MAURIELLO (MERITOCRAZIA ITALIA): VERTICE DI ANKARA. VORREMMO UN'EUROPA CAPACE DI RIGENERARE CAPACITA' E INDIPENDENZA

Tempo di lettura: < 1 minuto

«Un tempo i grandi summit internazionali servivano almeno per dare l’impressione che il dialogo fosse aperto.

Anche quando non si riusciva a portare a casa una soluzione condivisa e concreta ai problemi, si dava almeno l’illusione che un confronto pacifico fosse ancora possibile.

Oggi si è perso anche questo, e qualcuno non perde l’occasione per pubbliche accuse e recriminazioni» commenta Walter Mauriello, Presidente nazionale di Meritocrazia Italia.

«Ma non perdiamo l’ottimismo.

È un momento delicatissimo per gli equilibri internazionali e serve, ora più che in passato, una visione comune.

Non uniformità di pensiero e di azione, ma almeno armonia di intenti.

L’Europa deve ora mostrare di essere capace di rigenerare capacità e assumere responsabilità in maniera indipendente, pur senza compromettere i rapporti, importantissimi, con gli Stati Uniti.

In questo, merita fiducia il fare istituzionale e conciliante mostrato dai nostri organi di rappresentanza.

Non è ancora chiaro quali siano i reali esiti del vertice di questi giorni, ci possiamo solo auspicare che ne sia uscito rafforzato il coordinamento politico sul tema caldo della sicurezza europea, che merita una risposta definitiva.

Tutto si gioca, è certo, sul piano della diplomazia, per questo dedicheremo un focus specifico nel corso del nostro ottavo Congresso nazionale del prossimo mese di ottobre».

MAURIELLO (MERITOCRAZIA ITALIA): BENE SUL CONTRASTO ALL'IMMIGRAZIONE IRREGOLARE, MA BISOGNA PENSARE SOPRATTUTTO A CHI RESTA

Tempo di lettura: < 1 minuto

Senza misure per l’integrazione, il nuovo decreto resta uno specchietto per le allodole.

«Dopo le manifestazioni della scorsa domenica, arriva l’approvazione alla Camera del decreto sui rimpatri volontari» dice Walter Mauriello, Presidente nazionale di Meritocrazia Italia.

«Avevamo chiesto un passo indietro rispetto all’incentivo economico a favore degli avvocati per l’assistenza al rimpatrio e il rientro effettivo.

Lo abbiamo ottenuto.

Quell’emendamento non c’è più.

Ma non è una vittoria.

Il problema della gestione dei flussi migratori resta ed è più complesso di così.

Bene sul contrasto all’immigrazione irregolare, la sicurezza dei cittadini merita attenzione.

Come intervento isolato, però, questo provvedimento normativo rischia di essere soltanto uno specchietto per le allodole più che una risposta concreta al disagio del momento.

Bisogna pensare anche e soprattutto a chi resta, perché passa per l’integrazione la costruzione di una società fatta di equilibri stabili e per la lotta alla marginalizzazione.

Sarebbe utile, ad esempio, valorizzare le imprese che promuovono inclusione, tramite incentivi mirati a progetti virtuosi di integrazione professionale e culturale, e promuovere progetti di quartiere e cittadinanza attiva, per rafforzare il legame tra comunità italiane e straniere attraverso iniziative di cura condivisa degli spazi pubblici, laboratori educativi e attività civiche.

È nei luoghi del quotidiano che si crea l’integrazione autentica.

Questo salto culturale va promosso con impegno».

- SprayNews - Monica Macchioni

L'ACCORDO USA-IRAN APRA LA STAGIONE DELLA PACE VERA: BASTA POLITICAMENTE CORRETTO, SERVE IL POLITICAMENMTE VERO

Tempo di lettura: 2 minuti

I cittadini tornino a fare politica o il vuoto diventerà totalitarismo.

Il Presidente Nazionale di Meritocrazia Italia, Avv. Walter Mauriello, accoglie con realismo e senso di responsabilità la notizia del prossimo accordo tra Stati Uniti e Iran, auspicando che questo passaggio non si fermi a una tregua di convenienza ma diventi l’atto inaugurale di una nuova agenda internazionale della pace e della condivisione, capace di spostare il baricentro della politica mondiale dalla logica dello scontro permanente alla costruzione concreta di un mondo più equilibrato, più inclusivo, governato da regole chiare, trasparenti e non sindacabili a seconda delle convenienze del momento.

La pace, per essere duratura, non può reggersi sull’ambiguità diplomatica né su compromessi che sacrificano la vita civile delle popolazioni, perché acqua, energia, sanità e cibo non sono leve negoziali ma condizioni minime di sopravvivenza che devono rimanere fuori da ogni calcolo strategico.

