LOLA STAR SI CONFESSA A “IL GRAFFIO”

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“SONO UNA DRAG QUEEN CHE VIVE E SI ESIBISCE ANCHE ALLA LUCE DEL SOLE. GUIDO TANTISSIMI GIOVANI ANIMATORI E ALLA POLITICA DICO: BASTA ODIO, LE NUOVE GENERAZIONI MERITANO ESEMPI MIGLIORI. AGLI LGBT: DIAMOCI UNA SVEGLIATA E SENTIAMOCI DAVVERO COMUNITA’ ”

Lola Star Il trasformista Francesco “MrCubanito” Gibilaro è l’anima della drag più amata in Romagna.

Tra i suoi modelli: Whoopi Goldberg e Vladimir Luxuria.

Sogno di lavorare stabilmente in teatro e di esibirmi nella mia Sicilia da cui sono stato costretto a scappare da giovane. 

Lontano da mia mamma, scomparsa tre anni fa. 

A lei dedico tutto il mio lavoro

Di Monica Macchioni

Lola Star è stata uno dei fenomeni dell’estate romagnola. Un tour di oltre 50 date lungo tutta la rivi
era, la direzione artistica del Rimini Village per il suo alter ego, Francesco “MrCubanito” Gibilaro, 35 anni,
trasformista e anima del personaggio drag più amato della Romagna che in esclusiva a Il Graffio dice la sua a 360 gradi sul mondo dello spettacol o ma anche sul tema dei diritti civili lgbt per i quali Francesco, sia in versione MrCubanito, sia Lola Star, è impegnato da oltre dieci anni, soprattutto nella lotta all’omotransfobia.

Lola Star, anzitutto che estate è stata?

“Una stagione straordinaria che come e più delle altre mi ha travolta.

A Rimini vivo in una realtà speciale,
forse dovuta alla magia intrinseca alla città di Fellini, cantata da grandissimi cantautori come Fabrizio De
André e Lucio Dalla, dove anche una drag queen può essere amata da tutti e, vi sorprenderà, fare spettacoli anche in pieno giorno sulla spiaggia…

Qualcosa che fino a pochi anni fa era semplicemente impensabile”.

Eppure anche questa estate continuiamo a sentire episodi di omotransfobia grave. Anche ad opera di giovanissi mi, a volte minorenni. Lei nasce animatore e ora continua a vivere quel mondo come formatore. Che idea si è fatto?

“Purtroppo è vero e inevitabile.

Negli ultimi dieci anni con l’aumento della libertà e della visibilità delle persone lgbt singole o in coppi a c’è stata una recrudescenza di intolleranza e violenza.

I giovani di oggi, gli adolescenti, sono una materia complessa.

Purtroppo l’adolescenza e gli anni immediatamente successivi, fino ai 18/19 anni, ovvero l’età che hanno anche i miei animatori, è fo rtemente permeabile.

E se attorno percepiscono idee e vivono in un contesto di rispetto, civiltà, inclusione, loro stessi diventano messaggeri di quei valori.

Ma se, dalla politica ai social, come in questo periodo escono solo parole, concetti estremi, spe sso
anche molto violenti che istigano all’odio e alla violenza contro ogni diversità, ecco che rischiamo seriamente di fare un salto indietro di mezzo secolo. Purtroppo la politica non aiuta. E ahimé nemmeno la politica gay”.

Cosa rimprovera alla politica e cosa alla politica gay?

“Alla politica rimprovero di aver dimenticato il significato della parola ‘politica’.

A scuola ci avevano insegnato che la politica doveva puntare al bene della ‘polis’, cioè della città, ovvero al bene comune.

Oggi anziché diffon dere questo tipo di valori e cultura, la politica punta sulla paura delle persone e non si
preoccupa di diffondere lei stessa odio per un presunto tornaconto elettorale.

Non parlo di destra e sinistra perché, purtroppo, mi sembrano perfettamente interscamb iabili e questo certo non è un bene”.

La politica gay continua a coincidere solo con la sinistra?

“In realtà no.

Sto vedendo movimenti interessanti anche a destra.

Penso al coraggio di una ragazza come Francesca Pascale che in qualche modo è diventata un riferimento.

Ma è da sola e pur affermando idee giuste completamente inascoltata nel centrodestra.

Nel centrosinistra quelli che sono diventati deputati e senatori hanno difeso un po’ la loro rendita di posizione.

Ultimo triste esempio il ddl Zan. L

a sinistra l’ha trasformato in un manifesto elettorale divisivo per spostare più elettori gay possibile ancora a sinistra…

Fatto sta che la legge contro l’omofobia non è stata approvata e anche molti italiani lgbt+ hanno votato convintamente Giorgia Meloni.

A tutte e tutti noi dico: diamoci una svegliata.

Creiamo davvero questa comunità che in Italia è sempre esistita solo a parole e mai per davvero”.

Ma oggi a destra c’è anche una prospettiva oltre la Meloni: il generale Vannacci. Si è fatta un’idea su di lui?

