MERITOCRAZIA ITALIA SUL RISULTATO ELETTORALE IN SERBIA: IMPORTANTE LEZIONE DI PROTAGONISMO CIVICO

Tempo di lettura: 2 minuti

Gli esiti delle elezioni parlamentari in Serbia segnano una significativa discontinuità politica, dopo oltre un decennio di guida del Paese da parte dell’area riconducibile ad Aleksandar Vučić. Il risultato elettorale ha premiato una lista sostenuta dal movimento studentesco nato dalle mobilitazioni civiche degli ultimi anni, espressione di una diffusa domanda di trasparenza, legalità e rinnovamento delle Istituzioni.

Di là delle appartenenze politiche e delle dinamiche interne del contesto serbo, il voto offre uno spunto di riflessione che riguarda tutte le democrazie contemporanee.

Quando una parte rilevante della popolazione, specie quella più giovane, chiede maggiore partecipazione ai processi decisionali, la politica è chiamata a rispondere non con chiusure o contrapposizioni, ma con ascolto e capacità di costruire nuove forme di rappresentanza.

L’elevata affluenza registrata alle urne testimonia che la sfiducia non è un destino inevitabile. I cittadini tornano a partecipare quando percepiscono che il proprio voto può incidere realmente sulla direzione del Paese e quando le istituzioni riescono a recuperare credibilità.

La lezione più importante proveniente dalla Serbia non è la vittoria di una parte sull’altra, ma il valore del protagonismo civico e della responsabilità collettiva.

La democrazia cresce quando i cittadini non si limitano a delegare, ma contribuiscono attivamente alla costruzione delle scelte pubbliche; cresce quando il confronto rimane pacifico; cresce quando il cambiamento passa attraverso gli strumenti della partecipazione democratica.

Ora la sfida per la Serbia sarà trasformare le aspettative generate dal successo elettorale in un progetto di governo capace di rafforzare le Istituzioni, contrastare le disuguaglianze, sostenere i giovani, valorizzare competenze e merito e consolidare il percorso europeo del Paese. Allo stesso modo, le forze di opposizione saranno chiamate a svolgere un ruolo costruttivo, nell’interesse della stabilità e della coesione nazionale.

Meritocrazia Italia auspica che da questa stagione politica emerga un modello fondato sulla qualità della classe dirigente, sulla trasparenza delle decisioni pubbliche e sulla capacità di ricostruire rapporti di fiducia tra cittadini e istituzioni. È questa la condizione essenziale perché la democrazia non sia soltanto una procedura elettorale, ma uno strumento concreto di crescita sociale, economica e culturale.

La partecipazione, il merito e la responsabilità restano gli antidoti più efficaci contro ogni forma di crisi della rappresentanza.

Il messaggio che arriva dalla Serbia va colto in questa prospettiva: le comunità chiedono Istituzioni credibili, opportunità e futuro. La politica ha il dovere di raccogliere questa domanda e trasformarla in azione.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni

COMUNALI ROMA, POMARICI (FUTURO NAZIONALE): MOLTO PRESTO ARRIVERA' IL NOME DEL CANDIDATO DI FUTURO NAZIONALE PER IL CAMPIDOGLIO

Tempo di lettura: < 1 minuto

AL LAVORO ANCHE PER LE LISTE DEI MUNICIPI

Il responsabile del Partito di Vannacci per la Regione Lazio rivendica per Futuro Nazionale l’appartenenza alla casa del centrodestra, senza FNV il centrodestra non vince.

Di Monica Macchioni

Stiamo lavorando al candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative a Roma.

Stiamo strutturando le liste sia nei municipi sia per l'Assemblea capitolina. Roma è nel nostro cuore, lavoreremo per la Capitale d'Italia".

Lo ha detto il responsabile del Lazio di Futuro Nazionale, Marco POMARICI, a margine della manifestazione contro il sindaco Roberto Gualtieri ai piedi del Campidoglio, evidenziando che il nome arriverà "molto presto".

"Le periferie, il cuore della nostra città, sono state abbandonate da questo centrosinistra e noi siamo qui a rivendicarlo.

Abbiamo rivendicato, soprattutto in quest'ultimo periodo, che la nostra casa è il centrodestra.

Ma il centrodestra dovrà capire che senza Futuro Nazionale non si potrà vincere.

Noi siamo assolutamente a disposizione."