È tempo di smettere di nascondere i problemi dietro il filtro rassicurante del politicamente corretto, che serve solo a rinviare le soluzioni e a deresponsabilizzare chi governa, e di scegliere invece il politicamente vero: dire le cose come stanno, attribuire le responsabilità senza ipocrisia, misurare i risultati con criteri oggettivi e pretendere che gli impegni assunti siano verificabili da soggetti terzi indipendenti.

Solo su questa base si può ricostruire fiducia tra gli Stati e, soprattutto, tra gli Stati e i cittadini, perché un ordine internazionale credibile non si fonda sulla retorica ma sulla coerenza tra parole e fatti.

Ma la pace tra i governi resta fragile se i cittadini si disimpegnano dalla politica, perché ogni spazio vuoto lasciato da chi smette di partecipare, controllare e proporre viene occupato da logiche di potere che non rispondono a nessuno e che, giorno dopo giorno, realizzano pezzi di totalitarismo senza che ce ne accorgiamo, fino a quando la democrazia si riduce a una cerimonia vuota.

Per questo Meritocrazia Italia chiede con forza tre impegni immediati: (i) trasparenza e verifica internazionale su ogni accordo che riguardi sicurezza e infrastrutture essenziali, con applicazione uniforme di regole valide per tutti senza doppie misure; (ii) riaffermazione di principi non negoziabili come sovranità, protezione dei diritti e dei civili, reciprocità degli impegni e sanzioni certe per le violazioni accertate; e (iii) soprattutto il ritorno attivo dei cittadini alla politica, perché la democrazia non si difende con gli slogan o con l’indignazione sui social, ma con l’assunzione di responsabilità quotidiana nei territori, nelle istituzioni, nelle scelte che riguardano il futuro di tutti.

Se l’accordo tra Washington e Teheran segnerà davvero l’inizio di questo cambio di passo, troverà in Meritocrazia Italia un sostegno leale e costruttivo. Al contrario, se sarà solo l’ennesimo comunicato senza seguito, troverà la stessa lealtà nel denunciarne l’inconsistenza.

Il tempo delle ambiguità è finito, il tempo del merito, della chiarezza e della verità politica è cominciato, e dipende da ciascuno di noi fare in modo che non venga sprecato

Stop war

Il Presidente Nazionale

Walter Mauriello

- SprayNews - Monica Macchioni

IMMIGRAZIONE, ON. ANTONIO MAZZOCCHI (Cristiano Riformisti): NO ALLA REMIGRAZIONE

Tempo di lettura: < 1 minuto

NON SERVONO SLOGAN, SERVE UNA POLITICA MIGRATORIA SERIA, UMANA E ORDINATA

Come Cristiani Riformisti ribadiamo la nostra netta contrarietà alla proposta cosiddetta della “remigrazione”.

Ricordiamo che ogni persona e’ creata ad immagine e somiglianza di Dio e quindi nessuno può essere ridotto ad un numero da espellere.

Per questo motivo sosteniamo una immigrazione regolare e controllata che tenga conto della dignità umana e che avvenga nel pieno rispetto della legalità.

La gestione dei flussi infatti deve unire il rispetto delle leggi alla tutela della dignità umana. La nostra visione si fonda su tre pilastri:
1) Accoglienza dignitosa con uno stop allo sfruttamento e alla clandestinità.
2) Controlli rigorosi con flussi legali sicuri e pianificati.
3) Integrazione reale con diritti e doveri chiari per tutti.

Non servono slogan radicali. Serve una politica migratoria seria, umana e ordinata”.

Lo dichiara il Presidente dei Cristiano Riformisti on. Antonio Mazzocchi.

- SprayNews - Monica Macchioni

MAURIELLO (MERITOCRAZIA ITALIA): DOPO L'ENNESIMO INCONTRO PER LA PACE ANDATO A VUOTO, L'EUROPA CAMBI PASSO

Tempo di lettura: < 1 minuto

NON E' DEGNO DELLA SUA FUNZIONE IL RUOLO DI SPETTATORE PASSIVO

«Siamo abituati ormai a questo modo di fare.

L’accordo sembra sempre vicino, ma poi si temporeggia con i soliti argomenti.

Queste non sono mai operazioni diplomatiche a costo zero, perché, a ogni intesa mancata, cresce il clima di tensione e di sospetto.

E le borse subiscono le importanti oscillazioni attese. In un momento in cui è per certo nell’interesse di tutti recuperare il dialogo e ripristinare gli equilibri grazie a un’opera seria e accorta di diplomazia, quello che ci viene consegnato non è altro che il solito braccio di ferro per l’affermazione del potere individuale di alcuni.

Continuiamo a credere che l’Europa debba cambiare passo e ritrovare la credibilità perduta.

Non possiamo continuare a essere spettatori passivi, è il tempo di tornare ad avere peso decisionale per dare una migliore direzione alla politica internazionale».

