TERNA, APPROVATI I RISULTATI AL 30 GIUGNO 2026

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In crescita gli investimenti a supporto della transizione energetica: superati 1,5 miliardi di euro nel primo semestre (+19,8%) con un secondo trimestre record da oltre 1 miliardo di euro (+41,3%)

Confermate le guidance per il 2026 sulla base dei solidi risultati operativi

Migliorano i principali indicatori economico-finanziari

Ricavi a 2.113,6 milioni di euro (1.894,2 milioni nel 1H25, +11,6%);
EBITDA a 1.467,0 milioni di euro (1.359,8 milioni nel 1H25, +7,9%);
Utile netto di Gruppo del periodo a 591,2 milioni di euro (587,7 milioni nel 1H25, +0,6%);
Investimenti a 1.581,0 milioni di euro (1.319,3 milioni nel 1H25, +19,8%);
Indebitamento finanziario netto a 12.625,9 milioni di euro (in diminuzione rispetto ai 13.000,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025)

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- SprayNews - Monica Macchioni

MERITOCRAZIA ITALIA: LA NOMINA DI DISSERTORI ALLA PRESIDENZA DELL'ETH ZURICH RACCONT LA STORIA DEL TALENTO ITALIANO

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L'ITALIA TORNI UN LUOGO IN CUI STUDIARE E REALIZZARSI.

La nomina di Günther Dissertori alla presidenza del Politecnico federale di Zurigo non rappresenta soltanto un importante riconoscimento personale. È la dimostrazione che il patrimonio umano italiano continua a distinguersi ai massimi livelli della ricerca internazionale quando opera in contesti capaci di investire con continuità su competenza, autonomia scientifica e meritocrazia. È una notizia che suscita orgoglio, ma soprattutto invita a riflettere sul futuro del nostro sistema universitario e della ricerca.

L’ETH Zurich è da anni uno degli istituti accademici più prestigiosi al mondo, punto di riferimento internazionale per la formazione scientifica, tecnologica e per l’innovazione. In questo contesto, la presenza di numerosi docenti e ricercatori italiani conferma la qualità della formazione e delle eccellenze scientifiche che il nostro Paese è ancora in grado di generare.

La vicenda di Dissertori ricorda come oggi la ricerca scientifica non possa più essere considerata un settore tra gli altri, ma una vera infrastruttura strategica dello sviluppo. Le grandi economie competono sempre meno soltanto attraverso la produzione di beni e sempre più attraverso la capacità di generare conoscenza, trasformarla in innovazione e trasferirla al sistema produttivo. Investire nella ricerca significa rafforzare la competitività del Paese, la sua autonomia scientifica e tecnologica e la capacità di affrontare le grandi sfide del nostro tempo, dalla salute all’intelligenza artificiale, dalla transizione energetica alla sicurezza.

Il merito non è un principio astratto, ma il metodo attraverso il quale una comunità valorizza le proprie competenze, trasforma la conoscenza in sviluppo e costruisce il proprio futuro. Meritocrazia Italia guarda con soddisfazione a questo riconoscimento internazionale. È la conferma che il talento italiano, quando inserito in sistemi capaci di valorizzare competenza, responsabilità e visione strategica, può raggiungere i vertici delle più importanti istituzioni accademiche mondiali. Proprio per questo il successo di Dissertori non deve essere interpretato soltanto come una brillante affermazione personale, ma come l’occasione per interrogarsi sul modello di sviluppo che l’Italia intende costruire nei prossimi decenni.

Una politica lungimirante della ricerca non deve limitarsi a contrastare la fuga dei cervelli, ma creare le condizioni affinché il nostro Paese torni ad attrarre ricercatori, studiosi e innovatori, favorendo il rientro delle eccellenze italiane e rendendo l’Italia un polo internazionale della conoscenza.

Resta da chiedersi, però, perché il nostro sistema universitario fatichi ancora a collocarsi stabilmente ai vertici delle classifiche internazionali e ad attrarre, trattenere e far rientrare competenze di pari livello.

