VENEZIA83 - CLAUDIA CONTE DA IL VIA ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI CONEGLIANO – COLLINE DEL PROSECCO

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Il nuovo progetto cinematografico, diretto artisticamente da Claudia Conte e Maximilian Law, sarà presentato il 5 settembre al Lido di Venezia, nello spazio della Regione del Veneto e della Veneto Film Commission. Presidente Onorario Giorgio Pasotti.

Nasce la Mostra del Cinema di Conegliano – Colline del Prosecco, un nuovo progetto cinematografico che mette in dialogo cinema, cultura, talento e territorio nel cuore di uno dei paesaggi più riconoscibili e preziosi d'Italia: le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio Mondiale UNESCO.
I Direttori Artistici della Mostra sono il manager culturale Maximilian Law e la giornalista e conduttrice Claudia Conte che, in sinergia con Valentina Vendrame – Direttrice Operativa della kermesse – hanno dato vita al progetto con l'obiettivo di costruire un appuntamento capace di unire il linguaggio universale del cinema alla straordinaria identità culturale e paesaggistica del territorio.
La Mostra del Cinema di Conegliano nasce così con l'ambizione di valorizzare il patrimonio delle Colline del Prosecco attraverso il racconto cinematografico e di creare un nuovo luogo di incontro tra artisti, autori, interpreti, professionisti dell'audiovisivo e pubblico.

Presidente Onorario della Mostra sarà Giorgio Pasotti, attore e regista tra i più apprezzati del panorama italiano, con una carriera che si estende da tre decenni e che lo ha visto lavorare al fianco di registi del calibro di Paolo Sorrentino e Gabriele Muccino.
La sua presenza accompagnerà il percorso della nuova manifestazione, contribuendo a rafforzarne il legame con il mondo del cinema e con i suoi protagonisti.

Il progetto verrà presentato in anteprima nazionale sabato 5 settembre 2026, alle ore 19.00, presso l'Hotel Excelsior del Lido di Venezia, nello spazio della Regione del Veneto / Veneto Film Commission, in occasione dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.
Un debutto in uno dei contesti più prestigiosi del cinema internazionale, che segna ufficialmente l'avvio del percorso della nuova manifestazione.
A portare i saluti della Regione del Veneto sarà l'Assessore alla Cultura, Istruzione e Pari Opportunità Valeria Mantovan.
Interverranno inoltre l'On. Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati e il Sindaco di Conegliano, Fabio Chies, a testimonianza del forte legame tra la nuova manifestazione, le istituzioni e il territorio che la ospiterà.

IL PREMIO ALL'ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della Mostra, presentata da Claudia Conte, sarà conferito il Premio Eccellenza del Made in Italy a Fabia Maserati, in riconoscimento di una storia familiare e imprenditoriale che ha contribuito a costruire uno dei simboli più celebri dell'ingegno, del talento e dell'eccellenza italiana nel mondo.
Il riconoscimento assume un significato ancora più particolare in un momento di grande attenzione internazionale verso la storia della famiglia Maserati. In uscita prossimamente nelle sale ci sarà “Maserati: The Brothers”, il grande film internazionale dedicato alla straordinaria vicenda dei fratelli Maserati, diretto da Bobby Moresco e prodotto da Andrea Iervolino.
Un progetto cinematografico di grande rilievo internazionale che racconta la nascita di un marchio diventato nel tempo simbolo di ingegno, innovazione e Made in Italy nel mondo.
Cinema, memoria, impresa e Made in Italy si incontrano così in un momento speciale che interpreta pienamente la visione della nuova Mostra di Conegliano: raccontare, attraverso il linguaggio universale del cinema, grandi storie, talenti ed eccellenze capaci di rendere l'Italia riconoscibile nel mondo.

LE COLLABORAZIONI

La manifestazione è patrocinata dal Comune di Conegliano e vede nella Associazione Culturale Artiglio il proprio partner operativo e nella prestigiosa I.C.E. Agency il proprio partner di consulenza strategica.
A raccontare e accompagnare la nuova Mostra del Cinema saranno, in qualità di media partner, i due portali del Think Tank Eurocomunicazione, realtà che opera in stretto contatto con le istituzioni europee e che gode del patrocinio dell'Ufficio del Parlamento europeo in Italia e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
Ca’ Del Poggio, celebre resort adagiato sulle colline del Prosecco e teatro di una delle tappe più belle del Giro d’Italia, sarà l’hospitality partner.
Cinema e territorio saranno dunque al centro di un percorso comune, nel quale l'identità delle Colline del Prosecco diventerà parte integrante del racconto della Mostra.

