CLAUDIA CONTE RITIRA IL PREMIO INTERNAZIONALE ISFOA ALLA CARRIERA 2026

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Claudia Conte, giornalista, scrittrice e divulgatrice culturale, è tra le venticinque personalità selezionate per il Premio Internazionale ISFOA alla Carriera 2026.

La candidatura è stata approvata all’unanimità dalla Commissione Esaminatrice e arriva al termine di un percorso di valutazione che ha coinvolto gli organismi accademici dell’istituzione, prendendo in considerazione la carriera professionale, il percorso culturale e formativo, l’impegno sociale e il contributo offerto attraverso le proprie attività.

La selezione riconosce un percorso professionale sviluppato nel corso degli anni attraverso giornalismo, editoria, divulgazione culturale e iniziative in ambito sociale, con una particolare attenzione alla promozione della conoscenza, al dialogo e alla valorizzazione della cultura come strumento di crescita individuale e collettiva.

«Credo che l’Italia debba investire con maggiore coraggio nelle nuove generazioni e nelle donne. Dare voce ai giovani significa ascoltarne le idee, valorizzarne il talento e offrire loro concrete opportunità per costruire il proprio futuro. Allo stesso modo, le donne devono contribuire maggiormente alla crescita culturale, sociale ed economica della nazione.
Un’Italia che guarda al futuro non può permettersi di lasciare indietro il talento, l’energia e la creatività di una parte così importante della società. Giovani e donne non devono essere soltanto destinatari di opportunità, ma protagonisti delle scelte e del cambiamento.» queste le parole di Claudia Conte

Il Premio Internazionale ISFOA alla Carriera, nato nel 2004, si distingue per una selezione particolarmente ristretta: sono soltanto venticinque le personalità individuate in ciascuna edizione. Il riconoscimento è rivolto a professionisti e personalità che abbiano saputo distinguersi nei rispettivi ambiti, coniugando competenza, risultati, visione e responsabilità sociale.

La candidatura di Claudia Conte si inserisce dunque in un percorso che unisce attività professionale e impegno nella divulgazione, con l’obiettivo di promuovere una cultura fondata sulla conoscenza, sulla libertà di pensiero, sul confronto e sulla responsabilità individuale.

La candidatura al Premio ISFOA 2026 rappresenta così una nuova tappa di un percorso professionale nel quale cultura, comunicazione e impegno civile continuano a essere elementi centrali.

- SprayNews - Monica Macchioni

MUSK, SFORZINI: «L’ITALIA LO CHIAMI. ROBOTICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE, PORTIAMO QUI LA PROSSIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE»

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IL PRESIDENTE DI RINASCIMENTO NAZIONALE LANCIA DUE PROPOSTE: UN POLO PER ROBOTICA E MANIFATTURA AVANZATA E UN HUB PER AI E CAPACITÀ DI CALCOLO. «SE MUSK GUARDA ALL’ITALIA, DIAMOGLI UNA RAGIONE PER CONTINUARE»

«Se Elon Musk guarda all’Italia, è tempo che l’Italia gli dia una buona ragione per continuare a guardare». Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, lancia in una lettera aperta al fondatore di Tesla una proposta per attrarre in Italia una parte dei futuri investimenti dell’ecosistema Musk.

Due i progetti indicati: un Polo della Robotica e della Manifattura Avanzata, che valorizzi Motor Valley, meccatronica e automazione italiana candidandosi anche alle future filiere della robotica umanoide, a partire da Optimus; e un Hub della Capacità di Calcolo e dell’AI, sfruttando anche gli strumenti della ZES Unica del Mezzogiorno per attrarre infrastrutture di calcolo e data center.

«L’Italia non deve andare dai grandi investitori con il cappello in mano, ma con un progetto industriale credibile e conveniente. La sovranità tecnologica non è autarchia: significa scegliere con chi costruire il proprio futuro. Una politica seria non aspetta che gli investimenti arrivino: crea le condizioni e va a cercarli», conclude Sforzini.

