FESTIVAL E PREMIO IUSARTELIBRI IL PONTE DELLA LEGALITA’ 2026

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Non c’è Futuro senza Memoria: Il Diritto alla Speranza Civile

Con l’Alto Patrocinio della Commissioni Cultura della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, della Fondazione Città del Libro, del Centro Lunigianese di Studi Giuridici, delle Biblioteche di Roma, dei Comuni di Roma Capitale, Roccella Jonica e di Pontremoli, il Premio IusArteLibri Il Ponte della Legalità, ideato e presieduto dall’avv. Antonella Sotira è giunto alla sua XVI° edizione.

Il prestigioso concorso letterario- giuridico, originale progetto di counselling giuridico e contaminazione culturale, dal 2023 anche format televisivo e networking fra editori ed autori, è oggi fra i più apprezzati Festival dell’Arte e del Diritto, che il Presidente Federico Mollicone ha incluso nel calendario delle iniziative nazionali definendolo il “più eversivo del panorama culturale”.

La presentazione ufficiale dei libri vincitori della selezione IusArteLibri e delle sezioni speciali, fuori concorso, verrà fatta nella conferenza stampa del 09. Febbraio. 2026 alle 17:30 al Senato della Repubblica nella Sala di Santa Maria in Aquino, con i saluti istituzionali della Sen. Daniela Sbrollini, del Presidente Mollicone e del magistrato Cosimo Ferri, nella sua veste di Consigliere della Fondazione Bancarella.

L’ideale ponte di libri fra Terre e Uomini di Valore, ogni anno si arricchisce di sinergie con Associazione e Circoli letterari, alla ricerca di insoliti luoghi da trasformare in Buen Ritiro per scrittori giuristi.

Il tema scelto per questa edizione, “Non c’è Futuro senza Memoria”, ispirato alla celebre frase di Primo Levi, proietta i tanti E-lettori del concorso nella intrigante sfida della lettura fra saggio, romanzo, biografia e manuali di diritto. Alla domanda se il diritto è un arte o se l’arte è un diritto, si aggiunge l’enigma della “lettura”. La poeta Antonella Pagano introdurrà il progetto della “Lettura incantamento di luoghi e di cuori”, che dal 2018 dal Castello Carafa di Roccella Jonica è approdato alle ville Barocche di Pontremoli, alle Domus romane di Palazzo Valentini ed al Museo dei Fiorentini di Via Giulia sino ad incarnarsi nelle stole, negli abiti e nei libri di taffetà dipinti a mano dalla stessa Pagano.

Anche per questa edizione non mancherà lo speciale spazio dedicato alla battaglie femminili ed alle donne mirabili. Per il mese di marzo è infatti previsto un evento internazionale in omaggio alla politica ed avvocata francese Gisele Halimi, con la sinergia delleassociazioni femminili La Rivincita di Massadi Pro.Do.Med Donne del Mediterraneo, Acmid Donna Onlus e Centro Averroè.

Tutti i libri già vincitori del premio selezione, saranno presentati al Senato o in Salotti nelle Città dove sono istituiti i Collegi E-lettori, a cui quest’anno si aggiungono Genova e Torino, animati da relatori illustri scelti fra i giuristi e gli accademici del Direttivo e la Grande Giuria degli scrittori che hanno vinto le precedenti edizioni del Premio, arricchiti da performance di attori e musicisti e momenti conviviali.

L’eterno simposio con Uomini di Valore, resta l’unico modo per immaginare il Futuro, mappare radici, usi, tradizioni, conflitti mondiali, vecchie e nuove ingiustizie ma anche nuovi diritti alla bellezza e alla speranza.

Attesissimo l’intervento dello scrittore francese Daniel Pennac e la premiazione di Aldo Cazzullo a rendere omaggio al Grande Francesco, uomo del Mediterraneo, simbolo di mitezza e umiltà, di pace e di un necessario rinascimento.