FEDERCINEMA E LE NAZIONI UNITE

Nel corso della presentazione veneziana verrà inoltre proposta al pubblico una prima anteprima ufficiale di FederCinema, il nuovo network di festival di cui la Mostra del Cinema di Conegliano entra a far parte. Un progetto di rete – guidato sempre da Maximilian Law e Claudia Conte – che punta a creare occasioni di dialogo, collaborazione e valorizzazione tra realtà cinematografiche e culturali nazionali e internazionali.
Un ulteriore prestigio del network è avvalorato proprio dall’ingresso recente al Global Marketplace delle Nazioni Unite (UNGM) di Maximillian Law in qualità di Consulente strategico, nell’ambito di attività di promozione culturale sui Diritti Umani coordinate per l’Italia da Martina Manfredini in rappresentanza, anche, di United Planet Foundation, NGO accreditata all’Economic Social Council, Organo Amministrativo sempre in ambito Nazioni Unite.

IL PROGRAMMA

La Mostra del Cinema di Conegliano – Colline del Prosecco si articolerà nell'arco di tre giorni – dal 2 al 4 ottobre 2026 – e proporrà un programma dedicato al cinema e alla valorizzazione del territorio.

Sono previste:

- SprayNews - Monica Macchioni

L'ITALIA INCONTRA GLI EMIRATI ATTRAVERSO IL CINEMA: A VENEZIA LA PRESENTAZIONE DELLA SECONDA EDIZIONE DE "LA DOLCE VIA FESTIVAL"

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Venezia, Hotel Excelsior – Italian Pavilion
Giovedì 10 settembre 2026, ore 17.00

In occasione dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, l’Italian Pavilion ospiterà giovedì 10 settembre alle ore 17.00 la presentazione ufficiale del programma della seconda edizione de “La Dolce Via Festival”, iniziativa dedicata alla promozione della cultura cinematografica italiana e all’alta formazione dei giovani talenti degli Emirati Arabi Uniti.

Il Festival si svolgerà negli Emirati Arabi Uniti dal 26 al 28 ottobre 2026, con l’inaugurazione presso la Cultural Foundation di Abu Dhabi e le successive giornate all’American University in the Emirates di Dubai.

Promosso da A.N.G.E.L.S. – Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà APS, il progetto nasce per rafforzare il dialogo culturale tra Italia ed Emirati attraverso il cinema e formare i giovani talenti attraverso le eccellenze italiane del settore cinema.

Alla presentazione interverranno Simona Renata Baldassarre, Assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e della Famiglia e Servizio Civile della Regione Lazio; l’On. Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati; la Sen. Cinzia Pellegrino; l’On. Annarita Patriarca; Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà; e Benedetta Paravia, Vice Presidente di A.N.G.E.L.S. APS e Fondatrice de “La Dolce Via Festival”.

Il cinema come ponte tra Italia ed Emirati

Nato da un’idea di Benedetta Paravia, “La Dolce Via Festival” avvicina gli studenti universitari e post-universitari emiratensi delle Facoltà di Arti, Cinema, Media e Comunicazione alle eccellenze della cinematografia italiana e al patrimonio professionale e creativo delle sue scuole e dei suoi protagonisti.

Il progetto punta a creare un hub cinematografico italo-emiratino capace di favorire collaborazioni, joint venture e coproduzioni, sostenendo la crescita professionale dei giovani talenti locali e i rapporti con l’industria cinematografica italiana.

Dopo una prima edizione che ha visto protagonisti il regista e produttore Gabriele Mainetti, con la presentazione della sua trilogia, e l’attore Alessandro Preziosi, questa seconda edizione sarà dedicata in particolare ai giovani talenti della Regione Lazio, valorizzandone competenze, creatività e possibilità di confronto con il mondo universitario emiratino.

Diplomazia culturale e alta formazione

“La Dolce Via Festival” si inserisce in un’ampia strategia di diplomazia culturale, utilizzando il cinema come strumento di dialogo, conoscenza e cooperazione internazionale.

Il Festival nasce con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e della Regione Lazio.

Per la parte emiratina, l’iniziativa si svolge sotto gli auspici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale degli Emirati Arabi Uniti, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi.

- SprayNews - Monica Macchioni

LOLA STAR SI CONFESSA A “IL GRAFFIO”

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“SONO UNA DRAG QUEEN CHE VIVE E SI ESIBISCE ANCHE ALLA LUCE DEL SOLE. GUIDO TANTISSIMI GIOVANI ANIMATORI E ALLA POLITICA DICO: BASTA ODIO, LE NUOVE GENERAZIONI MERITANO ESEMPI MIGLIORI. AGLI LGBT: DIAMOCI UNA SVEGLIATA E SENTIAMOCI DAVVERO COMUNITA’ ”

Lola Star Il trasformista Francesco “MrCubanito” Gibilaro è l’anima della drag più amata in Romagna.

Tra i suoi modelli: Whoopi Goldberg e Vladimir Luxuria.

