SICUREZZA, MONTECCHI (VL): “DIFENDERE LE FORZE DELL’ORDINE”

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"Viviamo in un tempo di relativismo che ha messo in discussione anche valori fondamentali del vivere civile.

Quanto e’ accaduto nella Val di Susa non può passare sotto silenzio.

Una settantina di Forze dell'ordine feriti, e nessuno che si scandalizza.

Le forze politiche hanno il dovere di prendere le distanze senza se e senza ma rispetto ad episodi di violenza ai danni di coloro che sono preposti a garantire la nostra sicurezza e che per questo mettono a repentaglio quotidianamente sottopagati la loro vita.

Quanto e’ avvenuto a Bologna invece va esattamente nella direzione contraria; addirittura abbiamo il sindaco della città Lepore che in modo del tutto irresponsabile convoca una manifestazione che esaspera gli animi e fomenta odio contro le Forze dell’ordine.

La morte di Fakir e’ senza dubbio un fatto che lascia sgomenti ma non è possibile puntare il dito contro coloro che hanno fatto di tutto per evitare il peggio.

Noi di Valore Liberale siamo convintamente a fianco delle Forze dell'ordine e chiediamo più responsabilità alle forze politiche.

La sinistra e’ troppo spesso volutamente sorda e cieca rispetto a questi temi”.

- SprayNews - Monica Macchioni

POLITICA, MONTECCHI: «C’È UN’ITALIA CHE CREA VALORE E NON HA PIÙ VOCE. VALORE LIBERALE È LA SUA CASA»

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Esiste in Italia un popolo rimasto senza una rappresentanza autentica: uomini e donne moderati, legati al centrodestra, che lavorano, producono, investono, creano occupazione e pagano le tasse, ma che non si riconoscono più in una forza chiaramente liberale.

A queste persone Valore Liberale vuole restituire voce, peso politico e una casa comune.

Non con slogan vuoti o parole urlate, ma con idee serie e soluzioni concrete.

Ci rivolgiamo a piccoli e medi imprenditori, artigiani, commercianti, professionisti, lavoratori autonomi, dirigenti, tecnici, lavoratori qualificati, pensionati moderati, europeisti, atlantisti e a tutti gli elettori del centrodestra che rifiutano sia lo statalismo sia il populismo.

Parliamo anche ai liberali delusi e a chi, non sentendosi più rappresentato, pensa di non andare a votare.

Il dibattito politico e mediatico è troppo spesso schiacciato su contrapposizioni esasperate, provocazioni e facili parole d’ordine.

Anche temi importanti come immigrazione, sicurezza, identità e famiglia vengono usati più per dividere che per costruire soluzioni.

Noi non intendiamo ignorare questi problemi, ma affrontarli con fermezza, equilibrio e responsabilità.

Vogliamo tornare a parlare dell’Italia reale: delle imprese frenate dalla burocrazia, dei lavoratori impoveriti, dei giovani senza prospettive e delle famiglie che chiedono sicurezza, servizi e fiducia nel futuro.

Valore Liberale non nasce per accodarsi alle idee degli altri, ma per essere riconoscibile attraverso la forza delle proprie proposte. Siamo liberali nell’economia, moderati nel linguaggio, fermi nei principi, europeisti e atlantisti.

Siamo qui, siamo pronti e vogliamo rappresentare chi ogni giorno crea ricchezza, lavoro e opportunità per tutti. Perché l’Italia cresce con chi crea valore.

- SprayNews - Monica Macchioni

ARPINO, ASSE QUADRINI-GIOVANNONE SULLA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE: PUNTO ESCLUSO DAL CONSIGLIO COMUNALE DEL 30 LUGLIO, UN GRAVE DANNO PER LA COMUNITA'

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​I due consiglieri comunali richiamano la maggioranza:
"Interlocuzioni avviate con il Vice Sindaco, ma l'atto continua a non essere all'ordine del giorno nonostante la richiesta presentata già a maggio. Un'opportunità adottata dai comuni del circondario ma negata ad Arpino."

Si allarga e si rafforza il fronte politico ad Arpino per l'adozione immediata della definizione agevolata delle ingiunzioni di pagamento e degli accertamenti esecutivi.

Con una presa di posizione forte e unitaria, i consiglieri comunali Gianluca Quadrini e Marco Giovannone richiamano l'attenzione della giunta e del sindaco sulla necessità assoluta di deliberare l'adesione del Comune alla cosiddetta "Rottamazione" delle cartelle esattoriali comunali, un provvedimento atteso da mesi dal tessuto economico locale.