“Intanto non lo chiamerei più generale ma onorevole, eurodeputato dove è stato eletto con i voti della Lega.

Sentir parlare di remigrazione sinceramente nel 2026 non ha senso perché non è una soluzione per l’immigrazione, come certo non lo è neppure il modello spagnolo dell’invasione indiscriminata subita a Ceuta.

Sul tema dei diritti lgbt, poi, sentir dire che i gay possono guidare e essere curati in ospedale è deprimente, offensivo  e denota  – non fosse bastato il suo  libro  di irragionevole  successo  – una severa ignoranza sul tema dell’orientamento sessuale-affettivo e dei diritti che ne conseguono.

Due volte più grave perché in Europa, anche in partiti di estrema destra, c’è una maggiore apertura sul tema. Vorrei che anche la premier Meloni lo ricordasse perché ha già dialogato in passato con la comunità lgbt.

Quanto a Vannacci vorrei, invece, che la smettesse di aizzare quella che lui stesso chiama la feccia.

E’ un uomo di mondo a 360 gradi.

Le sue raffinate vestaglie estive parlano per lui…”. (Sorride).

confessa

Ricordiamo tutti un’immagine di una ventina di anni fa. Angela Merkel, la ex cancelliera tedesca di centrodestra, che dialogava in parlamento con una parlamentare in abiti da drag… 

“La ricordo e faceva anche sorridere.

Soprattutto perché in quegli stessi anni in Italia abbiamo avuto, per un paio d’anni, deputata la bravissima Vladimir Luxuria, per la quale provo affetto e gratitudine particolari, che invece quasi si doveva vestire da suora per farsi ‘accettare’ in aula.

Sono passati vent’anni e non credo la situazione sia migliorata…”

Affetto e gratitudine per Luxuria, perché?

“Anzitutto perché è un’icona.

Ha fatto davvero la storia del movimento lgbt in Italia dialogando sempre con tutti senza pregiudizi e con umiltà nonostante il talento assoluto nel mondo dello spettacolo ma anche della letteratura.

E poi perché è stata l’unica, ad oggi, che mi ha preso per mano dieci anni fa e, raccontando la mia storia, mi ha fatto esibire sul palco del Gay Village a Roma”.

Qual è la sua storia?

“La storia di un ragazzo non binario che è dovuto fuggire dalla sua terra, la provincia di Caltanissetta, dove sono nato e dove ho lasciato i miei affetti, la mia famiglia e soprattutto la mia mamma che purtroppo ho perso da tre anni…

A lei, alla sua memoria dedico tutto il mio lavoro   e la voglia di libertà che cerco di trasmettere anche ai giovani animatori così come al pubblico.

Non smettere di sentirsi liberi, soprattutto liberi di sognare.

Anche se oggi è davvero complicato…

Ma forse proprio per questo dobbiamo crederci ancora di più”.

A  Ferragosto l’abbiamo vista in abiti da suora.  Non ha avuto paura di essere accusata di blasfemia?

“No, perché era un omaggio a una grande assoluta del mondo del cinema e dello spettacolo come Whoopi

Goldberg e alla stroboscopica Sister Act. 

Whoopi è un’altra icona fantastica  che adorerei incontrare.

So che viene abbastanza spesso in Italia.

Chissà che il sogno non possa realizzarsi…”

Lei è credente?

“Mi faccio tante domande sul senso della vita.

Vorrei che la fede in Dio aiutasse a superare la grande ferita del   mondo   che   sono   le   guerre   ma  purtroppo   vedo   che   Dio   viene   sempre,   ancora,   da   millenni, strumentalizzato più per farle le guerre che per mettere pace tra i popoli.

Detto questo educo i ragazzi a non bestemmiare perché la rabbia e la mancanza di rispetto che ne consegue non è mai una soluzione.

Invocare Dio significa comunque confidare nell’amore. Per cui bestemmiare significa inneggiare all’odio. E io i ragazzi vorrei salvaguardarli il più possibile da quella che è una malattia sociale gravissima”.

Qual è una sua speranza per il futuro?

“Porta il mio trasformismo in teatro e trovare una dimensione artistica che completi il percorso di Lola Star che ormai fa spettacolo un po’ ovunque da 15 anni. Salire stabilmente su un palcoscenico, raccontare storie,

interpretare è l’orizzonte che sogno e per cui intendo impegnarmi. Anche portando avanti le idee di libertà e dignità umana che sono alla base della mia vita oltre che del mio personaggio. E poi portare il mio spettacolo nella mia terra, a Caltanissetta dove mi piacerebbe ricevere lo stesso affetto ricevuto in Romagna”.

- SprayNews - Monica Macchioni

VITTORIO SGARBI, NOVITA' SULLA PERIZIA: E' IN GRAVISSIMO PERICOLO DI VITA

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Di Monica Macchioni

La figlia Evelina Sgarbi rompe gli indugi:”La verità è finalmente emersa, ma c'è chi non lo vuole ammettere e tenta ancora di nasconderla!"