- SprayNews - Monica Macchioni

GIOVANI, ON. MAZZOCCHI (Presidente Cristiano Riformisti): “SI ALLA LIBERTA’ DEGLI STUDENTI. NO ALLE STRUMENTAZIONI DELLA SINISTRA CHE FOMENTANO IL MALCONTENTO ANTIGOVERNATIVO”

Tempo di lettura: < 1 minuto

Come Movimento dei Cristiano Riformisti interveniamo nel dibattito pubblico riguardante le recenti manifestazioni studentesche, riaffermando con forza il nostro sostegno al mondo giovanile, pur stigmatizzando le derive ideologiche delle ultime ore.

Ribadiamo con assoluta fermezza la totale libertà che i giovani devono avere nel manifestare e nell’indicare tutte le tematiche sociali ed economiche che affliggono il nostro Paese.

La voce degli studenti, è un termometro vitale per la nostra società e le rivendicazioni meritano ascolto e rispetto.

Tuttavia, come Cristiano Riformisti esprimiamo una profonda preoccupazione per l’evoluzione delle manifestazioni : rileviamo con stupore unito ad amarezza come queste manifestazioni vengano
puntualmente strumentalizzate da frange di sinistra che troppo spesso si richiamano ad un ben noto sindacato.

Realtà che, invece di fare gli interessi degli studenti o del loro futuro strutturale, alimentano il malcontento al solo fine di fomentare una sterile polemica antigovernativa.

Utilizzare la buona fede dei giovani per scopi puramente elettorali o di opposizione pregiudiziale è un atto grave.

Con questi metodi si finisce paradossalmente per annullare quei principi di libertà e democrazia ai quali gli studenti giustamente si richiamano.

Invitiamo pertanto i giovani a difendere la propria autonomia intellettuale da chi vuole trasformare le loro speranze in una trincea ideologica”.

- SprayNews - Monica Macchioni

SFORZINI (RINASCIMENTO NAZIONALE): «SAGGIO LA RUSSA. CON VANNACCI INCOMPATIBILITÀ SU RUSSIA, NATO E POLITICA ECONOMICA»

Tempo di lettura: < 1 minuto

«Saggio Ignazio La Russa: coglie il nocciolo della questione. Con Vannacci il problema non è una percentuale elettorale, ma la compatibilità politica». Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

«Futuro Nazionale ha ormai scelto con chiarezza inequivocabile di esprimere posizioni profondamente diverse da quelle dell’attuale maggioranza di centrodestra sul rapporto con la Russia, sulla NATO e sulla politica economica.

Accoglierlo nella coalizione significherebbe rimetterne in discussione il posizionamento geopolitico e l’impostazione economica.

La Russa ha detto una cosa fondamentale: una coalizione non è una somma di voti, ma una compatibilità di visione».

- SprayNews - Monica Macchioni

LEGGE ELETTORALE, ON. MAZZOCCHI (Presidente dei Cristiano Riformisti): “RIFORMA INCOSTITUZIONALE, IL “PRESTITO” DEI DEPUTATI E’ UNO SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA E AI TERRITORI”

Tempo di lettura: < 1 minuto

Come Cristiano Riformisti torniamo ad esprimere la propria netta e ferma contrarietà alla nuova riforma elettorale, ribadendone l’evidente incostituzionalità.

Siamo davanti a un vero e proprio mercanteggiare delle istituzioni.

Il proliferare di nuove sigle di partito dell’ultima ora, nate unicamente attraverso il “prestito” di alcuni deputati, è la prova provata del fallimento morale di questa operazione.

Questo espediente speculativo sta ulteriormente a dimostrare come i fautori della nuova riforma, pur di raggiungere a qualsiasi costo il quorum del 42% siano disposti a calpestare qualsiasi principio di democrazia.

Come Cristiano Riformisti sottolineiamo come queste manovre di palazzo allontanino sempre di più i cittadini dalla politica attiva, ignorando la volontà popolare espressa alle urne.

Si sta consumando un grave strappo istituzionale che azzera la salvaguardia dei reali rappresentanti del territorio.

Chi e’ stato eletto per rappresentare una specifica comunità e una precisa linea politica non può essere usato come merce di scambio per meri calcoli matematici e sbarramenti elettorali.

Noi continueremo a batterci in ogni sede per fermare una deriva anticostituzionale che rischia di indebolire l’Italia proprio laddove avrebbe più bisogno di essere più solida nelle sue fondamenta democratiche.

- SprayNews - Monica Macchioni

MERITOCRAZIA ITALIA - LEGGE ELETTORALE: LA POLITICA HA PAURA DELLA REALE DEMOCRAZIA. HA COSTRUITO IL SUO CASTELLO DORATO.