L'iniziativa non è nuova: già nel mese di maggio scorso, infatti, era stata depositata da parte del consigliere Quadrini una formale richiesta indirizzata ai vertici del Comune per avviare l'iter normativo.

A distanza di tempo, e nonostante una serie di passaggi istituzionali volti a superare la fase di stallo, l'atto continua a rimanere bloccato.

È infatti giunta la convocazione per il prossimo Consiglio Comunale, fissato per il 30 luglio, e la misura sulla rottamazione non figura nemmeno questa volta tra i punti all'ordine del giorno.

Una decisione che il consigliere Gianluca Quadrini definisce come un grave danno per il Comune e per la cittadinanza:
​"La mancata inserzione di questo punto all'ordine del giorno del Consiglio del 30 luglio rappresenta una scelta grave e miope. Chi oggi non ha le disponibilità finanziarie per pagare non sarà certo in grado di farlo accumulando sanzioni e interessi di mora. La definizione agevolata non voleva essere un regalo, ma un aiuto concreto e una possibilità in più offerta a tutti quei cittadini, famiglie e commercianti che si trovano in uno stato di reale necessità e bisogno."

​Nessun azzeramento del tributo, solo una misura di buonsenso

​"In queste settimane abbiamo promosso un confronto costruttivo con il Vice Sindaco, il quale ha confermato che gli uffici e la maggioranza stanno valutando l'opportunità e l'impatto della misura" – spiegano congiuntamente Quadrini e Giovannone – "Tuttavia, riteniamo che il tempo delle valutazioni astratte sia ormai abbondantemente scaduto.

Apprezziamo l'apertura e la prudenza istituzionale manifestata dal Vice Sindaco, ma adesso bisogna sbrigarsi. I cittadini e le imprese locali si trovano in oggettive difficoltà economiche e non possono rincorrere i tempi di una burocrazia lenta."

​I due esponenti consiliari pongono l'accento sulla natura puramente amministrativa e di buonsenso dell'iniziativa, che deve superare le logiche di parte:
​"In casi delicati come questo non si tratta di essere maggioranza o minoranza, né di fare sterili bandiere o speculazioni politiche.

Si tratta, al contrario, di dimostrare di essere lungimiranti, concreti e pratici.

Dobbiamo guardare esclusivamente al bene comune e alla sostenibilità economica delle nostre famiglie.

È bene chiarire un aspetto tecnico fondamentale a tutela delle casse pubbliche: con questa misura non si annulla affatto il versamento del tributo, che resta interamente dovuto ed entra nelle casse del Comune.

Si vanno ad azzerare esclusivamente le sanzioni e gli interessi di mora.

Parliamo di quelle quote accessorie che gonfiano a dismisura il debito a carico dei contribuenti e che andrebbero comunque a remunerare l'ente intermediario della riscossione, senza portare alcun beneficio reale ai servizi della nostra città."

​L'esempio dei comuni del circondario e la scadenza al 2027

La finestra temporale utile per l'adesione dei Comuni alla sanatoria nazionale scadrà tassativamente il 31 luglio 2026.

Un termine che richiede un'attivazione immediata, visti i passaggi tecnici necessari: la redazione dello schema di regolamento, l'analisi dei residui attivi, l'esame nelle Commissioni competenti e l'approvazione finale in Consiglio Comunale.

​"Moltissimi altri enti locali e comuni del circondario nella Provincia di Frosinone hanno già adottato da tempo questi regolamenti, dimostrando vicinanza e una spiccata sensibilità verso le esigenze del proprio territorio" – concludono Gianluca Quadrini e Marco Giovannone – "Arpino non può restare indietro a guardare mentre nei comuni vicini si offrono strumenti concreti di sostegno a famiglie e imprese.

Ribadiamo la nostra totale disponibilità a collaborare in modo attivo e sinergico, sia nelle Commissioni che nell'Assise civica, per redigere tempestivamente i testi necessari.

Chiediamo un sussulto di responsabilità e concretezza: si integri l'ordine del giorno o si porti la delibera al più presto in Consiglio Comunale per dare un sollievo economico reale a tutti i cittadini."

