MAURIELLO (MERITOCRAZIA ITALIA): MENTRE A MOSCA SI E' CELEBRATO IL "GIORNO DELLE VITTORIA" PIU' TESO DI SEMPRE, RICHIAMO A UN NUOVO SENSO DI RESPONSABILITA' PER RESTITUIRE AL PIANETA LA PACE PERDUTA

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«Mentre Mosca, con un carico di tensione senza precedenti, ha festeggiato ieri il “giorno della vittoria”, io vorrei che il mondo festeggiasse il giorno della pace», afferma il Presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello.

«Non mi riferisco a una nuova giornata mondiale della pace, che da quasi cinquant’anni si celebra il primo gennaio, ma a un cambio di prospettiva che annulli alla radice il rischio di nuove guerre.

Viviamo in una grande società globalizzata, piaccia o no questo è il pianeta che abbiamo plasmato in oltre trent’anni: un pianeta in cui l’intreccio dei commerci crea nel lungo termine nuovi equilibri non solo economici ma anche politici e militari.

Un pianeta in cui visitare una discarica alla “fine del mondo”, per richiamare la metafora di Papa Francesco, può mettere in tensione la rete sanitaria di più continenti.

Un pianeta in cui il comfort di pochi attizza l’odio e il desiderio di rivalsa di tanti.

Mi permetto di richiamare tutti a un maggior senso di responsabilità: non è lamentandoci che costruiamo un futuro per i nostri figli, non è sventolando bandiere, bensì impegnandoci fattivamente col lavoro, il sacrificio, un progetto in cui credere e con cui lasciare un segno.

Ciascuno richiami alla memoria le occasioni in cui ha “lasciato correre” per un vantaggio immediato. E non le ripeta mai più».

- SprayNews - Monica Macchioni

RISO, ON. POZZOLO (FUTURO NAZIONALE): GOVERNO PIÙ BRAVO A TUTELARE INTERESSI DEGLI UCRAINI CHE QUELLI DEGLI ITALIANI: CON SOGLIA AL 45% FINO A 250 MILIONI DI PERDITE

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«La conferma della soglia al 45% per le clausole di salvaguardia sul riso è una scelta che rischia di costare fino a 250 milioni di euro all’anno alla filiera italiana, mettendo in crisi migliaia di aziende e posti di lavoro». Lo dichiara il deputato di Futuro Nazionale Emanuele Pozzolo.

«Parliamo di un settore che vale circa 500 milioni di euro, con oltre 4.000 aziende e fino a 25.000 lavoratori coinvolti. Con questa decisione si favoriscono importazioni a basso costo – fino al 40% in meno rispetto al prodotto italiano – con un effetto diretto di compressione dei prezzi e perdita di redditività fino a –800 euro per ettaro».

«Il risultato è chiaro: 200–350 milioni di euro di impatto complessivo sulla filiera ogni anno, con 2.000–4.000 posti di lavoro a rischio e centinaia di aziende destinate a chiudere nel medio periodo».

«Altro che tutela del Made in Italy e sovranità alimentare: il Governo, dopo tante parole, ha fatto ben pochi fatti concreti per difendere davvero l’agricoltura italiana. Oggi siamo di fronte a un paradosso evidente: il nostro Governo si fa in quattro per tutelare gli interessi ucraini e di Zelensky e si dimentica degli interessi degli italiani».

«Così si smantella un settore strategico, si indebolisce la produzione nazionale e si mette a rischio il futuro del riso italiano, che da eccellenza diffusa rischia di diventare una nicchia. Serve un cambio di rotta immediato: oppure a far cambiare la rotta ci penseranno gli italiani”.

- SprayNews - Monica Macchioni

ENERGIA, RUVOLO A MELONI: “LA SOLUZIONE C’È’ ED E’ GIÀ COLLAUDATA DA DECENNI, L’ITALIA APRA SUBITO AL GAS RUSSO”

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E’ evidente come la Meloni nelle scelte in politica estera sia eterodiretta.

Altrimenti, se potesse decidere liberamente e secondo logica, anziché inventarsi questo viaggio a Baku come diversivo per provare a mettere una pezza sul buco - anzi sulla voragine - del caro energia e carburanti, aprirebbe immediatamente all’acquisto del gas russo.