“Siamo giunti alla verità, anche se c’è’ stato chi per mesi, insultandomi e screditandomi, ha tentato in ogni modo di nasconderla….e lo sta facendo tutt’ora, nonostante l’evidenza!

A parlare è Evelina Sgarbi, che torna a rompere il silenzio con una nuova e durissima dichiarazione sulla vicenda medica e legale che coinvolge il padre, Vittorio Sgarbi.

“Non mi ero sbagliata quando chiedevo trasparenza e informazioni chiare sulla salute di mio padre per capire cosa gli stesse realmente accadendo.

Non mi ero sbagliata quando sostenevo che non ci si trovasse di fronte a una semplice depressione: finalmente le cartelle cliniche hanno dimostrato che mio padre non soffre solo di una forte depressione, ma di una serie di patologie croniche neurologiche e cardiache che incidono sul suo equilibrio cognitivo e che meritano di essere trattate in maniera accurata, lontano dallo show business, e con cure mediche mirate.

I tecnici e i periti a cui mi sono rivolta, dopo aver letto e valutato le carte, mi hanno dato pienamente ragione: serve subito un approfondimento specialistico con medici esperti in campo cardiologico, emodinamico e neurologico.

Avere affidato un compito così complesso e multidisciplinare a una sola psicologa si è rivelato un buco nell’acqua.”

La figlia del celebre critico d'arte punta poi l'indice contro gli atti della consulenza tecnica: “Ciò che lascia davvero sgomenti è la relazione del Professor Sani, lo psichiatra che ha avuto in cura mio padre al Gemelli, che nella relazione consegnata alla CTU, omette di prendere in considerazione le relazioni, le diagnosi di dimissione e le risultanze degli esami neurologici e cardiovascolari eseguiti solo pochi mesi prima presso la clinica specialistica San Rossore, dove mio padre è risultato più volte ricoverato.

Si tratta di documenti da cui emergono, senza possibilità di letture alternative, dubbi enormi sulle terapie 'fai da te' somministrate da chi gli sta vicino che, con molta probabilità, hanno innescato a livello fisico il repentino decadimento di mio padre.

Di quanto affermo ho ovviamente tutte le prove e non temo alcun tipo di azione giudiziaria, tipo querele intimidatorie da parte di chi segue attualmente mio padre.

Magari!

Venissero a confrontarsi in Tribunale perche’ io, nonostante questa brutta esperienza con la giudice Paola Scorza che ha in carico il processo di mio padre, credo ancora fermamente nella Giustizia e credo che nei Tribunali d’Italia la maggiore parte dei giudici siano uomini e donne giusti, che credono nel diritto e nella verità.

Le drammatiche risultanze di queste cartelle cliniche stridono, in maniera sconcertante, con le conclusioni a cui giunge la CTU, lo ripeto, una psicologa con nessuna competenza di tipo cardiologico, oncologico, neurologica e psichiatrico.

Di fronte a questo quadro, la linea d'azione è già tracciata:
“Ho già dato pieno mandato al mio legale di fiducia, l’avvocato Lorenzo Iacobbi, per contestare punto su punto tutte le omissioni della relazione del Professor Sani, che purtroppo sono state recepite in maniera acritica e acquiescente dalla CTU Lili Romeo.

Insieme al nostro perito di parte, presenteremo un articolato pacchetto di rilievi nel merito per pretendere un’integrazione del collegio peritale che includa figure imprescindibili come un cardiologo, un neurologo, un oncologo, e uno psichiatra, alla luce delle gravissime patologie emerse.”

La chiusura della dichiarazione è un accorato appello: “Mio padre Vittorio è in gravissimo pericolo di vita, continuamente sballottato da un evento ad un altro, solo per un mero business altrui!!.

Non intendo rimanere a guardare con le mani in mano, inerme, aspettando che se ne vada per sempre senza aver tentato l'impossibile pur di salvarlo.

Riterro’ responsabile chiunque sia stato vicino a mio padre e non ha fatto tutto quello che era giusto fare per salvargli la vita! Io non mi arrendo.

Denuncerò tutti coloro che hanno messo a repentaglio la vita di mio padre!”.

- SprayNews - Monica Macchioni

VOCE DELL’AMORE. SEDUZIONE FUSIONE SEPARAZIONE TRASFORMAZIONE

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Napoli si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento dedicato all’arte contemporanea e al dialogo tra discipline, sensibilità e visioni.

Il 4 settembre 2026, nell’Antisala dei Baroni di Castel Nuovo (Maschio Angioino), sarà inaugurata “Voce dell’Amore”, articolata in quattro momenti - Seduzione, Fusione, Separazione e Trasformazione - la mostra invita il visitatore ad attraversare un itinerario che non racconta una sola storia d’amore, ma le molte forme attraverso cui l’amore continua a vivere nelle immagini, nelle parole e nei corpi.

Curata da Francesca Grisanti e Pasquale Lettieri, l’esposizione propone un percorso capace di mettere in relazione grandi protagonisti della storia dell’arte contemporanea, offrendo al pubblico un’occasione di confronto su uno dei temi più universali dell’esperienza umana.