- SprayNews - Monica Macchioni

DAL CASTELLO SFORZINI NASCE "IL MATTUTINO": UN NUOVO APPUNTAMENTO QUOTIDIANO PER CHI LEGGE OLTRE LE APPARENZE

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Castello Sforzini di Castellar Ponzano – Da oggi prende il via "Il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano", un appuntamento quotidiano per chi ritiene che la politica non si esaurisca nei titoli del giorno e che la geopolitica si comprenda meglio osservando le correnti profonde più che le onde di superficie.

Ogni mattina, poche righe.

Nessun commento alla cronaca, nessuna polemica contingente.

Solo uno spunto di riflessione, una chiave di lettura, un frammento di analisi.

Per alcuni sarà soltanto un aforisma.

Per altri, un invito a collegare fatti apparentemente lontani, a cogliere direzioni di marcia, a interrogarsi su ciò che cambia mentre tutti guardano altrove.

Per chi ha orecchie per intendere e chiavi per decifrare, basta un cenno.

Il Mattutino non pretende di spiegare tutto.

Suggerisce.

Allude.

Indica.

Anticipa.

Perché, nella storia, i segnali importanti raramente arrivano sotto forma di proclami.

Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio.

- SprayNews - Monica Macchioni

LA REGOLAMENTAZIONE DEI SOCIAL PER I MINORI: LA FRANCIA HA SCELTO. L'ITALIA HA PERSO UN'OCCASIONE

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Ieri il Parlamento francese ha approvato il divieto di uso dei social network per i minori di 15 anni e il divieto dei cellulari nelle scuole superiori.

La Francia è il primo Paese UE ad avere il coraggio di mettere un argine.

Ha deciso di tutelare l’infanzia, non l’algoritmo.

Noi di Meritocrazia Italia lo avevamo già scritto. Lo avevamo già depositato.

Il Testo Unico sui Social Network è una proposta normativa avanzata dal movimento Meritocrazia Italia per regolamentare le piattaforme digitali, tutelare i minori e responsabilizzare i gestori.

Un testo che abbiamo inviato a tutte le cariche dello Stato e di cui abbiamo discusso l’iter di adozione anche con il Ministero dell’Istruzione.

I punti cardine della nostra proposta sono chiari e misurabili: (i) tutela dei minori: con l’introduzione di Limiti di tempo, massimo un’ora giornaliera, di accesso alle piattaforme per i ragazzi sotto i 16 anni. Perché un bambino deve giocare, studiare, vivere. Non scorrere. (ii) Filtri e segnalazioni; con l’obbligo per i gestori di implementare sistemi efficaci per filtrare i contenuti illeciti e raccogliere segnalazioni tempestive. Chi guadagna sui dati dei nostri figli deve rispondere anche della loro sicurezza. (iii) Responsabilità: prevedendo una maggiore collaborazione tra i provider digitali e le autorità giudiziarie o amministrative. Basta far finta di non vedere. Basta scaricare la responsabilità. (iv) Educazione; con l’introduzione di programmi di formazione scolastica mirati a un uso consapevole e responsabile di internet. Perché vietare non basta. Bisogna anche insegnare.

Questa è la differenza.

La Francia vieta. Noi proponevamo di vietare, educare e responsabilizzare.

È un’occasione persa per l’Italia.

Avremmo potuto essere noi i capofila in Europa.

Avremmo potuto dare per primi norme di civiltà ragionate e meditate, invece della legislazione tarata sull’ultima emozione a cui il Parlamento italiano ci ha abituati.

Chiedo oggi al Governo e al Parlamento di recuperare il tempo perduto.

Aprire subito il confronto sul Testo Unico di Meritocrazia Italia.

Perché un Paese che non protegge i suoi figli, non merita il suo futuro.

Stop war

Il Presidente Nazionale

Walter Mauriello

- SprayNews - Monica Macchioni

STRAGE VIA D'AMELIO, "GIUSTIZIA AL CONTRARIO" SARA' UNO SHOCK MEDIATICO

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Si annuncia clamororso il libro che Francesco Macrì sta scrivendo: dati, documenti e informazioni inedite illumineranno ombre, misteri e silenzi di una certa "sinistra Antimafia"

Di Francesco Macrì

Esperto di sicurezza e intelligence

"Oggi ricorre la strage di via D’Amelio.

In questa data, che pesa sulla coscienza della Repubblica, rilancio un grido in onore di Paolo Borsellino: il libro che sto scrivendo conterrà uno shock mediatico che, mi auguro, sarà clamoroso.