Elenco libri selezionati per l’edizione 2026 del Concorso e del Festival

IusArteLibri Il Ponte della Legalità

Per la sezione del Concorso “Miglior Romanzo IusArteLibri”

i vincitori del premio selezione sono

  1. INDOMITA (edito da Castelvecchi)

dell’avv. Civita di Russo

2. UN GIORNALISTA D’INCHIESTA (Linea Edizioni)

del magistrato Fabio Pilato

3. IL CORAGGIO DI ROSA. Storia di una donna che ha ripudiato la ’ndrangheta

( Rubettino editore) della magistrata Marisa Manzini

4. LA COLPA DI TACERE ( Morellini editore)

della magistrata Daniela Dawan

5. LAZARE. Sogni di un concasseur ( Castelvecchi editore)

Di Don Ennio Stamile

6. PEPI L’AMERICANO ( Rubettino Editore)

di Rossella Scherl

Per la sezione del Concorso IusParole per Barbara -Biografie Ispirative

1. L’INVIDIA DEL PENE ( Frascati e Serradifalco Editore)

della giornalista Marzia Roncacci

2. ALBERI SENZA RADICILa storia vera di un viaggio tra due mondi

(editore Comunica Books Edizioni,) di Karima Abdel Razek

3.COMMISSARI. Storie di Vita

(Aletti editore) di Wilson Marconi

Per la sezione del Concorso “ISaggi IusArteLibri”

i vincitori del premio selezione sono

1.STORIA DI GAZA ( editore Il Mulino)

di Arturo Marzano

2.ETICA ED ECONOMIA (editore Kepown)

Di Daniele Damele

3.IL POTERE DI LinkedIn©.La guida definitiva per sfruttare il social network

professionale più importante al mondo (editore Gribaudo)

Di Davide Caiazzo

4.LOGICA DELL’INGIUSTIZIA. Abuso della ragione

(editore Autonomi) dell’avv. Pasquale Melissari

I premi speciali del Direttivo IusArteLibri

Premio Virtus Animia

Francesco. Il primo italianodi Aldo Cazzullo

Premio Ultra Fidem a Il mio Assassino

( Feltrinelli editore) di Daniel Pennac

Premio Imago a Nudo tra sacro e profano

( editore Cantagalli)di Monica Marangoni

Premio Ars Iuridica

a Il diritto dell'arte contemporanea

(editore Giappichelli) di Angelo Chianale e Fabio Marino

Premio Femina Mirabilis

a Una feroce Libertà – Gisele Halimi

(fveditore) di Annick Cojean

- SprayNews - Monica Macchioni

VALENTINO ROSSI- EVELINA SGARBI DEFINITI UN FORMAT….

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EVELINA SGARBI: “SE NON SEI RICCO NON SOFFRI E NON HAI DIRITTO A SALVARE TUO PADRE”

“Ecco la prova del 9!

Oggi su Rai1 a La Vita in diretta esce questo divertente paradosso da parte di un opinionista: se sei affermato, ricco e famoso, come Valentino Rossi e provi a dimostrare che tuo padre e’ plagiato dalla sua compagna ed e’ stato circonvenuto, allora si che passi per il figlio sofferente che soffre veramente perché hai i soldi e il successo e quindi il tuo amore e’ sincero.

Se invece non sei affermato e famoso e neanche così ricco,- come la sottoscritta – allora le tue mosse sono dettate solo da interesse e non e’ credibile che tu ti preoccupi per tuo padre e sia in ansia per lui e le sue condizioni di salute che nel caso di mio padre Vittorio sono purtroppo palesemente gravi e visibili ad occhio nudo.

Perché contro ogni evidenza e’ manifesto che tu sia interessato solamente ai suoi soldi.

Questo e’ in sintesi il pensiero di Roberto Alessi su Valentino Rossi e la sottoscritta.

L’opinionista e scrittrice Barbara Alberti, invece, accecata dall’amore verso ciò che è stato mio padre e che purtroppo oggi non è più, si scaglia contro i figli in generale che vogliono dimostrare che i genitori non sono più in grado di badare a loro stessi.

In pratica io Evelina Sgarbi e Valentino Rossi siamo un format, oppure anche definibili una medaglia a due facce”

- SprayNews - Monica Macchioni

TURNER PRIZE, PROPOSTO UFFICIALMENTE IL NOME DEL MAESTRO FRANCESCO GAROFALO

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Nel panorama dell’arte contemporanea internazionale giunge in queste ore una notizia di straordinario rilievo: il Maestro Francesco Garofalo è stato ufficialmente proposto per il Turner Prize, uno dei riconoscimenti artistici più prestigiosi e influenti al mondo, e la richiesta per la sua candidatura e stata consegnata al Maestro solo poche ore fa, segnando un momento di particolare importanza nella sua carriera.


Il Turner Prize, istituito nel 1984 e considerato il premio simbolo dell’arte contemporanea britannica e internazionale, viene assegnato ogni anno ad artisti che si distinguono per ricerca, innovazione e impatto culturale, e si svolge tradizionalmente nel Regno Unito, con eventi espositivi e cerimonie ospitati in sedi museali di assoluto prestigio, tra cui Tate Britain, punto di riferimento globale per l’arte moderna e contemporanea.

