MERITOCRAZIA ITALIA PER GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DANZA: LA DANZA NON E' SOLO SPETTACOLO, MA PATRIMONIO VIVO DA TUTELARE
Il 29 aprile si celebra, dal 1982, la Giornata Internazionale della Danza, istituita dal CID (International Dance Council) con l’obiettivo di rendere omaggio a questa straordinaria forma d’arte e di espressione universale. Una ricorrenza che invita a riflettere sul valore della danza in tutte le sue declinazioni, accendendo i riflettori su un linguaggio che attraversa culture, epoche e confini.
La danza, intesa nella sua essenza più ampia, rappresenta una delle forme espressive più antiche dell’umanità: un linguaggio non verbale, fisico ed emozionale, capace di tradurre in movimento la complessità dei sentimenti umani. Attraverso una molteplicità di stili e tecniche, essa consente di comunicare emozioni profonde, raccontare storie e costruire identità, rendendo il corpo strumento consapevole di arte e narrazione.
Questa giornata nasce anche per valorizzare un intero comparto che coinvolge milioni di persone nel mondo: danzatori e danzatrici, insegnanti, maestri ripetitori, coreografi e numerosi professionisti che, con dedizione e sacrificio, contribuiscono quotidianamente alla diffusione e allo sviluppo della danza, sia a livello amatoriale che professionale.
In Italia, tuttavia, il settore continua a soffrire di una diffusa sottovalutazione culturale e sociale. La danza viene spesso percepita come un’attività marginale, sospesa tra intrattenimento e hobby, anziché come una vera professione. Questo atteggiamento si riflette anche nei contesti istituzionali e culturali più prestigiosi, dove il comparto tersicoreo è frequentemente relegato a un ruolo secondario.
Eppure, la danza affonda le sue radici proprio nel nostro Paese. L’Italia, culla di importanti tradizioni coreutiche, ha visto nel tempo questa disciplina svilupparsi e consolidarsi soprattutto all’estero, dove ha trovato maggiore riconoscimento, strutturazione e dignità professionale. Oggi, molti giovani talenti italiani sono costretti a cercare opportunità fuori dai confini nazionali, in contesti più meritocratici e attenti alla valorizzazione delle competenze artistiche.
Il settore è inoltre caratterizzato da una forte precarietà: pochi contratti stabili nelle Fondazioni Lirico-Sinfoniche e numerosi professionisti impiegati su base stagionale o a progetto. Una condizione che contrasta con il lungo e impegnativo percorso formativo richiesto per diventare danzatori, spesso intrapreso fin dall’infanzia e sostenuto con grandi sacrifici.
Alla luce di questo scenario, Meritocrazia Italia propone una serie di azioni concrete per il rilancio e la valorizzazione del comparto danza:
- riconoscere socialmente e istituzionalmente l’alta formazione professionale dei danzatori;
- valorizzare il ruolo educativo e pedagogico della danza come disciplina formativa;
- aumentare le opportunità lavorative negli enti lirici e nelle istituzioni culturali;
- investire nella qualità dei percorsi formativi, a partire dalla preparazione degli insegnanti;
- promuovere e sostenere i talenti italiani, spesso apprezzati all’estero ma poco conosciuti in patria;
- incentivare la diffusione della danza come strumento di cultura e crescita per le nuove generazioni;
- allineare il comparto agli standard europei, rafforzandone struttura e riconoscimento.
La danza non è solo arte: è cultura, disciplina, educazione, lavoro. È un mondo ricco e articolato che merita attenzione, rispetto e sostegno continuo.
- SprayNews - Monica Macchioni