Sogno di lavorare stabilmente in teatro e di esibirmi nella mia Sicilia da cui sono stato costretto a scappare da giovane. 

Lontano da mia mamma, scomparsa tre anni fa. 

A lei dedico tutto il mio lavoro

Di Monica Macchioni

Lola Star è stata uno dei fenomeni dell’estate romagnola. Un tour di oltre 50 date lungo tutta la rivi
era, la direzione artistica del Rimini Village per il suo alter ego, Francesco “MrCubanito” Gibilaro, 35 anni,
trasformista e anima del personaggio drag più amato della Romagna che in esclusiva a Il Graffio dice la sua a 360 gradi sul mondo dello spettacol o ma anche sul tema dei diritti civili lgbt per i quali Francesco, sia in versione MrCubanito, sia Lola Star, è impegnato da oltre dieci anni, soprattutto nella lotta all’omotransfobia.

Lola Star, anzitutto che estate è stata?

“Una stagione straordinaria che come e più delle altre mi ha travolta.

A Rimini vivo in una realtà speciale,
forse dovuta alla magia intrinseca alla città di Fellini, cantata da grandissimi cantautori come Fabrizio De
André e Lucio Dalla, dove anche una drag queen può essere amata da tutti e, vi sorprenderà, fare spettacoli anche in pieno giorno sulla spiaggia…

Qualcosa che fino a pochi anni fa era semplicemente impensabile”.

Eppure anche questa estate continuiamo a sentire episodi di omotransfobia grave. Anche ad opera di giovanissi mi, a volte minorenni. Lei nasce animatore e ora continua a vivere quel mondo come formatore. Che idea si è fatto?

“Purtroppo è vero e inevitabile.

Negli ultimi dieci anni con l’aumento della libertà e della visibilità delle persone lgbt singole o in coppi a c’è stata una recrudescenza di intolleranza e violenza.

I giovani di oggi, gli adolescenti, sono una materia complessa.

Purtroppo l’adolescenza e gli anni immediatamente successivi, fino ai 18/19 anni, ovvero l’età che hanno anche i miei animatori, è fo rtemente permeabile.

E se attorno percepiscono idee e vivono in un contesto di rispetto, civiltà, inclusione, loro stessi diventano messaggeri di quei valori.

Ma se, dalla politica ai social, come in questo periodo escono solo parole, concetti estremi, spe sso
anche molto violenti che istigano all’odio e alla violenza contro ogni diversità, ecco che rischiamo seriamente di fare un salto indietro di mezzo secolo. Purtroppo la politica non aiuta. E ahimé nemmeno la politica gay”.

Cosa rimprovera alla politica e cosa alla politica gay?

“Alla politica rimprovero di aver dimenticato il significato della parola ‘politica’.

A scuola ci avevano insegnato che la politica doveva puntare al bene della ‘polis’, cioè della città, ovvero al bene comune.

Oggi anziché diffon dere questo tipo di valori e cultura, la politica punta sulla paura delle persone e non si
preoccupa di diffondere lei stessa odio per un presunto tornaconto elettorale.

Non parlo di destra e sinistra perché, purtroppo, mi sembrano perfettamente interscamb iabili e questo certo non è un bene”.

La politica gay continua a coincidere solo con la sinistra?

“In realtà no.

Sto vedendo movimenti interessanti anche a destra.

Penso al coraggio di una ragazza come Francesca Pascale che in qualche modo è diventata un riferimento.

Ma è da sola e pur affermando idee giuste completamente inascoltata nel centrodestra.

Nel centrosinistra quelli che sono diventati deputati e senatori hanno difeso un po’ la loro rendita di posizione.

Ultimo triste esempio il ddl Zan. L

a sinistra l’ha trasformato in un manifesto elettorale divisivo per spostare più elettori gay possibile ancora a sinistra…

Fatto sta che la legge contro l’omofobia non è stata approvata e anche molti italiani lgbt+ hanno votato convintamente Giorgia Meloni.

A tutte e tutti noi dico: diamoci una svegliata.

Creiamo davvero questa comunità che in Italia è sempre esistita solo a parole e mai per davvero”.

Ma oggi a destra c’è anche una prospettiva oltre la Meloni: il generale Vannacci. Si è fatta un’idea su di lui?

“Intanto non lo chiamerei più generale ma onorevole, eurodeputato dove è stato eletto con i voti della Lega.

Sentir parlare di remigrazione sinceramente nel 2026 non ha senso perché non è una soluzione per l’immigrazione, come certo non lo è neppure il modello spagnolo dell’invasione indiscriminata subita a Ceuta.

Sul tema dei diritti lgbt, poi, sentir dire che i gay possono guidare e essere curati in ospedale è deprimente, offensivo  e denota  – non fosse bastato il suo  libro  di irragionevole  successo  – una severa ignoranza sul tema dell’orientamento sessuale-affettivo e dei diritti che ne conseguono.