L’inaugurazione è in programma alle ore 10:00 con il vernissage e la presentazione ufficiale della mostra.

Alle ore 12:00 seguirà la performance “Kiss on Pussy” dell’artista francese ORLAN, figura di riferimento dell’arte contemporanea internazionale, nota per le sue opere dedicate al corpo, all’identità e alla trasformazione.

“È un nuovo capitolo dell’autobiografia espansa di ORLAN, - sottolinea Eugenio Viola, direttore del Museo Madre - del suo infinito viaggio attraverso tutte le identità possibili, e insieme un invito a rovesciare il regime dell’immagine: non più corpi consegnati allo sguardo altrui, non più muse silenziose o figure sacrificate al pathos della storia, ma soggetti capaci di prendere parola, restituire lo sguardo e trasformare la lacrima in una forza che insorge, incrinando la storia stessa della rappresentazione”.

Voce dell’Amore nasce da una domanda: che cosa rimane dell’amore quando tutto sembra concluso?

Ispirata a La Voix Humaine di Jean Cocteau, la mostra esplora l’amore non come sentimento da rappresentare, ma come esperienza capace di trasformare il nostro sguardo, il corpo, la memoria e l’identità.

Attraverso opere di Jean Cocteau, Pablo Picasso, ORLAN, Orphée Dermit, Paolo Valerio, Jérôme Grivel e Cèdric Fevotte, il percorso mette in dialogo artisti appartenenti a epoche e linguaggi differenti.

Disegni, dipinti, lettere, fotografie, video e sculture compongono una narrazione nella quale ogni opera continua la riflessione aperta dalle altre.

Presentata a Castel Nuovo, luogo simbolico della città di Napoli, Voce dell’Amore rinnova il dialogo iniziato nel 1917, quando Jean Cocteau, Pablo Picasso e Olga Khokhlova arrivarono a Napoli con i Ballets Russes di Sergej Diaghilev.

Oggi quel dialogo prosegue attraverso lo sguardo degli artisti contemporanei, mostrando come ogni incontro lasci una traccia destinata a continuare nel tempo.

Lungo il percorso non troverete una definizione dell’amore. Troverete le sue tracce.

INFORMAZIONI

Antisale dei Baroni – Castel Nuovo/Maschio Angioino, Piazza Municipio, Napoli

Inaugurazione venerdì 4 settembre 2026 - ore 10.00, performance di ORLAN ore 12.00 (con la presenza dell’artista)

Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 18.00

Organizzazione: FrancescaGrisanti Expositions Associazione Choralesia

Coordinamento: Jessica Petrizzo e Giada Peca

Catalogo: Editori Paparo

Ufficio stampa: Letizia Bonelli – infovocedellamore@gmail.com

Contatti: Tel 081 7957722 - www.comune.napoli.it - castelnuovo@comune.napoli.it

Con il patrocinio di: Regione Campania, Comune di Napoli, Accademia di Belle Arti di Napoli, Museo Madre, Fondazione Morra, Fondazione San Giuseppe dei Nudi, CNRS, Fondazione Genere Identità Cultura

Conferenza stampa giovedì 3 settembre 2026 ore 10.00 - Sala Giunta, Palazzo San Giacomo, Napoli

- SprayNews - Monica Macchioni

SPLENDORE A POGGIO MOIANO: LA 55° INFIORATA ARTISTICA CHIUDE TRA PETALI, MAJORETTE E I SAPORI DELLA PIZZERIA "INCONTRO" DI ESTER ANGELONI

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Poggio Moiano – Lo storico borgo in provincia di Rieti ha vissuto un fine settimana di straordinaria partecipazione e intensità emotiva, ospitando l’attesissima cinquantacinquesima edizione dell'Infiorata Artistica del Sacro Cuore. La storica manifestazione floreale, considerata all’unanimità una delle tradizioni più celebri e longeve dell'intera regione Lazio, ha trasformato l'intero centro storico sabino in un affascinante museo a cielo aperto. I maestri infioratori hanno coperto oltre 300 metri di manto stradale con spettacolari tappeti realizzati interamente attraverso l'uso sapiente di petali freschi, foglie e polveri di fiori essiccati all'ombra per preservare la brillantezza dei colori naturali. L'evento ha richiamato una grandissima affluenza di turisti, accorsi per ammirare da vicino quadri religiosi e motivi geometrici di straordinaria precisione artigianale distribuiti tra via Garibaldi e il viale principale del paese.

Il momento più suggestivo ed emozionante dell'intera kermesse si è sviluppato durante la celebre Notte dei Fiori, la lunga sessione notturna in cui i cittadini di tutte le età hanno lavorato instancabilmente, fianco a fianco, per comporre le monumentali opere visibili alla popolazione fin dalle prime luci del mattino. Accanto alla meraviglia visiva dei tappeti floreali, la manifestazione ha offerto un ricco cartellone di eventi collaterali, tra cui spiccano mostre d'arte, la tradizionale sagra dell'olio d'oliva con degustazioni guidate di bruschette locali e le visite approfondite al Museo dell'Infiorata, lo spazio cittadino permanente dedicato alla conservazione della memoria storica, degli strumenti tecnici e degli archivi fotografici di questa antica tradizione.