Dati, documenti e informazioni inedite che illumineranno ombre, misteri e silenzi di una certa "sinistra antimafia" che, negli anni, ha finito per collaborare a insabbiare ciò che non doveva emergere.

Chi mi conosce davvero sa di cosa mi sono occupato.... e comprenderà fino in fondo la portata di ciò che sto per rivelare.

Vi invito a diffondere il più possibile.

Grazie."

- SprayNews - Monica Macchioni

LEGGE ELETTORALE, ON. MAZZOCCHI (PRESIDENTE CRISTIANO RIFORMISTI): “I GRUPPI CHIEDANO IL VOTO PALESE, BASTA COL TEATRINO DEL GIOCO DELLE PARTI SULLE PREFERENZE”

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E’ un insulto a intelligenza degli italiani, e’ ora che i gruppi in Parlamento la smettano col teatrino del gioco delle parti sulle preferenze. Maggioranza e opposizione chiedano il voto palese o sarà l’effettivo trionfo dei nominati. In realtà voluto e concordato dietro le quinte.

Come Movimento dei Cristiano Riformisti stigmatizziamo l’atteggiamento gravemente ondivago che sta caratterizzando sia le forze di maggioranza sia quelle di opposizione in merito al dibattito sulla riforma elettorale.

In queste settimane, infatti, abbiamo assistito ad una sfilata continua di dichiarazioni demagogiche e populiste, una vera a propria farsa rispetto alla quale prendiamo nettamente le distanze.

Quasi tutti i leader politici, infatti, si proclamano a favore del ritorno alle preferenze per restituire centralità ai cittadini.

Nei fatti, però, questa apparente unanimità si scioglie come la neve al sole al momento di stringere un accordo definitivo.

Si tratta pertanto di un becero gioco delle parti inaccettabile, teso solo a raccogliere consenso immediato senza mai voler cambiare davvero le cose.

Come Movimento dei Cristiano Riformisti lanciamo quindi una sfida chiara e trasparente a tutte le forze politiche: se le dichiarazioni a favore delle preferenze sono autentiche e in buona fede, allora i partiti escano allo scoperto.

Abbiano il coraggio e la coerenza di chiedere formalmente al Presidente della Camera Lorenzo Fontana di disporre il voto uninominale e palese sulle modifiche alla legge elettorale, rinunciando allo scudo del voto segreto.

Sappiamo già, purtroppo, che questo appello cadrà nel vuoto.

La verità che non si vuole nascondere agli italiani e’ che le segreterie di tutti i partiti - indistintamente - preferiscono mantenere l’attuale sistema oligarchico dei “nominati” piuttosto che accettare parlamentari liberamente eletti dal popolo .

Come Movimento dei Cristiano Riformisti continueremo a denunciare questa ipocrisia istituzionale, e ci batteremo affinché la sovranità elettorale torni pienamente nelle mani dei cittadini, senza filtri o inganni da parte dei palazzi del potere.

- SprayNews - Monica Macchioni

AGGRESSIONE SAN BENEDETTO DEL TRONTO, ON. MAZZOCCHI (Presidente dei Cristiano Riformisti) A VANNACCI: “L’ASSALTO ALL’IMMIGRATO E’ NEL VOSTRO PROGRAMMA, O SI TRATTA DI SILENZIO COMPLICE, COME QUELLO DI MUSSOLINI PER MATTEOTTI?

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Come Movimento dei Cristiano Riformisti esprimiamo profondo stupore e indignazione per i gravissimi fatti di cronaca avvenuti a San Benedetto del Tronto.

Un iscritto al Movimento “Futuro Nazionale “, l’imprenditore Giuseppe Barboni, si è reso protagonista di un brutale pestaggio ai danni di un cittadino immigrato, colpevole solo di occupare la carreggiata.

L’uomo è stato aggredito con calci e pugni al volto dopo che gli era stata scagliata la sua stessa bicicletta.

Davanti a un atto di violenza così inaudito, amplificato dalla spavalda diffusione social del video da parte dello stesso aggressore, come Movimento dei Cristiano Riformisti non intendiamo restare in silenzio e ci rivolgiamo direttamente al leader di Futuro Nazionale, il Generale VANNACCI per domandargli: “Questa brutale aggressione rappresenta forse la prima applicazione pratica e forzata del programma della tanto sbandierata remigrazione da lui promossa?

E il Generale intende condannare fermamente l’accaduto o preferisce un silenzio che emulerebbe quello di Benito Mussolini dopo l’omicidio di Giacomo Matteotti ?