Due volte più grave perché in Europa, anche in partiti di estrema destra, c’è una maggiore apertura sul tema. Vorrei che anche la premier Meloni lo ricordasse perché ha già dialogato in passato con la comunità lgbt.

Quanto a Vannacci vorrei, invece, che la smettesse di aizzare quella che lui stesso chiama la feccia.

E’ un uomo di mondo a 360 gradi.

Le sue raffinate vestaglie estive parlano per lui…”. (Sorride).

confessa

Ricordiamo tutti un’immagine di una ventina di anni fa. Angela Merkel, la ex cancelliera tedesca di centrodestra, che dialogava in parlamento con una parlamentare in abiti da drag… 

“La ricordo e faceva anche sorridere.

Soprattutto perché in quegli stessi anni in Italia abbiamo avuto, per un paio d’anni, deputata la bravissima Vladimir Luxuria, per la quale provo affetto e gratitudine particolari, che invece quasi si doveva vestire da suora per farsi ‘accettare’ in aula.

Sono passati vent’anni e non credo la situazione sia migliorata…”

Affetto e gratitudine per Luxuria, perché?

“Anzitutto perché è un’icona.

Ha fatto davvero la storia del movimento lgbt in Italia dialogando sempre con tutti senza pregiudizi e con umiltà nonostante il talento assoluto nel mondo dello spettacolo ma anche della letteratura.

E poi perché è stata l’unica, ad oggi, che mi ha preso per mano dieci anni fa e, raccontando la mia storia, mi ha fatto esibire sul palco del Gay Village a Roma”.

Qual è la sua storia?

“La storia di un ragazzo non binario che è dovuto fuggire dalla sua terra, la provincia di Caltanissetta, dove sono nato e dove ho lasciato i miei affetti, la mia famiglia e soprattutto la mia mamma che purtroppo ho perso da tre anni…

A lei, alla sua memoria dedico tutto il mio lavoro   e la voglia di libertà che cerco di trasmettere anche ai giovani animatori così come al pubblico.

Non smettere di sentirsi liberi, soprattutto liberi di sognare.

Anche se oggi è davvero complicato…

Ma forse proprio per questo dobbiamo crederci ancora di più”.

A  Ferragosto l’abbiamo vista in abiti da suora.  Non ha avuto paura di essere accusata di blasfemia?

“No, perché era un omaggio a una grande assoluta del mondo del cinema e dello spettacolo come Whoopi

Goldberg e alla stroboscopica Sister Act. 

Whoopi è un’altra icona fantastica  che adorerei incontrare.

So che viene abbastanza spesso in Italia.

Chissà che il sogno non possa realizzarsi…”

Lei è credente?

“Mi faccio tante domande sul senso della vita.

Vorrei che la fede in Dio aiutasse a superare la grande ferita del   mondo   che   sono   le   guerre   ma  purtroppo   vedo   che   Dio   viene   sempre,   ancora,   da   millenni, strumentalizzato più per farle le guerre che per mettere pace tra i popoli.

Detto questo educo i ragazzi a non bestemmiare perché la rabbia e la mancanza di rispetto che ne consegue non è mai una soluzione.

Invocare Dio significa comunque confidare nell’amore. Per cui bestemmiare significa inneggiare all’odio. E io i ragazzi vorrei salvaguardarli il più possibile da quella che è una malattia sociale gravissima”.

Qual è una sua speranza per il futuro?

“Porta il mio trasformismo in teatro e trovare una dimensione artistica che completi il percorso di Lola Star che ormai fa spettacolo un po’ ovunque da 15 anni. Salire stabilmente su un palcoscenico, raccontare storie,

interpretare è l’orizzonte che sogno e per cui intendo impegnarmi. Anche portando avanti le idee di libertà e dignità umana che sono alla base della mia vita oltre che del mio personaggio. E poi portare il mio spettacolo nella mia terra, a Caltanissetta dove mi piacerebbe ricevere lo stesso affetto ricevuto in Romagna”.

- SprayNews - Monica Macchioni

TRA IL SOGNO E L’ABISSO: IL CINEMA ITALIANO SCOPRE "IL PROTAGONISTA"

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L’esordio alla regia di Fabrizio Benvenuto è un viaggio ipnotico nella psiche umana, dove la ricerca della gloria diventa una spirale di ossessione. Dal 21 maggio nelle sale italiane.

Di solito ci dicono che sognare sia un atto gratuito, un rifugio sicuro. Ma per Giancarlo Mangiapane, il trentenne al centro de "Il Protagonista" , il sogno ha un prezzo altissimo: la perdita della propria identità. L’opera prima di Fabrizio Benvenuto, prodotta dalla MG Production di Morena Gentile e distribuita da Emozioni Distribuzione, si presenta come uno degli esordi più coraggiosi e originali della stagione cinematografica italiana.