La candidatura di Garofalo a questo riconoscimento rappresenta una naturale conseguenza di un percorso costruito su solide basi accademiche in Storia e Critica dell’Arte e su una produzione artistica che ha saputo imporsi a livello internazionale grazie a un linguaggio figurativo inconfondibile, sviluppato attraverso l’uso magistrale dell’aerografo e della spatola e consacrato soprattutto nel genere del ritratto, dove l’iperrealismo tecnico si fonde con una profonda indagine psicologica.

Nel corso degli anni, questa cifra stilistica lo ha reso uno degli artisti più richiesti da personalità di primo piano del mondo dello spettacolo, della politica e della finanza mondiale, consacrandolo come “l’artista dei VIP” e collocandolo stabilmente in un circuito di committenze e collezionismo di altissimo profilo.

Parallelamente alla pratica artistica, Francesco Garofalo si è affermato come uno dei critici d’arte più apprezzati nel panorama internazionale, grazie a un’intensa attività di scrittura, di analisi e di divulgazione culturale, rafforzata dal suo ruolo di giornalista iscritto all’Albo e da una costante presenza nel dibattito contemporaneo.

La sua carriera è scandita da numerosi riconoscimenti, premi e partecipazioni a rassegne di rilievo, tra cui contesti legati alla Biennale di Venezia, Spoleto Arte e selezioni europee di prestigio, oltre a una significativa presenza espositiva internazionale.

Sul piano istituzionale, Garofalo ricopre incarichi di responsabilità come docente e preside in ambito storico-artistico ed è oggi Segretario di Minerva Associazione Europea Critici d'Arte Italia, ruolo che lo colloca al centro delle dinamiche culturali italiane ed europee, mentre sul versante editoriale è Direttore di JTV Magazine, prestigioso magazine di lusso dedicato ad arte, cultura e lifestyle.

La forza e la riconoscibilità del suo linguaggio visivo hanno generato nel tempo un ampio fenomeno di imitazione, arrivando in alcuni casi alla copia non autorizzata di opere, con segnalazioni di riproduzioni circolate anche in Cina, a conferma dell’impatto e della diffusione del suo stile.

A tutto questo si affianca un impegno concreto nel sociale, che vede Francesco Garofalo operare come consulente per Fondazione MAI e Fondazione Sospiro e JTV Foundation, mettendo arte e competenze al servizio di progetti dedicati alla fragilità e all’inclusione.

La proposta di candidatura al Turner Prize non è quindi un episodio isolato, ma il riconoscimento internazionale di un percorso complesso e autorevole, che conferma Francesco Garofalo come una delle figure più complete e incisive del sistema dell’arte contemporanea globale.

- SprayNews - Monica Macchioni

CHIESA VETERO CATTOLICA APOSTOLICA FIDELITAS, IL PATRIARCA NUNES RESPINGE LE DIMISSIONI DI PADRE MAURIZIO RAIMONDO

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Alla notizia propalata nel mondo ecclesiastico – Sinodo internazionale, Chiese sorelle e istituzioni civili - delle dimissioni di Sua Beatitudine, il Patriarca Maurizio Raimondo con la conseguente estinzione della Chiesa Vetero Cattolica Apostolica Fidelitas in Italia è scattata una mobilitazione generale con pioggia di telefonate di solidarietà e pressioni per indurre il Prelato a fare retromarcia e a ripensarci.

Il Patriarca Paulus Nunes, fondatore della Chiesa Vetero Cattolica Fidelitas, infatti, non ha accettato le dimissioni, repingendole con forza e invitando il Patriarca da lui stimato negli anni per le opere fatte, a ripensarci e a proseguire la sua missione, riconfermandolo nel suo ruolo.

Il Patriarca Nunes ha stabilito con il Sinodo internazionale che il Patriarca Raimondo in Italia sarà affiancato solo ed esclusivamente da Vescovi ausiliari dell' America Latina, non esistendo alcun prelato di nazionalità italiana che appartiene alla sua Chiesa.

La Chiesa Vetero Cattolica Apostolica Fidelitas non ha nessun Vescovo italiano o altro prelato di nazionalità italiana di sua appartenenza se non Sua Beatitudine Raimondo.

Non risulta infatti alcun altro membro della Chiesa Fidelitas iscritto nei Registri di Vescovi italiani.