La soluzione e’ sotto gli occhi di tutti, lineare, facile, collaudata.

Che deve aspettare la Meloni?

Deve avere l’ok da chi per poter procedere?

La posizione di Salvini a riguardo, poi, sta diventando grottesca: o passa dagli enunciati propagandistici ai fatti concreti, oppure è meglio che eviti di dirsi favorevole al gas russo.

Delle due l’una, visto sta al governo e non all’opposizione, quindi: o convince la premier del suo governo a seguirlo in questa vicenda e ad aprire subito all’acquisto di gas dalla Russia, oppure si deve dichiarare lui stesso - come la premier del suo governo - contrario.

Non può stare coi piedi in due scarpe.

Troppo comodo sennò.

Gli italiani sanno ormai distinguere la propaganda dalla politica, i leader dagli agitatori di piazza.

E oggi gli italiani chiedono un governo all’altezza delle complesse problematiche da risolvere nell’interesse del Paese, delle famiglie e delle imprese e non demagoghi in grado solo di fare bei discorsi che poi cadono sistematicamente nel vuoto.

Noi imprenditori cattolici siamo fortemente contrari alle scelte insensate della Meloni e del suo governo e ci rifiutiamo di accettare passivamente la deriva a cui sta andando incontro il nostro Paese”.

- SprayNews - Monica Macchioni

DSP, JONGHI LAVARINI: “DA VECCHIO MISSINO APPREZZO LA SENSIBILITÀ’ SOCIALE E LA POLITICA ESTERA SOVRANISTA DI MARCO RIZZO “

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Il Barone nero Roberto Jonghi Lavarini , vicino al progetto del Generale Vannacci esprime apprezzamento per la politica estera di Democrazia Sovrana Popolare di Marco Rizzo

Roberto Jonghi Lavarini, presidente onorario dello storico circolo culturale politico, trasversale e apartitico, Unione Patriottica (fondato nel 1861), insieme all'imprenditore bresciano Giovanni Alborghetti, sono stati ospiti ed attenti osservatori, oggi a Milano, al congresso regionale del partito dell'on. Marco Rizzo, DSP (Democrazia Sovrana Popolare), invitati dalla segretaria regionale, Elisabetta Fedegari, imprenditrice ed ex dirigente pavese di Fratelli d'Italia.

"Una riunione interessante e partecipata, con tanta gente volenterosa e appassionata di buona politica, e idee nuove, di sintesi, al di fuori dei vecchi schemi ideologici del '900." ha dichiarato Jonghi precisando: "Io non sono iscritto a nessun partito e, in questo momento, guardo con speranza al progetto politico di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci, ma sono anche analista e politologo, e mi piace confrontarmi con tutti, approfondire e capire le cose. Da vecchio missino, di DSP apprezzo molto la sensibilità sociale e la politica estera sovranista, anti sionista e anti mondialista, per l'uscita dell'Italia da UE e NATO, e per un naturale dialogo eurasiatico con la Russia di Putin."

- SprayNews - Monica Macchioni

ENERGIA, RUVOLO A MELONI E SALVINI: “SI RICORDINO DI ESSERE AL GOVERNO E NON ALL’OPPOSIZIONE”

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“URGENTI MISURE PER BLOCCARE AUMENTO CARBURANTI, APRANO SUBITO ALLA RUSSIA”

“C’è una differenza sostanziale tra l’essere al governo e lo stare all’opposizione.

Quando si governa ci si deve assumere l’onore e l’onere di prendere decisioni concrete che vadano in una direzione piuttosto che in un’ altra.

In Sicilia gli autotrasportatori hanno deciso di incrociare le braccia.

Cinque giorni di fermo dei tir. Il risultato?

A rischio anche i rifornimenti alimentari e quindi ci saranno presto gli scaffali vuoti nei supermercati.

In Sicilia la Giunta Regionale e’ di centrodestra, così come il governo Meloni.

A che serve sperticarsi in enunciati propagandistici?

Quello e’ il compito dell’opposizione.

Servono fatti concreti.

Salvini dice che non possiamo fare a meno del gas russo.

