogni beneficiario riceve i vantaggi nella propria bolletta: se l’energia generata dagli impianti supera quella consumata virtualmente dal cliente, il valore eccedente non viene perso ma viene valorizzato e accreditato al cliente direttamente in bolletta. I benefici possono essere associati a più utenze e, in caso di trasloco, trasferiti su un altro POD.

A chi si rivolge ebitts

ebitts è pensato in primo luogo per chi non ha la possibilità di installare un impianto di energia rinnovabile nella propria abitazione: inquilini, residenti in condomini, proprietari di immobili con vincoli architettonici. Ma può interessare anche a chi preferisce un modello alternativo all’impianto di proprietà: senza spese di installazione, manutenzione diretta o dipendenza dalle condizioni del tetto o dell’edificio.

Come acquistare la token box di ebitts

L’acquisto della token box di ebitts avviene tramite il sito, dove è possibile configurare la propria Token Box e completare l’acquisto. Per ottenere i benefici è necessario avere un’offerta luce Enel compatibile: chi non è ancora cliente Enel può comunque effettuare l’ordine e verrà contattato per il cambio fornitore. Una volta attivata, il meccanismo è automatico, mentre produzione e consumi sono monitorabili in tempo reale tramite l’App ebitts.

- SprayNews - Monica Macchioni