La Trama: Una Maschera che Diventa Carne

Sullo sfondo di una Roma che appare come un labirinto di speranze e delusioni, Giancarlo (interpretato da un intenso Pierluigi Gigante) vive per un unico obiettivo: diventare un grande attore. Tuttavia, la realtà è sorda alle sue ambizioni. Senza ruoli di rilievo, Giancarlo finisce per trasformare la sua vita quotidiana in un palcoscenico perenne, recitando per amici, familiari e persino per se stesso.

La grande occasione bussa finalmente alla porta quando il suo agente gli propone il provino per Clochard, un biopic sulla vita di Gustavo Noradin, leggendario campione di tip-tap degli anni ’50 finito in rovina. Ma quella che dovrebbe essere la svolta professionale si trasforma in un’ossessione divorante. Quando scopre che il suo stesso coinquilino (interpretato da Alessio Lapice) ambisce allo stesso ruolo, la competizione smette di essere sana.

Giancarlo inizia una discesa vertiginosa: l'immedesimazione con Noradin diventa totale, portandolo a confondere i confini tra la sceneggiatura e la propria esistenza.

Un Cast di Stelle per un’Opera Corale

Il film brilla grazie a interpretazioni magistrali che restituiscono tutta la complessità della storia. Accanto a Gigante e Lapice, troviamo un carismatico Adriano Giannini e la stessa Morena Gentile, insieme a un gruppo di comprimari di alto profilo come Elisabetta Ventura e Anna Redi.

Il regista Fabrizio Benvenuto riesce a orchestrare questa tensione emotiva con una cifra stilistica che definisce "commedia nera" . Il tono è grottesco, a tratti ironico, ma la risata che scaturisce è sempre tinta di un dolore autentico. È il dolore di chi non ha un "piano B" , di chi è costretto a sognare perché la realtà, senza quel sogno, risulterebbe insopportabile.

"Il film non vuole denunciare il sistema, ma mostrare l'autenticità surreale di chi ha bisogno di filtrare le proprie emozioni attraverso una maschera."Fabrizio Benvenuto

Una Metafora Universale: Oltre il Mestiere dell’Attore

Sebbene il film parli di recitazione, il suo messaggio è universale. Chi di noi non indossa una maschera ogni giorno? Chi non ha mai sentito il peso del dover apparire diverso da ciò che è per essere accettato o per raggiungere un traguardo?

"Il Protagonista" parla a chiunque stia inseguendo un obiettivo, artistico o professionale, e in quella corsa smarrisce la "scintilla primordiale" . È un invito a guardarsi allo specchio, anche a costo di non riconoscersi, per ritrovare la forza di continuare il cammino partendo dalle proprie fragilità.

Perché Non Perderlo

Mentre il cinema contemporaneo spesso si rifugia in storie rassicuranti, il film di Benvenuto sceglie la strada del rischio. Ci sbatte in faccia la crudeltà del desiderio e la solitudine del sacrificio. Sognare, come recita il poetico epilogo del testo, può far male, può far zoppicare, può far dimenticare di respirare. Ma può anche far rinascere.

L’APPUNTAMENTO: Dopo la presentazione ufficiale dell’8 maggio e la grande première del 18 maggio presso il The Space Cinema di Roma, "Il Protagonista" inizierà il suo viaggio nelle sale italiane il 21 maggio.

Non è solo un film sulla recitazione. È un film su cosa significhi, oggi, restare umani mentre si punta alle stelle.

DAL 21 MAGGIO NEI CINEMA

Cinema Azzurro Scipioni - Roma / Cinema delle province - Roma

Cinema Parrot - Roma / Cinema Arcobaleno - Milano

Cinema Madison Pianoro - Bologna / Cinema Sala degli Artisti - Fermo

Cinema Cineferonia - Fiano Romano / Cinema Madison - Grottaferrata

Cinema Politeama - Bisceglie / L’altro cinema - Foggia

Cinema Fatima - Salerno / Cinema Delle Arti - Salerno

Cinema Comunale Guerrieri - Matera / Cinema Il Piccolo - Matera

Cinema Metropol - Corigliano Rossano / Cinema Unical - Cosenza

Cineteatro San Mauro - Lavello / Cinema Ruggero Secondo - Melfi

Cinema Auditorium Zotta - Genzano di Lucania / Cinema Teatro Due Torri - Potenza

Cinema Cicolella - San Severo /Cinema Piccolo Garzia - Terlizzi

Cineteatro Andrisani - Montescaglioso / Cinema Palladino - San Giovanni Rotondo

- SprayNews - Monica Macchioni

VERISSIMO, DOMENICA 11 GENNAIO EVELINA SGARBI CON NUOVE RIVELAZIONI

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Domenica 11 Gennaio Evelina Sgarbi sarà ospite a VERISSIMO intervistata da Silvia Toffanin per rivelare gli ultimi sviluppi della vicenda che riguarda suo padre Vittorio, dalla malattia, al giallo delle sue cartelle cliniche, agli screzi con la compagna, al mancato matrimonio.