E come De Scalzi afferma che a gennaio 2027 saremo comunque costretti ad aprire alla Russia sennò il sistema salta.

Che aspetta dunque a convincere la premier del suo governo a farlo subito?

Salvini dovrebbe parlare di meno e agire di più.

Così come la Meloni.

E avere un sussulto di dignità e di autonomia.

Aprano subito le trattative con la Russia per acquistare gas liquido da lì.

Mettano mano concretamente alle problematiche che vanno affrontate nell’interesse del Paese e dunque delle imprese - che non possono essere lasciate sole a fronteggiare gli aumenti - degli autotrasportatori e delle famiglie.

Basta alla subalternità verso altri Paesi.

L’Italia venga prima di tutto”.

- SprayNews - Monica Macchioni

MAURIELLO (MERITOCRAZIA ITALIA): SULLE TRATTATIVE USA-IRAN AGISCA LA UE NEL SUO COMPLESSO

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«Ieri è giunta la notizia del rientro negli Stati Uniti del vicepresidente Vance», commenta il presidente nazionale di Meritocrazia Italia Walter Mauriello.

«Brutto segno, che mette un’ipoteca negativa sul futuro delle trattative fra USA e Iran.

E sono trattative che non possono fallire.

Non ne va solo della pace.

È in gioco il tracollo dell’intero l’occidente,che stavolta è davvero a un bivio.

Ci saranno anni per discutere sul perché siamo arrivati a una tale dipendenza nelle fonti di energia.

Ora possiamo solo prendere atto che da questi colloqui dipende la sussistenza stessa del sistema europeo.

Il quale ha l’obbligo morale di scendere in campo e impiegare il meglio delle sue risorse e della sua unità d’intenti per raggiungere un accordo fra le parti.

C’è già un’alleanza fra dieci potenze, fra cui sette della UE (Italia inclusa), UK, Canada e Giappone, a sostegno del buon fine dei colloqui.

Ebbene, scenda in campo anche l’Europa nel suo complesso: Bruxelles, la Commissione,i vertici delle nostre istituzioni comuni.

Tutti facciano qualcosa, è sbagliato limitarsi a guardare.

Anche Meritocrazia Italia è a disposizione per aiutare.

Seguiremo passo passo l’evolversi della situazione, ben consci che da qui comincia il mondo che consegneremo ai nostri figli”.

- SprayNews - Monica Macchioni

TREGUA IRAN-USA, WALTER MAURIELLO (MERITOCRAZIA ITALIA): BENE DOCUMENTO LEADER MONDIALI; SI LAVORI A UNA PACE DURATURA

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Meritocrazia Italia esprime compiacimento per il documento firmato ieri dai capi di Stato e di governo di Italia, Francia, Germania, Danimarca, Grecia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito, Canada e Giappone per provare a scongiurare una crisi energetica globale facendo leva sulla raggiunta tregua fra Stati Uniti e Iran.

Faccio mie le parole dei leader firmatari, afferma il Presidente nazionale Walter Mauriello, che incoraggiano rapidi progressi verso una soluzione negoziata sostanziale, giudicata fondamentale per proteggere la popolazione civile iraniana e garantire la sicurezza nella regione, e apprezzo la capacità di coinvolgere in questi intendimenti anche Canada e Giappone, così assicurando valenza transeuropea al documento.

Auspico a nome del Movimento che il governo italiano faccia valere, con tutto il peso della propria diplomazia, il buon livello dei nostri rapporti con la Repubblica islamica dell’Iran da un lato, e la nostra consolidata alleanza con gli Stati Uniti dall’altro, per contribuire al raggiungimento degli obiettivi comuni e accelerare la fine di un conflitto che oltre alla vita delle popolazioni residenti mette a serio repentaglio la tenuta dell’economia mondiale e segnatamente di quella europea.

L’Italia non ha bisogno di altri sacrifici.

Ha bisogno di riprendere a crescere, e con noi anche l’Europa deve uscire dagli anni più duri del dopoguerra.

L’azione comune va verso l’unica direzione giusta e Meritocrazia Italia è pronta a sostenerla e condividerla.