Ecco qui di seguito il messaggio del Patriarca Paulus Nunes al Patriarca Maurizio Raimondo e la sua riconferma nel ruolo e la Benedizione

“Patriarca Maurizio, questo mi rende molto onorato perché conosco la tua benevolenza nei nostri confronti ogni volta che abbiamo bisogno del tuo sostegno spirituale e talvolta finanziario.

Sappi che in tutto il mondo stiamo crescendo così tanto che è quasi spaventoso, e abbiamo

bisogno di uomini come te per sostenere i tentacoli della Chiesa e della missione.

Pertanto, sono onorato e so che sarai sempre il Patriarca d'Italia, Malta e San Marino, ma ho solo una parola: soprattutto, l'etica e l'atteggiamento sono i miei punti di forza.

Pertanto, non accoglierò la tua richiesta di andartene perché Dio mi ha toccato e mi ha detto:

"Questo è il mio servo, e rimarrà con te nella vera Chiesa di Cristo".

Cordiali saluti dal Patriarca

+Dom Paulus Nunes-sce”

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SGARBI, EVELINA NOMINA SUO MANAGER SAURO MORETTI, EX MANAGER DEL PADRE VITTORIO SGARBI

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E’ ufficiale. Evelina Sgarbi ha scelto Sauro Moretti l’ex manager del padre Vittorio Sgarbi come suo consulente di immagine e manager.

Romagnolo d’origine, trasversalissimo ai partiti, ben voluto da sempre dai giornalisti, Sauro Moretti e’ stato negli ultimi 25 anni la figura di riferimento di Vittorio Sgarbi, più di un manager e più di un assistente, un consigliere fidato che lo ha riabilitato con Berlusconi dopo qualche anno di gelo e lo ha riportato nei salotti che contano.

Moretti nasce come Assistente Sanitario nel settore delle tossicodipendenze e nelle devianze in genere. Poi diventa imprenditore nel settore dello spettacolo, dalle radio e tv nazionali, ai locali di intrattenimento e alla musica. Li incontra Vittorio Sgarbi e ne nasce un indissolubile sodalizio di successo.

L’ex manager di Vittorio, dopo 1 anno sabbatico lontano dal Professore, ha ritrovato con Evelina Sgarbi la voglia e la motivazione per ritornare in pista e ha deciso così di strutturarsi per offrire ai vip - mondo dello spettacolo, della politica, delle grandi aziende, servizi al top all inclusive nei seguenti settori:
- manager per artisti, attori, cantanti e gruppi musicali e relativa specifica contrattualistica, forte di una esperienza pluridecennale con Mediaset e Rai
- strategia della comunicazione
- ⁠relazioni istituzionali
- ⁠marketing aziendale
- eventi
- ufficio stampa
- social media manager
- editoria e libri
- internazionalizzazione aziendale soprattutto in Albania e nei Balcani
- ⁠relazioni col mondo bancario e assicurativo

Responsabile della comunicazione e dell’ufficio stampa della MORETTI MANAGEMENT e’ Monica Macchioni.

Macchioni.ufficiale@gmail.com  ‪+39 331 453 8030

Sauro Moretti +393400779137

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VIBRAZIONI AL FEMMINILE

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Una mostra di
Paolo Peverini

La figura della donna nell’arte si è trasformata durante gli anni, partendo da simbolo di fecondità e prosperità, passando per essere il supremo ideale di bellezza, fino ad arrivare a una rappresentazione sempre più complessa, più profonda, viaggiando di pari passo con come la donna venisse vista nei vari periodi storici.

É proprio da quando la donna ha rivendicato i propri diritti inalienabili, che anche nell’arte si è iniziato a vederla sempre meno come un oggetto di pura e sistematica bellezza, e sempre più come ciò che davvero è: sia arte, sia artista, ma soprattutto pari.

Echi Aquesiani, Paolo Peverini 3 - SprayNews - Monica Macchioni

L’arte di Paolo Peverini, artista romano classe 1984, invece, la trasforma in vere e proprie vibrazioni, tra i colori ‘vibranti’ e ciò che invece l’opera trasmette; in inglese le chiamano “vibes” che – oltre ad essere, appunto, le vibrazioni – sono proprio i sentimenti che ti trasmettono qualcosa/qualcuno, o un’esperienza vissuta, sono la sintonia che provi a riguardo.

Paolo e la sua arte fanno tesoro del fatto che bisogna vibrare al punto giusto, trovare la giusta frequenza su cui sintonizzarsi, ascoltare e vedere cosa ne viene fuori.