La giudice Paola Scorza ha convocato per il giorno 27 GENNAIO ore 15:00 avvocati e consulenti al fine di organizzare lo svolgimento delle operazioni peritali.

Nel contempo ha rigettato una strana e inverosimile istanza della difesa del professor Rufolo, dal sapore quasi goliardico, che mirava ad impedire ad Evelina e al fratello Carlo Brenner Sgarbi di nominare un proprio consulente di parte.

Questa istanza ha stupito tutti perfino la stessa giudice.

Questa istanza chiedeva in subordine che, quand’anche i consulenti di parte fossero stati nominati, che non potessero informare i propri mandatari cioè Evelina, Carlo e i loro avvocati, delle INFORMAZIONI CONTENUTE NELLE CARTELLE CLINICHE.

Nè di quelle uscite dalle perizie.

Evelina rivela come mai ci sia tanta preoccupazione e attenzione nel volere IMPEDIRE A TUTTI I COSTI ad una figlia di conoscere le reali condizioni di salute del padre.

Inoltre Evelina farà molte precisazioni sul suo rapporto col cerchio tragico, e sulla angosciata “corsa” al matrimonio dell’aspirante promessa sposa Sabrina Colle

- SprayNews - Monica Macchioni

MINISTERO DELLA CULTURA, CINECITTÀ E ACCADEMIA MOLLY BLOOM PER GLI SCENEGGIATORI DEL FUTURO

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Nasce il Master in Scrittura cinematografica. Il racconto per immagini: 18 posti per 90 ore di laboratorio teorico e pratico, interamente gratuito. Iscrizioni aperte dal 9 dicembre.

È da sempre un punto cruciale nella realizzazione di un film e di un racconto per immagini: possono esserci grandi star, alti budget, location da sogno… ma senza una buona sceneggiatura, una grande storia scritta su un solido script, è improbabile avere un grande film.

L’Italia ha una tradizione eccelsa di scrittori per il cinema, un pantheon di sceneggiatori in cui a citarne pochi si farebbe torto a decine di geniali autori; artigiani della pagina che hanno fatto vedere con le parole ai più grandi registi le visioni del loro immaginario.

Tanto che una tecnica standard nel mondo è chiamata ‘sceneggiatura all’italiana’.

E oggi ancora l’Italia ha autori di straordinario talento, creatori di storie per film e serie che fanno il giro del mondo.

A quanti, soprattutto giovani, vogliono avvicinarsi alla professione della sceneggiatura, e conoscere una professione complessa e avvincente, è dedicato il Primo Master in scrittura cinematografica Ideare, scrivere, trasformare: il racconto per immagini, promosso e organizzato da Accademia Molly Bloom e da Cinecittà.

Un corso di formazione che rientra nel progetto LuceLabCinecittà finanziato dal Ministero della Cultura con fondi PNRR, per creare una nuova classe di professionisti in tutti i settori dell’Audiovisivo, e portare a quel ricambio generazionale che, con la rivoluzione digitale e la ricerca di nuovi linguaggi e narrazioni, richiede lo stesso mercato.

Il Master è stato presentato oggi a Roma alla presenza di Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, di Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà, di Claudio Tesauro, Presidente Accademia Molly Bloom.

Con loro Leonardo Colombati e i docenti del master Sofia Assante, Filippo Bologna, Federica De Paolis, Serafino Murri, Monica Zapelli, e, in un dialogo sulla scrittura per il cinema Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva. 

Nella platea di ospiti della cultura e dello spettacolo: i vincitori del Premio Strega Edoardo Albinati, Niccolò Ammaniti, Emanuele Trevi, la Direttrice Rai Fiction Maria Pia Ammirati, la Presidente CSC Gabriella Buontempo e Riccardo Rossi.

Il Master, interamente gratuito come tutti i corsi del LuceLabCinecittà, intende fornire strumenti teorici e pratici per affrontare la scrittura cinematografica, dalla costruzione della scena alla definizione dei personaggi, con particolare attenzione alla trasformazione narrativa e visiva di un testo letterario.

Si terrà a Roma, presso l’Accademia Molly Bloom per un totale di 90 ore dal 27 febbraio al 15 maggio 2026.  

Il bando è rivolto a 18 partecipanti da tutta Italia; la finestra di presentazione per le domande d’iscrizione è aperta da oggi fino al 23 gennaio.