La risposta non può limitarsi a misure occasionali o incentivi fiscali per il rientro dei cervelli. Occorre costruire un ecosistema fondato sul merito, sulla qualità della ricerca, sulla libertà scientifica e sulla capacità di collegare università, impresa e innovazione.

Per questo Meritocrazia Italia chiede con forza un aumento dei fondi destinati alla ricerca, distribuendoli attraverso progetti competitivi, valutati secondo criteri trasparenti e internazionali, sul modello dei principali sistemi europei. Opportuno sarebbe anche

- rafforzare il supporto universitario alla creazione di spin-off, affinché la ricerca possa generare innovazione, occupazione qualificata e percorsi professionali alternativi anche per chi non prosegue nella carriera accademica;

- creare condizioni più favorevoli a carriere congiunte tra Università, ricerca, impresa e istituzioni, permettendo ai giovani talenti di sviluppare percorsi paralleli e complementari nei rispettivi ambiti di competenza;

- favorire canali strutturati di scambio tra Università italiane e grandi istituzioni accademiche internazionali, così da rendere naturale la mobilità di ricercatori, docenti e professionisti verso il nostro Paese.

Il successo di Günther Dissertori non racconta la storia di un talento che lascia l’Italia, ma quella del talento italiano, capace di competere ai massimi livelli quando incontra sistemi che riconoscono il merito e investono con continuità nella ricerca. La vera sfida non è impedire ai nostri ricercatori di partire, ma creare le condizioni perché l’Italia diventi un luogo nel quale scegliere di studiare, fare ricerca, innovare e tornare rappresenti una prospettiva naturale.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni

PIRLO, SFORZINI: «BASTA MORALISMO DA QUATTRO SOLDI SULLE SCOMMESSE LEGALI.»

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«ABOLIRE IL DIVIETO DEL DECRETO DIGNITÀ E RESTITUIRE RISORSE AL CALCIO ITALIANO»

Pirlo, Sforzini: Basta moralismo da quattro soldi sulle scommesse legali

Abolire il divieto del decreto dignità e restituire risorse al calcio italiano

Castello Sforzini di Castellar Ponzano

«La polemica sollevata contro Andrea Pirlo per il suo rapporto commerciale con una società di scommesse dimostra, ancora una volta, quanto il dibattito italiano sia prigioniero di un moralismo confuso, selettivo e spesso profondamente ipocrita. Le eventuali questioni relative a possibili conflitti d’interesse devono essere verificate con serietà e separatamente. Ma trasformare in una colpa morale il semplice rapporto con un operatore di scommesse significa ignorare la realtà economica e giuridica, ed i veri problemi del calcio italiano.»

Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

«In Italia le scommesse autorizzate non sono un’attività clandestina: sono un settore legale, regolamentato dallo Stato, sottoposto a concessione, tassazione, controlli amministrativi e obblighi antiriciclaggio. Lo Stato incassa denaro dal gioco pubblico, ma dal 2018 impedisce agli operatori regolari di investire apertamente nel calcio attraverso pubblicità e sponsorizzazioni. È una contraddizione ideologica che non ha rafforzato il calcio e non ha cancellato né il gioco né le dipendenze.»

«Il Decreto Dignità vieta oggi alle società di betting di sponsorizzare maglie, squadre, eventi e competizioni. È ora di superare questo divieto assoluto, come chiede ormai apertamente anche la stessa FIGC. Non proponiamo una giungla pubblicitaria, né la banalizzazione dei rischi legati al gioco patologico. Proponiamo una disciplina adulta: sponsorizzazioni consentite esclusivamente agli operatori autorizzati, divieto rigoroso per gli operatori illegali, abusivi o non autorizzati, tutela assoluta dei minori, messaggi obbligatori sul gioco responsabile e una quota delle risorse destinata a vivai, impianti, calcio femminile, dilettanti e prevenzione delle dipendenze.»

«Il modello britannico dimostra che si può distinguere tra mercato legale e mercato clandestino. La Premier League ha deciso di togliere i bookmaker dalla parte anteriore delle maglie, ma non ha criminalizzato ogni forma di partnership. Il governo britannico sta colpendo soprattutto gli operatori privi di licenza. In Italia, invece, abbiamo scelto la scorciatoia propagandistica del divieto generalizzato, che indebolisce gli operatori controllati senza eliminare quelli clandestini.»

«Il calcio italiano ha bisogno di liquidità, investimenti, strutture e programmazione. Impedire a imprese legali, tassate e tracciabili di sostenerlo non rende il calcio più puro: lo rende semplicemente più povero e più vulnerabile. E quando il mercato legale viene cancellato dalla comunicazione pubblica, lo spazio non rimane vuoto. Viene occupato dalle piattaforme irregolari, dai circuiti clandestini e dagli interessi della criminalità organizzata.»

«Difendere il gioco legale non significa incoraggiare la ludopatia. Significa sottrarre giocatori, denaro e informazioni al sottobosco criminale, rafforzare i controlli e far contribuire economicamente chi opera alla luce del sole. Il vero spartiacque non è tra chi scommette e chi non scommette: è tra legalità e illegalità, tra denaro tracciato e denaro clandestino, tra operatori sottoposti allo Stato e organizzazioni che vivono fuori dallo Stato.»

«Quanto a Pirlo, lo si giudichi per la sua competenza, per il suo progetto tecnico e per l’assenza di concreti conflitti d’interesse. Ma si smetta di usare la parola “scommesse” come una scomunica morale automatica. È moralismo da quattro soldi, che non tutela nessuno e non risolve alcun problema.»

«Il Centro Studi Rinascimento Nazionale chiede dunque al Governo e al Parlamento di abolire il divieto indiscriminato introdotto dal Decreto Dignità e di sostituirlo con una regolamentazione liberale e responsabile delle sponsorizzazioni calcistiche. Più legalità, più trasparenza, più risorse per il calcio italiano. E tolleranza zero verso scommesse clandestine, riciclaggio, manipolazione delle partite e operatori non autorizzati.»

Luca Sforzini
Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale
Think tank di Futuro Nazionale

https://www.rinascimentonazionale.it/

POLITICA, MONTECCHI: «C’È UN’ITALIA CHE CREA VALORE E NON HA PIÙ VOCE. VALORE LIBERALE È LA SUA CASA»

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Esiste in Italia un popolo rimasto senza una rappresentanza autentica: uomini e donne moderati, legati al centrodestra, che lavorano, producono, investono, creano occupazione e pagano le tasse, ma che non si riconoscono più in una forza chiaramente liberale.

A queste persone Valore Liberale vuole restituire voce, peso politico e una casa comune.

Non con slogan vuoti o parole urlate, ma con idee serie e soluzioni concrete.

Ci rivolgiamo a piccoli e medi imprenditori, artigiani, commercianti, professionisti, lavoratori autonomi, dirigenti, tecnici, lavoratori qualificati, pensionati moderati, europeisti, atlantisti e a tutti gli elettori del centrodestra che rifiutano sia lo statalismo sia il populismo.

Parliamo anche ai liberali delusi e a chi, non sentendosi più rappresentato, pensa di non andare a votare.

Il dibattito politico e mediatico è troppo spesso schiacciato su contrapposizioni esasperate, provocazioni e facili parole d’ordine.

Anche temi importanti come immigrazione, sicurezza, identità e famiglia vengono usati più per dividere che per costruire soluzioni.

Noi non intendiamo ignorare questi problemi, ma affrontarli con fermezza, equilibrio e responsabilità.

Vogliamo tornare a parlare dell’Italia reale: delle imprese frenate dalla burocrazia, dei lavoratori impoveriti, dei giovani senza prospettive e delle famiglie che chiedono sicurezza, servizi e fiducia nel futuro.

Valore Liberale non nasce per accodarsi alle idee degli altri, ma per essere riconoscibile attraverso la forza delle proprie proposte. Siamo liberali nell’economia, moderati nel linguaggio, fermi nei principi, europeisti e atlantisti.

Siamo qui, siamo pronti e vogliamo rappresentare chi ogni giorno crea ricchezza, lavoro e opportunità per tutti. Perché l’Italia cresce con chi crea valore.

- SprayNews - Monica Macchioni

ROMA ACCENDE I RIFLETTORI SULL'ALTA MODA: IL ROME FASHION SHOW CELKEBRA TALENTO, SOSTENIBILITA' E VISIONE INTERNAZIONALE

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Di Gabriella Chiarappa

L'Alta Moda torna protagonista a Roma con un appuntamento che, anno dopo anno, consolida il proprio ruolo nel panorama fashion italiano. È questa l'identità del Rome Fashion Show #Haute Couture, che il 18 e 19 luglio torna al Salone delle Colonne dell'EUR per la sua terza edizione, confermandosi uno degli appuntamenti più interessanti del calendario dedicato all'Alta Moda.

Ideata dal direttore artistico Steven G. Torrisi, la manifestazione nasce da una visione precisa: riportare Roma al centro del dialogo internazionale sulla couture, valorizzando il patrimonio sartoriale italiano e aprendo la passerella a nuovi linguaggi creativi e a designer provenienti da diversi Paesi.

La prima giornata sarà dedicata ai talenti emergenti e alla moda sostenibile, con collezioni che interpretano il lusso attraverso ricerca, innovazione e rispetto per l'ambiente.

Sfileranno giovani creativi, accademie e realtà internazionali come Swiss Fashion Impulse, la Scuola di Moda di Lugano, l'Istituto Viola, l'Istituto Aniene, insieme alle creazioni di Paola Bignardi, Concita Petralito, Saro Mattia Taranto e alle capsule collection promosse da Coldiretti Donne, dove natura e design trovano un punto d'incontro.

Il programma del 18 luglio offrirà anche un momento di confronto dedicato alla prevenzione della violenza di genere, all'educazione affettiva e alla cultura del rispetto, confermando come la moda possa essere non soltanto espressione estetica, ma anche strumento di riflessione e responsabilità sociale.

In questa direzione si inserisce anche il Re-Eco Fashion Award, promosso insieme alla Fondazione UniVerde, un progetto destinato a premiare i brand che sapranno distinguersi per il loro impegno verso una moda sempre più sostenibile.

Il 19 luglio sarà invece la giornata dell'Alta Moda. Sulla passerella romana sfileranno le collezioni di Gianni Calignano, Giovanni Cannistrà, Franco Ciambella, Nino Lettieri, Michele Miglionico e Gian Paolo Zuccarello, affiancati da designer internazionali come Mario Benton, al debutto in Italia dagli Stati Uniti, Rezarta Skifteri dall'Albania, Pina Grasso, Salvatore Pappacena e Pietro Paradiso.

A impreziosire la manifestazione sarà anche Pantheon Roma, maison della profumeria artistica italiana che, attraverso le proprie fragranze, continua a raccontare il legame tra arte, storia e bellezza della Città Eterna.

L'intera manifestazione sarà trasmessa in diretta mondiale da MR TV Models Runway, contribuendo a dare visibilità internazionale a un evento che, edizione dopo edizione, amplia il proprio respiro.

Il Rome Fashion Show conferma così la volontà di raccontare una moda che non guarda soltanto alle tendenze, ma al valore delle persone, della creatività e del saper fare. Perché l'Alta Moda continua a essere una delle espressioni più autentiche dell'eccellenza italiana, capace di innovare senza rinunciare alla propria identità.

- SprayNews - Monica Macchioni

L'EUROPA INTERVIENE CON IL DIGITAL FAIRNESS ACT. UN PUNTO A FAVORE TEL T.U. SOCIAL DI MERITOCRAZIA ITALIA

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La Presidente della Commissione europea, intervenendo il mese scorso, al Vertice europeo sull’intelligenza artificiale e i bambini, tenutosi a Copenaghen, ha reso noto l’obiettivo del Digital Fairness Act (DFA) in corso di redazione, una disposizione normativa che mira a introdurre misure contro le pratiche delle piattaforme digitali che puntano a creare dipendenza nei minori.

Il problema principale concerne, nello specifico, i rischi che i game veicolano attraverso le moderne strategie di marketing dell’industria videoludica. Si stima che un terzo dei videogiocatori totali del 2025 abbia tra i 6 i 16 anni.

Il DFA europeo non andrà a sostituire i regolamenti esistenti ma dovrebbe colmare le lacune ancora presenti e perfezionare la sicurezza dei consumatori in questo ambito.

La presentazione ufficiale della proposta da parte della Commissione europea ci sarà, con molta probabilità, entro la fine dell’anno.

Tra le principali previsioni del DFA, accanto alla limitazione delle c.dd. «trappole d’acquisto», di quelle interfacce ingannevoli progettate per indurre gli utenti a compiere scelte non intenzionali, anche e soprattutto misure tese a rafforzare la tutela dei minori. Le norme in fase di redazione puntano, in primis, a contrastare tutte quelle pratiche digitali, ingannevoli e manipolative, idonee a creare dipendenza, specie nei contesti di fragilità o immaturità psicologica.

Tra le più significative, l’Europa punta al blocco delle notifiche push continue e destinate ai minori e, soprattutto, all’introduzione di sistemi standardizzati a livello europeo per garantire che i minori non accedano a piattaforme non idonee.

Proprio il divieto di utilizzo delle piattaforme al di sotto di certi limiti di età, è da tempo, auspicato da parte di Meritocrazia Italia con il Testo Unico Social, con il quale si propone anche di:

- imporre alle piattaforme digitali di dotarsi delle misure tecniche idonee a filtrare contenuti illeciti e a raccogliere efficacemente e tempestivamente le relative segnalazioni,

- disciplinare un’azione risarcitoria esperibile da chi subisce danni dall’uso malsano e distorto dei social e di internet;

- affidare agli operatori di settore migliori e più chiare linee di indirizzo sulla definizione dei contenuti illeciti e implementare le ipotesi di reato per le offese perpetrate sui social;

- favorire la leale collaborazione tra gestori delle piattaforme e autorità giudiziarie e amministrative, dotando ogni cittadino di un account da scrivere sul documento di identità;

- predisporre una formazione scolastica adeguata sull’utilizzo dei social;

- consentire l’utilizzo e la visione di programmi per i minori di anni 16 solo per tempi limitati, per non più di un’ora giornaliera.

I pregiudizi dovuti a sviluppo di dipendenza, aggressività, depressione potrebbero, purtroppo essere irreversibili.

Per questo, oltre a nuovi divieti, Meritocrazia ritiene necessario implementare anche un adeguato sistema di formazione e prevenzione. Ancora una volta, sono le scuole, in sinergia con famiglie e Istituzioni, a poter fornire le giuste risposte. A tal proposito si suggerisce di:

- incentivare programmi e campagne di informazione e sensibilizzazione;

- introdurre l’insegnamento di una nuova disciplina specifica come l’educazione digitale, a partire dalla scuola primaria. Nei bambini più piccoli l’educazione digitale potrebbe incentivare il corretto uso e abituare a limiti adeguati. Nei ragazzi più grandi, questa nuova disciplina, potrebbe costituire una valida guida volta non solo allo sviluppo delle corrette potenzialità delle moderne tecnologie ma, soprattutto, alla consapevolezza sui rischi e sulle strategie per aggirarli.

Stop war.
-SprayNews - Monica Macchioni

MERITOCRAZIA ITALIA SU SMART WORKING E SICUREZZA: DAL 7 APRILE PIU' SANZIONI, MA SERVONO REGOLE CHE FUNZIONINO DAVVERO

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Il lavoro agile rappresenta oggi una componente strutturale del sistema produttivo italiano. Dopo la diffusione massiva tra il 2020 e il 2022, non è più uno strumento emergenziale, ma una modalità ordinaria di organizzazione del lavoro, destinata a restare.

La disciplina di riferimento è quella introdotta con la l. n. 81 del 14 giugno 2017, che ha fissato un principio chiaro: la tutela della salute e sicurezza del lavoratore deve essere garantita anche al di fuori dei locali aziendali. In particolare, l’art. 22 impone al datore di lavoro di fornire un’informativa scritta sui rischi connessi allo svolgimento dell’attività in modalità agile. Tuttavia, a distanza di quasi dieci anni, il sistema applicativo ha mostrato limiti evidenti: l’informativa è stata troppo spesso ridotta a un adempimento formale, standardizzato e privo di reale contenuto preventivo. Il lavoro agile è rimasto, nella maggior parte dei casi, esterno al sistema concreto di gestione della sicurezza aziendale, senza una reale integrazione nel Documento di Valutazione dei Rischi: si è così determinato un disallineamento profondo tra la diffusione del lavoro agile e l’effettività delle tutele.

A partire dallo scorso 7 aprile, questo equilibrio è cambiato in modo significativo. L’obbligo già previsto dal 2017 è diventato finalmente effettivo: la mancata consegna dell’informativa espone il datore di lavoro a conseguenze rilevanti sotto il profilo sanzionatorio e della responsabilità civile, soprattutto nei casi di infortuni o patologie connesse al lavoro svolto da remoto.

Non viene introdotto un nuovo obbligo, ma viene resa effettiva una norma rimasta per anni sostanzialmente inattuata. Il cambiamento è quindi sul piano sanzionatorio, non sulla qualità del sistema.

Emergono però anche delle criticità rilevanti.

Si interviene nel 2026 su un obbligo introdotto nel 2017 senza aver mai costruito strumenti operativi adeguati. Si sanziona la mancata informativa, ma non si garantisce la qualità dei contenuti. Le aziende restano prive di standard nazionali di riferimento e sono lasciate a una discrezionalità che aumenta l’incertezza giuridica.

Il perimetro della responsabilità datoriale resta inoltre indefinito, soprattutto in relazione a prestazioni svolte in ambienti non direttamente controllabili, come quelli domestici: ne deriva il concreto rischio di interpretazioni estensive dell’obbligo di tutela di cui all’art. 2087 c.c., con un conseguente aumento del contenzioso.

In questo scenario, l’informativa rischia di trasformarsi in uno strumento meramente difensivo, utilizzato per limitare responsabilità, più che in una reale misura di prevenzione. Il risultato è un sistema più severo, ma non necessariamente più efficace.

Per rendere il sistema realmente efficace, è necessario un intervento strutturale, immediatamente operativo e giuridicamente certo. Meritocrazia Italia reputa necessario:

- adottare, entro un termine certo e non superiore a novanta giorni, modelli nazionali obbligatori di informativa, differenziati per settore e mansione, con contenuti minimi vincolanti. L’utilizzo di tali modelli deve costituire parametro di riferimento per la valutazione della correttezza dell’adempimento, garantendo certezza giuridica alle imprese e uniformità applicativa;

- superare l’impianto del 2017 introducendo una disciplina organica del lavoro agile, aggiornata alla realtà consolidata post-2020, anche attraverso un testo unico di riferimento;

- integrare il lavoro agile in modo effettivo e verificabile nel Documento di Valutazione dei Rischi, mediante l’introduzione obbligatoria di una sezione specifica dedicata ai rischi connessi alla prestazione da remoto, alle misure adottate e alle modalità di prevenzione;

- affiancare all’obbligo di informazione un obbligo di formazione reale, periodica e tracciata, idoneo a garantire la concreta comprensione dei rischi da parte del lavoratore. Tale formazione deve assumere rilievo anche ai fini della valutazione dell’adempimento datoriale;

- prevedere strumenti operativi concreti per le piccole e medie imprese, attraverso piattaforme pubbliche che mettano a disposizione modelli standard, linee guida e supporto tecnico, evitando che l’adeguamento si traduca in un aggravio burocratico;

- chiarire il perimetro della responsabilità del datore di lavoro nel lavoro agile, introducendo criteri normativi che tengano conto dei limiti oggettivi di controllo sugli ambienti esterni all’azienda;

- orientare il sistema dei controlli alla sostanza e non alla forma, prevedendo una prima fase di adeguamento assistito e una successiva fase sanzionatoria solo in caso di persistente inadempimento.

Dal 7 aprile 2026 cambia il regime sanzionatorio, ma non cambia, allo stato, la qualità del sistema. Si interviene a distanza di quasi dieci anni dalla norma originaria senza aver mai costruito un modello realmente applicabile, lasciando imprese e lavoratori in un quadro di incertezza operativa e giuridica.

La sicurezza nel lavoro agile non può essere affidata a un documento, né può essere garantita attraverso un incremento delle sanzioni: richiede regole chiare, strumenti concreti e responsabilità definite. In assenza di questi elementi, il rischio è evidente: imprese sempre più esposte a responsabilità e lavoratori solo formalmente tutelati.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni

ESTERINA, ANASTASIA PARIS, LA FAMOSA CHEF DI FUTURA A ROMA INVESTE SUL PASSATO E A CIVITAVECCHIA RIAPRE LO STORICO LOCALE CHE SA DI CASA E DI MARE

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Di Monica Macchioni

Il celebre ristorante sul mare Esterina di Civitavecchia ha riaperto affidando la direzione e l’ideazione del menu alla chef abruzzese Anastasia Paris. La gestione operativa quotidiana della cucina è affidata allo chef Daniele Conte, affiancati dal maître e sommelier Gabriele Recanatesi e dalla pastry chef Chiara Pannozzo.

Il progetto gastronomico si concentra sulla reinterpretazione del pescato locale con tecniche contemporanee, proponendo una cucina di mare che unisce la tradizione marinara del litorale a preparazioni moderne come affumicature e lavorazioni del quinto quarto di pesce.

“Abbiamo voluto distinguerci anche dal punto di vista dell’impatto visivo, della immagine.

Non e’ il solito ristorante di mare dove prevalgono i colori azzurro e bianco.

Abbiamo scelto di fare una cosa diversa.

Nella sala dove si mangia prevale il marrone proprio per dare una idea di casa e di vissuto antico, un omaggio alla donna Esterina così conosciuta a Civitavecchia.

Il panorama è’ bellissimo.

Si mangia il mare sul mare. Per me che sono abruzzese e che ho comunque lavorato molto anche sul pesce e’ anche una sfida bella, richiamare i valori e i gusti del passato rivisitandoli.

Una delle nostre specialità e’ ad esempio cucinare le canocchie di mare che qui sono molto diffuse ma che in altri mercati si trovano poco”.

“Mi dividerò tra Roma dove il progetto guarda al futuro e Civitavecchia dove invece lo sguardo e’ rivolto alla tradizione, alla valorizzazione del pescato del giorno, anche con tecniche nuove che prevedono la lavorazione del pesce freschissimo in una cella ad hoc proprio per far scoprire al pubblico sapori inediti”.

- SprayNews - Monica Macchioni

CONSENSO E BORGO BLU INSIEME A EXPOAID 2026: UNA VISIONE CONDIVISA PER L'INCLUSIONE

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Di Sonia Giugno

Le due cooperative siciliane presentano a Rimini un modello di collaborazione che mette al centro il Progetto di Vita delle persone con disabilità.

La cooperativa sociale Consenso di Caltanissetta e Borgo Blu di Mazara del Vallo parteciperanno insieme a ExpoAid 2026 – “Io, persona di valore”, il principale appuntamento nazionale dedicato alle persone con disabilità, all’inclusione e ai progetti di vita, in programma dal 25 al 27 giugno al Palacongressi di Rimini.

La presenza congiunta delle due cooperative rappresenta un ulteriore passo in un percorso di collaborazione nato alcuni anni fa e consolidatosi attraverso il confronto e la condivisione di esperienze.

Una relazione che si è trasformata nel tempo in una visione comune, fondata sulla convinzione che costruire relazioni significhi creare opportunità, rafforzare gli interventi e ampliare le prospettive per le persone con disabilità e le loro famiglie.

«La partecipazione a ExpoAid 2026 rappresenta un momento importante – dichiarano le due cooperative – perché ci consente di condividere un’esperienza significativa, dare visibilità a un percorso costruito insieme e rafforzare un’identità capace di anticipare i bisogni e le sfide che il territorio ci pone quotidianamente».

La collaborazione tra Consenso e Borgo Blu va ben oltre l’evento riminese. Le due realtà sono impegnate nello sviluppo di opportunità a livello regionale attraverso un dialogo costante con istituzioni, enti di formazione, università, realtà del Terzo settore e imprese, con l’obiettivo di realizzare progetti innovativi e sostenibili.

Particolare attenzione è rivolta all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, con un approccio che valorizza le capacità individuali e costruisce percorsi personalizzati.

Ne è un esempio il lavoro della cooperativa Consenso nel pastificio artigianale etico L’Arte dei Primi, dove l’attività produttiva diventa occasione di crescita personale, professionale e sociale per giovani con disabilità psichica e disturbo dello spettro autistico, attraverso l’Analisi Comportamentale Applicata (ABA) e il Customized Employment.

Borgo Blu sviluppa invece il proprio percorso investendo nel nuovo biscottificio, valorizzando tradizioni, saperi e produzioni locali, e dimostrando come inclusione e qualità possano procedere insieme generando valore per l’intera comunità.

Esperienze diverse ma unite dalla stessa visione: creare percorsi di vita adulta che valorizzino capacità, talenti e aspirazioni.

Per entrambe le cooperative, l’inserimento lavorativo non è soltanto una risposta occupazionale, ma una componente essenziale del Progetto di Vita della persona.

Il lavoro diventa uno strumento per sviluppare autonomie, rafforzare competenze, costruire relazioni significative e assumere un ruolo attivo nella comunità.

Nel tempo, Consenso e Borgo Blu hanno costruito una rete di collaborazioni con numerose organizzazioni in tutta la Sicilia.

Un patrimonio di esperienze che oggi permette di dare maggiore forza alla voce delle persone con disabilità e delle loro famiglie, che chiedono percorsi personalizzati e risposte capaci di valorizzare aspirazioni e competenze.

«La partnership tra Consenso e Borgo Blu non è un’etichetta né una semplice alleanza organizzativa, ma una visione condivisa» afferma la referente di Consenso, Roberta Italiano.

«Quando più realtà scelgono di mettere in comune esperienze e conoscenze, diventa possibile generare percorsi più efficaci e risposte coerenti con i desideri, le capacità e le aspirazioni delle persone».

Quella che si presenterà a Rimini non è una rete chiusa né un progetto per pochi.

È un invito rivolto a tutte le realtà del settore che condividono la convinzione che l’inclusione non sia un servizio da erogare, ma un valore da costruire ogni giorno attraverso relazioni, competenze e responsabilità condivise.

«Le sfide che riguardano le persone e le famiglie non possono essere affrontate da una sola organizzazione – sottolinea Piero Titone, presidente di Borgo Blu –.

Richiedono alleanze, confronto, ricerca, innovazione e una capacità condivisa di guardare oltre l’oggi.

È questa la direzione che Consenso e Borgo Blu porteranno a Rimini: la convinzione che costruire comunità inclusive significhi creare contesti in cui ogni persona possa vedere riconosciuto il proprio valore, esprimere le proprie potenzialità e trovare opportunità all’interno del proprio Progetto di Vita».

- SprayNews - Monica Macchioni

NASCE IL NUOVO MINISTERO ABILITA' DIVERSE DI MERITOCRAZIA ITALIA, SOTTO LA GUIDA DI ANGELO FERRARA

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«È stato un onore ricevere questo incarico, che ho subito accettato con entusiasmo» dice Angelo Ferrara, nuovo Ministro Abilità diverse per Meritocrazia Italia.

«Credo che un Movimento che si propone di contribuire al ripristino dell’equità sociale non possa trascurare tutte le problematiche connesse alla disabilità.

In linea con i valori da sempre professati da Meritocrazia, nei quali credo fermamente, cercherò di lavorare avanzando proposte volte a garantire che ogni persona possa emergere secondo le proprie abilità e soprattutto sia messo nelle condizioni di scoprire il proprio personale talento, e di svilupparlo, per la migliore realizzazione di sé.

Tutti, proprio tutti, possiamo essere valore aggiunto per la comunità.

È il merito, quello fatto non di premialità e di eccellenza, ma di opportunità e di valorizzazione delle infinite diversità il motore del progresso».

- SprayNews - Monica Macchioni