L'AGCM APRE ISTRUTTORIA SUL FENOMENO "SEPHORA KIDS". MERITOCRAZIA ITALIA AVANZA PROPOSTE A TUTELA DEI MINORI

Tempo di lettura: 3 minuti

L’apertura delle istruttorie da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul caso Sephora segna un punto di svolta. Il fenomeno dei “Sephora Kids” non è più solo una tendenza sociale, ma un tema di rilevanza pubblica.

Eppure, limitarsi all’intervento ex post non è sufficiente.

Il problema è più profondo: il mercato ha iniziato a costruire domanda estetica nei minori, senza che il sistema normativo e operativo fosse pienamente pronto a gestirne gli effetti.

Oggi bambine e preadolescenti utilizzano prodotti anti-età progettati per adulti, spinti da un ecosistema che combina social media, influencer e distribuzione commerciale. Non si tratta solo di sicurezza dermatologica, ma di un fenomeno che incide sulla costruzione dell’identità e sull’anticipazione della pressione estetica.

In termini di sostenibilità, è un segnale critico: non è sostenibile un sistema che crea bisogni prima ancora che esista la capacità di gestirli.

L'Europa ha rafforzato il contrasto al green washing introducendo criteri stringenti su trasparenza e verificabilità. Tuttavia, la realtà operativa è diversa: le imprese, soprattutto nella GDO, stanno ancora cercando di capire come applicare concretamente queste regole.

Nel frattempo, il mercato cosmetico continua a evolvere più rapidamente della regolazione. Un dato su tutti: oltre l’80% dei prodotti nella GDO presenta almeno un claim di sostenibilità. Questo dimostra quanto il sistema sia già saturo di comunicazione “green”, spesso difficile da interpretare anche per operatori esperti.

Il rischio è chiaro: trasferire meccanicamente questo modello su altri ambiti, come la tutela dei minori, senza adattarlo, rischia di generare confusione e inefficacia.

Il quadro normativo attuale non è sufficiente a governare il fenomeno. Oggi è ancora possibile vendere cosmetici anti-età a minori, promuoverli indirettamente attraverso contenuti digitali, renderli percepiti come “sicuri” tramite claim generici.

Questo evidenzia una responsabilità distribuita lungo tutta la filiera: brand, retailer, piattaforme e influencer.

Meritocrazia Italia avanza le seguenti proposte correttive:

- per la tutela diretta dei minori (appropriatezza cosmetologica): introduzione obbligatoria di indicazioni di età d’uso raccomandata per cosmetici contenenti attivi ad alta attività biologica (es. retinoidi, AHA/BHA, peeling chimici), con dicitura tipo: “non raccomandato per soggetti in età prepuberale (<14 anni)”; inserimento di avvertenze d’uso chiare, visibili e basate sul rischio, coerenti con il profilo tossicologico e dermatologico del prodotto; allineamento tra valutazione di sicurezza (PIF) e target reale di utilizzo, evitando mismatch tra “uso previsto” e uso effettivo da parte dei minori;

- per la responsabilità di filiera (coerenza tra formulazione, claim e destinazione d’uso): implementazione di audit di filiera integrati, che verifichino coerenza tra formulazione, claim cosmetico, target dichiarato e reale; definizione di linee guida tecniche condivise per la gestione dei claim (inclusi quelli di “delicatezza”, “naturalezza”, “skin friendly”), evitando interpretazioni fuorvianti in contesti pediatrici; sviluppo di strumenti operativi semplificati per la GDO, che consentano una verifica documentale minima ma efficace (es. schede di conformità claim/target);

- per il rafforzamento delle certificazioni e dei controlli (credibilità tecnico-scientifica): promozione di schemi di certificazione basati su verifica indipendente di terza parte, criteri trasparenti e riproducibili, e governance multi-stakeholder; superamento di claim generici (“green”, “delicato”, “sicuro”) non supportati da evidenze oggettive e verificabili; integrazione di modelli di validazione/verification (es. approcci riconducibili a ISO/IEC 17029) per garantire coerenza tra dichiarazioni e caratteristiche effettive del prodotto; introduzione di criteri specifici per la valutazione della idoneità all’età evolutiva, oggi non sufficientemente presidiata;

- regole su comunicazione e influencer (appropriatezza del messaggio): limitazione della diffusione di contenuti cosmetici complessi verso audience minorenni, in particolare per prodotti con attivi ad alta attività; obbligo di trasparenza e riconoscibilità del contenuto sponsorizzato, con attenzione ai formati utilizzati (routine, tutorial, “gioco”); definizione di linee guida per influencer, soprattutto se minorenni, che evitino la normalizzazione di routine cosmetiche non appropriate per età;

- educazione strutturale (uso consapevole e prevenzione): introduzione di percorsi educativi su fisiologia della pelle in età evolutiva, differenza tra cosmetico base e cosmetico funzionale/attivo, lettura critica dei claim e dei contenuti digitali; attivazione di reti territoriali scuola-famiglia per promuovere consapevolezza sull’uso appropriato dei cosmetici; coinvolgimento di figure sanitarie (dermatologi, pediatri) nella diffusione di linee guida semplificate.

- SprayNews - Monica Macchioni

LA MEMORIA NON SFILA. RIMANE

Tempo di lettura: 2 minuti

Di Letizia Bonelli

La vera eleganza è avere qualcosa da dire senza urlare.

È riuscire a trasformare il dolore in pensiero.

La memoria in linguaggio.

Esistono serate che scorrono via come tante e poi esistono quelle rare occasioni in cui una passerella riesce a trasformarsi in qualcosa di più profondo: un atto culturale, umano, perfino morale.

All’Umoya di Umoya non ha sfilato soltanto la moda; ha sfilato la memoria, quella memoria scomoda che molti preferiscono lasciare sepolta perché ricorda all’uomo la propria fragilità, la propria violenza, le proprie responsabilità.

Carmine Nappi, giovanissimo designer campano e anima del progetto Archivio Volgare, ha avuto il coraggio di fare ciò che oggi pochissimi creativi osano più fare: usare l’arte non per distrarre, ma per interrogare.

L’ispirazione all’Eccidio di Nola non è diventata provocazione sterile, è diventata linguaggio.

Un linguaggio duro, contemporaneo, inquieto, quasi una ferita cucita addosso ai corpi. Gli abiti sembravano attraversati da una tensione continua tra passato e presente, tra identità e smarrimento, tra bellezza e dolore. Perché la vera arte non nasce mai dalla comodità.

Nasce sempre da qualcosa che brucia dentro e forse il punto più potente della ricerca di Carmine Nappi è proprio questo: non utilizzare la moda per costruire perfezione, ma per raccontare le crepe dell’essere umano.

In un tempo dominato dall’estetica veloce, dai contenuti usa e getta e da una bellezza sempre più artificiale, la sua visione appare quasi controcorrente.

Non cerca il consenso facile, non rincorre la superficialità delle tendenze, cerca invece di restituire peso alle immagini, ed è una differenza enorme.

Perché oggi la società guarda tutto, ma osserva pochissimo.

Consuma dolore, tragedie, identità e perfino memoria con una rapidità spaventosa.

La sofferenza dura il tempo di uno scorrimento sul telefono, poi arriva altro,altro rumore,altro vuoto.

La sfilata di Archivio Volgare ha avuto invece il coraggio di rallentare lo sguardo.

Di obbligare chi osservava a sentire il peso della storia, delle radici, delle assenze.

Molto intenso anche l’intervento del critico d’arte Pasquale Lettieri, che ha letto la collezione come una vera installazione performativa contemporanea, capace di fondere estetica, denuncia sociale e memoria collettiva, ed è forse qui che si comprende davvero il valore di questa giovane ricerca artistica: quando la moda smette di essere semplice apparenza e diventa coscienza culturale.

Per troppo tempo abbiamo pensato che l’eleganza fosse soltanto perfezione estetica,
non è così.

La vera eleganza è avere qualcosa da dire senza urlare.

È riuscire a trasformare il dolore in pensiero.

La memoria in linguaggio.

La fragilità in identità e in quella passerella di Castel Volturno non si celebrava soltanto un giovane designer.

Si celebrava il coraggio di una nuova generazione che prova ancora a dare un’anima all’arte.

- SprayNews - Monica Macchioni

MERITOCRAZIA ITALIA SUL CAOS AIA: IL MOMENTO DI VOLTARE PAGINA E PUNTARE SUL MERITO

Tempo di lettura: 2 minuti

Il calcio italiano vive una fase delicata e contraddittoria. Le recenti sospensioni del designatore arbitrale Gianluca Rocchi e del responsabile VAR Gervasoni hanno scoperchiato un clima di tensione e opacità all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri che non può essere ignorato.

Per Meritocrazia Italia questa vicenda non può ridursi a una mera questione disciplinare o a uno scontro interno di correnti. È il segnale che il sistema ha bisogno di una scossa profonda, di regole più chiare e di una cultura della responsabilità che metta al centro la qualità e l’imparzialità del servizio.

Una ventata di novità tra FIGC e AIA

In questo scenario vediamo però anche un elemento positivo: sembra esserci una rinnovata volontà di dialogo e di lealtà istituzionale tra la FIGC e l’AIA. Un confronto aperto, senza coperture e senza ambiguità, è il primo passo per ricostruire credibilità e fiducia.

È proprio questa la direzione da incoraggiare. Il calcio ha bisogno di trasparenza, di meritocrazia e di visione. Non di logiche di potere, non di protezioni corporative, non di equilibri interni che finiscono per danneggiare l’intero movimento.

È il momento di puntare sul merito

Gli arbitri sono una componente essenziale del gioco. La loro autorevolezza dipende dalla competenza tecnica, dall’indipendenza di giudizio e dalla capacità di garantire equità in campo. In altri termini, è frutto della serenità, cioè della libertà, con cui possono svolgere il loro incarico.

Per questo la selezione, la formazione e la valutazione devono avvenire esclusivamente su criteri di merito, senza influenze esterne e senza logiche di appartenenza.

Meritocrazia Italia chiede che la FIGC e l’AIA colgano questa occasione per avviare una riforma strutturale del settore arbitrale. Una riforma che preveda:

- Selezione trasparente e basata sulle competenze, con percorsi formativi certificati e verificabili.

- Valutazione oggettiva delle prestazioni, con criteri chiari e con il supporto delle tecnologie disponibili.

- Responsabilità diretta e sanzioni certe per errori gravi o comportamenti non conformi al codice etico.

Il calcio è patrimonio di milioni di tifosi e rappresenta un’industria che muove economia, passione e valori sociali. Non può permettersi zone d’ombra o gestioni autoreferenziali.

Oggi c’è l’occasione di voltare pagina. Di costruire un modello in cui la lealtà sportiva e la competenza siano i veri criteri di scelta. È il momento di dimostrare che anche nel mondo del calcio il merito può e deve prevalere.

Avv. Walter Mauriello

Presidente Nazionale Meritocrazia Italia

- SprayNews - Monica Macchioni

MAURIELLO (MERITOCRAZIA ITALIA): LA APP EUROPEA PER LA VERIFICA DELL'ETA' CONCRETIZZA IL DISEGNO DEL NOSTRO T.U. SUI SOCIAL MEDIA E FA AFRE UN GRAN PASSO AVANTI ALLA TUTELA DEI MINORI

Tempo di lettura: < 1 minuto

«Meritocrazia Italia esprime apprezzamento per l’introduzione della nuova app europea per la verifica dell’età degli utenti on line.»

Lo afferma il Presidente nazionale Walter Mauriello, «e sottolinea la perfetta coincidenza fra questo provvedimento e la proposta del nostro Testo Unico sui social media, da noi presentato già dal 2022, volto ad arginare lo strapotere dei gestori e di riportarne l’impegno a maggiore responsabilità, in particolare nel consentire l’utilizzo e la visione di programmi per i minori di anni 16 solo per tempi limitati.

Condivido anche a titolo personale le parole della Presidente von der Leyen, la quale, presentando la app a Bruxelles, ha detto che Il numero di ore trascorse dai nostri figli davanti agli schermi non è mai stato così alto, e più tempo trascorrono online maggiore è la probabilità che vengano esposti a contenuti dannosi e illegali.

E infine sottolineo come le tecnologie avanzate di crittografia, quali le prove a conoscenza zero, consentano all’app di gestire informazioni senza rivelarne i dettagli, così tutelando efficientemente la privacy degli utenti.

Una perfetta quadratura del cerchio cui Meritocrazia Italia augura la maggior fortuna e diffusione».

- SprasyNews - Monica Macchioni

NUOVA TRASMISSIONE INSTAGRAM DI APPROFONDIMENTO POLITICO

Tempo di lettura: < 1 minuto

Si chiama CreaMi, è di Meritocrazia Italia e da quasi un anno e mezzo viene diffusa ogni venerdì sulla pagina “L’Italia che merita” di Facebook.

Dalla settimana prossima si rinnova nella forma e nei contenuti, e verrà diffusa in diretta sulla pagina Instagram @italiachemerita.

Conduce il responsabile ufficio stampa di Meritocrazia Italia Stefano Ferri, eventualmente in sinergia con un/una collega.

Stile agile, domande brevi, risposte sintetiche su temi di largo interesse.

Questa settimana: Hormuz.

Col tuo follow ci aiuti ad ampliare la audience e ti assicuri tutte le notifiche.

Vai sulla pagina, clicca su “Segui” e ci vediamo in settimana!

- SprayNews - Monica Macchioni

NAPOLI TRA MEMORIA E FUTURO: IL CONVEGNO "PUPATELL3 & FEMMENELL" RIATTIVA IL DIALOGO SULLE SOGGETTIVITA' TRANSFEMMINILI

Tempo di lettura: 2 minuti

Di Paolo Valerio

Il 25 Marzo 2026 Napoli ha accolto un momento di riflessione pubblica e partecipata sulle soggettività transfemminili con il convegno “Pupatell3 & Femminiellə”, presso la sede di Federfarma Napoli.

L’iniziativa, promossa da Francesca de Falco, Amelia Tundo e da Paolo Valerio, nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo memorie storiche, vissuti contemporanei e prospettive future, restituendo centralità a una dimensione culturale profondamente radicata nel contesto partenopeo: quella dei femminielli, figure storicamente presenti nella tradizione napoletana e oggi al centro di processi di trasformazione, visibilità e ridefinizione.

Il cuore dell’iniziativa è rappresentato da un momento di dialogo aperto — “Memorie vive e futuri possibili” — che ha visto protagoniste persone trans e non binarie della comunità locale, chiamate a confrontarsi su continuità, fratture e trasformazioni nelle esperienze di genere.

L’evento si è concluso con una restituzione storico-critica, per tenere insieme ricerca e vissuti, offrendo una lettura complessa dei processi in atto tra riconoscimento, marginalizzazione e risignificazione culturale.

In un contesto in cui le identità transgender, non binarie e gender queer sono sempre più visibili ma anche esposte a dinamiche di polarizzazione e backlash, “Pupatell3 & Femminiellə” si propone come uno spazio di ascolto, produzione di conoscenza e costruzione collettiva di significato, capace di valorizzare il patrimonio culturale locale e, al tempo stesso, interrogarne le trasformazioni.

L’iniziativa si inserisce nel solco delle pratiche di ricerca partecipata e di public engagement, contribuendo a rafforzare il dialogo tra università, istituzioni e comunità.

- SprayNews - Monica Macchioni

NAPOLI, DIALOGO TRA MEMORIA E IDENTITA': "PUPATELL3&FEMMENELL3" IL 25 MARZO

Tempo di lettura: < 1 minuto

Napoli, marzo 2026, non un semplice convegno, ma un momento di confronto reale tra passato e presente.

Il 25 marzo 2026, dalle 15:00 alle 18:00, presso Federfarma Napoli (via Toledo 156), si terrà “Pupatell3 & Femmenellɜ – Dialogo storico intergenerazionale sulla transfemminilità napoletana”.

L’iniziativa mette in relazione la tradizione culturale delle femminiellɜ con le esperienze contemporanee delle soggettività transfemminili e non binarie, attraverso interventi istituzionali, momenti di dialogo e un laboratorio partecipativo.

Obiettivo dell’incontro è costruire uno spazio di ascolto e confronto capace di restituire complessità, storie e vissuti spesso marginalizzati, promuovendo una riflessione condivisa tra comunità, attivistə, studiosə e cittadinanza.

In un contesto sociale in cui il dibattito pubblico rischia di semplificare temi complessi, l’evento sceglie una strada diversa: quella dell’ascolto, del riconoscimento e della responsabilità, perché parlare di identità significa, prima di tutto, parlare di dignità.

- SprayNews - Monica Macchioni

FINE RAMADAN, SASSO (FUTURO NAZIONALE): NO ALLA SOTTOMISSIONE ALL'ISLAM

Tempo di lettura: < 1 minuto

Immagini inquietanti. Piazze e luoghi simbolici italiani invasi dai seguaci di Maometto e dal canto del muezzin.

Italia, 2026.

Un esercito che festeggia la fine del ramadan e una religione, quella islamica, i cui rappresentanti non hanno mai siglato l'intesa con lo Stato italiano ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione.

Una religione incompatibile con il nostro ordinamento e con i nostri valori, un sistema di regole che confligge con le nostre.

Gli stiamo cedendo scuole, università, luoghi sacri, piazze.

La sinistra li corteggia, il centrodestra non fa nulla per evitare la progressiva islamizzazione della società.

Noi non siamo seguaci di Maometto e non ci piace la bandiera con la mezzaluna.

Siamo italiani e amiamo il nostro Dio, la nostra Patria e la nostra Famiglia, quella cristiana.

Futuro Nazionale con Vannacci dice no alla sottomissione all'Islam'.

Così in una nota il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Rossano Sasso

- SprayNews - Monica Macchioni

LA SALUTE È LA PRECONDIZIONE PER LA LIBERTÀ E LO SVILUPPO

Tempo di lettura: < 1 minuto

Nella giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia, i Cristiano Riformisti chiedono che il sistema sanitario torni ad essere un servizio realmente universale.

La Politica deve farsi garante di una cura che non guardi al censo ma al bisogno.

Per i Cristiano Riformisti la centralità della persona supera la logica delle sole prestazioni per abbracciare un’assistenza che sia anche di ascolto e umanità.

La salute infatti è la precondizione per la libertà e lo sviluppo di ogni cittadino.

Chiediamo pertanto un impegno concreto e coraggioso : investire nella sanità significa investire sulla vita e sul futuro della nostra comunità.

Ben vengano a tal proposito iniziative importanti e autorevoli come quella che si terrà domani alla Camera dei Deputati presso la Sala della Regina volte a sensibilizzare sul tema del rapporto tra sussidiarietà e salute.

SprayNews - Monica Macchioni

ROTUNNO-TROMBETTA HAN PARTECIPATO A INCONTRI RISERVATI ROMANI DI PETER THIEL

Tempo di lettura: < 1 minuto

Agli incontri riservati romani di Peter Thiel hanno partecipato anche due, solidi ma poco conosciuti, rappresentanti della nuova "destra multipolare", vicini culturalmente ai pensatori tradizionalisti russo Aeksandr Dugin e americano Steve Bannon, e, in Italia, al "barone nero" Roberto Jonghi Lavarini, al generale eurodeputato Roberto Vannacci e all'editore di estrema destra Maurizio Murelli.

Si tratta del commercialista revisore dei conti MAURO ROTUNNO (studioso di esoterismo, Julius Evola e Renè Guenon) e del consulente finanziario GIOVANNI TROMBETTA (studioso di economia internazionale e geopolitica).

I due interessati, riconosciuti da un giornalista, non smentiscono ma minimizzano la loro presenza.

"Interessanti incontri di approfondimento culturale su tematiche filosofiche ed esistenziali" afferma Rotunno.

"Ho lavorato per oltre trent'anni alla Borsa di New York, è naturale che abbia anche amici americani autorevoli" ha dichiarato invece Trombetta.

"Di fronte al Vaso di Pandora degli Epstein File e alle due visioni apocalittiche messianiche che si scontrano in Medio Oriente, mettendo a rischio la pace mondiale, è giusto confrontarsi con tutti, al massimo livello, anche con l'enigmatico Mago di Palantir" ha sintetizzato Roberto Jonghi Lavarini, da sempre attivo in queste pubbliche relazioni internazionali "fra buoni patrioti"

- SprayNews - Monica Macchioni