«Si è conclusa con un nulla di fatto la riunione di ieri sera nella Situation Room. Donald Trump non ha preso, pare, nessuna decisione» dice Walter Mauriello, Presidente nazionale di Meritocrazia Italia.

MAURIELLO (MERITOCRAZIA ITALIA): MENTRE A MOSCA SI E' CELEBRATO IL "GIORNO DELLE VITTORIA" PIU' TESO DI SEMPRE, RICHIAMO A UN NUOVO SENSO DI RESPONSABILITA' PER RESTITUIRE AL PIANETA LA PACE PERDUTA

Tempo di lettura: < 1 minuto

«Mentre Mosca, con un carico di tensione senza precedenti, ha festeggiato ieri il “giorno della vittoria”, io vorrei che il mondo festeggiasse il giorno della pace», afferma il Presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello.

«Non mi riferisco a una nuova giornata mondiale della pace, che da quasi cinquant’anni si celebra il primo gennaio, ma a un cambio di prospettiva che annulli alla radice il rischio di nuove guerre.

Viviamo in una grande società globalizzata, piaccia o no questo è il pianeta che abbiamo plasmato in oltre trent’anni: un pianeta in cui l’intreccio dei commerci crea nel lungo termine nuovi equilibri non solo economici ma anche politici e militari.

Un pianeta in cui visitare una discarica alla “fine del mondo”, per richiamare la metafora di Papa Francesco, può mettere in tensione la rete sanitaria di più continenti.

Un pianeta in cui il comfort di pochi attizza l’odio e il desiderio di rivalsa di tanti.

Mi permetto di richiamare tutti a un maggior senso di responsabilità: non è lamentandoci che costruiamo un futuro per i nostri figli, non è sventolando bandiere, bensì impegnandoci fattivamente col lavoro, il sacrificio, un progetto in cui credere e con cui lasciare un segno.

Ciascuno richiami alla memoria le occasioni in cui ha “lasciato correre” per un vantaggio immediato. E non le ripeta mai più».

- SprayNews - Monica Macchioni

RISO, ON. POZZOLO (FUTURO NAZIONALE): GOVERNO PIÙ BRAVO A TUTELARE INTERESSI DEGLI UCRAINI CHE QUELLI DEGLI ITALIANI: CON SOGLIA AL 45% FINO A 250 MILIONI DI PERDITE

Tempo di lettura: < 1 minuto

«La conferma della soglia al 45% per le clausole di salvaguardia sul riso è una scelta che rischia di costare fino a 250 milioni di euro all’anno alla filiera italiana, mettendo in crisi migliaia di aziende e posti di lavoro». Lo dichiara il deputato di Futuro Nazionale Emanuele Pozzolo.

«Parliamo di un settore che vale circa 500 milioni di euro, con oltre 4.000 aziende e fino a 25.000 lavoratori coinvolti. Con questa decisione si favoriscono importazioni a basso costo – fino al 40% in meno rispetto al prodotto italiano – con un effetto diretto di compressione dei prezzi e perdita di redditività fino a –800 euro per ettaro».

«Il risultato è chiaro: 200–350 milioni di euro di impatto complessivo sulla filiera ogni anno, con 2.000–4.000 posti di lavoro a rischio e centinaia di aziende destinate a chiudere nel medio periodo».

«Altro che tutela del Made in Italy e sovranità alimentare: il Governo, dopo tante parole, ha fatto ben pochi fatti concreti per difendere davvero l’agricoltura italiana. Oggi siamo di fronte a un paradosso evidente: il nostro Governo si fa in quattro per tutelare gli interessi ucraini e di Zelensky e si dimentica degli interessi degli italiani».

«Così si smantella un settore strategico, si indebolisce la produzione nazionale e si mette a rischio il futuro del riso italiano, che da eccellenza diffusa rischia di diventare una nicchia. Serve un cambio di rotta immediato: oppure a far cambiare la rotta ci penseranno gli italiani”.

- SprayNews - Monica Macchioni

ENERGIA, RUVOLO A MELONI: “LA SOLUZIONE C’È’ ED E’ GIÀ COLLAUDATA DA DECENNI, L’ITALIA APRA SUBITO AL GAS RUSSO”

Tempo di lettura: < 1 minuto

E’ evidente come la Meloni nelle scelte in politica estera sia eterodiretta.

Altrimenti, se potesse decidere liberamente e secondo logica, anziché inventarsi questo viaggio a Baku come diversivo per provare a mettere una pezza sul buco - anzi sulla voragine - del caro energia e carburanti, aprirebbe immediatamente all’acquisto del gas russo.

La soluzione e’ sotto gli occhi di tutti, lineare, facile, collaudata.

Che deve aspettare la Meloni?