Qui la Lettera aperta a Elon Musk di Luca Sforzini:

lettera aperta

- SprayNews - Monica Macchioni

CS TERNA - A LUGLIO CONSUMI ELETTRICI SOSTENUTI DALLE TEMPERATURE ELEVATE: +8,3% RISPETTO AL 2025

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Secondo i dati elaborati da Terna, la società guidata da Pasqualino Monti, la domanda di energia elettrica in Italia ha raggiunto il dato mensile più alto di sempre: 32,5 TWh, in crescita dell’8,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Il risultato è stato sostenuto da temperature eccezionalmente elevate, che hanno contribuito anche al raggiungimento del picco annuale della domanda, pari a circa 58 GW il 15 luglio (+4,5% rispetto al picco del 2025).

Le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,5% del fabbisogno.

Si conferma l'andamento positivo dei consumi industriali: a luglio il dato è in aumento del 2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Nel periodo gennaio-luglio 2026 l’incremento si attesta al 4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Da gennaio a luglio fabbisogno in aumento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025

La variazione positiva di luglio recupera pienamente il calo osservato nello stesso mese dello scorso anno (-3,1%) ed è stata raggiunta con lo stesso numero di giorni lavorativi (23) e con una temperatura media mensile superiore di 1,2°C rispetto a quella di luglio 2025 e di quasi 2°C rispetto alla media mensile decennale. In particolare, negli ultimi cinque giorni del mese, le temperature hanno superato la media stagionale fino a circa 6°C, contribuendo alla crescita del fabbisogno.

Corretto dagli effetti di temperatura e calendario, il dato segna un aumento del 5,1%.

In termini congiunturali, la richiesta elettrica destagionalizzata e corretta per gli effetti di calendario e temperatura registra un incremento dell’1,6%. Il dato conferma il terzo mese consecutivo di crescita e riporta il trend, per la prima volta, sui livelli precedenti la crisi energetica del 2022.

A livello territoriale, la variazione tendenziale è positiva in tutto il Paese: +8,3% al Nord, al Sud e nelle isole e +7,9% al Centro.

Consumi dei servizi in crescita a maggio

L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna, DUERETI e Deval), e presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’IMCEI, ha mostrato a maggio 2026 un incremento dell’1,2%.

I primi cinque mesi dell’anno risultano in aumento dell’1,1%.

A luglio 745 MW di nuova capacità rinnovabile installata

A luglio, la produzione nazionale ha coperto l’84,4% della domanda elettrica, mentre il restante 15,6% è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

La produzione nazionale netta si è attestata a 27,7 TWh (+7,9%). Anche il saldo estero è cresciuto (+10,2%), per effetto dell’aumento dell’importazione (+4,4%) e della riduzione dell’esportazione (-49,3%). In crescita la fonte termica (+14,1%) per effetto della stabilità delle fonti rinnovabili (+0,8%) e a copertura della rilevante crescita del fabbisogno.

Nel complesso, la produzione da fonti rinnovabili ha coperto il 41,5% della domanda elettrica nazionale (contro il 44,5% dello scorso anno). In flessione la fonte eolica (-20,3%), idrica (-14,9%), geotermica (-3,6%), le biomasse (-2%) e in aumento la produzione fotovoltaica (+20,6%).

In relazione alla produzione fotovoltaica, rispetto a luglio 2025 si evidenzia un incremento di 1.144 GWh attribuibile soprattutto alla maggior capacità installata (+946 GWh e in parte minore all’effetto producibilità (+198 GWh).

Secondo le rilevazioni di Terna, a luglio la capacità installata rinnovabile è aumentata di 745 MW, con un contributo degli impianti connessi in alta tensione pari a 405 MW, tra solare ed eolico. Al 31 luglio si registrano 87,70 GW di potenza installata, di cui, in particolare, 47,30 GW di solare e 14,0 GW di eolico.

Relativamente agli accumuli, in Italia si registrano 948.154 impianti che corrispondono a 19,43 GWh di capacità e 8,0 GW di potenza nominale.