Di livello assoluto il corpo docenti, che riunisce firme autorevoli della narrativa e della scrittura per il cinema: Sofia Assante, Filippo Bologna, Giancarlo De Cataldo, Federica De Paolis, Diego De Silva, Francesco Martinotti, Sebastian Maulucci, Serafino Murri, Monica Zapelli.

Ha affermato Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura: "intuizione, ispirazione, coraggio, guizzo creativo.

Il cinema è tutto questo, ma è anche metodo, tecnica, talento affinato con i giusti strumenti.

Proprio gli strumenti che intendiamo fornire alle nuove generazioni di professionisti del settore, investendo una parte dei fondi Pnrr a disposizione del Ministero per dare vita alle attività formative messe in campo nell’ambito del progetto LuceLabCinecittà: oltre 4,3 milioni di euro per 65 corsi in tutta Italia tra quelli già realizzati, in svolgimento o di prossima partenza.

Un piano pensato per garantire alla filiera dell’audiovisivo un futuro solido, pronto ad affrontare vecchie e nuove sfide".

Dichiara Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà: "il cinema ha sempre bisogno di nuove storie, e di nuove forme e parole per raccontarle.

Cinecittà da sempre promuove i talenti dell’audiovisivo, e grazie al MiC e all’autorevolezza dell’Accademia Molly Bloom offriamo ai giovani sceneggiatori una struttura, dei grandi maestri di scrittura e un’esperienza vera. Con questo corso e quelli che organizziamo, Cinecittà lavora per dare al cinema italiano un germe di professionalità, di creatività, e di futuro".

Dichiara Leonardo Colombati, Rettore di Accademia Molly Bloom: "sono molto felice che, grazie alla collaborazione con Cinecittà, Accademia Molly Bloom affianchi al suo Master universitario in scrittura creativa un Master sulla scrittura cinematografica.

La nostra vocazione, infatti, è declinare la creatività messa su pagina in tutte le possibili forme".

Tra i punti principali affrontati dal Master: le basi della scrittura cinematografica, il principio della visualità, la struttura in tre atti e le varianti, i personaggi, il dialogo, il tema, lo sviluppo della storia – dall’idea alla scaletta al soggetto; il passaggio dal soggetto al trattamento alla sceneggiatura; il pitch.

L’articolazione delle giornate è equamente suddivisa in lezioni teoriche e ore di laboratorio pratico.

Per partecipare alla selezione del Master i candidati devono inviare un curriculum vitae, e un progetto creativo: Fabbricare un sogno: un giorno a Cinecittà.

Il candidato deve presentare una scena originale (lunghezza massima 2 cartelle), ambientata a Cinecittà, che sviluppi il seguente spunto: un giovane sceneggiatore/una giovane sceneggiatrice entra per la prima volta a Cinecittà per un colloquio. Mentre aspetta, si ritrova nel set di un vecchio film e inizia a immaginare.

Le candidature saranno valutate da una giuria composta dai docenti del Master.

Nell’arco del Masterogni partecipante svilupperà un soggetto originale, con feedback individuali dei tutor sugli esercizi e su un progetto finale.

Un ‘pitch day’ vedrà la presentazione dei progetti degli studenti a professionisti del settore.

Per tutte le informazioni e per inviare la domanda di iscrizione:

https://lucelabcinecitta.com/corsi/master-in-sceneggiatura-cinematografica-ideare-scrivere-trasformare-il-racconto-per-immagini

www.lucelabcinecitta.com

www.mollybloom.it

LMF – LAGONEGRO MUSICAL FESTIVAL | PRIMA EDIZIONE

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Nasce qualcosa di nuovo, Nasce qualcosa di grande.

Nasce LMF, Lagonegro Musical Festival, la prima edizione di un evento destinato a lasciare il segno nella scena musicale italiana.

Direzione Artistica, Gabriele Piro Un nome, una garanzia di passione e innovazione.

E non solo dietro le quinte, Gabriele Piro sarà anche protagonista sul palco, pronto a incendiare il pubblico con la sua arte.

Sabato 1° novembre 2025 la città di Lagonegro (Potenza) ospita la prima edizione del Lagonegro Music Festival, un evento che per la prima volta porta nel territorio lucano il linguaggio e l'energia della scena urban contemporanea.

Sul palco di Piazza Buonaventura Picardi, a partire dalle 21:00, si alterneranno alcuni dei nomi più rappresentativi del rap e dell'R&B italiano: Enzo Dong, simbolo della strada napoletana; Lele Blade, tra i più raffinati interpreti del nuovo suono campano; Samurai Jay, volto della generazione che sta ridisegnando il pop urbano; Tormento, pioniere dell'hip-hop nazionale; Gabriele Piro, è un artista che si sta imponendo con determinazione nel panorama musicale italiano, distinguendosi per professionalità, carisma e una presenza scenica in grado di travolgere ogni pubblico.

Sempre Gabriele e' anche il Direttore Artistico del Festival.

