GOSSIP SENZA FILTRI: LISA FUSCO PRONTA A CONQUISTARE IL WEB CON "A TUTTO GOSSIP"

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Maurizio Sorge e Lucia Bramieri accompagneranno Lisa Fusco nella conduzione.

Il gossip cambia ritmo e diventa sempre più social. A guidarlo sarà Lisa Fusco, pronta a tornare protagonista con “A Tutto Gossip”, il nuovo format della RTV Web.

L’appuntamento è fissato per domenica 15 marzo alle 14:30, quando la showgirl aprirà le porte a un programma dedicato alle notizie più chiacchierate dello spettacolo: interviste, retroscena e momenti senza filtri con ospiti pronti a raccontarsi.

Il format nasce sulla piattaforma digitale fondata dal direttore Valerio Riccobono, che continua a puntare su un’idea chiara: portare il linguaggio della TV dentro il mondo dei social, dove oggi il gossip corre veloce e diventa virale.

Accanto a Lisa Fusco ci saranno Maurizio Sorge e Lucia Bramierilisa , protagonisti di due rubriche dedicate che commenteranno i temi più caldi del momento.

Tra spettacolo, curiosità e storie dal dietro le quinte, “A Tutto Gossip” promette di trasformare la domenica pomeriggio in uno degli appuntamenti più chiacchierati del web.

Comunicato ufficiale

https://www.instagram.com/p/DVi4oV4k-qM/?igsh=NmNrNzhzOGlqbWox

- SprayNews - Monica Macchioni

IL MAESTRO ALL’ATTACO

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Io vittima dell'invidia.

Di Eugenia Guida

Carmine Conte, noto come DJ Mrak, è un talento italiano Internazionale conosciuto in tutto il mondo protagonista assoluto di spicco nella scena elettronica globale.

Ha denunciato all’autorità giudiziaria alcune donne per i reati di calunnia e tentata estorsione.

Le persone denunciate sotto falsa identità hanno infatti fatto trapelare on line notizie false ed assolutamente infondate circa abusi sessuali che avrebbero subito dal DJ.

L’avvocato difensore Michele Morenghi in merito a questa iniziativa giudiziaria di cui si sta occupando ha così commentato “l’invidia del personaggio famoso la sua ricchezza e stima professionale riconosciuta in tutto il mondo “lo rendono facile bersaglio di donne di facili costumi che pensano di farla franca dietro l’anonimato di internet purtroppo per loro in questo caso la pacchia è finita”.

Prosegue l’avvocato Morenghi: “Purtroppo è dato ormai assodato che esistono le truffe “sentimentali”, ma tipicamente online: profili fake (donne che adescano uomini) chiedono soldi con storie di emergenze, minacciando rivelazioni ed inventando relazioni in casi estremi includono minacce di divulgare relazioni per meri fini estorsione, il mondo dello show business è pieno zeppo di donne che millantano di aver subito abusi indicibili e la storia lo dimostra con casi eclatanti Dominique Strauss-Kahn (DSK) nel 2011, ex direttore del Fondo Monetario Internazionale, Johnny Depp, Kevin Spacey , Brian Banks, Lee Jin-wook, tutti accusati ingiustamente”.

La musica Mrak unisce melodie profonde e atmosfere immersive we lavora nel duo Tale Of Us, con Matteo Milleri, con cui ha rivoluzionato il melodic techno. I due artisti hanno pubblicato album come Endless (2017) su Deutsche Grammophon e EP seminali su Afterlife Records, la loro etichetta con base a Berlino.

Dal 2021 circa, Mrak rappresenta il suo percorso solista, più intimo e sperimentale. Tracce come "The World Is Yours", "Speranza" e "Manifesto" dominano le chart di Beatport, con release su Afterlife come The Pledge (2023) e The Turn (2024).

La bravura di Conte risiede nel creare soundscape emotivi, con riff ipnotici e vocals eterei, perfetti per set da festival. Attualmente vive all’estero, dove continua a influenzare la scena techno mondiale ha dato mandato al suo difensore Avvocato Michele Morenghi con studio legale a Milano e Madrid di procedere penalmente

“Molte donne” aggiunge il legale “inventano accuse assurde per i piu’ svariati motivi avere un briciolo di notorietà pubblica oppure guadagnare dei soldi facili ricattando persone famose millantando frequentazioni inesistenti, due o tre foto sui profili istagram con personaggi famosi e si presentano come loro fidanzate.

Le ricerche indicano che la percentuale di false denunce per reati sessuali è generalmente bassa, stimata tra il 2% e il 10% secondo il National Sexual Violence Resource Center.

Tuttavia, quando tali accuse colpiscono persone note, l'impatto reputazionale e psicologico può essere devastante, indipendentemente dall'esito processuale”.

L’avvocato spiega quindi che la Spagna è terreno fertile per donne che coltivano la calunnia e la menzogna contro gli uomini perché , le donne straniere vittime di abusi domestici o violenza di genere possono ottenere un permesso di soggiorno temporaneo che consente anche l'accesso al lavoro includendo accesso a sussidi economici.