L'eccellenza della pizzeria "Incontro" al centro della festa in viale Umberto

I festeggiamenti e le sfilate hanno vissuto il loro culmine ideale in viale Umberto I, l'arteria stradale principale dove ieri sera si è conclusa ufficialmente la manifestazione. In questa magnifica cornice, il punto di riferimento assoluto per l'accoglienza e la ristorazione è stato rappresentato dalla storica pizzeria "Incontro" di Piero Angeloni, situata proprio nel cuore pulsante dell'itinerario dell'infiorata. Il locale ha registrato il tutto esaurito, offrendo ai tantissimi clienti presenti un servizio ai tavoli semplicemente magnifico, caratterizzato da una rapidità impeccabile, estrema cortesia e una cura del dettaglio che ha permesso a tutti di godersi la serata in totale relax e spensieratezza.

I numerosi ospiti seduti all'aperto hanno potuto degustare una pizza eccellente, preparata secondo i canoni della migliore tradizione artigianale, caratterizzata da materie prime di altissima qualità e da un impasto leggerissimo e fragrante. Oltre alle pizze tonde e al taglio, la cucina ha proposto una selezione di fritti dorati e piatti tipici sabini che hanno deliziato i palati dei presenti. La posizione strategica della pizzeria Incontro ha trasformato i suoi tavoli esterni in una vera e propria tribuna d’onore, permettendo ai commensali di vivere un’esperienza sensoriale completa che ha unito i sabini sapori autentici della buona tavola con lo spettacolo visivo e sonoro della tradizione popolare che sfilava a pochi metri di distanza.

La solenne processione religiosa e lo spettacolo delle majorette

Mentre i clienti assaporavano le specialità gastronomiche della pizzeria, l'atmosfera del borgo è stata accesa dal passaggio della solenne e tradizionale processione del Sacro Cuore, un momento di profonda devozione che ha visto sfilare le autorità cittadine sopra i meravigliosi tappeti di petali realizzati con mesi di lavoro. Il corteo religioso è stato accompagnato dalle note della banda musicale, che ha eseguito brani del repertorio classico solennizzando il percorso tra i vicoli in pietra e le piazze del paese.

A portare un’ondata di colore, ritmo e moderna vivacità è stata inoltre la spettacolare sfilata delle majorette, che hanno entusiasmato il pubblico di tutte le età con le loro coreografie precise, i costumi tradizionali e i volteggi acrobatici a tempo di musica. L'unione perfetta tra l'arte effimera dei fiori, l'impeccabile accoglienza culinaria offerta da Piero Angeloni in viale Umberto I e la bellezza delle sfilate popolari ha decretato il successo di questa storica edizione, che lancia Poggio Moiano verso traguardi turistici sempre più importanti per il futuro.

- SprayNews - Monica Macchioni

SABATO 27 GIUGNO DALLE ORE 21.00 PRESSO IL PAPEETE BEACH CLUB DI MILANO MARITTIMA L'INDIE MUSIC FEST NELL'AREA RISTORANTE CASA SPADONI

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Sabato 27 Giugno dalle ore 21.00 presso il Papeete Beach Club di Milano Marittima, nello spazio riservata al Ristorante Casa Spadoni si terrà l’ Indie Music Fest.

L’evento vedrà sul palco tre artisti d’eccezione, interessanti per le loro peculiarità:
LENS è un musicista e cantautore bolognese appassionato di musica fin da bambino, ed e’ reduce dal successo di Favole e oggi sta in promozione col nuovo brano Direzione.

Egli e’ in grado di trasformare le emozioni più profonde in immagini suoni e scrittura in un modo inedito e del tutto originale.

Beatrice Bigoni e’ cantante, presentatrice e imprenditrice: 23 anni, nata e cresciuta a Bologna.

Ilaria Argiolas e’ una cantautrice di origine sarda poi adottata dalla periferia sud di Roma dove inizia a costruire la sua musicalità dallo stile provocatorio e rockeggiante.

La serata, organizzata da PMS Studio e presentata da Sauro Moretti, vedrà anche la partecipazione di Evelina Sgarbi in qualità di ospite d’eccezione.

È inoltre possibile prendere parte alla cena che precede le esibizioni, organizzata da Casa Spadoni Mercato Coperto On The Beach, a base di pesce, dalle ore 21.00, mentre gli artisti inaugureranno il concerto gratuito dalle ore 22.00, esibendosi in una serie di brani inediti.

Per info e prenotazioni è possibile contattare il numero telefonico 349 371 7477 oppure tramite l’indirizzo mail bagnopapeete@casaspadoni.it

Ufficio stampa Monica Macchioni per PMS Studio cell. 3351515143

- SprayNews - Monica Macchioni

NESSUNO E' IL GIUDICE DELL'ANIMA ALTRUI

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di Letizia Bonelli

“Homo sum, humani nihil a me alienum puto” «Sono un uomo, e nulla di ciò che è umano ritengo estraneo a me».