Come Movimento dei Cristiano Riformisti ribadiamo che la violenza squadrista non può trovare alcuna cittadinanza nel dibattito politico civile del nostro Paese.

Attendiamo pertanto una risposta chiara e immediata ed una presa di distanza netta da parte del generale Vannacci, affinché il silenzio non si trasformi in una intollerabile forma di complicità morale - che suonerebbe vieppiù inquietante visto che il leader di Futuro Nazionale e’ stata una figura graduata dell’Esercito italiano e come tale ha giurato fedeltà alla Repubblica - complicità rispetto alla quale tutte le istituzioni e le forze democratiche hanno il dovere di prendere le distanze emettendo una condanna morale pubblica e senza attenuanti di opportunismo politico ed elettorale”.

- SprayNews - Monica Macchioni

MERITOCRAZIA ITALIA SUL PROGRAMMA FCAS: SIA UNA LEZIONE PER L'EUROPA, CHE PUNTI DI PIU' SU COMPETENZA, RESPONSABILITA' E VISIONE COMUNE

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La recente conclusione del programma FCAS (Future Combat Air System), il progetto promosso da Francia, Germania e Spagna per la realizzazione del futuro caccia europeo di sesta generazione, rappresenta molto più del fallimento di una iniziativa industriale nel settore della difesa.

Si tratta di un evento che induce a una riflessione più ampia sulla capacità dell’Europa di trasformare grandi ambizioni politiche in risultati concreti.

FCAS nasceva con l’obiettivo di sviluppare un sistema integrato di difesa aerea capace di affiancare e successivamente sostituire gli attuali velivoli da combattimento, attraverso l’impiego di tecnologie avanzate, intelligenza artificiale, sistemi autonomi e piattaforme interconnesse. Eppure, nonostante le straordinarie competenze tecnologiche e industriali presenti nei Paesi coinvolti, il progetto si è progressivamente arenato sotto il peso di divergenze sulla governance, sulla leadership industriale e sulla gestione delle tecnologie strategiche.

Nello stesso periodo, un altro programma internazionale ha invece continuato a svilupparsi con risultati concreti. Si tratta del GCAP (Global Combat Air Programme), il progetto che vede impegnati Italia, Regno Unito e Giappone nella realizzazione di un nuovo sistema aereo da combattimento di sesta generazione.

Pur perseguendo obiettivi tecnologici analoghi a quelli del FCAS, il GCAP ha mostrato una maggiore capacità di avanzamento, grazie a una struttura decisionale definita fin dall’origine e a una chiara distribuzione delle responsabilità tra i partner.

Il confronto tra i due programmi offre uno spunto di riflessione che va ben oltre il settore della difesa.

Entrambi poggiano su una cooperazione tra tre Paesi. Eppure, mentre il progetto interamente europeo si è progressivamente bloccato, quello che unisce un Paese dell’Unione europea, una nazione uscita dall’Unione e una potenza asiatica continua il proprio percorso. La differenza non sembra risiedere nelle competenze disponibili né nelle risorse economiche investite. La differenza sembra risiedere soprattutto nella capacità di costruire regole condivise, definire responsabilità chiare e perseguire un obiettivo comune al di sopra delle singole convenienze nazionali.

Per questo motivo il caso FCAS non dovrebbe essere letto come una semplice vicenda industriale. Esso rappresenta uno specchio delle difficoltà che ancora oggi caratterizzano il processo di integrazione europea.

L’Europa continua a esprimere eccellenze scientifiche, industriali e tecnologiche di assoluto livello mondiale, ma troppo spesso incontra ostacoli quando è chiamata a tradurre tali eccellenze in strategie realmente comuni. Il successo dei grandi progetti del futuro non dipenderà soltanto dalla disponibilità di capitali o dalla qualità delle tecnologie impiegate. Dipenderà soprattutto dalla capacità di costruire modelli di governance efficaci, fondati sulla responsabilità, sulla competenza e sulla condivisione degli obiettivi.

In questo quadro, la partecipazione dell’Italia al programma GCAP rappresenta una scelta strategica di grande rilievo per il sistema industriale nazionale, una scelta sostenuta e confermata nel tempo dalle istituzioni del Paese e oggi destinata a incidere significativamente sul posizionamento tecnologico e produttivo dell’Italia nei prossimi decenni.