Come racconta lo stesso artista, lui ha trovato in giovane età quella frequenza sulla quale è diventato un maestro nell’esprimersi; racconta di come a quattro anni era già immerso nel disegno e passava dal disegnare sul suo computer, per poi trasferirlo sui fogli: un dualismo tra digitale e pittorico che sembra essere un vero e proprio ossimoro, ma che invece trova un filo conduttore che unisce pixel e pennelli, schermi luminosi e superfici ruvide, tecnologia e memoria.

Questo filo ha un nome: Paolo Peverini, protagonista, insieme alle artiste Rita Minestrelli e Claudia Crisanti, della mostra ‘Echi Aquesiani’ nello spazio espositivo ‘Frangigenarte’ di Acquapendente, aperta al pubblico dal 29 agosto 2025.

Nel cuore dell’Alta Tuscia, infatti, tra le pietre antiche e il respiro accogliente della terra, Peverini porta la sua visione: un’arte che non si accontenta del digitale, ma lo sfida, lo sporca, lo rende carne, vivo, tangibile.

Tangibile come la sua ispirazione e sperimentazione con il WPAP (Wedha’s Pop Art Portrait), una tecnica indonesiana sviluppata negli anni ‘90, che scompone i volti in geometrie nette e tonalità accese, trasformando un viso dal tono quasi realista in un misto tra ciò che può apparire spesso quasi come ‘cubismo’, e digitale, in un dualismo continuo tra antichità e modernità, passato e presente, un dialogo ininterrotto tra tecnica e istinto, tra pixel e pennello, dove le forme non raccontano un tempo, ma un’emozione.

Un’arte che, dunque, nasce dallo schermo, ma non si ferma lì e si reincarna in oggetti recuperati, materiali industriali dimenticati, superfici che trovano nuova vita tra geometrie spezzate e colori vibranti.

A tal proposito, Paolo si spinge oltre lo scopo primario di un pittore, ossia far arrivare al pubblico sé stesso tramite la proprio arte: ci mostra anche una strada alternativa al consumismo sfrenato e al continuo materialismo sterile che, con pubblicità su pubblicità, ci propinano quotidianamente; l’artista ci prende per mano per dimostrarci quanto sia efficace, funzionale, ma soprattutto sostenibile utilizzare materiali riciclati, scarti, far trovare, appunto, ‘una seconda possibilità’ agli oggetti.

Opere che non sono solo da guardare, ma da ascoltare.

Perché ogni quadro è un’eco che si perde nell’aria, ma una vibrazione che resta.

- SprayNews - Monica Macchioni

LA VERGOGNA

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Di Antonino Salsone

Un uomo, se buono e onesto con sè medesimo, non ha difficoltà a riflettere con oggettività sui suoi comportamenti, a soppesarli criticamente e, se del caso, ad arrossire sino a vergognarsi.

Siamo in tempo di quaresima, che per un cristiano è di fondamentale importanza, e la coscienza delle proprie colpe è un formidabile stimolo per compiere un esame interiore autentico. Non è facile farlo, ma chiunque, io per primo, se è veramente sincero, ha qualcosa di cui arrossire.

Purtroppo, però, sovente accade che l’esame di coscienza sia frenato dalla superficialità e dall’impudenza, tanto che, invece di arrossire, l’uomo fa della faccia di bronzo la sua maschera di vita. E lo fa senza ritegno, persino con ostentata volgarità.

Pensiamo a certi politici che pur dinnanzi al disvelamento della corruzione o della dolosa violazione dei diritti dei lavoratori, continuano senza imbarazzo la propria carriera.

O a certi imprenditori e professionisti che si prestano per denaro al gioco degli uomini del malaffare mafioso.

O a certi uomini e donne delle Forze dell’Ordine e della Magistratura che insozzano il biancore delle loro divise e toghe per abbracciare il lato oscuro.

Oppure a certi esponenti di associazioni private che pur di mantenersi al potere non si fanno scrupolo di fare imbrogli, dire falsità, probire la parola ed eliminare chi la pensa diversamente.

Ebbene, è giunto il momento che l’uomo si riappropri della capacità di vergognarsi, perchè attraverso di essa può effettivamente rigenerarsi.

- SprayNews - Monica Macchioni

L’UOMO DISPERATO.

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(Gustave Courbet, Uomo disperato, 1843-1845, olio su tela).

Di Antonino Salsone

Nello sguardo e negli occhi del pittore francese Gustave Courbet (“Uomo disperato” è un autoritratto) c’è un tratto animalesco, cioè una sorta di primigenia emozione interiore che lo atterrisce.

