SUDISTI ITALIANI, IL MOVIMENTO POLITICO-CULTURALE LANCIA IL PROPRIO MANIFESTO: BASTA PROMESSE NON MANTENUTE E SUBALTERNITA'

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"E' ORA DI ISSARE LA NOSTRA BANDIERA E RIPRENDERCI IL TEMPO PERDUTO"

Il Meridione d’Italia alza la testa e sceglie la via del protagonismo attivo. riprende formalmente corpo l’azione e la voce di Sudisti Italiani, il movimento politico e culturale nato per colmare un divario storico e restituire dignità, valore e centralità alle regioni del Sud.

Al centro della riflessione del movimento vi è una constatazione profonda e amara: l’Unità d’Italia è stata formalmente sancita, ma nei fatti non è mai stata pienamente riconosciuta e rispettata da una certa narrazione e gestione proveniente dal Nord.

Troppo spesso un “velo d’ombra” ha coperto e oscurato le iniziative meridionali, relegando il Sud a una condizione di perenne subalternità economica, sociale e mediatica.

«È ora di issare la nostra bandiera» – dichiara il fondatore del movimento Aurelio Coppeto – «e di non essere più indifferenti alle provocazioni, agli stereotipi offensivi e ai continui oltraggi che penalizzano la nostra terra. Il Sud ha mani che sanno produrre e mai più le aprirà per elemosinare.

Vogliamo che la nostra storia presente e futura non sia più mediata, modificata o scritta da “altri”, ponendo fine a quella distorta percezione che contrappone impropriamente geografie e dignità umane».

Il manifesto di Sudisti Italiani punta con decisione a invertire la rotta rispetto a una politica locale e nazionale spesso costellata da promesse mancate, le quali hanno alimentato nel corso degli anni un profondo malessere sociale.

L’obiettivo del movimento non è la divisione, ma una parità effettiva e sostanziale all’interno dello Stato italiano, affinché il Meridione cessi di essere considerato un’appendice e torni a essere motore economico e culturale del Paese.

«Il Sud non sarà più la terra di tutti, ma terra nostra» – conclude la nota ufficiale del movimento, sintetizzata dal motto “Sempre Uniti Dovunque”.

«Una terra complicata, umile e fertile, mossa da un’idea chiara: fare del Meridione non un semplice spettatore, ma il protagonista consapevole del proprio destino politico e sociale».

Sito web: sudistitaliani.it

Segreteria: 333/9484903

ENERGIA, DA CONFIMPRENDITORI, FEDER.CASA E UPPI, UNA PROPOSTA PER TAGLIARE LA BOLLETTA DEL 30%

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Presentata a Montecitorio una proposta sul modello iberico per abbattere il costo dell'elettricità. Fino a 1.050 euro di risparmio annuo per le piccole imprese e 200 euro per le famiglie. Ruvolo: «Basta interventi di facciata, servono misure capaci di fermare i rincari».

Tagliare le bollette del 30% di famiglie e piccole imprese, è la proposta lanciata da Confimprenditori nel corso del flash mob organizzato oggi davanti a Montecitorio insieme a UPPI e Feder.casa.

La proposta prende a modello la cosiddetta “eccezione iberica”, il meccanismo adottato nel 2022 da Spagna e Portogallo per contenere il costo dell’energia elettrica, intervenendo sul prezzo del gas impiegato nella produzione.

Un intervento sul prezzo del gas utilizzato dalle centrali elettriche, accompagnato dall’azzeramento degli oneri di sistema per i piccoli consumatori, per alleggerire concretamente il peso delle bollette su famiglie, negozi, artigiani e piccole imprese.

Secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confimprenditori, le misure previste dall’attuale decreto del Governo produrrebbero un risparmio medio non superiore al 6%.

Una riduzione giudicata insufficiente di fronte ai rincari che continuano a mettere in difficoltà il sistema produttivo e a comprimere il potere d’acquisto delle famiglie.

Il piano di Confimprenditori consentirebbe di ridurre il Prezzo Unico Nazionale dell’elettricità di circa 34 euro al megawattora, con effetti positivi sulle bollette.

A questa misura si aggiungerebbe l’azzeramento degli oneri generali di sistema ASOS e ARIM per le utenze, attraverso una rimodulazione delle risorse già previste dal decreto energia, la revisione degli incentivi alle biomasse e l’utilizzo del gettito derivante dalla maggiorazione IRAP applicata ai produttori di energia da fonti fossili.

L’obiettivo è arrivare a un risparmio annuo stimato di circa 1.050 euro per le piccole imprese e di 200 euro per le famiglie.

Una misura che, secondo le elaborazioni di Confimprenditori, potrebbe interessare una platea di 4,5 milioni di attività economiche e 26 milioni di famiglie.

Il costo della misura è di 7,5 miliardi di euro l’anno e, come chiede l’Unione Europea, ricade solo su chi ne beneficia, attraverso una segmentazione chirurgica che porta le famiglie e le piccole partite IVA in Bassa Tensione a pagare una quota minima del sistema energetico.

“Le piccole imprese, dichiara il Presidente Stefano Ruvolo, non possono continuare a pagare il prezzo dell’inerzia del Governo.

Di fronte a una crisi energetica che mette in ginocchio migliaia di attività produttive, rispondere con uno sconto del 6% significa non aver compreso la gravità della situazione.

Noi proponiamo di arrivare al 30%, intervenendo sul prezzo del gas, sugli oneri che pesano sulle bollette.

Non chiediamo altri annunci, ma una scelta politica precisa: utilizzare le risorse disponibili per difendere il potere d’acquisto delle famiglie e impedire che altre imprese siano costrette a chiudere.

Il Governo dica se intende percorrere questa strada oppure continuare a lasciare cittadini e imprese soli davanti ai rincari”.

“Le conseguenze del caro energia, tuttavia, non si limitano alle bollette – dichiarano Gianluigi Pascoletti Segretario Generale di FEDER.CASA e Angelo De Nicola, Vice Presidente di U.P.P.I. – l’aumento dei costi energetici si abbatte come una scure su famiglie, inquilini e piccoli proprietari di immobili ripercuotendosi sull’intero sistema economico e incidendo sui prezzi dei carburanti, dei beni alimentari, sui costi di gestione delle abitazioni, sui canoni di locazione e sul potere d’acquisto delle famiglie.

Siamo di fronte a una situazione che rischia di aggravare ulteriormente le disuguaglianze sociali e di mettere in difficoltà milioni di cittadini, costretti a fare i conti con redditi insufficienti a fronteggiare spese sempre più elevate.

Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra riscaldare la propria casa e acquistare il cibo, necessario per sé e per la propria famiglia.”

“Chiediamo quindi al Governo – concludono gli organizzatori – di aprire un confronto urgente con le nostre organizzazioni, affinché siano individuate e adottate soluzioni efficaci, sostenibili e tempestive.

- SprayNews - Monica Macchioni

INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DELL'UOMO: I CRISTIANO RIFORMISTI SI CONFRONTANO IN UN DIBATTITO NELLE MARCHE

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Il Movimento Cristiano Riformisti esprime profonda gratitudine per la netta e ferma posizione assunta dalla Chiesa nei confronti dell’Intelligenza Artificiale.

E’ fondamentale ribadire che, sempre, le innovazioni tecnologiche debbono configurarsi come strumenti al servizio dell’uomo, salvaguardando la centralità della persona e i valori etici che ci guidano.

In questa ottica di riflessione e impegno sul territorio, il Movimento rivolge un sincero ringraziamento al Segretario Regionale delle Marche Andrea Calvaresi, per aver promosso e organizzato per il prossimo mese di novembre, un importante Convegno dal tema. “I cattolici e l’Intelligenza Artificiale”.

L’evento vedrà, tra gli altri relatori, il Presidente nazionale Antonio Mazzocchi, unitamente alla partecipazione di rappresentanti del mondo politico e cattolico.

Tutte le segreterie regionali saranno tempestivamente informate circa la data, l’orario e la città marchigiana che ospiterà l’evento.

Il Movimento si augura che questa iniziativa possa avere un seguito in altre regioni.

L’obiettivo, afferma il Presidente Mazzocchi è quello di stimolare e promuovere un dibattito sulle grandi tematiche sociali ed economiche che da sempre costituiscono i punti cardine e i valori di riferimento del nostro impegno politico.”

- SprayNews - Monica Macchioni

QUADRINI (EVOLUZIONE E LIBERTA') IN COMMISSIONE SUL "TRACCIOLINO"

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PASSO IN AVANTI PER LA RIAPERTURA DELLA S.P.7

La Provincia accelera sulla progettazione. Un sentito ringraziamento al Presidente Amata per la convocazione della commissione

Si è tenuta questa mattina presso la Sala Giunta della Provincia di Frosinone la riunione della Commissione Consiliare n. 1 “Lavori Pubblici ed Attività Tecniche”, convocata dal Presidente e Consigliere Provinciale Andrea Amata.

All’ordine del giorno, il fondamentale tema della mitigazione del dissesto idrogeologico e della messa in sicurezza del versante della S.P. 7 Roccasecca–Casalvieri, la nota e strategica strada del “Tracciolino”.

​Ai lavori ha preso parte il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini (Evoluzione e Libertà), nella sua veste di Vicepresidente della Commissione Consiliare Provinciale ed egualmente interessato alla vicenda come Consigliere Comunale di Arpino, il quale ha voluto sottolineare la rilevanza dell’iniziativa ed esprimere apprezzamento per la tempestività dell’ente nel dare risposte concrete a un’annosa problematica.

​”Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al Presidente della Commissione e collega Consigliere Andrea Amata per l’attenzione, la sensibilità e la prontezza nel convocare questa commissione sul Tracciolino” – dichiara il Consigliere Gianluca Quadrini.

​”Un plauso e un ringraziamento doveroso vanno anche al nostro consigliere comunale e responsabile del movimento Evoluzione e Libertà per la Valle di Comino, Mario Borza, che già più di un mese fa aveva riacceso i riflettori su questa vicenda attraverso una dettagliata nota d’interpello inviata alla Provincia. È grazie a questo presidio costante del territorio che oggi siamo qui ad affrontare la questione nelle sedi opportune.

​La chiusura della S.P. 7 per il rischio caduta massi rappresenta da troppo tempo una ferita aperta per i collegamenti tra la Valle di Comino e Roccasecca, penalizzando cittadini, lavoratori e attività commerciali.

La Provincia di Frosinone sta facendo concretamente la propria parte nel modo più veloce e determinato possibile per giungere in tempi brevi alla definitiva consegna della progettazione.

Il nostro obiettivo prioritario è restituire al territorio un’arteria viaria sicura, moderna e percorribile, abbattendo al minimo i tempi burocratici.
​

Nel corso del confronto in commissione, intervenendo con forte attenzione sia come Vicepresidente della commissione provinciale che nella mia veste di consigliere comunale di Arpino, facendomi interprete delle esigenze immediate della nostra comunità, abbiamo chiesto espressamente ai tecnici della Provincia di valutare la possibilità – sempre garantendo le necessarie condizioni di totale sicurezza – di ridurre l’interdizione della strada nel tratto compreso proprio nel territorio di Arpino verso Casalvieri.

Nello specifico, abbiamo proposto lo stralcio dalla chiusura di circa 600-700 metri che potrebbero essere riaperti anticipatamente, restituendo una parte importante di viabilità e percorribilità ai nostri cittadini e ai centri limitrofi.”

​Alla seduta hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni direttamente interessati dall’arteria stradale:
​Arpino, con il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Fortuna;
​Casalvieri, con il Sindaco Franco Moscone;
​Roccasecca, con la Vice Sindaca Valentina Chianta e l’Assessore Glauco Bove;
​Colle San Magno, con la Sindaca Valentina Cambone;
​Santopadre, in collegamento streaming con il Vice Sindaco Lorenzo Di Sotto.

Per l’area tecnica della Provincia di Frosinone erano presenti i dirigenti, gli ingegneri Tommaso Secondini ed Eugenia Tersigni, che hanno fatto il punto sulle tempistiche imminenti per la consegna della progettazione definitiva e preso nota delle istanze avanzate.

​”La presenza corale dei sindaci, degli amministratori e dei tecnici dimostra che quando le istituzioni lavorano in sinergia, i risultati arrivano.

Continueremo a monitorare ogni fase dell’iter affinché i cantieri possano partire nel più breve tempo possibile e si valutino tutte le soluzioni utili ad alleviare i disagi del territorio”, ha concluso Quadrini.

- SprayNews - Monica Macchioni

MAURIELLO DOPO IL CONGRESSO DI MERITOCRAZIA ITALIA: SI VADA OLTRE I DECRETI SICUREZZA, SI CONSIDERI LA SENSIBILITA' E LA FRAGILITA' DEI RAGAZZI

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"SI ELIMININO GLI SQUILIBRI FRA CHI GUADAGNA TANTISSIMO E CHI POCHISSIMO. E IL MOVIMENTO, SEMPRE PIU' SEGUITO, GUARDA AL FUTURO SENZA L'OSSESSIONE DELLA CANDIDATURA"

Intelligenza artificiale, Prodotto Interno Umano, futuro politico di Meritocrazia Italia. Sono tanti i temi su cui il Presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello si è espresso ieri mattina ai microfoni di Crea-Mi, la trasmissione settimanale prodotta dal Movimento e condotta dal Vice-responsabile Stampa Stefano Ferri, in un primo bilancio pubblico post-Congresso nazionale – un Congresso che, tenutosi venerdì 16 e sabato 17 ottobre nei teatri Quirino e Rossini di Roma, è stato un vero trionfo in termini di audience (oltre 620 spettatori al Quirino e 39mila persone in streaming), di prestigio degli ospiti e di qualità di dibattito.

L’Intelligenza artificiale è stata l’architrave dei vari panel, il minimo comun denominatore sotteso a tutto l’evento.

«Abbiamo già inviato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alle istituzioni e anche alla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen una proposta di legge», dichiara Mauriello.

«Lo strumento AI va valorizzato, tuttavia resta la preoccupazione che possa arrivare a sostituire l’essere umano, non solo in campo lavorativo ma anche incidendo sulle relazioni personali, annullando sentimento e diritti, come il diritto a sbagliare, a essere in ritardo, a non essere percepiti o capiti: diritti che fanno della persona un’imperfezione affascinante.

Tutto questo l’AI non può averlo, e l’errore è banalizzare o sottovalutare.

E attenzione perché delle conseguenze di una grave sottovalutazione stiamo già facendo le spese: quando Meritocrazia Italia propose il Testo Unico Social (una legge-quadro con l’obiettivo di regolamentare l’uso delle piattaforme digitali e arginarne le derive più pericolose, ndr), aveva già bene in mente il rischio, per i minori fragili e non ancora consapevoli, di coinvolgimento senza ragionamento e comprensione.

Occorre andare oltre i decreti sicurezza e considerare la sensibilità dei ragazzi, che hanno diritto a manifestare ma anche tantissime fragilità da abbracciare e accompagnare.

La nostra Costituzione è un capolavoro sul punto perché dimostra che la politica non è atto emergenziale di chiusura e intervento punitivo ma anche e soprattutto strumento di costruzione.

Punire tutti non è una risposta: non sono tutti “anti” o tutti diavoli».

«Oggi si cerca di mettere solo toppe alle emergenze, ad esempio per il caro carburanti che sta comportando proteste e scioperi: si cerca di riportare le cose all’ordinario attraverso un tavolo tecnico e l’impiego di miliardi.

Questo basta?

No, ovvio.

Serve una politica che valuti quali sono le priorità da coprire, le risorse e come prenderle.

Altro esempio: il salario.

Chi lo paga?

Lo Stato o i privati?

Se il privato ha pressione fiscale troppo elevata, non riuscirà ad aumentare i salari.

Uno Stato organizzato deve capire che occorre organizzare condizioni migliori per TUTTI, alzando l’asticella della qualità, eliminando gli squilibri fra chi guadagna tantissimo e chi invece pochissimo. E

xtraprofitto significa stra-guadagno: ebbene, che se ne dia parte alla collettività.

Se il criterio di equità non viene organizzato in base a uno studio preciso, lo Stato non riuscirà mai a risolvere il problema: serve competenza, servono persone che mettano competenza e capacità a disposizione della collettività».

E il futuro di Meritocrazia Italia?

«Il Movimento non deve dimostrare nulla perché in politica sta già da otto anni e non si soffermerà mai sulla candidatura, che potrà accadere o meno, a seconda delle situazioni. Sacrificio, costruzione, autocritica e miglioramento personale: questa è la scuola di MI, con nuove risorse all’interno del progetto, che sempre apre le porte a chiunque.

I dirigenti vanno ringraziati perché fanno sentire ogni nuovo ingresso come elemento della squadra, cosa in cui la politica generalmente non riesce.

MI è apprezzata proprio per non avere l’ossessione della candidatura: continuerà a prestare il suo servizio con serietà, passione e garbo.

«Lasciamo stare la contrapposizione, la guerriglia TV: costruiamo la politica del dialogo e dell’inclusione che crea sempre e dà sempre evoluzione alla società, al contrario delle guerre, che creano solo distruzione.

Di persone che parlano ce ne sono già troppe: abbiamo bisogno di persone che ascoltano».

Stop war.

Visitate il sito www.meritocrazia.eu

Meritocrazia Italia è un’associazione culturale nata per dare vita a un progetto aggregativo fondato sulla valorizzazione del merito, della formazione, dell’equità e dell’impegno sociale ed ambientale, convinti che ci sia un Paese meraviglioso da vivere e raccontare e che sia giunto il momento di offrire un messaggio di speranza e disponibilità, ripartendo da una concreta rivoluzione culturale e dalla riaffermazione di un saldo sistema valoriale di base.

Crediamo che sia possibile creare una società migliore e più giusta, ripartendo, oggi più che mai, dell’impegno dei meritevoli, che, si badi, noi non individuiamo nell’élite dei migliori curricula, ma in coloro i quali ogni giorno, in qualunque ambito e partendo da qualunque condizione iniziale, senza lamentarsi, spesso sentendosi non considerati o addirittura irrisi e senza accettare l’odio per l’altro come reazione agli immancabili fallimenti umani, fanno il loro lavoro onestamente cercando costantemente di migliorare se stessi ed il mondo che li circonda.

Grazie a tale messaggio di positività, siamo riusciti a organizzare coordinamenti in ogni Regione (e in moltissime Province e Comuni), a pubblicare migliaia di articoli e testi di approfondimento su tematiche di rilevanza nazionale e locale, a depositare diverse proposte di legge, ma, soprattutto, ad aggregare persone provenienti da ogni parte d’Italia (e da alcune sedi estere) con differente estrazione professionale e politica, tutte accomunate dalla sola volontà di costruire un percorso virtuoso, finalizzato a recepire le varie istanze della società civile con l’intento di poter così elaborare e offrire soluzioni ragionate, concrete ed equilibrate, convinti che le diversità siano fonti di ricchezza anziché motivo di divisione e che la competenza, in uno al recupero di una dialettica sana, garbata, propositiva e costruttiva, siano imprescindibili elementi di sviluppo di una nuova concezione della partecipazione attiva nella gestione della “cosa pubblica”.

- SprayNews - Monica Macchioni

BONUS MAMME 2026, MERITOCRAZIA ITALIA: IL SOSTEGNO ALLA MATERNITA' NON PUO' DIPENDERE DALLA CONDIZIONE DI ESSERE OCCUPATE. CI SONO MADRI COSTRETTE A RINUNCIARE AL LAVORO

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Il nuovo Bonus mamme 2026, che prevede un contributo di 60 euro mensili, fino a 720 euro annui, per le lavoratrici madri in possesso dei requisiti previsti, riporta al centro il tema del sostegno alla maternità e della conciliazione tra vita familiare e professionale.

L’iniziativa è apprezzabile, ma i criteri utilizzati per la distribuzione dei fondi non convincono.

Il bonus è destinato alle lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, e alle lavoratrici autonome, con almeno due figli (con specifici limiti di età del figlio più piccolo) e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui.

L’accesso non è subordinato a una soglia ISEE: il parametro economico considerato è il reddito da lavoro della madre.

Una scelta che merita una riflessione. Il reddito individuale da lavoro non coincide necessariamente con la condizione economica complessiva della famiglia e non restituisce, da solo, la misura delle difficoltà che un nucleo familiare può attraversare.

Non si comprende perché escludere le madri che non lavorano.

Una donna che ha dovuto abbandonare il proprio impiego perché non disponeva di servizi per l’infanzia, perché non riusciva a conciliare gli orari lavorativi con le esigenze dei figli o perché il costo della cura familiare rendeva economicamente insostenibile continuare a lavorare, non si trova forse in una condizione che merita attenzione? Perché una madre che lavora, pur con un reddito contenuto, può ricevere un contributo, mentre una madre disoccupata, magari proprio a causa delle difficoltà legate alla maternità, ne resta esclusa?

Il rischio è che una misura pensata per sostenere la maternità finisca per riconoscere un aiuto soltanto a chi è riuscita a restare nel mercato del lavoro, lasciando fuori proprio quelle donne che hanno pagato il prezzo più alto dell’assenza di adeguate politiche di conciliazione.

Per Meritocrazia Italia, il sostegno alla maternità deve partire dai bisogni delle famiglie e non dalla sola condizione occupazionale della madre. Occorre superare una logica di interventi frammentati e costruire un sistema organico di politiche familiari, nel quale i trasferimenti economici siano coordinati con servizi accessibili, opportunità lavorative e strumenti di protezione sociale.

Meritocrazia Italia chiede, pertanto:

– un sostegno economico maggiormente orientato al bisogno, attraverso criteri che considerino l’ISEE e le effettive condizioni del nucleo familiare; le risorse dovrebbero essere indirizzate prioritariamente alle famiglie economicamente più fragili, modulando gli aiuti in modo equo e trasparente;

– la revisione delle esclusioni categoriali, affinché anche le lavoratrici domestiche possano accedere alle misure di sostegno alla maternità, superando distinzioni non adeguatamente giustificate rispetto alle finalità dell’intervento;

– il potenziamento degli asili nido e dei servizi per l’infanzia, con un’offerta accessibile, economicamente sostenibile e omogenea sul territorio nazionale, capace di ridurre il peso organizzativo ed economico della cura;

– congedi parentali più lunghi e meglio retribuiti, favorendo una reale condivisione delle responsabilità familiari tra madri e padri e contrastando la penalizzazione professionale delle donne;

– politiche attive per l’occupazione femminile e il reinserimento lavorativo, rivolte in particolare alle madri che hanno interrotto la propria attività, attraverso formazione, aggiornamento professionale e incentivi al lavoro stabile;

– un sistema coordinato di agevolazioni fiscali e servizi, proporzionato alle condizioni economiche delle famiglie, che riduca la frammentazione delle misure e garantisca continuità nel sostegno;

– un monitoraggio pubblico dei risultati, con dati aggiornati sulle beneficiarie potenziali ed effettive, sulle risorse impiegate, sulla distribuzione territoriale degli interventi e sull’impatto prodotto sulla povertà familiare e sull’occupazione femminile.

Devono essere rimossi gli ostacoli che impediscono alle donne di accedere al lavoro e di rimanervi, senza essere costrette a sacrificare la propria vita familiare. Occorre, al contempo, offrire protezione a chi si trova già in difficoltà, evitando che la perdita dell’occupazione determini anche la perdita di ogni opportunità di sostegno.

Meritocrazia Italia ritiene che una politica realmente attenta alla famiglia debba riconoscere la maternità come un valore sociale e accompagnarla con strumenti concreti, accessibili e coerenti.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni

ECONOMIA, ON. MAZZOCCHI (PRESIDENTE CRISTIANO RIFORMISTI): LA STRAGE DEI NEGOZI DI VICINATO NEL 2025 E' LA FINE DELLE NOSTRE COMUNITA'

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"SERVONO SGRAVI FISCALI E FONDI REGIONALI PER RILANCIARE IL TERRITORIO"

“I dati drammatici relativi al bilancio del 2025 che fotografano la chiusura di circa cinquecentomila negozi di vicinato in tutta Italia, non rappresentano semplicemente una crisi conomica o urbanistica da analizzare: sono il sintomo del progressivo e doloroso disfacimento del nostro tessuto sociale.

Quando abbassa la serranda una bottega storica, un piccolo presidio commerciale di quartiere, non
muore solo un’impresa si spegne un pezzo dell’anima della nostra comunità”.

Lo dichiara in una nota il Presidente dei Cristiano Riformisti Antonio Mazzocchi, richiamando l’attenzione sulle storiche battaglie portate avanti negli anni dal movimento a tutela del commercio di prossimità.
“ I Cristiano Riformisti – prosegue Mazzocchi – hanno sempre fatto del recupero dei valori identitari, della solidarietà territoriale e della centralità della persona il fulcro della propria azione politica.

Da anni ci battiamo contro la desertificazione dei nostri centri storici e delle nostre periferie, denunciando come la grande distribuzione incontrollata e le multinazionali del commercio stiano sradicando la dimensione umana dello scambio commerciale e relazionale. Il negozio sotto casa èsicurezza, un punto di riferimento per gli anziani, è socialità, è la garanzia che una via rimanga viva e illuminata.

Non possiamo assistere inermi a questa strage silenziosa.

Non servono più promesse, ma interventi immediati e strutturali. Chiediamo al Governo e alle istituzioni locali l’introduzione di nuovi e importanti sgravi fiscali nazionali a partire dall’abbattimento della pressione fiscale sulle microimprese con regimi di tassazione agevolata per chi decide di mantenere in vita un’attività nel quartiere a rischio desertificazione.

Al contempo, riteniamo fondamentale l’attivazione di nuovi e importanti fondi regionali, dedicati, che possono finanziare direttamente il ricambio generazionale, la digitalizzazione sostenibile dei piccoli esercenti e la ristrutturazione dei locali storici.

Recuperare i valori delle comunità dei nostri territori significa proteggere il nostro modello di vita cristiano e solidale, fondato sulla vicinanza e sul mutuo sostegno.

Non smetteremo di combattere questa battaglia a fianco dei piccoli commercianti e delle famiglie italiane”.

- SprayNews - Monica Macchioni

STARLINK, MIRKO BENETTI (Presidente Port Authority Pisa): “PER L’EUROPA L’AUTONOMIA DELLE COMUNICAZIONI SATELLITARI E’ UNA QUESTIONE DI SICUREZZA”

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La crisi dei collegamenti Starlink in Ucraina dimostra che una delle infrastrutture più critiche del pianeta dipende dalle decisioni di un’azienda privata e del suo proprietario. Per l’Europa, l’autonomia nelle comunicazioni satellitari non è più un’opzione: è una questione di sicurezza.

A metà ottobre, lungo il fronte ucraino, i terminali satellitari che collegano droni, reparti e centri di comando hanno iniziato a rallentare.

Nessun attacco russo, nessun sabotaggio: una limitazione di banda decisa a migliaia di chilometri di distanza.

Il 16 ottobre, al Consiglio europeo di Bruxelles, il presidente Zelensky l’ha definita una sorpresa «molto pericolosa e spiacevole».

Poche ore prima l’Alta rappresentante Kaja Kallas aveva ammesso ciò che molti sapevano ma pochi dicevano apertamente: nel breve periodo l’Europa non è in grado di sostituire Starlink.

È un passaggio che merita di essere fissato con precisione, perché segna la fine di un’illusione: che la connettività satellitare globale sia un servizio neutro, disponibile come l’aria.

Non lo è.

È un’infrastruttura critica, e oggi una parte decisiva di essa risponde a un consiglio di amministrazione e, in ultima istanza, a un solo uomo.

Nel febbraio 2022, con le reti terrestri ucraine sotto i missili russi, i primi terminali Starlink arrivarono a Kyiv in pochi giorni.

Fu una risposta straordinaria, e va riconosciuta: senza quella connettività la resistenza ucraina avrebbe avuto un volto diverso.

Ma ciò che nasce nell’emergenza tende a diventare strutturale.

Oggi le forze ucraine impiegano decine di migliaia di terminali, e la versione militare del sistema, Starshield, regge comunicazioni di battaglia, attacchi a medio raggio e droni intercettori.

Ospedali, scuole e amministrazioni locali nelle zone del fronte si appoggiano alla stessa rete.

Uno strumento di emergenza è diventato la spina dorsale di un Paese in guerra.§Gli episodi che avrebbero dovuto allarmarci sono numerosi.

Nel 2022 Musk rifiutò di estendere la copertura sulla Crimea mentre era in preparazione un’operazione ucraina con droni navali contro la flotta russa di Sebastopoli; secondo Reuters, nello stesso anno ordinò di limitare la copertura in alcune aree durante la controffensiva.

In autunno SpaceX scrisse al Pentagono di non voler più sostenere da sola i costi del servizio, e poco dopo circa 1.300 terminali militari andarono offline per una questione di pagamenti.

Nel marzo 2025 lo stesso Musk dichiarò pubblicamente che, se avesse spento Starlink, l’intero fronte ucraino sarebbe crollato; fu la Polonia, che finanzia parte dei terminali, a ricordargli chi paga.

L’episodio di ottobre aggiunge un elemento ulteriore: chi abbia effettivamente disposto le restrizioni resta controverso.

Fonti citate da Reuters indicano la Casa Bianca, il presidente Trump smentisce, Musk attribuisce la responsabilità al governo americano.

Ma per chi si occupa di sicurezza la domanda decisiva non è chi abbia premuto l’interruttore.

È che quell’interruttore esista, e che sia fuori dal controllo di chi combatte e di chi lo sostiene.

La concentrazione non produce solo un rischio politico, ma anche una vulnerabilità tecnica.

Il 24 luglio 2025 un guasto ai servizi software che governano la rete centrale ha mandato offline Starlink in tutto il mondo per circa due ore e mezza.

Il comandante delle forze droni ucraine segnalò che il sistema era fermo lungo l’intero fronte, e alcune operazioni furono rinviate.

Nel settembre 2025 un nuovo blackout globale. In entrambi i casi nessun nemico: solo un punto di guasto unico in un sistema da cui dipendono milioni di utenti in circa 140 Paesi.

Chi si occupa di sicurezza lo chiama single point of failure.

Quando coincide con un’infrastruttura strategica, un errore di software o una singola decisione politica possono produrre effetti paragonabili a quelli di un attacco militare.

L’Ucraina è il laboratorio, ma il problema è europeo. Le nostre infrastrutture critiche, dai porti alle reti energetiche, dai trasporti alla protezione civile fino alle forze armate, dipendono in misura crescente dalla connettività satellitare.

Chi lavora nella logistica e nella sicurezza portuale lo vede ogni giorno: navigazione, tracciamento delle merci e comunicazioni di emergenza in mare passano sempre più dallo spazio.

Delegare questa capacità a un fornitore extraeuropeo, per quanto efficiente, significa accettare che nel momento della crisi la nostra resilienza dipenda dalle priorità di altri.

Qualcosa si muove.

Ad agosto la Commissione europea e il consorzio SpaceRISE (Eutelsat, SES e Hispasat) hanno firmato l’accordo attuativo di IRIS², la costellazione sovrana dell’Unione: 348 satelliti tra orbita bassa e media, 66 dei quali dedicati a difesa, sicurezza ed emergenze, con i primi lanci anticipati al 2029.

Il programma GOVSATCOM, che mette in comune la capacità satellitare governativa degli Stati membri, è operativo da quest’anno, e Bruxelles sta negoziando l’ingresso dell’Ucraina. Eutelsat/OneWeb offre già una costellazione europea in orbita bassa.

Ma il 2029 è lontano, un primo lancio non è un servizio operativo, e i numeri restano impari: Starlink ha già migliaia di satelliti in orbita.

Riconoscere il ritardo è il primo passo per colmarlo.

A mio avviso l’Europa deve muoversi su cinque fronti.

Il primo è trattare IRIS² per ciò che è: un programma di difesa e non un semplice progetto industriale, garantendo un finanziamento certo e tempi blindati.

Il secondo è costruire subito una capacità ponte, potenziando Eutelsat/OneWeb e GOVSATCOM per l’Ucraina e per gli Stati membri, con terminali e accordi di servizio pronti all’uso.

Il terzo è garantire l’accesso autonomo allo spazio: senza lanciatori europei affidabili e in numero sufficiente, qualsiasi costellazione sovrana resta ostaggio di chi controlla le rampe di lancio.

Il quarto è fare della ridondanza un principio.

Nessuna funzione critica deve poggiare su un solo fornitore o su una sola orbita, e le architetture multi-orbita e multi-operatore devono diventare un requisito negli appalti della difesa e delle infrastrutture critiche. Il quinto, infine, è dettare regole chiare ai fornitori privati di servizi strategici: obblighi di continuità, preavviso e trasparenza sulle catene decisionali, come già avviene per l’energia e le telecomunicazioni terrestri.

La lezione Ucraina è brutale e semplice: nella guerra moderna, chi controlla le comunicazioni controlla una parte della guerra.

Non si tratta di demonizzare un’azienda che ha dato un contributo reale, né di incrinare il rapporto con un alleato. Si tratta di riconoscere che la sicurezza non si appalta.

Un continente che vuole contare deve poter parlare con i propri soldati, i propri porti e le proprie città senza chiedere il permesso a nessuno.

Lo spazio è già il nuovo terreno della sicurezza globale.

L’Europa può scegliere se presidiarlo o prenderlo in affitto”.

- SprayNews - Monica Macchioni

39ª ASSEMBLEA UPI AD IMPERIA: LA PROVINCIA DI FROSINONE E ANCI LAZIO PROTAGONISTE AL TEATRO CAVOUR

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Quadrini: «Momento storico con il Presidente Mattarella per il rilancio degli enti locali» ​Imperia, 20 ottobre 2026

Si stanno svolgendo ad Imperia, nella suggestiva cornice del Teatro Cavour, i lavori della 39ª Assemblea Nazionale delle Province Italiane (UPI), un appuntamento di rilevanza centrale per il sistema delle autonomie locali che coincide con le celebrazioni per l’80° anniversario della Repubblica.

A rappresentare il territorio è presente la delegazione guidata dal Presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano, della quale fanno parte il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini, intervenuto anche nella sua qualità di Dirigente e Delegato regionale di ANCI Lazio, e il Consigliere comunale in rappresentanza del Comune di Sora, Antonio Lecce.

​A conferire straordinario valore alla manifestazione è stata la presenza, come ormai da tradizione annuale, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha presenziato alla cerimonia inaugurale onorando i lavori dell’assise con il suo alto patronato e portando il proprio convinto sostegno alla prospettiva di una nuova e organica riforma delle Province.

La partecipazione di Gianluca Quadrini si inserisce in un percorso strategico volto a consolidare la collaborazione tra i vari livelli di governo locale: una presenza attiva e propositiva per mettere a terra progetti comuni in grado di favorire lo sviluppo integrato sia dei Comuni che delle Province della regione Lazio.

A margine dei lavori dell’Assemblea, il Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, ha rilasciato una dichiarazione ampia e articolata:
​”La presenza dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che come ogni anno rinnova la sua vicinanza istituzionale all’Assemblea Nazionale delle Province, rappresenta per l’intero sistema delle autonomie locali un motivo di profondo orgoglio e una spinta propulsiva di fondamentale importanza.

Le sue parole, il suo costante sostegno e il richiamo rigoroso alla necessità di giungere quanto prima a una nuova e organica riforma delle Province confermano il valore centrale di questi enti, riconosciuti come pilastri insostituibili dell’architettura costituzionale della Repubblica e presidi essenziali per la coesione sociale ed economica dei nostri territori.”

​”Desidero rivolgere un sentito e doveroso ringraziamento al Sindaco di Imperia e Presidente della Provincia, Claudio Scajola, per l’impeccabile accoglienza e l’ospitalità garantita alla delegazione giunta in questa splendida città.

Un sentito apprezzamento va inoltre al Presidente dell’UPI Nazionale, Enzo Lattuca, per la perfetta strutturazione organizzativa di un’assise di così alto rilievo politico e istituzionale.”

​”In linea con la rappresentanza istituzionale dell’amministrazione provinciale di Frosinone, presieduta da Luca Di Stefano, e nello svolgimento del mio ruolo di Dirigente e Delegato di ANCI Lazio, ritengo prioritario concentrare ogni sforzo sul rafforzamento delle sinergie tra gli enti di prossimità.

La sfida decisiva dei prossimi anni risiede nell’integrazione operativa tra Comuni e Province: occorre superare ogni frammentazione per mettere a terra progetti condivisi, intercettare con efficacia i fondi europei e nazionali e strutturare una pianificazione strategica capace di garantire ai cittadini e alle imprese servizi moderni, efficienti e realmente rispondenti alle esigenze del territorio.”

​I lavori dell’Assemblea proseguono con tavoli tematici e confronti istituzionali per definire la linea d’azione congiunta per il futuro delle autonomie territoriali italiane.

- SprayNews - Monica Macchioni

RADICI SANE CITY LAB 2026, DA NOTO UN MODELLO DI PREVENZIONE CHE GUARDA ALL’ITALIA E ALL’EUROPA: TRE GIORNI TRA SALUTE, SCUOLE, FILIERE AGROALIMENTARI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

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Dall’educazione alimentare nelle scuole alla sensibilizzazione sugli screening oncologici con l’ASP di Siracusa, dalle visite alle filiere DOP e IGP alla Noto Walk, fino ai quattro panel di Palazzo Nicolaci. Il Progetto Erasmus Regata porta a Noto trenta sindaci francesi e romeni. Tra i protagonisti Daniele Paci, Maurizio Pescari, Luca Cesari, Manfredi Nicolò Maretti, Biagio Pecorino, Davide Puca, Federico Menetto e Patrick Vernuccio. I Radici Sane Awards 2026 a Ciccio Sultano, Giovanni Floridia e Patrick Vernuccio.

Salvo Latino, Presidente di Radici Sane: «Non abbiamo voluto organizzare soltanto un evento, ma costruire relazioni e progetti capaci di durare nel tempo.

Da Noto vogliamo portare nelle città italiane ed europee un nuovo modo di intendere la prevenzione».

Corrado Figura, Sindaco di Noto: «Il Radici Sane City Lab – Il Gusto del Barocco Noto 2026 ha dimostrato la capacità di Noto di accogliere iniziative che mettono insieme cultura, prevenzione, valorizzazione delle produzioni locali e sviluppo territoriale».

NOTO (SR), 17 ottobre 2026 – Tre giornate per dimostrare che la salute non comincia soltanto negli ambulatori e negli ospedali, ma nelle scuole, nelle famiglie, nei campi, nei luoghi di lavoro e nelle città. E che alimentazione, ambiente, cultura, agricoltura, partecipazione e politiche pubbliche devono essere parte di una stessa visione.

È questo il messaggio emerso dalla prima edizione del Radici Sane City Lab 2026 – Noto | Il Gusto del Barocco, svoltasi dal 9 all’11 ottobre nella città siciliana, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, amministratori italiani ed europei, professionisti della salute, ricercatori, produttori, consorzi di tutela, chef, giornalisti, divulgatori, insegnanti e cittadini.

Promossa da Radici Sane APS, presieduta da Salvo Latino, in collaborazione con il Comune di Noto, la manifestazione è stata finanziata dalla Regione Siciliana attraverso l’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e ha beneficiato di importanti patrocini istituzionali, tra cui quelli del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, oltre ai patrocini degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Siracusa e di Palermo, della Strada del Vino Val di Noto, del Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP, del Consorzio di Tutela del Ragusano DOP, del Consorzio di Tutela dell’Olio DOP Monti Iblei, del Consorzio di Tutela del Limone di Siracusa IGP, del Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica IGP, dell’Associazione della Mandorla di Avola e di Assoesercenti. Il progetto è stato sapientemente coordinato da Sabrina Poggi, contribuendo all’organizzazione e alla realizzazione delle tre giornate della manifestazione.

Dall’educazione alimentare nelle scuole agli incontri con gli agricoltori, dalla prevenzione oncologica alla mobilità attiva, dalla valorizzazione delle produzioni DOP e IGP fino al confronto con trenta sindaci provenienti dalla Francia e dalla Romania, il City Lab ha proposto un modello di prevenzione primaria fondato sulla collaborazione tra persone, istituzioni e territori.

9 ottobre: la prevenzione entra nelle scuole e coinvolge le famiglie

La manifestazione si è aperta venerdì 9 ottobre con un’intera giornata dedicata alle nuove generazioni e alla comunità educante.

Gli incontri presso la scuola dei mestieri ARS Istruzione, gli istituti Maiore e Melodia, nei plessi Aurispa e Don Bosco, hanno coinvolto gli studenti in un percorso di conoscenza dedicato all’alimentazione, alla sostenibilità ambientale, alla qualità degli alimenti e all’importanza delle scelte quotidiane per la salute.

Ad aprire i lavori il Sindaco di Noto Corrado Figura Accanto, oltre a Salvo Latino, sono intervenuti il divulgatore scientifico di Radici Sane Daniele Paci, il Consigliere Comunale Vincenzo Tanasi e rappresentanti delle Scuole.

Nel Pomeriggio in Sala Giunta, una tavola rotonda per un confronto con la comunità educante ha coinvolto insegnanti, famiglie, dirigenti scolastici, operatori e rappresentanti dell’Asp di Siracusa U.O.S.D Centro Gestionale Screening, ribadendo la necessità di rendere continuativa la prevenzione e l’educazione alimentare e ambientale nei percorsi formativi.

La collaborazione con l’U.O.S.D. Centro Gestionale Screening dell’ASP di Siracusa: sensibilizzare la popolazione sugli screening oncologici

Tra i risultati più significativi della manifestazione figura la collaborazione con l’U.O.S.D. Centro Gestionale Screening dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa, di cui è responsabile la dott.ssa Sabina Malignaggi, finalizzata a rafforzare la cultura della prevenzione e a favorire una maggiore adesione della popolazione ai programmi di screening oncologico.

Durante le attività nelle scuole e nell’ambito del Radici Sane Village sono stati somministrati questionari informativi e di sensibilizzazione, con l’obiettivo di coinvolgere studenti, famiglie e cittadini nella diffusione di informazioni sull’importanza della diagnosi precoce.

L’iniziativa ha inteso incoraggiare la popolazione a conoscere e utilizzare i programmi di screening oncologico offerti dal Servizio sanitario pubblico, contribuendo a superare dubbi, scarsa informazione e ostacoli culturali che possono limitarne l’adesione.

Alle attività di informazione e sensibilizzazione hanno contribuito la dott.ssa Sabina Malignaggi, Responsabile del Centro Gestionale Screening; la dott.ssa Katjusa Messina, Responsabile Screening Ginecologico e il dott. Antonello Mallaci, Screening Colon-Retto. La presenza dell’ASP di Siracusa ha rappresentato un’occasione concreta di collegamento tra sistema sanitario, comunità educante e cittadinanza.

L’obiettivo condiviso è sviluppare ulteriori iniziative territoriali per portare la sensibilizzazione sanitaria nei luoghi della vita quotidiana, rafforzando il rapporto tra prevenzione, informazione e partecipazione.

10 ottobre: il viaggio nelle filiere agroalimentari del Sud-Est siciliano

Sabato 10 ottobre il Radici Sane City Lab ha portato ospiti, divulgatori, esperti e rappresentanti delle istituzioni direttamente nei luoghi della produzione, attraverso un educational tour dedicato alle eccellenze agroalimentari del Sud-Est siciliano.

Una giornata pensata per far conoscere non soltanto il prodotto finale, ma le persone, le competenze, i processi produttivi, i controlli, le certificazioni e il patrimonio culturale che si trova dietro ogni alimento.

Tra le tappe, organizzate in collaborazione con i Consorzi di Tutela e di Promozione, Ortomì, per conoscere la filiera del Pomodoro di Pachino IGP, una delle produzioni più rappresentative del territorio, espressione del rapporto tra qualità, agricoltura e identità geografica.

Il percorso è proseguito al Frantoio Ruta, dedicato alla produzione dell’olio extravergine di oliva e alla valorizzazione dell’Olio DOP Monti Iblei, approfondendo il rapporto tra cultivar, biodiversità, tecniche di trasformazione, caratteristiche qualitative e Dieta Mediterranea.

Particolare attenzione è stata dedicata alla Cooperativa Sociale Si Può Fare, nell’ambito del percorso di conoscenza del Limone Femminello di Siracusa IGP e della Mandorla di Avola, due produzioni che raccontano la tradizione agricola del territorio e il valore della cooperazione, dell’inclusione sociale e dello sviluppo delle comunità.

Significativa anche la visita all’azienda zootecnica della famiglia Floridia, impegnata nella produzione del Ragusano DOP, con una tradizione casearia tramandata attraverso quattro generazioni e profondamente legata alla zootecnia iblea e alla valorizzazione della razza bovina Modicana.

Tra i momenti di particolare interesse, anche l’incontro con il maestro Corrado Assenza, del Caffè Sicilia di Noto, dedicato al valore degli ingredienti, della tradizione artigianale e dell’identità gastronomica siciliana in chiave innovativa e culturale.

L’educational tour ha rappresentato la traduzione concreta di uno dei principi fondamentali di Radici Sane: «Conosci ciò che mangi».

Le visite hanno permesso di mettere in relazione la qualità dell’alimentazione con la tutela delle filiere, la sostenibilità delle produzioni, la biodiversità, le economie locali e la valorizzazione delle identità territoriali.

Daniele Paci, Patrick Vernuccio, Maurizio Pescari, Luca Cesari, Manfredi Nicolò Maretti, Federico Menetto, Davide Puca e Biagio Pecorino sono i protagonisti della prima edizione del City Lab, personalità del mondo scientifico, culturale, gastronomico, editoriale e dell’innovazione che hanno contribuito a rendere la manifestazione un’occasione di conoscenza e confronto.

Daniele Paci, divulgatore scientifico di Radici Sane, ha accompagnato le diverse attività della manifestazione, dalle scuole agli incontri pubblici, contribuendo a rendere accessibili i temi dell’alimentazione, della sicurezza alimentare e della prevenzione.

Patrick Vernuccio, conosciuto a livello internazionale come The Frenchie Gardener, ha portato la propria esperienza nella promozione dell’agricoltura urbana, della biodiversità e della permacultura, dimostrando come anche balconi, terrazzi e piccoli spazi verdi possano diventare strumenti di sostenibilità e partecipazione.

Maurizio Pescari, giornalista e scrittore, esperto di olio extravergine di oliva, ha contribuito al racconto della qualità delle produzioni agroalimentari e del rapporto tra filiere, territorio e cultura del cibo.

Luca Cesari, storico della gastronomia e scrittore, ha offerto il proprio contributo alla riflessione sull’evoluzione della cucina italiana e sul valore delle tradizioni alimentari come patrimonio culturale.

Manfredi Nicolò Maretti, editore, ha partecipato al confronto sulla comunicazione e sulla valorizzazione delle identità territoriali.

Federico Menetto, business angel e consulente nel settore Food & Beverage, ha contribuito al dibattito dedicato al turismo enogastronomico, all’innovazione e alle prospettive di sviluppo economico dei territori.

Davide Puca, ricercatore e studioso dell’Università degli Studi di Palermo nell’ambito della semiotica del cibo e del vino, ha contribuito alla riflessione sul modo in cui alimenti, prodotti tipici e tradizioni gastronomiche comunicano identità, valori e appartenenza territoriale.

Biagio Pecorino, docente del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania, ha portato il contributo dell’economia agroalimentare al dibattito sul valore delle filiere, delle produzioni certificate e dei rapporti tra imprese agricole, mercati e sviluppo dei territori.

La partecipazione di queste personalità ha rappresentato un elemento centrale del City Lab, mettendo in dialogo linguaggi e competenze differenti per raccontare il cibo non soltanto come nutrimento, ma come cultura, scienza, economia, identità e relazione.

11 ottobre: la Noto Walk e il Villaggio Radici Sane portano la prevenzione nella città

Domenica 11 ottobre la manifestazione è proseguita nelle strade e nelle piazze della città con la Noto Walk – La salute comincia dalle città, un percorso attraverso il centro storico dedicato alla promozione del movimento, della mobilità attiva e della socialità.

La camminata ha voluto sottolineare come la salute dipenda anche dalla possibilità di vivere città accessibili, sicure e favorevoli a uno stile di vita attivo.

In Piazza Municipio, il Radici Sane Village ha coinvolto Coldiretti Siracusa, CIA Agricoltori Italiani Siracusa, ASP Siracusa, produttori e operatori del territorio.

Le attività di informazione e prevenzione si sono affiancate alle degustazioni e alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari, offrendo ai cittadini occasioni di confronto diretto con professionisti della salute e protagonisti delle filiere.

Tra le iniziative, anche la degustazione del famoso Cioccolato di Modica IGP e la preparazione di una bevanda a base di acqua e succo di Limone di Siracusa IGP, esempio di valorizzazione delle produzioni locali attraverso esperienze di consumo semplici e consapevoli.

Palazzo Nicolaci: quattro panel scientifici e istituzionali per costruire le città della prevenzione

Nel pomeriggio di domenica, Palazzo Nicolaci ha ospitato il confronto conclusivo del City Lab, articolato in quattro panel che hanno messo in relazione la prevenzione primaria con l’alimentazione, la sicurezza alimentare, lo sviluppo territoriale e le responsabilità delle amministrazioni locali.

I temi affrontati hanno riguardato il valore della Dieta Mediterranea e degli stili di vita, la tutela delle filiere DOP e IGP, la sicurezza e la qualità degli alimenti, il turismo enogastronomico, la sostenibilità e la costruzione di città capaci di favorire la salute delle persone.

Al confronto hanno contribuito, tra gli altri, Daniele Paci, Biagio Pecorino, Salvo Latino, Consuelo Saggio, Marco Mirto, Mario Cugno, Salvatore Bonanno, Alessia Montani, Aurelia Tonti, Maurizio Pescari, Luca Cesari, Davide Puca, Federico Menetto, Manfredi Nicolò Maretti, Angela Foti e Paolo Terranova, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del sistema sanitario, della ricerca, delle imprese e delle amministrazioni locali.

Un significato particolare ha assunto il quarto panel, dedicato al ruolo delle città e alla cooperazione tra comunità europee, arricchito dalla partecipazione del Progetto Erasmus Regata.

Il Progetto Erasmus Regata: trenta sindaci francesi e romeni incontrano Radici Sane

L’inserimento del Progetto Erasmus Regata nel programma del City Lab, reso possibile grazie all’invito del sindaco Corrado Figura e dell’Amministrazione comunale di Noto, ha conferito alla manifestazione una dimensione internazionale.

L’iniziativa europea ha visto la partecipazione di trenta sindaci provenienti dalla Francia e dalla Romania, impegnati in un percorso di confronto e cooperazione dedicato alla valorizzazione delle tradizioni, delle identità locali e della partecipazione delle comunità.

L’incontro ha permesso agli amministratori europei di conoscere da vicino il modello di prevenzione promosso da Radici Sane e, contemporaneamente, ha offerto all’associazione l’opportunità di confrontarsi con esperienze amministrative e territoriali di altri Paesi.

Al centro del dialogo, il ruolo delle città nella promozione della salute, dell’educazione alimentare, della sostenibilità ambientale, della valorizzazione delle produzioni locali e dello sviluppo delle comunità.

Un confronto significativo per entrambe le progettualità, capace di aprire prospettive di collaborazione tra istituzioni e territori europei.

Salvo Latino, Presidente di Radici Sane, ha sottolineato il significato dell’incontro:

«Accogliere nell’ambito del Radici Sane City Lab il Progetto Erasmus Regata, con la partecipazione di trenta sindaci provenienti dalla Francia e dalla Romania, ha rappresentato un momento di particolare significato per il nostro movimento.

È stata un’occasione di confronto tra amministratori e comunità che, pur appartenendo a Paesi diversi, condividono sfide comuni: migliorare la qualità della vita, promuovere la salute, valorizzare le produzioni locali e costruire territori più sostenibili.

Il cibo non è soltanto nutrimento, ma cultura, identità, salute e uno straordinario strumento di dialogo tra i popoli. Attraverso le tradizioni alimentari possiamo raccontare la storia delle nostre comunità e, nello stesso tempo, costruire nuove relazioni europee.

L’incontro ha avuto un valore reciproco: per il Progetto Regata, che ha potuto conoscere il nostro modello di prevenzione nella vita reale, e per Radici Sane, che ha avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con trenta amministratori europei, portatori di esperienze e sensibilità differenti.

La prospettiva che intendiamo sviluppare è quella di una rete europea di città e comunità che riconoscano nella prevenzione primaria, nell’alimentazione consapevole, nella sostenibilità e nella qualità degli spazi urbani elementi fondamentali delle politiche pubbliche. L’esperienza di Noto dimostra che è possibile partire dalle identità locali per costruire una visione comune di salute e benessere. La salute comincia prima, e le città possono diventare protagoniste di questo cambiamento».

Corrado Figura, Sindaco di Noto, ha evidenziato il valore istituzionale della partecipazione europea:

«La presenza a Noto di trenta sindaci provenienti dalla Francia e dalla Romania, nell’ambito del Progetto Erasmus Regata, rappresenta un importante riconoscimento della capacità della nostra città di essere luogo di incontro e confronto tra realtà europee.

Abbiamo voluto favorire l’inserimento di questa iniziativa all’interno del Radici Sane City Lab perché riteniamo che la valorizzazione delle identità culturali, delle tradizioni gastronomiche e delle eccellenze territoriali possa costituire una base concreta per costruire nuove relazioni istituzionali e opportunità di collaborazione.

Noto, con il suo patrimonio storico, artistico e culturale, vuole continuare a essere protagonista di percorsi capaci di collegare tradizione e innovazione, turismo, sostenibilità, salute e sviluppo economico.

Il confronto con gli amministratori francesi e romeni è stato particolarmente significativo perché ha consentito uno scambio di esperienze sul ruolo delle città e sulle opportunità di cooperazione tra comunità europee. Ringrazio Radici Sane e i promotori del Progetto Regata per aver contribuito a realizzare un momento di dialogo che auspichiamo possa tradursi in nuove iniziative condivise».

Tra i promotori del Progetto Regata, Ettore Messina, vicesindaco di Piazza Armerina, ha espresso soddisfazione per l’esperienza: «Siamo grati per l’accoglienza ricevuta e per l’opportunità di condividere il percorso del Progetto Regata all’interno di un contesto così dinamico e stimolante».

Radici Sane Awards 2026: tre riconoscimenti tra cultura gastronomica, biodiversità e sostenibilità urbana

Tra i momenti più significativi della giornata conclusiva, la prima edizione dei Radici Sane Awards – Città di Noto 2026, riconoscimenti dedicati a personalità che hanno saputo trasformare il rapporto con le proprie radici in un contributo concreto allo sviluppo culturale, economico, sociale e ambientale delle comunità.

Ciccio Sultano – Premio Alta Cucina e Identità. Lo chef bistellato del Ristorante Duomo di Ragusa Ibla è stato premiato per la capacità di valorizzare la cultura gastronomica siciliana attraverso una cucina contemporanea profondamente legata alla memoria, alle materie prime e all’identità del territorio.

Giovanni Floridia – Premio Custode delle Radici. Il riconoscimento celebra l’impegno nella salvaguardia delle tradizioni casearie degli Iblei, nella valorizzazione del Ragusano DOP e nella tutela della razza bovina Modicana, custodendo conoscenze tramandate attraverso generazioni.

-Patrick Vernuccio – Premio Natura, Città e Comunità. Il divulgatore internazionale, conosciuto come The Frenchie Gardener, è stato premiato per il contributo alla diffusione dell’agricoltura urbana, della permacultura e della biodiversità, promuovendo un nuovo rapporto tra cittadini, natura e spazi urbani.

Tre riconoscimenti che rappresentano altrettante dimensioni della visione di Radici Sane: la cultura del cibo, la tutela del patrimonio agricolo e la sostenibilità delle città.

Il Gusto del Barocco: chef e produttori raccontano l’identità del territorio

La manifestazione si è conclusa con la degustazione e cooking experience alla Loggia del Mercato, inaugurata da Ciccio Sultano, chef del ristorante Duomo di Ragusa Ibla e premiato ai Radici Sane Awards per l’Alta Cucina e Identità.

La serata ha trasformato i prodotti del territorio in un racconto dal vivo, tra tradizione gastronomica, creatività e conoscenza delle materie prime.

A coordinare il progetto gastronomico è stato Alfio Visalli, chef del Restaurant Home Korà, fondatore di Blu Lab Academy e Chef Ambassador, coordinatore del progetto Chef Ambassador Radici Sane. Il suo contributo ha collegato cucina, cultura del mare, educazione alimentare e valorizzazione delle filiere.

Tra i protagonisti dell’alta cucina, Ciccio Sultano, chef del ristorante Duomo di Ragusa Ibla, due stelle Michelin, ha inaugurato l’esperienza gastronomica. Marco Baglieri, chef patron del ristorante Crocifisso di Noto, una stella Michelin, ha portato una cucina che rinnova la tradizione siciliana valorizzando gli ingredienti locali. Giuseppe Torrisi, chef del ristorante Cortile Spirito Santo di Ortigia, a Siracusa, insignito di una stella Michelin, ha rappresentato una visione contemporanea della cucina mediterranea legata alle materie prime del territorio.

Alla cooking experience hanno preso parte anche Matteo Carnaghi, chef del ristorante Orti Villadorata di Noto, interprete di una proposta gastronomica che valorizza le materie prime e il legame con il territorio; Massimo Giaquinta, chef del ristorante Cortile Arabo di Marzamemi, interprete di una cucina mediterranea attenta alle contaminazioni culturali; Paolo Gionfriddo, chef di esperienza internazionale di Norma Bistrot; Antonio Spadaro, chef e fondatore di Antony Catering di Rosolini; e Costantino Spadaro, chef del ristorante Comè di Noto.

Nel loro insieme hanno dato espressione al significato de “Il Gusto del Barocco”: conoscere l’origine degli ingredienti, riconoscere il lavoro dei produttori e raccontare come tecnica, creatività e tradizione possano valorizzare le filiere agroalimentari locali.

Un contributo di particolare valore alla cooking experience è arrivato da Francesco Vescera, maestro panificatore e protagonista dell’azienda Fratelli Vescera, realtà storica impegnata nella riscoperta e nella valorizzazione dei grani antichi siciliani.

Esperto della biodiversità cerealicola del territorio, Vescera ha presentato pani artistici decorati, proposti al pubblico in degustazione, raccontando il valore dell’utilizzo di grani autoctoni, della conservazione delle varietà locali e del patrimonio di conoscenze tramandato dalla tradizione della panificazione.

Le sue creazioni hanno unito abilità artigianale, ricerca e sensibilità estetica, trasformando il pane in un racconto della biodiversità agricola siciliana e del legame tra cibo, terra e identità culturale.

Salvo Latino: «Da Noto una nuova visione di salute, territorio e comunità»

«Il risultato più importante di queste tre giornate non è soltanto aver riunito tante competenze e sensibilità differenti, ma aver dimostrato che la prevenzione può diventare un progetto concreto di comunità», dichiara Salvo Latino, Presidente di Radici Sane APS.

«Abbiamo coinvolto le scuole, incontrato i produttori, collaborato con l’ASP di Siracusa per sensibilizzare sull’importanza degli screening oncologici, portato il movimento nelle strade della città e messo a confronto scienza, cultura gastronomica, imprese e amministrazioni locali.

L’incontro con i trenta sindaci francesi e romeni del Progetto Erasmus Regata ha aggiunto un elemento fondamentale: la consapevolezza che queste sfide non riguardano soltanto Noto o la Sicilia, ma tutte le comunità europee.

Vogliamo che questa esperienza non rimanga un appuntamento isolato. Il nostro obiettivo è costruire relazioni permanenti tra scuole, sistema sanitario, mondo produttivo, istituzioni e cittadini, affinché la prevenzione possa diventare parte della vita quotidiana e delle scelte delle amministrazioni.

La salute non è soltanto una responsabilità individuale. È anche il risultato delle condizioni che una comunità riesce a creare per i propri cittadini. Per questo diciamo che la salute comincia prima. E può cominciare dalla città».

Corrado Figura: «Noto punto d’incontro tra identità, innovazione e cooperazione europea»

«Il Radici Sane City Lab ha dimostrato la capacità di Noto di accogliere iniziative che mettono insieme cultura, prevenzione, valorizzazione delle produzioni locali e sviluppo territoriale», afferma Corrado Figura, Sindaco di Noto.

«La partecipazione delle scuole, delle istituzioni, dei produttori e dei protagonisti della divulgazione, insieme alla presenza dei trenta amministratori francesi e romeni, conferma la vocazione della nostra città a essere luogo di incontro e di dialogo.

Il nostro patrimonio storico e culturale rappresenta un’identità da custodire, ma anche una risorsa da mettere al servizio del futuro, favorendo nuove relazioni e opportunità di collaborazione tra territori italiani ed europei».

Da Noto un percorso che guarda all’Italia e all’Europa

Il Radici Sane City Lab 2026 si conclude lasciando in eredità relazioni, esperienze e prospettive di collaborazione che l’associazione intende sviluppare nei prossimi mesi.

Dalla continuità dei percorsi di educazione alimentare nelle scuole alla sensibilizzazione sanitaria con il sistema pubblico, dalla valorizzazione delle filiere agroalimentari alla costruzione di reti tra amministrazioni locali, fino alla possibilità di avviare collaborazioni con le comunità europee incontrate attraverso il Progetto Erasmus Regata.

Noto rappresenta così il punto di partenza di un percorso che vuole fare della prevenzione primaria un tema centrale delle politiche territoriali e della responsabilità collettiva.

Perché la tutela della salute non dipende esclusivamente dalle scelte individuali, ma anche dalla qualità dell’alimentazione, dell’ambiente, degli spazi urbani, delle relazioni sociali e delle opportunità che una comunità riesce a offrire.

«Prevenzione nella vita reale. Dalla persona alla città». «La salute comincia prima».

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Radici Sane City Lab 2026 – Noto | Il Gusto del Barocco

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