Questa celebre espressione di Terenzio racchiude forse una delle più alte lezioni morali che la storia ci abbia consegnato, comprendere l’altro prima di giudicarlo.

Viviamo in un tempo straordinariamente connesso e paradossalmente, sempre più incline alla condanna immediata.

Basta un’opinione, una scelta di vita, una convinzione, una parola fuori dal coro perché qualcuno si senta autorizzato a puntare il dito, ma chi può davvero arrogarsi il diritto di essere giudice dell’esistenza altrui?

La filosofia ci insegna che la conoscenza autentica nasce dall’umiltà.

Socrate, il padre del pensiero occidentale, costruì la sua sapienza attorno ad una frase destinata ad attraversare i secoli: «So di non sapere»un’affermazione che non esprime debolezza, bensì consapevolezza dei limiti umani.

Forse dovremmo ripartire proprio da qui, dal riconoscere che nessuno possiede tutta la verità, nessuno conosce fino in fondo il cammino dell’altro, che nessuno può comprendere interamente le ferite, le paure e le speranze custodite nel cuore di una persona.

L’Illuminismo ha fondato una delle sue più grandi conquiste sul valore della libertà individuale.

Voltaire, pur nella complessità delle interpretazioni storiche delle sue parole, è diventato simbolicamente il difensore di un principio essenziale: il diritto di ogni individuo ad esprimere il proprio pensiero senza essere perseguitato per questo.

La libertà non è un favore concesso dal potente al debole, è una dimensione naturale della dignità umana.

Libertas est inaestimabilis res.

La libertà è un bene senza prezzo; eppure la libertà autentica non coincide con l’arroganza, né con l’insulto, né con l’aggressione verbale.

La vera libertà cammina insieme alla responsabilità, così come il rispetto cammina accanto alla dignità.

Possiamo avere idee differenti, possiamo professare convinzioni diverse, possiamo persino trovarci in profondo disaccordo, ma il dissenso non deve mai trasformarsi in disprezzo.

Una società civile non si costruisce eliminando le differenze, si costruisce imparando a convivere con esse.

Immanuel Kant sosteneva che ogni essere umano dovesse essere considerato sempre come un fine e mai come un mezzo.

È una lezione di straordinaria attualità, quando utilizziamo qualcuno come bersaglio del nostro pregiudizio, quando lo riduciamo ad un’etichetta, ad una categoria o ad uno stereotipo, stiamo negando proprio quella dignità che pretendiamo venga riconosciuta a noi stessi.

Ogni persona è molto più della definizione che le viene attribuita, è una storia,
è una coscienza, è un universo irripetibile.

Per questo motivo il rispetto non dovrebbe dipendere dalla somiglianza, dovrebbe nascere dall’umanità condivisa.

Dignitas humana inviolabilis est.

La dignità umana è inviolabile, questa non è soltanto una formula giuridica o morale, è un principio che dovrebbe orientare ogni relazione umana.

Oggi assistiamo spesso ad una cultura della sentenza permanente.

I tribunali dell’opinione pubblica emettono verdetti in pochi secondi.

I social network amplificano giudizi che talvolta ignorano la complessità delle vicende umane, ma la fretta è una cattiva consigliera della giustizia.

Comprendere richiede tempo, ascoltare richiede pazienza,rispettare richiede maturità, forse la vera evoluzione culturale non consiste nel convincere tutti a pensare allo stesso modo, ma nell’imparare a vivere insieme pur pensando in modo diverso.

Perché la ricchezza di una società non nasce dall’uniformità, nasce dal pluralismo, nasce dal dialogo, dalla capacità di riconoscere nell’altro non un nemico da combattere, ma una persona da comprendere.

Alla fine, ogni volta che puntiamo il dito contro qualcuno, dovremmo ricordare una verità semplice e disarmante: nessuno di noi è soltanto ciò che appare.

Siamo molto di più e forse la forma più alta di saggezza consiste proprio in questo, sostituire il giudizio con l’ascolto, il pregiudizio con la conoscenza, la condanna con il rispetto.

Perché una società davvero libera non è quella in cui tutti la pensano allo stesso modo, è quella in cui ciascuno può esprimere sé stesso senza paura.

In varietate concordia.

Nella diversità, l’armonia.

Ed è proprio in quella armonia che l’umanità ritrova la sua parte migliore.

- SprayNews - Monica Macchioni

CONTEMPORARY TRACKS TORNA A NAPOLI:; LA MOSTRA CHE INDAGA IL VOLTO DEL PRESENTE

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Si terrà martedì 16 giugno 2026 alle ore 17.00, presso Il Clubino, in via Luca Giordano 73, il salotto culturale presieduto da Piera Salerno, l’inaugurazione della seconda edizione della mostra “Contemporary Tracks”, un percorso espositivo che attraversa linguaggi, sensibilità e visioni dell’arte contemporanea, restituendo al pubblico uno spazio di riflessione autentica sul presente.