I dati sempre consultabili online

L’analisi dettagliata della domanda elettrica mensile provvisoria del 2025 e del 2026 è disponibile nella pubblicazione “Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico”, consultabile alla voce “Sistema elettrico >> Dispacciamento >> Dati esercizio” del sito www.terna.it

I dati in tempo reale sull’esercizio del sistema elettrico nazionale sono inoltre consultabili sull’app di Terna disponibile sui principali store:

https://play.google.com/store/apps/details?id=it.terna.energia&hl=it https://apps.apple.com/it/app/terna/id1458535498

- SprayNews - Monica Macchioni

MERITOCRAZIA ITALIA SUL RIENTRO DEI TALENTI:NON A REGOLE RIGIDE E RIDUZIONE DEGLI INCENTIVI

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Meritocrazia Italia osserva con crescente attenzione l’evoluzione del regime fiscale destinato ai lavoratori che rientrano dall’estero, in un momento in cui il Paese continua a perdere capitale umano qualificato e fatica ad attrarre nuove.

Il più recente impianto normativo, introdotto con il d.lg. n. 209 del 2023 e successivamente inciso dalla l. n. 132 del 2025, ha ridotto in modo sensibile la generosità del regime previgente, ben più favorevole nella misura dell’esenzione e nei requisiti di accesso. Il regime attuale dimezza il vantaggio fiscale, portando la tassazione al 50% del reddito per la generalità dei rimpatriati, con una riduzione della base imponibile al 40% solo per chi ha figli minori residenti in Italia insieme al genitore; innalza sensibilmente il periodo minimo di non residenza fiscale in Italia che deve precedere il rientro, fino a sette anni in caso di continuità con il medesimo datore di lavoro estero; introduce un tetto di 600.000,00 euro di reddito annuo agevolabile prima sconosciuto alla disciplina; e vincola l’intero beneficio a un obbligo di permanenza minima di quattro anni, la cui violazione comporta la decadenza totale, con recupero integrale delle imposte non versate e applicazione di interessi e sanzioni.

Un impianto, nel complesso, pensato per contrastare i rimpatri strumentali, ma che nella sua stringenza rischia di produrre effetti opposti all’obiettivo dichiarato di rendere l’Italia più attrattiva per il capitale umano qualificato, limitando la mobilità professionale e riducendo la capacità dei rimpatriati di cogliere nuove opportunità internazionali.

Il quadro risulta ancor più incoerente se confrontato con il trattamento riservato a docenti e ricercatori, categoria per la quale il legislatore ha scelto, con l’art. 44, d.l. n. 78 del 2010, un approccio completamente diverso: nessun tetto di reddito, una detassazione che arriva al 90% degli emolumenti da ricerca e docenza, una durata che può estendersi fino a tredici anni. Mentre ai rimpatriati degli altri settori si chiede stabilità forzata pena la perdita retroattiva del beneficio, a chi rientra per fare ricerca e didattica si offre un regime pensato per attrarre e trattenere competenze senza vincoli altrettanto rigidi. Due modelli opposti che mostrano come l’attuale disciplina degli impatriati non sia allineata alle esigenze di competitività del Paese.

La critica non riguarda il principio della selettività, che anzi Meritocrazia Italia ha già indicato come criterio guida nel Patto Nazionale per il Valore Giovane e il Merito, dove gli incentivi al rientro dei talenti sono pensati come selettivi e legati a chi crea effettivamente lavoro qualificato sul territorio. Il punto è un altro: la rigidità dei meccanismi sanzionatori, che puniscono con la decadenza retroattiva e il recupero integrale delle imposte anche chi, per ragioni professionali o personali sopravvenute, non riesce a rispettare un vincolo di permanenza pluriennale. Una selettività costruita sul merito e sui risultati prodotti è coerente con l’impianto proposto da Meritocrazia; una rigidità costruita su vincoli comportamentali e clausole punitive rischia invece di scoraggiare proprio i profili più mobili e qualificati che si vorrebbero attrarre.