- SprayNews - Monica Macchioni

SICUREZZA, MAURIELLO (MI): “SENZA ESERCITI, MERITOCRAZIA ITALIA PROMUOVE LE FORME DI DIFESA ALTERNATIVA”

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Nell’attuale contesto geopolitico, segnato dal ritorno di conflitti convenzionali in Europa e dall’aumento delle minacce ibride, il concetto di difesa alternativa si è evoluto oltre il pacifismo tradizionale, integrando strategie civili, tecnologiche e di resilienza sistemica.

I maggiori rappresentanti di un’altra difesa sono alcune associazioni no profit presenti sul territorio nazionale (Cnesc- Conferenza nazionale enti del servizio civile, rete italiana pace e disarmo e Sbilanciamoci), iniziatori della proposta di legge chiamata “Istituzione e modalità di Finanziamento del Dipartimento della difesa civile” , presentata in Parlamento e al vaglio istituzionale.

Dunque, pensare di poter affrontare il tema della difesa senza ricorrere alle armi è un’idea possibile.
Tra le principali alternative, rilevante sono:

- la Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta (DCNAN): è l’alternativa storica al servizio militare, basata sulla resistenza passiva e la non-collaborazione. Con il d.P.C.M. 18 febbraio 2004 si è istituito un apposito dipartimento presso la Presidenza del Consiglio, con l’obiettivo proteggere l’integrità della comunità, delle Istituzioni e del territorio non attraverso la forza militare, ma tramite la resilienza sociale, la prevenzione dei conflitti e la gestione delle emergenze. Obiettivo raggiungibile attraverso uno strumento che renda il territorio ingovernabile per un occupante attraverso la disobbedienza civile, lo sciopero
e la protezione disarmata dei civili. Organismi come i Corpi Civili di Pace sperimentano l’invio di personale formato in aree di conflitto per attività di mediazione e riconciliazione;

- la Deterrenza per Negazione (Cyber e Infrastrutturale): più che puntare sulla ritorsione armata, questa strategia mira a rendere l'attacco "inutile" o troppo costoso migliorando la difesa intrinseca del sistema. Si parla di Resilienza Digitale (investire in "cyber borders" e sistemi di sicurezza informatica talmente robusti da scoraggiare gli hacker; es. il modello Estonia), e di Indipendenza Strategica [ridurre le dipendenze da avversari geopolitici per risorse critiche (energia, microchip, materie prime) è considerato oggi una forma di difesa preventiva];

- la Difesa Psicologica e Sociale: in un’epoca di guerra dell'informazione, la coesione sociale diventa uno strumento di difesa. Servono: Contrasto alla Disinformazione (educazione dei cittadini a riconoscere le campagne di influenza straniera che mirano a destabilizzare le democrazie dall'interno) e Resilienza Democratica (preservare spazi di discussione liberi per evitare che il controllo delle narrazioni diventi un'arma di sottomissione geopolitica);

- Strategie Multivettoriali e di "Hedging", tipiche dei piccoli Stati o delle potenze emergenti (come l'India), queste strategie evitano l'allineamento militare rigido. Invece di isolarsi, un Paese crea reti di dipendenza reciproca con più attori globali in settori chiave come tecnologia e commercio, rendendo un attacco militare dannoso per tutti gli attori coinvolti.

In sintesi, la difesa alternativa moderna non è solo "non usare le armi", ma costruire un sistema Paese (digitale, sociale ed economico) talmente solido e interconnesso da rendere l'aggressione militare un'opzione strategicamente fallimentare.

Il conflitto contemporaneo si muove su piani invisibili: reti digitali, energia, intelligenza artificiale, catene logistiche e informazione, potremmo descrive un mondo in cui il confronto tra blocchi passa attraverso architetture alternative di potere.

In questo quadro, una difesa alternativa punterebbe a proteggere la sovranità funzionale degli Stati, cioè la capacità di mantenere servizi, informazione e infrastrutture operative anche sotto stress geopolitico.

L’Europa è chiamata da Washington a rafforzare la propria difesa convenzionale e industriale. Tuttavia, la difesa alternativa amplifica l’autonomia strategica attraverso autarchia tecnologica, potere commerciale e influenza culturale.

Certo è che la difesa alternativa non dovrà né potrà mai sostituire quella tradizionale ma costituisce un valido strumento di aiuto alla difesa nazionale.