A condurre la serata sarà Pierpaolo Pretelli, volto noto della TV, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra stili, generi e linguaggi.

Dopo i live, spazio alla notte elettronica con il DJ set di Redx, Anti e Tele, per un after show che trasformerà Lagonegro in un'unica grande pista sotto le stelle.

Il Lagonegro Music Festival nasce da un'idea di Antonio Rospini e Gabriele Piro, prodotto da Occhio x Occhio Entertainment e Check srl di , con l'obiettivo di costruire un ponte culturale tra Campania e Basilicata, due regioni unite da un'unica matrice creativa e da un pubblico sempre più giovane e appassionato.

L'iniziativa rappresenta un passo avanti per la scena musicale del Sud Italia: una notte di contaminazioni e di energia condivisa, che trasforma la Basilicata in palcoscenico per una nuova stagione di musica live.

Per una volta, è la Campania a guidare la rivoluzione, e la Basilicata a suonare il ritmo del cambiamento.

- SprayNews - Monica Macchioni

VENEZIA, SFORZINI (RINASCIMENTO): IL CINEMA ITALIANO NON PUÒ ESSERE IL LUNA PARK DELLE CORDATE CON I SOLDI PUBBLICI

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Alla Mostra del Cinema di Venezia sfilano 52 film italiani, gran parte finanziati con fondi pubblici. Per Luca Sforzini, esperto d’arte, proprietario del Castello di Castellar Ponzano e fondatore del movimento Rinascimento, il dato non è motivo di orgoglio, ma di allarme: Il cinema italiano rischia di ridursi a un luna park per cordate, festival e lobby che vivono di denaro pubblico senza restituire nulla al Paese. Non è politica culturale, è clientelismo travestito da arte.

Sforzini non nega il valore del sostegno pubblico: Aiutare il cinema nazionale è giusto, ma non con la logica del contributo a pioggia. Bisogna finanziare qualità, merito, impatto generazionale. Perché oggi i soldi dei contribuenti finiscono spesso in opere autoreferenziali, incomprensibili al grande pubblico e irrilevanti per il futuro culturale della nazione.

Il fondatore di Rinascimento affonda ancora: La politica si vanta di “sostenere il cinema”, ma in realtà sostiene sé stessa, i suoi salotti, le sue lobby. Così si condanna la cultura a vivere di elemosina e a perdere la sua funzione vera: scuotere coscienze, formare cittadini, generare identità. Venezia dovrebbe essere il faro di una nuova politica culturale, non il palcoscenico di chi consuma fondi pubblici come se fossero biglietti gratis al casinò.

E conclude con un appello: Se vogliamo che il cinema torni ad essere coscienza e forza civile, dobbiamo spezzare il sistema delle cordate e introdurre criteri limpidi e indipendenti. Non basta fare film: bisogna fare cultura. Altrimenti il red carpet resta solo un tappeto che copre le macerie

- SprayNews - Monica Macchioni

CINEMA, MASSIMO BOLDI SFONDA ANCHE IN GEORGIA. A VENEZIA PADRONA DI CASA LA FAMOSA LALI PANCHULIDZE

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ll grande attore comico italiano Massimo Boldi è apprezzato anche in Georgia, tramite la numerosa comunità georgiana presente in Italia. Per questo, in occasione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia, alla sua 81° edizione, i georgiani, presenti con due film in concorso, "April" e "Antikvariati" dei registi Dea Kulumbegashvili e Rusudan Glurjidze, hanno voluto incontrarlo, insieme ad altri apprezzati attori internazionali come l'americano Ron Moss.

A fare da guida e da "padrona di casa", una delle più famose presenze georgiane in Italia, sicuramente dopo il calciatore Khvicha Kvaratskhelia (idolo dei tifosi napoletani), ovvero Lali Panchulidze, rappresentante della compagnia aerea di bandiera Georgian Airways, nobildonna caucasica che si è sempre dedicate alle PR e alla organizzazione di eventi negli ambiti di cultura, arte e moda.

A Venezia, la Panchulidze, amica del principe Ezra Foscari Widmann Rezzonico Tomassini Paternò Leopardi (conte dogale e patrizio veneto), viene tutti gli anni, partecipando agli eventi culturali della Biennale e alle feste più mondane dell'aristocrazia veneziana.

Con lei, alla rassegna cinematografica, erano presenti tre suoi compatrioti (la influencer Tamo Vashalomidze, gli stilisti di moda e trucco Temo Cheri e Marika Kacitadze) oltre a due amiche, serba e italiana, l'imprenditrice (ex modella) Vesna Zarkov e la giornalista Gabriella Chiarappa.

Fonti bene informate riferiscono che Lali Panchulidze potrebbe avere persino una piccola parte nel prossimo film cine panettone dei fratelli Vanzina.

- SprayNews - Monica Macchioni