La vicenda dei due programmi insegna una lezione semplice ma fondamentale: quando prevalgono logiche di appartenenza, rivalità e spartizione, anche i progetti più ambiziosi rischiano di fermarsi. Quando invece prevalgono competenza, responsabilità e visione comune, l’innovazione trova le condizioni per trasformarsi in progresso reale. Meritocrazia Italia ritiene che questa lezione valga non soltanto per l’industria della difesa, ma per ogni grande sfida che attende il nostro Paese e l’Europa nel XXI secolo.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni

MERITOCRAZIA ITALIA SULLE PROPOSTE ANM: SERVE UNA RIFORMA STRUTTURALE CHE PREMI COMPETENZA, EFFICIENZA E DIGNITA' DELLA PERSONA

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Meritocrazia Italia guarda con attenzione alle proposte avanzate dall’Associazione Nazionale Magistrati nel confronto riaperto con il Ministero della Giustizia sui principali nodi del sistema giudiziario italiano. Ufficio per il processo, riforma del gip collegiale, infrastrutture informatiche e sistema carcerario rappresentano temi centrali per garantire ai cittadini una giustizia realmente efficiente, accessibile e credibile.

La richiesta di stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il processo evidenzia una criticità ormai nota: il sistema giudiziario non può continuare a fondarsi su strumenti emergenziali o su personale precario. L’esperienza maturata in questi anni ha dimostrato che questa risorsa può costituire un supporto fondamentale per la riduzione dell’arretrato e per l’efficientamento degli uffici. Tuttavia, ogni processo di stabilizzazione deve essere accompagnato da criteri trasparenti di selezione, valutazione delle competenze e valorizzazione del merito, affinché la Pubblica amministrazione possa davvero attrarre e trattenere professionalità qualificate.

Allo stesso modo, le criticità segnalate rispetto all’imminente entrata in vigore della riforma del gip collegiale confermano la necessità di evitare riforme prive di adeguata copertura organizzativa. Ogni intervento normativo che incida sull’equilibrio tra garanzie e tempestività delle decisioni cautelari deve essere sostenuto da organici adeguati, strumenti efficienti e tempi realistici di attuazione, per non aggravare ulteriormente le difficoltà operative degli uffici giudiziari.

Particolarmente allarmante è poi il quadro relativo ai sistemi informatici della giustizia. Una macchina giudiziaria moderna non può essere ostaggio di piattaforme instabili, malfunzionamenti continui e procedure digitali inefficienti. La transizione tecnologica non può limitarsi alla digitalizzazione formale degli adempimenti, ma deve tradursi in una vera reingegnerizzazione dei processi, capace di semplificare il lavoro degli operatori e migliorare il servizio reso ai cittadini.

Sul fronte carcerario, emerge con forza la necessità di affrontare una crisi non più rinviabile. Sovraffollamento, carenze di personale, insufficienza delle strutture sanitarie e scarsità di percorsi rieducativi rischiano di compromettere la funzione costituzionale della pena. Occorre intervenire con misure immediate ma anche con una visione di lungo periodo che restituisca centralità al recupero sociale della persona detenuta e alla sicurezza collettiva.

Meritocrazia Italia ha già avuto modo di manifestare la propria fiducia nel rinnovato clima di dialogo e cooperazione tra giustizia e politica, ma resta convinta che ogni intervento sulla giustizia debba inserirsi in una strategia organica di riforma del sistema Paese. Per questo propone:

- la costruzione di un modello stabile e meritocratico di reclutamento e crescita professionale negli uffici giudiziari, fondato su valutazioni periodiche delle competenze e della produttività;

- l’introduzione di un piano nazionale straordinario per la digitalizzazione della giustizia, con investimenti vincolati su infrastrutture tecnologiche, cybersecurity e formazione continua del personale;

. la definizione di standard organizzativi uniformi per tutti gli uffici giudiziari, con monitoraggio pubblico dei tempi processuali e dei risultati raggiunti;

- il potenziamento delle misure alternative alla detenzione, accompagnato da reali percorsi di formazione, lavoro e reinserimento sociale;

- il rafforzamento della medicina penitenziaria e del supporto psicologico, con particolare attenzione ai minori e ai soggetti fragili;

- una revisione complessiva della geografia giudiziaria e delle piante organiche, calibrata sui reali carichi di lavoro dei territori;

- la creazione di un sistema di valutazione dell’efficienza della macchina giudiziaria basato su indicatori oggettivi, trasparenza amministrativa e responsabilità gestionale.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni