NON SIAMO PRONTI

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L’Italia dovrebbe tornare al finanziamento pubblico ai partiti, ad una legge elettorale basata sul sistema proporzionale e sulle preferenze

Il finanziamento pubblico ai partiti così come la rappresentanza e quindi la legge elettorale sono da troppi anni due temi inevasi del dibattito che inerisce la politica e la gestione del potere, ed hanno pesanti ricadute sulla agibilità democratica ed il buon funzionamento del nostro Paese.

La vicenda Toti scoperchia definitivamente il vaso di Pandora per la tempistica e la violenza con cui è’ deflagrata e ci fa riflettere a fondo sulle tentazioni dell’uso politico della giustizia e anche sulla divisione dei poteri che dovrebbe stare alla base del nostro ordinamento e a garanzia della nostra Costituzione.

I soldi li hanno presi tutti - destra, centro e sinistra - ma scusate e perché non avrebbero dovuto, visto che è stato abrogato il finanziamento pubblico ai partiti e visto che cercare finanziamenti per la propria attività politica dovrebbe essere diventato lecito, altrimenti come si sostengono oggi le organizzazioni che stanno alla base della nostra democrazia e attraverso le quali è’ possibile candidarsi o votare un candidato cioè esercitare il diritto di voto?

O dobbiamo pensare che ci sia qualcuno che vuole uccidere anche l’ agibilità democratica? Cosa c’è’ dietro alla violenza di questi attacchi ?

Il desiderio di destabilizzare il sistema tout court o la voglia di uno schieramento ormai privo di idee e di identità di arrivare al governo della regione attraverso i tribunali e la stampa e non attraverso le urne ?

Per la Liguria guarda caso gia’ si sta scaldando in panchina l’ex ministro della Giustizia Orlando, pronto a sostituire Toti sull’onda emotiva della trasparenza e della anti corruzione che questo arresto ha provocato.

Ma chi l’ha detto che Toti sia colpevole?

E se anche lo fosse, dovrebbe pagare a titolo individuale e non arrecare nocumento ai partiti della coalizione che oggi sostengono il governo, imbarazzo al ministro delle infrastrutture Salvini e quindi alla Lega e indirettamente fastidio anche a Forza Italia che non è più il suo partito da tempo, ma nell’immaginario collettivo ce la ricordiamo ancora tutti l’immagine del Toti-barelliere tutto vestito di bianco a fianco di un Silvio Berlusconi sorridente.

Toti e’ innocente fino a prova a contraria, cioè fino a quando tre gradi di giudizio non avranno stabilito la sua colpevolezza, ma nel frattempo Toti è’ già stato condannato dai giornali della sinistra per corruzione e voto di scambio, e questi articoli gratis valgono più di mille passaggi di spot tv durante la campagna elettorale.

Che senso ha tutto ciò ?

L’Italia è’ ancora il Paese della doppia morale, del doppio forno, della doppia faccia, della domenica mattina a messa in chiesa con la moglie e la domenica pomeriggio sopra al letto con l’amante ?

Tocca pensare di sì, se nessuno ha il coraggio, anziché di fingersi scandalizzato semplicemente per il fatto che non è’ ancora stato beccato col sorcio in bocca, di denunciare che il re è’ nudo, che tocca tornare al finanziamento pubblico ai partiti magari stabilendo regole più lineari che favoriscano tutti alla stessa maniera e non penalizzino i partiti di opposizione o i partiti che si affacciano per la prima volta alla competizione elettorale come di fatto sta già avvenendo con la spada di Damocle della raccolta delle firme che agevola chi già ha rappresentanti in parlamento e penalizza qualcun altro che ancora non ne ha.

Così si combatterebbero le tentazioni sia di raccogliere soldi a sproposito sia da parte della magistratura di sanzionare preventivamente e indebitamente magari a uso politico legittime raccolte di fondi a partiti o fondazioni vicine al partiti e di farlo in maniera del tutto arbitraria.

Se si ripristina il finanziamento pubblico, e’ necessario stringere le maglie su quello privato e farlo attraverso meccanismi di stato e non col rapporto diretto tra chi versa e fa l’imprenditore e chi riceve e governa. Stessa ipocrisia andrebbe risolta per quanto attiene il meccanismo delle preferenze e della legge elettorale.

Tutti mormorano che esiste un tariffario per essere candidati e venire eletti, ma tutti lo negano.

Ora, siccome sparsi per l’Italia esistono diversi e numerosi liberi professionisti e imprenditori che chiacchierano e dicono frasi del tipo “no, mi hanno chiesto X e non ci arrivavo e quindi ho lasciato perdere e non mi sono candidato”, oppure “mi hanno promesso un collegio non sicuro a fronte di X soldi versati, ma ho fatto due conti e se cade il governo prima dei 5 anni neanche recupero quello che avrei dovuto dare”, ora tutto questo non ha nulla a che vedere con quella idea o quell’alibi di trasparenza in ragione del quale è’ stata adottata una legge elettorale liberticida che toglie potere di scelta all’elettore e da’ potere alle segreterie e ai notabili dei partiti.

Non a caso questa legge fu fortemente voluta da Denis VERDINI.

Se si vuole davvero andare verso una Italia libera dai condizionamenti e fiera della propria classe dirigente non ricattabile, sarebbe pertanto il caso di tornare al sistema proporzionale e alle preferenze con i parlamentari impegnati nei loro collegi a ricevere le persone e a provare a migliorare i territori che li hanno eletti e non a fare da lobbisti mascherati per qualche azienda.

Quando si sottopongono queste riflessioni alla politica, molti rispondono che il popolo non capirebbe un ritorno al passato.

Ecco io credo invece che se il popolo - quello in carne ed ossa - venisse consultato veramente, tornerebbe volentieri alla prima repubblica, ai politici di professione e di rango, e alla politica che aveva davvero potere di decidere sopra a tutto e anche sopra all’economia e pure in politica estera e non era prona come oggi a certi poteri o impegnata come gli impiegati a schiacciare un pulsante e a non dichiarare per paura del leader.

Non a caso oggi vota poco più del 50 per cento degli aventi diritto e questo la dice lunga sulle distorsioni che l’ipocrisia ha portato al sistema.

di Monica Macchioni

- SprayNews - Monica Macchioni

MAFIA, POLETTI : SI SCONFIGGE CON MODELLI FONDATI SU LEGALITA’, TRASPARENZA, CULTURA, EFFICIENZA DELLA PA

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Dichiarazione di Paolo Poletti, candidato sindaco a Civitavecchia

MAFIA, POLETTI : SI SCONFIGGE CON MODELLI FONDATI SU LEGALITA’, TRASPARENZA, CULTURA, EFFICIENZA DELLA PA.

Nel giorno in cui si ricorda l’uccisione del magistrato Giovanni Falcone assieme alla moglie Francesca Morvillo ed agli uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, deve risuonare alto e forte il suo monito: la Mafia può essere battuta ed è destinata a finire.

Il sacrificio di Falcone e di tutti gli uomini al servizio dello Stato, che negli anni sono caduti sotto la ferocia dello stragismo mafioso, deve rafforzare in noi cittadini l’amore verso le Istituzioni che tutelano l’ordine democratico e garantiscono, assieme alla legalità, il diritto di ogni cittadino di vivere ed operare nella libertà e nella legalità.

La storia della Repubblica Italiana ci mostra esempi di donne e uomini che hanno difeso la libertà di tutti combattendo la Mafia,infliggendole danni irreparabili e provocando una reazione civile che dimostra come liberarsi dal ricatto mafioso sia sempre possibile.

La Mafia si è quindi svelata per quello che è, un cancro per la Società civile nella forma di una organizzazione criminale priva di onore e dignità.

Nelle Istituzioni la lotta alle mafie è diventata condizione di civiltà e manifestazione di etica condivisa. Il messaggio fondamentale è che l’azione di contrasto alle mafie va continuata in maniera serrata, costante ed efficace.

Ci guidi l’esempio di Giovanni Falcone, che ha sfidato la prepotenza mafiosa, rifiutandosi di sottostare a paura e sopraffazione perché guidato dalla lealtà verso il Paese e le sue Istituzioni.

Gli stessi sentimenti che guidano noi, consapevoli che la mafia si sconfigge definitivamente sviluppando modelli fondati sulla legalità, sulla trasparenza, sulla cultura e sull’efficienza della macchina pubblica.

- SprayNews - Monica Macchioni

TOTI, CICCHITTO (REL) : ARRESTATO PER FAR SPAZIO A ORLANDO, UNO DEI MINISTRI DI GIUSTIZIA PIU’ SUBALTERNO ALLE PROCURE

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TOTI, CICCHITTO (REL): ARRESTATO PER FAR SPAZIO A ORLANDO, UNO DEI MINISTRI DI GIUSTIZIA PIU’ SUBALTERNO ALLE PROCURE

Bene il recupero degli italiani in carcere all’estero anche perché la giustizia belga, quella ungherese e pezzi di quella americana spesso commettono errori più di quella italiana, il che da l’indice della gravità della situazione.

Cio’ detto: bene il governo su Forti, ma invece una forzatura la scelta di Giorgia Meloni di andarlo a ricevere in aeroporto.

Bene il comportamento del governo sulla Salis: il governo ha il merito di aver ottenuto gli arresti domiciliari di questa scriteriata ragazza e i commenti di suo padre sono caratterizzati da una ottusa faziosità.

Gia’ che ci siamo una considerazione su Genova: adesso capiamo perché la procura ha chiesto e ottenuto l’arresto di Toti :vuole costringerlo alle dimissioni per arrivare ad elezioni anticipate e già l’on. Orlando ,uno dei ministri di grazia e giustizia più subalterno alle Procure,si sta scaldando a bordo campo.

Con la scelta dello sdoppiamento delle carriere, Giorgia Meloni sarà sottoposta dalle procure ad un trattamento simile a quello riservato a Craxi e a Berlusconi: procure e cronisti giudiziari, sono mobilitati, vedi Giannini che non lo ha mai fatto nella realtà ma adesso lo è ad honorem, o come la Gruber del resto, a cui la Boccassini fa un baffo

- SprayNews - Monica Macchioni

Sindacato Italiano Militari Carabinieri - SIM Carabinieri - Segreteria Regione Lombardia Segreteria Provinciale di Milano

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A seguito della notizia dell’aggressione avvenuta a Milano ieri sera, da parte di un pregiudicato irregolare in danno di alcuni colleghi della Polizia di Stato, tutto il SIM esprime la propria vicinanza ai colleghi fatti oggetto della vile aggressione, ed in particolare al Vice Ispettore Christian Di Martino, gravemente ferito ed a cui auguriamo di tornare quanto prima a riabbracciare i propri cari.

La tutela della sicurezza degli operatori delle FF.OO. deve diventare una priorità del Governo: ogni carabiniere, poliziotto, finanziere, e tutti gli appartenenti alle forze di polizia, devono essere messi nelle condizioni di operare in sicurezza, forniti di armi ed equipaggiamenti idonei e tutelati dalle norme.

Il SIM Carabinieri continuerà a lavorare affinché ogni collega sia messo in grado di rientrare dai propri cari alla fine di ogni turno di servizio.

Il Segretario Provinciale Generale

Gianluca Fiorillo

Il Segretario Regionale Generale

Gianluca Privitera

DEPARDIEU, PROF. TIBERTI : VITTIMA DI DENUNCIANTI A SCOPPIO RITARDATO

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Depardieu, prof. Tiberti : Essere messi in stato di fermo per fatti presunti e tutti da accertare risalenti a ben 10 anni prima della denuncia e di contestazione dei fatti stessi è un non senso e contribuisce a gettare una luce sinistra su coloro che denunciano.

E’ quanto accaduto oggi al noto attore francese Gerard Depardieu, messo in stato di fermo dalla polizia francese per fatti risalenti al 2010 e al 2021.

Come uomo perbene, che ama e apprezza le donne, sono particolarmente sensibile al tema perché conosco e sono amico anche di persone che sono state vittime di denunce inventate di sana pianta per tentare di circuire e di spillare denaro.

So cosa significa e so cosa si prova rispetto a chi ti accusa quando sai di non aver fatto nulla e di essere dalla parte della ragione e non del torto, di essere la vittima e non il carnefice.

Quando poi ci sono posizioni di visibilità e di prestigio il rischio di finire prede di questi cacciatori di dote e di notorietà è altissimo.

Lo scopo della mia associazione è dunque quella di difendere coloro - uomini e donne - che finiscono vittime di questi delinquenti sentimentali, che usano l’arte della fascinazione, della persuasione e della calunnia per raggiungere i loro biechi obiettivi.

Il codice rosso deve essere applicato sia a uomini che a donne ed è necessario che le forze dell’ordine e i magistrati indaghino celermente per far luce su queste denunce ed evitare di rovinare la vita e la reputazione delle persone.

Mi auguro che Depardieu possa difendersi nelle sedi opportune senza linciaggio mediatico che di fatto per lui è già cominciato.

La maggior parte delle denunce di stalking infatti, dopo gli accertamenti del caso, viene archiviata, asserzione riscontrabile anche leggendo i dati forniti dal ministero della giustizia.

- SprayNews - Monica Macchioni