Tempo di lettura: 2 minuti

Meritocrazia Italia esprime fortissima perplessità e preoccupazione per l'approvazione al Senato della riforma della legge elettorale, perché quello che sta accadendo non è un problema di destra o di sinistra, ma rappresenta un trend pericoloso che attraversa tutta la politica e che sta costruendo, pezzo dopo pezzo, un sistema chiuso, autoreferenziale e blindato.

Ed allora ci chiediamo: la politica ha forse paura della reale democrazia? Ha paura di misurarsi davvero con il consenso dei cittadini, con le idee nuove, con la società civile?

Abbiamo già evidenziato nei precedenti comunicati ed oggi rimarchiamo con forza tre passaggi gravissimi della riforma:

1)- la beffa delle finte preferenze, che non valgono per il capolista bloccato nominato dal partito, così che l’elettore potrà esprimere fino a 3 preferenze solo dal secondo nome della lista in poi, nella consapevolezza che, con tale sistema, l’elettorato potrà scegliere solo un quarto dei parlamentari, mentre i restanti tre quarti rimarranno nelle mani delle segreterie di partito, posto che le percentuali di voto consentiranno di eleggere in molte circoscrizioni solo i capi lista bloccati, con conseguente frustrazione di ogni indicazione dei cittadini

2)- la tagliola d’accesso per le nuove forze politiche, alle quali viene chiesto di raccogliere circa 450.000 firme per potersi presentare alle elezioni, così frapponendo per legge una montagna insormontabile per chiunque non sia già dentro il Palazzo, visto che, al contrario, vige l’esenzione totale della raccolta firme per chi ha già un gruppo parlamentare costituito al 31 dicembre 2025. Insomma, chi è dentro resta dentro, chi è fuori è condannato a restare fuori;

3)- la denigrazione della rappresentatività nel rapporto tra eletti e territori, in considerazione del combinato disposto della proposta elettorale con il taglio dei parlamentari, visto che già con la riduzione dei seggi parlamentari la rappresentanza è stata dimezzata ed oggi con liste bloccate e sbarramenti di firme si tenta di completare l’opera: meno eletti, più nominati, meno scelta.

Ci poniamo e poniamo al Paese alcune domande semplici: è questa la democrazia? Il popolo non avrà più la possibilità di scegliere liberamente un partito o un suo parlamentare? I parlamentari che oggi siedono in Parlamento devono essere considerati lavoratori a tempo indeterminato, con un diritto acquisito alla rielezione?

Questa non è stabilità, questa è conservazione, non è una lotta alle “liste di disturbo” come dicono, è una lotta al dissenso ed è la paura della politica di aprire le porte del castello dorato che si è costruita, grazie ad una legge che conta anche i voti delle liste sotto l’1% per dare il premio di maggioranza, ma poi impedisce a quelle stesse liste di presentarsi è una legge schizofrenica e incostituzionale.

Meritocrazia Italia, che proprio in questi giorni sta costruendo un percorso aggregativo con il mondo civico per dare voce alle persone perbene e competenti, lancia un appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, a tutte le associazioni e ai cittadini: abbattiamo le mura di questo castello, la democrazia è partecipazione, non recinzione.

Confidiamo in un passo indietro nel prosieguo della votazione alla Camera, peraltro sottolineando come la richiesta di votazione di fiducia su tale proposta avrebbe l’effetto di aumentare la sfiducia dei cittadini nell’attuale sistema e di inasprire l’astensionismo e la disaffezione del popolo.

Stop war

Il Presidente Nazionale

Walter Mauriello

- SprayNews - Monica Macchioni

FI, LIBRANDI: VANNACCI NON È SFIGATO, È SUPER SFIGATO. I NUMERI DELLE PIAZZE LO RIDIMENSIONANO

Tempo di lettura: < 1 minuto

“Vannacci non è sfigato, è super sfigato” - e’ netto il forzista Gianfranco Librandi. A Montesilvano, ad Azzurra Libertà, la festa nazionale di Forza Italia Giovani, c’erano circa 1.200 ragazzi arrivati da tutta Italia.

“Più giovani qui che persone alla sua manifestazione di Genova. E allora basta con questa narrazione del fenomeno irresistibile: i numeri raccontano un’altra storia”.

Lo dice Gianfranco Librandi, dirigente di Forza Italia e responsabile della formazione in Campania.

“Il 2 dicembre 2006 Silvio Berlusconi portò a Roma una mobilitazione straordinaria: gli organizzatori annunciarono oltre due milioni di partecipanti.

Nel 2013 Beppe Grillo chiuse lo Tsunami Tour a piazza San Giovanni e rivendicò 800 mila presenze. Vannacci, invece, l’11 luglio scorso a Genova si è fermato a circa mille persone.

Due milioni, 800 mila, mille: non serve aggiungere molto altro”, aggiunge Librandi.

“Chi vuole presentarsi come il nuovo terremoto della politica italiana dovrebbe prima dimostrare di saper muovere davvero le persone.

Berlusconi aveva un popolo, Grillo ha avuto una stagione capace di riempire San Giovanni. Vannacci, fino a oggi, ha soprattutto titoli, interviste e social.

Le piazze raccontano altro”, osserva.

“E oggi c’è persino un dato che fa sorridere: ad Azzurra Libertà erano presenti circa 1.200 giovani, più delle persone presenti alla sua manifestazione di Genova.

Prima di atteggiarsi a fenomeno nazionale, Vannacci farebbe bene a fare i conti con la realtà. Perché la propaganda può gonfiare mediaticamente un personaggio, ma non può riempire una piazza”, conclude Librandi.

- SprayNews - Monica Macchioni

MERITOCRAZIA ITALIA: IL VOTO DI PREFERENZA VALGA PER TUTTI

Tempo di lettura: 2 minuti

La maggioranza ha approvato ieri al Senato un emendamento unitario sulla riforma della legge elettorale, prevedendo la reintroduzione delle preferenze, con capilista bloccati ma con la possibilità, per gli elettori, di esprimere fino a tre preferenze sugli altri candidati in lista, nel rispetto dell’alternanza di genere, che però non vale per l’indicazione dei capilista, che restano cooptati liberamente dalle Segreterie di partito.

Bocciato, invece, il sub emendamento delle opposizioni per consentire agli elettori di scegliere tutti i candidati con voto di preferenza, senza la blindatura dei capilista.

Insomma, “un colpo al cerchio ed uno alla botte”, che consente di poter affermare che, tecnicamente, il voto di preferenza è stato reintrodotto, se pur non per tutti e con palese salvataggio delle esigenze di conservazione del posto assicurato all’establishment di partito.

Il capolista resta infatti bloccato ed il suo posto nella lista non può essere intaccato dalle preferenze espresse dall’elettorato.

E, dunque, il nuovo assetto non restituisce all’elettore una scelta integrale della rappresentanza parlamentare, una cui larga fetta rimane ad appannaggio delle scelte dei leader di partito.

A questo punto il nodo politico non è sulla presenza o meno delle preferenze, ma su quanto spazio rimanga alla scelta dell’elettore quando il primo candidato della lista è già garantito dal partito, quando una parte dei seggi viene assegnata attraverso meccanismi collegati al premio di maggioranza e quando la competizione per le preferenze riguarda soltanto una parte dei candidati.

Come Meritocrazia da anni sottolineiamo come sia necessario restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri eletti, non quale rivendicazione di parte, ma come dovere verso la Costituzione e verso le future generazioni.

Oggi registriamo un passo in avanti che riconsegna agli elettori una possibilità di scelta, se pur non totale. Ma ciò non basta.

Perché è tempo di ricostruire un sistema elettorale che non abbia paura del giudizio degli elettori, ma che da quel giudizio tragga la propria legittimazione, rinunciando all’ostinata salvaguardia delle sacche di potere.

Appare, allora necessario stimolare la partecipazione della cittadinanza consentendo un effettivo ritorno alla rappresentatività, dovendo la nuova legge elettorale ridare ai cittadini la possibilità di scegliere quale partito votare e la facoltà di sancire la propria preferenza anche per i candidati, senza imposizioni o blocchi calati dall'alto.

In tal senso Meritocrazia invita tutti i partiti in campo ad abbracciare il modello di riforma della legge elettorale già proposto dal Movimento nello scorso Congresso Nazionale di Roma dell’ottobre 2025 e consegnato a tutti i partiti con il nome di “Meritocraticum”, che rappresenta il tentativo di dare voce al corpo elettorale, restituendo la prerogativa di scegliere., affinché si giunga a un sistema elettorale a base integralmente proporzionale, con voto di preferenza plurimo e senza liste bloccate.

Solo così potremo invertire la rotta dell'astensionismo, ricucire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e tornare a credere in una democrazia autentica, nella quale il potere appartenga davvero al Popolo, come la Costituzione solennemente afferma.

La soluzione c’è ed è portata di mano. Serve uno sforzo collettivo che faccia vincere il Paese anche sacrificando gli scranni dell’establishment di partito.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni

POLITICA, MONTECCHI: «C’È UN’ITALIA CHE CREA VALORE E NON HA PIÙ VOCE. VALORE LIBERALE È LA SUA CASA»

Tempo di lettura: < 1 minuto

Esiste in Italia un popolo rimasto senza una rappresentanza autentica: uomini e donne moderati, legati al centrodestra, che lavorano, producono, investono, creano occupazione e pagano le tasse, ma che non si riconoscono più in una forza chiaramente liberale.

A queste persone Valore Liberale vuole restituire voce, peso politico e una casa comune.

Non con slogan vuoti o parole urlate, ma con idee serie e soluzioni concrete.

Ci rivolgiamo a piccoli e medi imprenditori, artigiani, commercianti, professionisti, lavoratori autonomi, dirigenti, tecnici, lavoratori qualificati, pensionati moderati, europeisti, atlantisti e a tutti gli elettori del centrodestra che rifiutano sia lo statalismo sia il populismo.

Parliamo anche ai liberali delusi e a chi, non sentendosi più rappresentato, pensa di non andare a votare.

Il dibattito politico e mediatico è troppo spesso schiacciato su contrapposizioni esasperate, provocazioni e facili parole d’ordine.

Anche temi importanti come immigrazione, sicurezza, identità e famiglia vengono usati più per dividere che per costruire soluzioni.

Noi non intendiamo ignorare questi problemi, ma affrontarli con fermezza, equilibrio e responsabilità.

Vogliamo tornare a parlare dell’Italia reale: delle imprese frenate dalla burocrazia, dei lavoratori impoveriti, dei giovani senza prospettive e delle famiglie che chiedono sicurezza, servizi e fiducia nel futuro.

Valore Liberale non nasce per accodarsi alle idee degli altri, ma per essere riconoscibile attraverso la forza delle proprie proposte. Siamo liberali nell’economia, moderati nel linguaggio, fermi nei principi, europeisti e atlantisti.

Siamo qui, siamo pronti e vogliamo rappresentare chi ogni giorno crea ricchezza, lavoro e opportunità per tutti. Perché l’Italia cresce con chi crea valore.

- SprayNews - Monica Macchioni

RIFORMA ELETTORALE, MERCURI (IDM): IL SENATO ASCOLTI I CITTADINI, COSI' NON VA.

Tempo di lettura: < 1 minuto

SERVE UNA SVOLTA NETTA PER LA DEMOCRAZIA E I TERRITORI

​«La riforma della legge elettorale rappresenta un passaggio cruciale, forse l'ultimo banco di prova per misurare la reale volontà della politica di risanare la qualità della nostra democrazia e ricostruire quel patto di fiducia, oggi pericolosamente incrinato, tra i cittadini e le istituzioni».

«È fondamentale che su un tema così delicato il Senato intervenga con coraggio, correggendo un'impostazione attuale che rischia di allontanare ancora di più la base sociale dai processi decisionali».​

Lo dichiara Eugenio Mercuri, portavoce nazionale di Italia del Meridione (Idm), intervenendo con forza nel dibattito in corso sulla riforma del sistema di voto.

«Noi di Italia del Meridione – prosegue Mercuri – ribadiamo una posizione netta, intransigente e radicata nelle istanze reali del Paese: siamo favorevoli al ritorno pieno delle preferenze, dicendo un no deciso e senza appello alle liste bloccate.

Le segreterie dei partiti non possono continuare a decidere dall'alto chi debba sedere in Parlamento calpestando il legame diretto tra eletto ed elettore.

Crediamo fermamente in un sistema proporzionale che sappia garantire la massima rappresentatività dei territori – troppe volte penalizzati da logiche centraliste e spersonalizzanti – a cui si può affiancare un premio di maggioranza rigoroso, capace di assicurare stabilità di governo e governabilità senza tuttavia svuotare di senso il voto popolare».

​«Restituire ai cittadini il diritto pieno e incondizionato di scegliere i propri rappresentanti – conclude il portavoce nazionale di Idm – significa ridare valore alla partecipazione politica, combattere l'astensionismo dilagante e arginare quella disaffezione verso la cosa pubblica che minaccia le fondamenta stesse della Repubblica.

Ci auguriamo che il passaggio in Senato sappia accogliere queste istanze di buonsenso, di giustizia costituzionale e di vera democrazia partecipata».

​Eugenio Mercuri portavoce nazionale IDM✍️

- SprayNews - Monica Macchioni