- SprayNews - Monica Macchioni

LA GOGNA NON E' GIUSTIZIA

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Di Letizia Bonelli

Nell’era digitale l’errore diventa identità e la memoria si trasforma in condanna perpetua.

C’è una pena che non troviamo nel codice penale, ma che pesa più di una sentenza.

Non ha giudice, non ha durata, non ha fine, è la condanna reputazionale permanente.

Oggi basta un’indagine talvolta nemmeno conclusa per essere esposti, analizzati, giudicati, archiviati nella memoria infinita del web
e quando l’archiviazione giudiziaria arriva, spesso è troppo tardi: la condanna sociale è già stata eseguita.

Il problema non è informare, il problema è quando l’informazione smette di distinguere tra fatto e persona.

Abbiamo sostituito la complessità con l’indignazione, la prudenza con la velocità, la verifica con l’eco è così l’errore, presunto o reale diventa un marchio.

Uno Stato di diritto punisce secondo regole, prove, proporzione.

La rete punisce secondo percezioni, algoritmi, reazioni emotive, ma una democrazia matura non può permettersi una doppia pena: quella legale e quella digitale.

Il diritto all’oblio non è censura è equilibrio, è la possibilità di non essere inchiodati per sempre al momento peggiore della propria vita.

Perché senza proporzione non esiste giustizia e senza dignità non esiste libertà.

La libertà di espressione è un bene assoluto solo quando non diventa arbitrio.

La trasparenza è un valore solo quando non diventa esposizione permanente.

La vera forza di una società non sta nella rapidità con cui accusa, ma nella maturità con cui sa distinguere, correggere, restituire.

- SprayNews - Monica Macchioni

NO AI BULLI!

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Di Antonino Salsone

Io sono contro i bulli.

Lo sono da sempre per natura e per convinzione, anzi non li sopporto proprio.

I bulli ci sono stati sempre e ci saranno anche in futuro.

Ma c’è una grande differenza tra un ragazzino ancora stupidotto e viziatello che si impone alla brutta maniera con un suo coetaneo e un adulto, magari anziano ma di certo non saggio, che fa il bullo facendosi forte della sua ricchezza o della autorità della funzione che ricopre o di qualsiasi altra ragione di prevaricazione.

Bulli se ne trovano ovunque, nella vita reale, in politica, nella burocrazia, nell’imprenditoria, nelle professioni, nelle associazioni private, ovunque.

Bullo non è solo il ragazzino, bullo è anche chi sa dove sta la ragione e però guarda dall’altra parte, chi rifiuta il dialogo e non si confronta, chi premedita e realizza l’eliminazione di chi non la pensa come lui attraverso plotoni di esecuzione giudiziari o mediatici, bullo è chi alza la voce contro un uomo in difficoltà e se ne approfitta sino a umiliarlo, bullo è chi si circonda di bulli.

Però la Storia, fortunatamente, insegna che i bulli sono dei fuochi fatui, dei fiammiferi che si accendono facilmente, creano una fiamma subitanea e però si consumano presto.

Mi ricordo di un bullo con i baffetti che voleva il mondo ai suoi piedi e pareva che niente e nessuno lo potesse fermare.

Eppure è morto per sua stessa mano nel buco di cemento armato in cui si era rifugiato come un sorcio. Sul terreno che ricopre i resti di quel buco, oggi i berlinesi parcheggiano le loro autovetture.

Io sto dalla parte del (momentaneamente) debole che ha con sè la ragione e la dignità della situazione che vuole difendere e affermare.

Che sotto il manto di cenere che il bullo gli butta addosso brucia di passione, di fortezza e di fermezza perchè è consapevole che il fuoco che lo anima arderà a lungo, ben piú di un fiammifero.

Resistenza, sacrificio, determinazione, pazienza e coraggio, queste sono le armi da usare contro i bulli, il tempo farà il resto.

- SprayNews - Monica Macchioni

IL POLITICO DI PROFESSIONE E IL POLITICO COME PROFESSIONE

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DEGENERAZIONI DI AMICHETTISMO E PARENTISMO IN POLITICA FINISCONO COL GENERARE MOSTRI.

Di Monica Macchioni

La prima Repubblica conosceva i politici di professione.

Generalmente quando si entrava in Parlamento era o per meriti acquisiti sul campo, o perché si era capi corrente di partito, o come premio a fine carriera di una lunga militanza politica.

Fare politica insomma diventava per molti esercitare una vera e propria professione.

A cavallo tra la Prima e la Seconda Repubblica si aprirono tra gli altri due dibattiti, uno sulla forma di partito - pesante, radicato, strutturato, con le sezioni, le federazioni, i regionali, i quadri dirigenti intermedi, i tesseramenti, i funzionari retribuiti, le riunioni degli iscritti, del direttivo e della segreteria, quartiere per quartiere, comune per comune, provincia per provincia, regione per regione fino ad arrivare alla megagalattica sede centrale di Roma, un luogo mitico per il militante ortodosso, al punto tale che varcarla generava più di una emozione,l’ebrezza di aver raggiunto il vertice del potere, oppure un partito leggero, senza sezioni, senza funzionari pagati, senza quadri intermedi, partito senza struttura e quindi volubile ai cambiamenti di mentalità e punto di vista della società - e l’altro dibattito era sul politico: se dovesse essere o meno di professione o appartenere alla società civile.