Meritocrazia Italia vuole promuove e predilige, ove possibile, forme di difesa alternativa già contemplate dallo Stato e promosse da molte altre associazioni.

In Italia è giuridicamente possibile e formalmente riconosciuto, anche se la pratica è ancora in una fase di evoluzione e sperimentazione.

La stessa Corte Costituzionale, nel ricordare il dovere di difendere la Patria di cui all’art. 52 cost., stabilendo che questo dovere non deve essere adempiuto esclusivamente con le armi, ha ribadito che è doveroso insistere per consentire l'istituzione di un vero e proprio "Dipartimento della Difesa Civile", per dare pari dignità a questa forma alternativa di difesa rispetto a quella militare.

Un dipartimento dedicato, con fondi propri destinati all’attuazione degli obiettivi preposti, dando
pertanto ancora più forza ai già costituiti corpi di pace, alla protezione civile e al servizio civile obbligatorio, già strumenti alternativi alla difesa sociale e nazionale.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni

POLITICA, RUVOLO (Confimprenditori) A MELONI: PERCHE’ NON PENSA ALLA IPOTESI LIBIA?

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La figlia del popolo dopo Sicilia, Calabria e Sardegna colpite dai maremoti nei lidi, e dove i finanziamenti promessi non si sono ancora visti, adesso dovrebbe occuparsi anche di Molise - dove la frana a Petacciato pare più profonda addirittura di quella di Niscemi, e dell’Abruzzo che ha chiesto oggi lo stato di emergenza nazionale causa maltempo e calamità naturali.

I problemi non vengono risolti, agli enunciati non seguono i fatti, e si accumulano gli arretrati a cui il governo deve far fronte.

Monitorare non significa certo risolvere le situazioni di emergenza, fare propaganda e’ molto diverso dal governare.

Perché dovremmo credere ad altre promesse di Meloni e sodali?

Nella migliore delle ipotesi le possiamo mettere nel cassetto delle buone intenzioni o dei desiderata, così come i 25 miliardi promessi sui dazi.

Mai arrivati!

A tutto ciò si aggiunge poi l’emergenza degli Autotrasportatori che minacciano di fermarsi in mancanza di risposte credibili.

Il ministro Salvini stamattina ha fatto una conferenza stampa per annunciare che non vi sarà razionamento dei carburanti: peccato che la cronaca spesso ci ha dimostrato che in genere accade il contrario di tutto ciò che egli dice!

Allora, anziché perdere tempo, perché la premier Meloni non pensa di ragionare sull’ipotesi della Libia?

E’ vicina e ha ingenti risorse petrolifere. Possiamo ragionare da Stato libero o siamo diventati una colonia?

Siamo indipendenti o siamo subalterni?

E a chi ?

Noi di Confimprenditori abbiamo un solo credo: difendere chi produce lavoro e ricchezza, risolvere i problemi nell’interesse delle imprese che sono la vera ossatura economica del Paese, e con esse le famiglie.

- SprayNews - Monica Macchioni

FINE RAMADAN, SASSO (FUTURO NAZIONALE): NO ALLA SOTTOMISSIONE ALL'ISLAM

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Immagini inquietanti. Piazze e luoghi simbolici italiani invasi dai seguaci di Maometto e dal canto del muezzin.

Italia, 2026.

Un esercito che festeggia la fine del ramadan e una religione, quella islamica, i cui rappresentanti non hanno mai siglato l'intesa con lo Stato italiano ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione.

Una religione incompatibile con il nostro ordinamento e con i nostri valori, un sistema di regole che confligge con le nostre.

Gli stiamo cedendo scuole, università, luoghi sacri, piazze.

La sinistra li corteggia, il centrodestra non fa nulla per evitare la progressiva islamizzazione della società.

Noi non siamo seguaci di Maometto e non ci piace la bandiera con la mezzaluna.

Siamo italiani e amiamo il nostro Dio, la nostra Patria e la nostra Famiglia, quella cristiana.

Futuro Nazionale con Vannacci dice no alla sottomissione all'Islam'.

Così in una nota il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Rossano Sasso

- SprayNews - Monica Macchioni