Meritocrazia Italia ritiene pertanto necessario un intervento di revisione del quadro normativo, volto a mantenere il contrasto agli abusi ma a ripristinare attrattività, flessibilità e coerenza strategica. L’approccio attuale è criticabile nella sua impostazione: non si favorisce il rientro dei talenti irrigidendo le regole e indebolendo gli incentivi, perché così si limita la mobilità, si scoraggia chi vorrebbe investire nel Paese e si compromette la capacità dell’Italia di competere nel nuovo scenario globale. Un Paese che vuole crescere deve saper trattenere, valorizzare e richiamare i suoi talenti, costruendo opportunità reali e non ostacoli normativi, e solo una politica fondata sul merito e sulla qualità del lavoro può garantire uno sviluppo credibile e duraturo.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni

TERNA, APPROVATI I RISULTATI AL 30 GIUGNO 2026

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In crescita gli investimenti a supporto della transizione energetica: superati 1,5 miliardi di euro nel primo semestre (+19,8%) con un secondo trimestre record da oltre 1 miliardo di euro (+41,3%)

Confermate le guidance per il 2026 sulla base dei solidi risultati operativi

Migliorano i principali indicatori economico-finanziari

Ricavi a 2.113,6 milioni di euro (1.894,2 milioni nel 1H25, +11,6%);
EBITDA a 1.467,0 milioni di euro (1.359,8 milioni nel 1H25, +7,9%);
Utile netto di Gruppo del periodo a 591,2 milioni di euro (587,7 milioni nel 1H25, +0,6%);
Investimenti a 1.581,0 milioni di euro (1.319,3 milioni nel 1H25, +19,8%);
Indebitamento finanziario netto a 12.625,9 milioni di euro (in diminuzione rispetto ai 13.000,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025)

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- SprayNews - Monica Macchioni

MERITOCRAZIA ITALIA: LA NOMINA DI DISSERTORI ALLA PRESIDENZA DELL'ETH ZURICH RACCONT LA STORIA DEL TALENTO ITALIANO

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L'ITALIA TORNI UN LUOGO IN CUI STUDIARE E REALIZZARSI.

La nomina di Günther Dissertori alla presidenza del Politecnico federale di Zurigo non rappresenta soltanto un importante riconoscimento personale. È la dimostrazione che il patrimonio umano italiano continua a distinguersi ai massimi livelli della ricerca internazionale quando opera in contesti capaci di investire con continuità su competenza, autonomia scientifica e meritocrazia. È una notizia che suscita orgoglio, ma soprattutto invita a riflettere sul futuro del nostro sistema universitario e della ricerca.

L’ETH Zurich è da anni uno degli istituti accademici più prestigiosi al mondo, punto di riferimento internazionale per la formazione scientifica, tecnologica e per l’innovazione. In questo contesto, la presenza di numerosi docenti e ricercatori italiani conferma la qualità della formazione e delle eccellenze scientifiche che il nostro Paese è ancora in grado di generare.

La vicenda di Dissertori ricorda come oggi la ricerca scientifica non possa più essere considerata un settore tra gli altri, ma una vera infrastruttura strategica dello sviluppo. Le grandi economie competono sempre meno soltanto attraverso la produzione di beni e sempre più attraverso la capacità di generare conoscenza, trasformarla in innovazione e trasferirla al sistema produttivo. Investire nella ricerca significa rafforzare la competitività del Paese, la sua autonomia scientifica e tecnologica e la capacità di affrontare le grandi sfide del nostro tempo, dalla salute all’intelligenza artificiale, dalla transizione energetica alla sicurezza.

Il merito non è un principio astratto, ma il metodo attraverso il quale una comunità valorizza le proprie competenze, trasforma la conoscenza in sviluppo e costruisce il proprio futuro. Meritocrazia Italia guarda con soddisfazione a questo riconoscimento internazionale. È la conferma che il talento italiano, quando inserito in sistemi capaci di valorizzare competenza, responsabilità e visione strategica, può raggiungere i vertici delle più importanti istituzioni accademiche mondiali. Proprio per questo il successo di Dissertori non deve essere interpretato soltanto come una brillante affermazione personale, ma come l’occasione per interrogarsi sul modello di sviluppo che l’Italia intende costruire nei prossimi decenni.

Una politica lungimirante della ricerca non deve limitarsi a contrastare la fuga dei cervelli, ma creare le condizioni affinché il nostro Paese torni ad attrarre ricercatori, studiosi e innovatori, favorendo il rientro delle eccellenze italiane e rendendo l’Italia un polo internazionale della conoscenza.

Resta da chiedersi, però, perché il nostro sistema universitario fatichi ancora a collocarsi stabilmente ai vertici delle classifiche internazionali e ad attrarre, trattenere e far rientrare competenze di pari livello.

La risposta non può limitarsi a misure occasionali o incentivi fiscali per il rientro dei cervelli. Occorre costruire un ecosistema fondato sul merito, sulla qualità della ricerca, sulla libertà scientifica e sulla capacità di collegare università, impresa e innovazione.

Per questo Meritocrazia Italia chiede con forza un aumento dei fondi destinati alla ricerca, distribuendoli attraverso progetti competitivi, valutati secondo criteri trasparenti e internazionali, sul modello dei principali sistemi europei. Opportuno sarebbe anche

- rafforzare il supporto universitario alla creazione di spin-off, affinché la ricerca possa generare innovazione, occupazione qualificata e percorsi professionali alternativi anche per chi non prosegue nella carriera accademica;

- creare condizioni più favorevoli a carriere congiunte tra Università, ricerca, impresa e istituzioni, permettendo ai giovani talenti di sviluppare percorsi paralleli e complementari nei rispettivi ambiti di competenza;

- favorire canali strutturati di scambio tra Università italiane e grandi istituzioni accademiche internazionali, così da rendere naturale la mobilità di ricercatori, docenti e professionisti verso il nostro Paese.

Il successo di Günther Dissertori non racconta la storia di un talento che lascia l’Italia, ma quella del talento italiano, capace di competere ai massimi livelli quando incontra sistemi che riconoscono il merito e investono con continuità nella ricerca. La vera sfida non è impedire ai nostri ricercatori di partire, ma creare le condizioni perché l’Italia diventi un luogo nel quale scegliere di studiare, fare ricerca, innovare e tornare rappresenti una prospettiva naturale.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni

PIRLO, SFORZINI: «BASTA MORALISMO DA QUATTRO SOLDI SULLE SCOMMESSE LEGALI.»

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«ABOLIRE IL DIVIETO DEL DECRETO DIGNITÀ E RESTITUIRE RISORSE AL CALCIO ITALIANO»

Pirlo, Sforzini: Basta moralismo da quattro soldi sulle scommesse legali

Abolire il divieto del decreto dignità e restituire risorse al calcio italiano

Castello Sforzini di Castellar Ponzano

«La polemica sollevata contro Andrea Pirlo per il suo rapporto commerciale con una società di scommesse dimostra, ancora una volta, quanto il dibattito italiano sia prigioniero di un moralismo confuso, selettivo e spesso profondamente ipocrita. Le eventuali questioni relative a possibili conflitti d’interesse devono essere verificate con serietà e separatamente. Ma trasformare in una colpa morale il semplice rapporto con un operatore di scommesse significa ignorare la realtà economica e giuridica, ed i veri problemi del calcio italiano.»

Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

«In Italia le scommesse autorizzate non sono un’attività clandestina: sono un settore legale, regolamentato dallo Stato, sottoposto a concessione, tassazione, controlli amministrativi e obblighi antiriciclaggio. Lo Stato incassa denaro dal gioco pubblico, ma dal 2018 impedisce agli operatori regolari di investire apertamente nel calcio attraverso pubblicità e sponsorizzazioni. È una contraddizione ideologica che non ha rafforzato il calcio e non ha cancellato né il gioco né le dipendenze.»

«Il Decreto Dignità vieta oggi alle società di betting di sponsorizzare maglie, squadre, eventi e competizioni. È ora di superare questo divieto assoluto, come chiede ormai apertamente anche la stessa FIGC. Non proponiamo una giungla pubblicitaria, né la banalizzazione dei rischi legati al gioco patologico. Proponiamo una disciplina adulta: sponsorizzazioni consentite esclusivamente agli operatori autorizzati, divieto rigoroso per gli operatori illegali, abusivi o non autorizzati, tutela assoluta dei minori, messaggi obbligatori sul gioco responsabile e una quota delle risorse destinata a vivai, impianti, calcio femminile, dilettanti e prevenzione delle dipendenze.»

«Il modello britannico dimostra che si può distinguere tra mercato legale e mercato clandestino. La Premier League ha deciso di togliere i bookmaker dalla parte anteriore delle maglie, ma non ha criminalizzato ogni forma di partnership. Il governo britannico sta colpendo soprattutto gli operatori privi di licenza. In Italia, invece, abbiamo scelto la scorciatoia propagandistica del divieto generalizzato, che indebolisce gli operatori controllati senza eliminare quelli clandestini.»

«Il calcio italiano ha bisogno di liquidità, investimenti, strutture e programmazione. Impedire a imprese legali, tassate e tracciabili di sostenerlo non rende il calcio più puro: lo rende semplicemente più povero e più vulnerabile. E quando il mercato legale viene cancellato dalla comunicazione pubblica, lo spazio non rimane vuoto. Viene occupato dalle piattaforme irregolari, dai circuiti clandestini e dagli interessi della criminalità organizzata.»

«Difendere il gioco legale non significa incoraggiare la ludopatia. Significa sottrarre giocatori, denaro e informazioni al sottobosco criminale, rafforzare i controlli e far contribuire economicamente chi opera alla luce del sole. Il vero spartiacque non è tra chi scommette e chi non scommette: è tra legalità e illegalità, tra denaro tracciato e denaro clandestino, tra operatori sottoposti allo Stato e organizzazioni che vivono fuori dallo Stato.»

«Quanto a Pirlo, lo si giudichi per la sua competenza, per il suo progetto tecnico e per l’assenza di concreti conflitti d’interesse. Ma si smetta di usare la parola “scommesse” come una scomunica morale automatica. È moralismo da quattro soldi, che non tutela nessuno e non risolve alcun problema.»

«Il Centro Studi Rinascimento Nazionale chiede dunque al Governo e al Parlamento di abolire il divieto indiscriminato introdotto dal Decreto Dignità e di sostituirlo con una regolamentazione liberale e responsabile delle sponsorizzazioni calcistiche. Più legalità, più trasparenza, più risorse per il calcio italiano. E tolleranza zero verso scommesse clandestine, riciclaggio, manipolazione delle partite e operatori non autorizzati.»

Luca Sforzini
Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale
Think tank di Futuro Nazionale

https://www.rinascimentonazionale.it/

POLITICA, MONTECCHI: «C’È UN’ITALIA CHE CREA VALORE E NON HA PIÙ VOCE. VALORE LIBERALE È LA SUA CASA»

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Esiste in Italia un popolo rimasto senza una rappresentanza autentica: uomini e donne moderati, legati al centrodestra, che lavorano, producono, investono, creano occupazione e pagano le tasse, ma che non si riconoscono più in una forza chiaramente liberale.

A queste persone Valore Liberale vuole restituire voce, peso politico e una casa comune.

Non con slogan vuoti o parole urlate, ma con idee serie e soluzioni concrete.

Ci rivolgiamo a piccoli e medi imprenditori, artigiani, commercianti, professionisti, lavoratori autonomi, dirigenti, tecnici, lavoratori qualificati, pensionati moderati, europeisti, atlantisti e a tutti gli elettori del centrodestra che rifiutano sia lo statalismo sia il populismo.

Parliamo anche ai liberali delusi e a chi, non sentendosi più rappresentato, pensa di non andare a votare.

Il dibattito politico e mediatico è troppo spesso schiacciato su contrapposizioni esasperate, provocazioni e facili parole d’ordine.

Anche temi importanti come immigrazione, sicurezza, identità e famiglia vengono usati più per dividere che per costruire soluzioni.

Noi non intendiamo ignorare questi problemi, ma affrontarli con fermezza, equilibrio e responsabilità.

Vogliamo tornare a parlare dell’Italia reale: delle imprese frenate dalla burocrazia, dei lavoratori impoveriti, dei giovani senza prospettive e delle famiglie che chiedono sicurezza, servizi e fiducia nel futuro.

Valore Liberale non nasce per accodarsi alle idee degli altri, ma per essere riconoscibile attraverso la forza delle proprie proposte. Siamo liberali nell’economia, moderati nel linguaggio, fermi nei principi, europeisti e atlantisti.

Siamo qui, siamo pronti e vogliamo rappresentare chi ogni giorno crea ricchezza, lavoro e opportunità per tutti. Perché l’Italia cresce con chi crea valore.

- SprayNews - Monica Macchioni

ROMA ACCENDE I RIFLETTORI SULL'ALTA MODA: IL ROME FASHION SHOW CELKEBRA TALENTO, SOSTENIBILITA' E VISIONE INTERNAZIONALE

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Di Gabriella Chiarappa

L'Alta Moda torna protagonista a Roma con un appuntamento che, anno dopo anno, consolida il proprio ruolo nel panorama fashion italiano. È questa l'identità del Rome Fashion Show #Haute Couture, che il 18 e 19 luglio torna al Salone delle Colonne dell'EUR per la sua terza edizione, confermandosi uno degli appuntamenti più interessanti del calendario dedicato all'Alta Moda.

Ideata dal direttore artistico Steven G. Torrisi, la manifestazione nasce da una visione precisa: riportare Roma al centro del dialogo internazionale sulla couture, valorizzando il patrimonio sartoriale italiano e aprendo la passerella a nuovi linguaggi creativi e a designer provenienti da diversi Paesi.

La prima giornata sarà dedicata ai talenti emergenti e alla moda sostenibile, con collezioni che interpretano il lusso attraverso ricerca, innovazione e rispetto per l'ambiente.

Sfileranno giovani creativi, accademie e realtà internazionali come Swiss Fashion Impulse, la Scuola di Moda di Lugano, l'Istituto Viola, l'Istituto Aniene, insieme alle creazioni di Paola Bignardi, Concita Petralito, Saro Mattia Taranto e alle capsule collection promosse da Coldiretti Donne, dove natura e design trovano un punto d'incontro.

Il programma del 18 luglio offrirà anche un momento di confronto dedicato alla prevenzione della violenza di genere, all'educazione affettiva e alla cultura del rispetto, confermando come la moda possa essere non soltanto espressione estetica, ma anche strumento di riflessione e responsabilità sociale.

In questa direzione si inserisce anche il Re-Eco Fashion Award, promosso insieme alla Fondazione UniVerde, un progetto destinato a premiare i brand che sapranno distinguersi per il loro impegno verso una moda sempre più sostenibile.

Il 19 luglio sarà invece la giornata dell'Alta Moda. Sulla passerella romana sfileranno le collezioni di Gianni Calignano, Giovanni Cannistrà, Franco Ciambella, Nino Lettieri, Michele Miglionico e Gian Paolo Zuccarello, affiancati da designer internazionali come Mario Benton, al debutto in Italia dagli Stati Uniti, Rezarta Skifteri dall'Albania, Pina Grasso, Salvatore Pappacena e Pietro Paradiso.

A impreziosire la manifestazione sarà anche Pantheon Roma, maison della profumeria artistica italiana che, attraverso le proprie fragranze, continua a raccontare il legame tra arte, storia e bellezza della Città Eterna.

L'intera manifestazione sarà trasmessa in diretta mondiale da MR TV Models Runway, contribuendo a dare visibilità internazionale a un evento che, edizione dopo edizione, amplia il proprio respiro.

Il Rome Fashion Show conferma così la volontà di raccontare una moda che non guarda soltanto alle tendenze, ma al valore delle persone, della creatività e del saper fare. Perché l'Alta Moda continua a essere una delle espressioni più autentiche dell'eccellenza italiana, capace di innovare senza rinunciare alla propria identità.

- SprayNews - Monica Macchioni

L'EUROPA INTERVIENE CON IL DIGITAL FAIRNESS ACT. UN PUNTO A FAVORE TEL T.U. SOCIAL DI MERITOCRAZIA ITALIA

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La Presidente della Commissione europea, intervenendo il mese scorso, al Vertice europeo sull’intelligenza artificiale e i bambini, tenutosi a Copenaghen, ha reso noto l’obiettivo del Digital Fairness Act (DFA) in corso di redazione, una disposizione normativa che mira a introdurre misure contro le pratiche delle piattaforme digitali che puntano a creare dipendenza nei minori.

Il problema principale concerne, nello specifico, i rischi che i game veicolano attraverso le moderne strategie di marketing dell’industria videoludica. Si stima che un terzo dei videogiocatori totali del 2025 abbia tra i 6 i 16 anni.

Il DFA europeo non andrà a sostituire i regolamenti esistenti ma dovrebbe colmare le lacune ancora presenti e perfezionare la sicurezza dei consumatori in questo ambito.

La presentazione ufficiale della proposta da parte della Commissione europea ci sarà, con molta probabilità, entro la fine dell’anno.

Tra le principali previsioni del DFA, accanto alla limitazione delle c.dd. «trappole d’acquisto», di quelle interfacce ingannevoli progettate per indurre gli utenti a compiere scelte non intenzionali, anche e soprattutto misure tese a rafforzare la tutela dei minori. Le norme in fase di redazione puntano, in primis, a contrastare tutte quelle pratiche digitali, ingannevoli e manipolative, idonee a creare dipendenza, specie nei contesti di fragilità o immaturità psicologica.

Tra le più significative, l’Europa punta al blocco delle notifiche push continue e destinate ai minori e, soprattutto, all’introduzione di sistemi standardizzati a livello europeo per garantire che i minori non accedano a piattaforme non idonee.

Proprio il divieto di utilizzo delle piattaforme al di sotto di certi limiti di età, è da tempo, auspicato da parte di Meritocrazia Italia con il Testo Unico Social, con il quale si propone anche di:

- imporre alle piattaforme digitali di dotarsi delle misure tecniche idonee a filtrare contenuti illeciti e a raccogliere efficacemente e tempestivamente le relative segnalazioni,

- disciplinare un’azione risarcitoria esperibile da chi subisce danni dall’uso malsano e distorto dei social e di internet;

- affidare agli operatori di settore migliori e più chiare linee di indirizzo sulla definizione dei contenuti illeciti e implementare le ipotesi di reato per le offese perpetrate sui social;

- favorire la leale collaborazione tra gestori delle piattaforme e autorità giudiziarie e amministrative, dotando ogni cittadino di un account da scrivere sul documento di identità;

- predisporre una formazione scolastica adeguata sull’utilizzo dei social;

- consentire l’utilizzo e la visione di programmi per i minori di anni 16 solo per tempi limitati, per non più di un’ora giornaliera.

I pregiudizi dovuti a sviluppo di dipendenza, aggressività, depressione potrebbero, purtroppo essere irreversibili.

Per questo, oltre a nuovi divieti, Meritocrazia ritiene necessario implementare anche un adeguato sistema di formazione e prevenzione. Ancora una volta, sono le scuole, in sinergia con famiglie e Istituzioni, a poter fornire le giuste risposte. A tal proposito si suggerisce di:

- incentivare programmi e campagne di informazione e sensibilizzazione;

- introdurre l’insegnamento di una nuova disciplina specifica come l’educazione digitale, a partire dalla scuola primaria. Nei bambini più piccoli l’educazione digitale potrebbe incentivare il corretto uso e abituare a limiti adeguati. Nei ragazzi più grandi, questa nuova disciplina, potrebbe costituire una valida guida volta non solo allo sviluppo delle corrette potenzialità delle moderne tecnologie ma, soprattutto, alla consapevolezza sui rischi e sulle strategie per aggirarli.

Stop war.
-SprayNews - Monica Macchioni