Si chiama disperazione!

Quando l’uomo non ha più speranza ed è oppresso da uno sconforto irrefrenabile, si lascia andare e si autoriduce a uno stato di infima consistenza.

Ma l’uomo disperato, specie quando non è intriso di coraggio (“la forza della disperazione”) ma anzi, essendo in mala fede, la paura si è impadronita del suo animo e la lucidità prima svanisce e poi si trasforma nella ricerca di un’autodifesa che è efficace solo nella sua testa, puó compiere qualsiasi gesto e diviene pericoloso per se stesso e per gli altri.

Si agita, reagisce, minaccia, grida, si insinua, dice menzogne e compie proclami falsi per accreditarsi come forte e sicuro, mistifica le situazioni a proprio vantaggio, cerca di eliminare chi gli si para davanti, insomma tenta di cancellare il proprio terrore trasferendolo ad altri uomini e così cercando, come una sorta di vampiro 2.0, di suggere la loro serenità e di perpetuarsi togliendo loro la forza vitale.

Per difendersi dall’assalto fisio-psichico del disperato, l’uomo sereno deve guardarlo negli occhi e osservare bene i suoi gesti, ben sapendo che così lo smaschererà e lo denuderà quasi completamente, facendolo restare coperto solo della sua adamitica crudeltà.

Infine, l’ultimo simbolico ponte levatoio da issare per proteggere lo stato di quiete è il sorriso.

All’uomo disperato e in mala fede niente fa più male del sorriso, anzi lo fa terrorizzare, lo confonde ancora di più e lo fa indurre nell’errore perchè non puó sopportare che l’uomo sereno non abbia paura delle sue bugie, minacce e fameliche farneticazioni.

Guardarlo negli occhi e sorridergli per commiserarlo, questa è la via, perchè l’uomo tranquillo e sicuro di essere nel giusto prevale sempre su quello oppresso da cattiveria, paura e sconforto.

- SprayNews - Monica Macchioni

LA FIORITURA DELLA RINASCITA

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Di Antonino Salsone

Anche il cuore più triste si rasserena alla vista di un mandorlo in fiore.
Lo sapeva certamente anche Vincent van Gogh quando dipinse il “Ramo di mandorlo in fiore” nel 1890.

Come nel mito greco l’amore tra Fillide e Acamante si sublimó nell’abbraccio del guerriero creduto morto a cui l’albero dell’amata donó una splendida fioritura segno di amore eterno, così ogni uomo pregno di spiritualità riceve la gratifica della speranza quando i suoi occhi incrociano un mandorlo fiorito.

Non bisogna mai perdere la spes perchè la rinascita è sempre alla portata dell’uomo e anche nei giorni d’inverno, come questi che stiamo vivendo, il mandorlo regala i suoi splendidi fiori di un nuovo risorgimento di idee, di passione e, finalmente, di giustizia.

- SprayNews - Monica Macchioni

IL PIFFERAIO

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Di Antonino Salsone

Stamane mi è capitato per mera casualità di imbattermi in un dipinto (di autore a me non noto) raffigurante il “Pifferaio di Hamelin”, meglio conosciuto come il “Pifferaio Magico”.

Si trattava di un incantatore che, su mandato del Borgomastro della città, la liberó dai topi, per poi, non essendo stato pagato dal suo committente, vendicarsi crudelmente incantando i bambini con il suono del piffero e portandoli via per sempre.

Il pifferaio, con buona pace dei musicisti che suonano questo antico strumento, nel significato comune e popolare (ma anche allegorico) è sinonimo di incantatore, di seduttore.

Posso dunque capire i ratti che vennero ammaliati dal suono imbroglione e trovarono la morte nelle gelide acque del fiume, peró, mi chiedo, come mai al giorno d’oggi, pur con tutti i mezzi di conoscenza e di verifica che possediamo e che ci consentono di sapere “vita, morte e miracoli” di chiunque e di vivisezionarne analiticamente il comportamento e i veri propositi, ci sono tanti “adulti” che abbandonano la testa e il cuore al suono del piffero e seguono silenziosi e obbedienti il maliardo?

E’ un vizio italico o è un morbo universale del tempo che viviamo?

Quale che sia la risposta poco importa, basta fare come Ulisse davanti alle sirene: tapparsi le orecchie con la cera e passare avanti, lasciando l’incantatore a rimanere, solitario, sullo scoglio.

- SprayNews - Monica Macchioni