L’evento sarà curato dal critico d’arte Pasquale Lettieri, docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, da sempre impegnato nella valorizzazione dell’arte come strumento di coscienza, dialogo e identità culturale.

Esporranno gli artisti:

Rosario Buccione, Luigi Calì, Bruno D’Angelo, Dimitri Musella, Gaspare Natale, Patrick Pernet, Giovanni Spina.

“C’è molta volontà di rappresentazione in mezzo a noi, - spiega il critico Lettieri - che

è intrinseca dello stesso pensiero ed agire umano, che si materializza in un precipitare di frammenti, che vengono da forme e cercano forme, che qui e là vengono intraviste e intuite, tenute insieme da un meccanismo di azioni e reazioni, di dinamiche creative, che possono essere generate, da un quid, da un ineffabile, che via via si materializza e istituisce un codice, da una galassia di emozioni e sensazioni”.

“Contemporary Tracks” non è soltanto una mostra è una traiettoria umana ed estetica che racconta il nostro tempo attraverso segni, materia, colore e inquietudine creativa.

Ogni opera diventa una traccia lasciata nel presente, una domanda aperta sulla società contemporanea, sulla memoria e sulla necessità, oggi più che mai, di ritrovare nell’arte un linguaggio libero da superficialità e rumore.

In un’epoca dominata dalla velocità e dall’immagine consumata in pochi secondi, questa esposizione invita invece a fermarsi, osservare, ascoltare, perché l’arte autentica non urla: resta.

L’arte è tutta qui, si potrebbe dire, tutta in questo contesto, rappresentando l’ultima alchimia possibile, l’ultimo gioco dell’estrosità e del nomadismo, dello scambio simbolico, no solo possibile, ma necessario, dove luce ed ombra stanno in equilibrio, in una equazione, tanto che le varie forme creative, s’intrecciano vicendevolmente, per scavare a fondo e per ergere a vetta, negando fondi e vette, per non negare se stesse, per continuare a sondare nel disordine e dargli un volto.

- SprayNews - Monica Macchioni

IL POZZO DELLA FORESTA: QUANDO L'ARTE TORNA A PARLARE IL LINGUAGGIO DELLA NATURA

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Di Letizia Bonelli

Ci sono luoghi che non si visitano soltanto.

Si attraversano con gli occhi, con il cuore e, soprattutto, con l’anima.

La Foresta Demaniale di Roccarainola è uno di questi luoghi.

Un luogo dove il silenzio non è assenza di suono, ma presenza di vita.

Dove gli alberi raccontano storie antiche e il vento sembra custodire memorie che l’uomo moderno ha quasi dimenticato.

È qui che prende forma “Il Pozzo della Foresta”, l’opera di Christian Leperino, presentata come un’esperienza che supera i confini dell’arte tradizionale per trasformarsi in un dialogo profondo tra uomo e natura.

Parlare di Christian Leperino significa parlare di un artista contemporaneo che non si limita a creare opere, ma costruisce ponti.

Ponti tra il visibile e l’invisibile, tra la materia e lo spirito, tra la contemporaneità e quella dimensione ancestrale che continua ad abitare ogni essere umano.

In questo senso Leperino assomiglia quasi a uno sciamano moderno.

Non perché invochi magie, ma perché ci invita a riconnetterci con ciò che abbiamo smarrito: il rapporto autentico con la terra, con l’acqua, con gli animali, con il mistero della vita.

Il pozzo, simbolo centrale dell’opera, non è soltanto una struttura fisica.

È una metafora universale.

Il pozzo custodisce l’acqua e l’acqua è vita.

È origine, rinascita, purificazione.

È il luogo da cui si attinge ciò che è essenziale. In una società che corre incessantemente verso il superfluo, il pozzo ci ricorda la necessità di tornare all’essenziale.

Ed è impossibile, osservando questa installazione immersa nella foresta, non pensare a San Francesco d’Assisi.

Il santo che parlava agli uccelli, che vedeva fratelli nel sole e nella luna, che chiamava il lupo “fratello” e non “bestia”.

Il santo che aveva compreso una verità che oggi appare rivoluzionaria: l’uomo non è padrone della natura, ma parte di essa.

La presenza dei lupi che abitano questi boschi rende ancora più suggestiva questa riflessione.

Il lupo, spesso percepito come simbolo di paura, diventa qui emblema di equilibrio e appartenenza.

Come nel celebre episodio francescano del lupo di Gubbio, ciò che temiamo può diventare ciò che comprendiamo, e ciò che comprendiamo può finalmente essere rispettato.

L’opera di Leperino sembra allora trasformarsi in una moderna lauda francescana, una meditazione contemporanea sul rapporto tra l’essere umano e il creato.

L’arte contemporanea, quando è autentica, non cerca soltanto di stupire.

Cerca di interrogare.

Di scuotere.

Di generare consapevolezza.

Troppo spesso si pensa che l’arte contemporanea sia distante dal pubblico. In realtà, i grandi artisti contemporanei sono coloro che riescono a dare forma alle domande del nostro tempo.