Deve avere l’ok da chi per poter procedere?

La posizione di Salvini a riguardo, poi, sta diventando grottesca: o passa dagli enunciati propagandistici ai fatti concreti, oppure è meglio che eviti di dirsi favorevole al gas russo.

Delle due l’una, visto sta al governo e non all’opposizione, quindi: o convince la premier del suo governo a seguirlo in questa vicenda e ad aprire subito all’acquisto di gas dalla Russia, oppure si deve dichiarare lui stesso - come la premier del suo governo - contrario.

Non può stare coi piedi in due scarpe.

Troppo comodo sennò.

Gli italiani sanno ormai distinguere la propaganda dalla politica, i leader dagli agitatori di piazza.

E oggi gli italiani chiedono un governo all’altezza delle complesse problematiche da risolvere nell’interesse del Paese, delle famiglie e delle imprese e non demagoghi in grado solo di fare bei discorsi che poi cadono sistematicamente nel vuoto.

Noi imprenditori cattolici siamo fortemente contrari alle scelte insensate della Meloni e del suo governo e ci rifiutiamo di accettare passivamente la deriva a cui sta andando incontro il nostro Paese”.

- SprayNews - Monica Macchioni

DSP, JONGHI LAVARINI: “DA VECCHIO MISSINO APPREZZO LA SENSIBILITÀ’ SOCIALE E LA POLITICA ESTERA SOVRANISTA DI MARCO RIZZO “

Tempo di lettura: < 1 minuto

Il Barone nero Roberto Jonghi Lavarini , vicino al progetto del Generale Vannacci esprime apprezzamento per la politica estera di Democrazia Sovrana Popolare di Marco Rizzo

Roberto Jonghi Lavarini, presidente onorario dello storico circolo culturale politico, trasversale e apartitico, Unione Patriottica (fondato nel 1861), insieme all'imprenditore bresciano Giovanni Alborghetti, sono stati ospiti ed attenti osservatori, oggi a Milano, al congresso regionale del partito dell'on. Marco Rizzo, DSP (Democrazia Sovrana Popolare), invitati dalla segretaria regionale, Elisabetta Fedegari, imprenditrice ed ex dirigente pavese di Fratelli d'Italia.

"Una riunione interessante e partecipata, con tanta gente volenterosa e appassionata di buona politica, e idee nuove, di sintesi, al di fuori dei vecchi schemi ideologici del '900." ha dichiarato Jonghi precisando: "Io non sono iscritto a nessun partito e, in questo momento, guardo con speranza al progetto politico di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci, ma sono anche analista e politologo, e mi piace confrontarmi con tutti, approfondire e capire le cose. Da vecchio missino, di DSP apprezzo molto la sensibilità sociale e la politica estera sovranista, anti sionista e anti mondialista, per l'uscita dell'Italia da UE e NATO, e per un naturale dialogo eurasiatico con la Russia di Putin."

- SprayNews - Monica Macchioni

ENERGIA, RUVOLO A MELONI E SALVINI: “SI RICORDINO DI ESSERE AL GOVERNO E NON ALL’OPPOSIZIONE”

Tempo di lettura: < 1 minuto

“URGENTI MISURE PER BLOCCARE AUMENTO CARBURANTI, APRANO SUBITO ALLA RUSSIA”

“C’è una differenza sostanziale tra l’essere al governo e lo stare all’opposizione.

Quando si governa ci si deve assumere l’onore e l’onere di prendere decisioni concrete che vadano in una direzione piuttosto che in un’ altra.

In Sicilia gli autotrasportatori hanno deciso di incrociare le braccia.

Cinque giorni di fermo dei tir. Il risultato?

A rischio anche i rifornimenti alimentari e quindi ci saranno presto gli scaffali vuoti nei supermercati.

In Sicilia la Giunta Regionale e’ di centrodestra, così come il governo Meloni.

A che serve sperticarsi in enunciati propagandistici?

Quello e’ il compito dell’opposizione.

Servono fatti concreti.

Salvini dice che non possiamo fare a meno del gas russo.

E come De Scalzi afferma che a gennaio 2027 saremo comunque costretti ad aprire alla Russia sennò il sistema salta.

Che aspetta dunque a convincere la premier del suo governo a farlo subito?

Salvini dovrebbe parlare di meno e agire di più.

Così come la Meloni.

E avere un sussulto di dignità e di autonomia.

Aprano subito le trattative con la Russia per acquistare gas liquido da lì.

Mettano mano concretamente alle problematiche che vanno affrontate nell’interesse del Paese e dunque delle imprese - che non possono essere lasciate sole a fronteggiare gli aumenti - degli autotrasportatori e delle famiglie.

Basta alla subalternità verso altri Paesi.

L’Italia venga prima di tutto”.

- SprayNews - Monica Macchioni