I politici della cosiddetta vecchia guardia come Armando Cossutta ad esempio erano convinti che per governare bene il Paese servissero politici di professione, totalmente votati alla causa, che con spirito di abnegazione e sacrificio rinunciassero a una carriera magari di successo nelle professioni o nella imprenditoria per dedicarsi anima e corpo moltissime ore al giorno, 7 giorni su 7, 12 mesi su 12 al partito e al Paese.

La seconda Repubblica ha respirato l’entusiasmo berlusconiano del libero professionista e dell’imprenditore che scende in politica per scalzare meccanismi obsoleti e mettere al centro la società civile, concetto che i grillini hanno poi esasperato alla ennesima potenza, addirittura utilizzando le istituzioni come mezzo per trovare un primo impiego.

E’ significativo infatti per moltissimi parlamentari grillini non avessero mai avuto un conto corrente bancario prima di varcare la soglia di Montecitorio.

Ed ecco quindi che si passa dalla categoria di politico di professione a quello di politico come professione.

Porterò in Parlamento tutta la mia inesperienza tuonava Marianna Madia a commento della propria candidatura.

Un po’ come se la politica, dopo il trauma di Tangentopoli, avesse bisogno di uomini e donne della società civile, senza esperienza in politica per poter riconferire una autorevolezza nuova alla politica.

Adesso che siamo nella Terza Repubblica, assistiamo al fenomeno dilagante, eccessivo, asfittico dell’amichettismo e del parentismo.

Niente di nuovo sotto il sole: lo faceva pure Napoleone!

Egli sceglieva i parenti da mettere a capo dei vari Stati che conquisto’, ma l’unico della sua famiglia ad aver avuto un successo qualificato come servitore imperiale fu il suo figliastro Eugène de Beauharnais, l’unico fra tanti carenti per capacità ed esperienza.

E’ un concetto tipicamente familistico, che in un Paese come l’Italia dove il merito viene usato solo come irrealizzabile specchietto per le allodole per confondere le masse, fa danni ancora più profondi.

E’ inquietante vedere come la realtà sia pervasa da muri che sbarrano l’accesso ai portatori di merito e di sapere, e invece ci si trovi troppe volte e sempre più spesso a fare i conti con la “moglie di… “, il “figlio di…”, “l’amante del…”, la “sorella di … “, il “cognato della ….”; e l’elenco potrebbe a lungo continuare.

Vale in moltissimi settori, da Palazzo Chigi alle nomine dei ministeri, agli uffici stampa e agli enti di secondo grado, ai concorsi, alle selezioni.

Difficile trovare un orfano in un luogo di potere in questo periodo.

Come Renzi fece un errore strategico nominando nei ruoli di potere solo Fiorentini, facendo compattare tutti coloro a cui già non stava simpatico, così oggi la situazione sembra ancora più impantanata.

E non basta un bravissimo presidente del Consiglio, preparato, attento, perspicace, tenace come e’ Giorgia Meloni a far scomparire dai radar figure che mal ricoprono o che ricoprono a fatica il ruolo che è stato loro assegnato.

Ma ancora più difficile e’ per molti italiani che non vivono di politica ma che devono affrontare i problemi della quotidianità comprendere come in un settore strategico qual e’ quello della Sanità dove dovrebbero esserci - oltre all’utilizzo sistematico delle ultime tecnologie fondamentali per avanzare in settori delicati come la ricerca - anche figure professionali di primissimo livello che siano svincolate da interessi e compartecipazioni, pullulino invece personaggi che nulla hanno a che fare per studi e competenze con questo mondo.

Si potrebbe fare un elenco di controsensi e paradossi spiacevoli e imbarazzanti, dalla compartecipazione del sottosegretario Gemmato - che insieme al ministro Schillaci dovrebbe prodigarsi per abbattere i tempi delle liste di attesa per le visite sanitarie pubbliche - a una serie di ambulatori privati che si auto sponsorizzano mettendo slogan sulle liste di attesa “da noi evitate i tempi lunghi del pubblico” o di nomine fatte da ministri ombra della sanità che piazzano compagne, amici e amiche in una gestione clientelare del potere che prescinde dai curricula, dal merito e dai risultati.

Così come i super stipendi dai 250 mila euro annui in su elargirti a chi ricopre ruoli ottenuti per per via amicale, parentale etc.

Mala tempora currunt.

Chissà se oramai tutto è’ perduto e il Paese e’ irrimediabilmente compromesso al punto tale che i nostri cervelli migliori scappano all’estero attratti dalla promessa della meritocrazia o se basterà attendere l’arrivo di un nuovo governo per produrre anche solo una lieve impercettibile ma fondamentale inversione di tendenza.

- SprayNews - Monica Macchioni