E Christian Leperino appartiene a questa categoria.

La sua ricerca artistica si autoafferma non per imposizione, ma per necessità.

Perché nasce da una visione che trova nella natura il proprio linguaggio e nella coscienza collettiva il proprio interlocutore. In un’epoca dominata dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, “Il Pozzo della Foresta” ci invita a compiere un gesto semplice ma rivoluzionario: fermarci.

Fermarci ad ascoltare il rumore dell’acqua.

Fermarci a osservare gli alberi.

Fermarci a riconoscere che esiste una saggezza antica che continua a vivere nelle foreste, nei sentieri, negli animali e nei silenzi.

Forse è proprio questa la grande forza dell’opera: ricordarci che il paradiso non è sempre altrove a volte si trova nel cuore di una foresta e basta avere il coraggio di scendere fino al pozzo per ritrovare noi stessi.

- SprayNews - Monica Macchioni

QUESTA SERA EVELINA SGARBI,ORE 23.00, AD ARSENALE CENCI PRESENTA “NATA SGARBI”

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Questa sera, SABATO 13 GIUGNO alle ore 23.00 ad Arsenale Cenci, Via Beatrice Cenci 8, a Roma, si terrà l’inaugurazione di un nuovo format “UN LIBRO A MEZZANOTTE”.

Verrà infatti presentato il libro di EVELINA SGARBI, “NATA SGARBI”, PIEMME Edizioni.

Saranno presenti - oltre all’autrice Evelina Sgarbi figlia del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi  - VALENTINA VIRGILI, Docente, Storica e Critica dell’Arte, FRANCESCO COZZA CAPOSAVI, docente, Presidente Associazione Dimore Storiche Lazio e Consigliere del Ministro della Cultura.

Modera: Arbiter.Art

Arsenale Cenci è un esclusivo arts circle e spazio polifunzionale situato all'interno dello storico complesso di Palazzo Cenci, nel cuore del centro storico di Roma (Rione Regola, vicino a Monte Cenci).

- SprayNews - Monica Macchioni

IL POZZO DELLA FORESTA, PRESENTAZIONE DELL'OPERA DI CHRISTIAN LEPERINO

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Continua la rassegna artistica New Paradise nella Foresta Demaniale di Roccarainola.

Il nuovo appuntamento dell’iniziativa patrocinata dall’Accademia di Belle Arti di Napoli e promossa dalla società cooperativa A.T.S. Monte Maggiore, presieduta da Ugo Fragassi, inserita in un più vasto progetto di riqualificazione forestale finanziato dalla Regione Campania, si terrà presso la località Fossa Agnone, all’interno della suggestiva foresta rocchese, lunedì 15 giugno 2026 alle ore 11.00, e vedrà protagonista l’artista Christian Leperino.

Il progetto, curato dal critico d’arte Pasquale Lettieri, prevede l’installazione permanente di opere di artisti di fama internazionale, che faranno della foresta, immersa nel Parco Regionale del Partenio, un vero e proprio museo a cielo aperto.

Le maestranze della A.T.S. Monte Maggiore, operai assunti con clausola specifica, sono schierate al fianco dei grandi artisti, coinvolti in una esperienza laboratoriale e facturale di eccellenza, un’arte che non vive più soltanto per il bello estetico, ma all’insegna della ecosostenibilità e del suo essere per l’altro.

“Christian Leperino – spiega il critico d’arte Lettieri – è artista di doppia poetica, formale, classicheggiante, per la sua imponente cultura accademica, informale, sperimentale, nella sua ricerca, senza che l’una abbia negata l’altra, anzi, paradossalmente integrate nella loro oppositività speculare, a testimonianza perenne che l’arte creativa si serve della tecnica, ma non è necessariamente ascrivibile ad essa, potendosi esprimere in modi diversi, anche oppositivi, obbedendo ai parametri della nostra antropologia della modernità, basata e connotata, sulle sfumature imprendibili del desiderio, dell’originalità, della sperimentazione.

Rivitalizzare artisticamente l’antico pozzo della foresta, come esercizio della memoria, rappresenta il recupero di una identità negata dalla globalizzazione, in cui tutti siamo costretti dialogare, ma a condizione di rimanere nella propria sfera sentimentale e morale”. Interverranno oltre l’artista, Ugo Fragassi, Presidente della società cooperativa A.T.S. Monte Maggiore, Pasquale Lettieri, critico d’arte e docente universitario, Paolo Valerio, artista e docente Università Federico II, Salvatore Faugno, docente Università Federico II.

Porteranno i loro saluti istituzionali Giuseppe Russo, sindaco di Roccarainola, Luca Trapanese, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania e Fiorella Zabatta, Assessora della Regione Campania alle Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura e Tutela degli animali.

Artisti esposti in permanenza: Tony Afeltra, Elisa Cantarelli, Pietro De Scisciolo, Maurizio Elettrico, Michelangelo Galliani, Christian Leperino, Andreas Lüthi, Alfredo Maiorino e Francesco Scialò.

- SprayNews - Monica Macchioni