BAMBINI NEL BOSCO, PADRE MAURIZIO RAIMONDO: “INTERVENGANO IL PAPA E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA”

Tempo di lettura: 2 minuti

Di Padre Maurizio Raimondo

In Italia i bambini sono dello Stato, se l’abominio de L’Aquila facesse giurisprudenza, l’istituzione famiglia verrebbe ufficialmente azzerata.

Sono lontani i tempi in cui le femministe urlavano “io sono mia”, ma ancora di più si perdono nella notte dei tempi quelli in cui la famiglia godeva di un minimo di tutela.

La distorsione della vicenda dei bambini nel bosco ha ufficialmente sancito per lo Stato italiano la morte della famiglia come istituzione.

Il Tribunale ha scritto che Catherine e’ spesso ostile.

E come dovrebbe essere?

La sua filosofia di vita - legittima e innocua per gli altri esseri viventi non essendo Catherine una persona psicolabile o con dipendenze da droga, gioco d’azzardo, alcol o altro - va contro tutto cio’ che stanno imponendo contro la sua volontà ai suoi bambini, oggi si a rischio trauma.

Le vaccinazioni in Italia non sono obbligatorie per legge eppure sono state imposte.

La scuola in Italia non è obbligatoria, lo e’ l’istruzione ma a vanvera ci è stato detto ed è stato scritto per anni che in Italia le famiglie hanno libertà di scelta.

Il governo italiano e’ saggiamente intervenuto attraverso le parole di buon senso della sua premier Giorgia Meloni che ha ricordato a tutti come i figli non sono dello Stato e che la magistratura a volte dimentica i propri limiti.

Bene avrebbe fatto il ministro di Giustizia a inviare gli ispettori a l’Aquila e bloccare questo scempio.

E’ ancora in tempo.

Sono venute a galla e sono sotto gli occhi di tutti irregolarità gravissime nella vicenda della famiglia nel bosco, dal Tribunale de l’Aquila che applica immotivatamente la misura più estrema che chi ha coscienza e cuore tende sempre ad evitare o a usare proprio come l’ultima ratio quando a rischio e’ la vita degli interessati cioè l’allontanamento dei minori dall’affetto della famiglia unita e dalla loro abitazione armoniosa in mezzo alla natura e agli amati animali.

Questo fatto irragionevole grida vendetta.

Da lì in poi ci sono state gravissime irregolarità a partire dalla Casa Protetta che protetta non è, essendo priva del personale qualificato che deve rispondere a degli standard, per poi continuare con la psicologa che per legge non ha l’abilitazione necessaria per poter fare la perizia, per poi finire con un atteggiamento pregiudizialmente ostile dei servizi sociali rispetto a Catherine e a Natan.

Dobbiamo forse pensare che qualcuno avesse dall’inizio, ab origine, nella propria testa l’idea di far adottare i bambini da famiglie facoltose?

O che qualcun altro volesse indurre per disperazione la famiglia ad andarsene via dalla propria casa nel bosco per fare poi una speculazione edilizia?

Quindi saremmo di fronte a bambini perfettamente senza traumi 3 mesi fa ma sacrificati sull’altare dell’egoismo e del soldo facile?

Da esperto di dipendenze e da gestore di comunità da anni, in qualità di educatore oltre che di teologo e filosofo rimango inorridito da quanto è’ accaduto e sta continuando ad accadere.

Data la situazione limite credo che oggi solo l’intervento misericordioso del Santo Padre, e quello autorevolissimo del Presidente della Repubblica Mattarella possano forse fermare questo scempio e imporre di riunire subito una famiglia immotivatamente distrutta.

Si lascino Catherine e Natan vivere in pace e in armonia coi figli, gli animali e la natura o quanto meno si consenta loro di espatriare e porre fine a un supplizio per il quale non hanno nessuna colpa.

Se ciò non avverrà significa che verrà smentita anche la premier Meloni: in Italia i figli evidentemente sono dello Stato.

- SprayNews - Monica Macchioni

CHIESA ORTODOSSA A MILANO: VISITA PASTORALE DELLA MASSIMA AUTORITÀ ORTODOSSA IN EUROPA OCCIDENTALE

Tempo di lettura: < 1 minuto

Lo scorso fine settimana si è svolta, a Milano, la visita pastorale di Sua Eminenza Reverendissima Vladyka Mark, Metropolita di Rjazan e Michajlovsk, Arcivescovo Ortodosso dell'Europa Occidentale.

Il Metropolita, accompagnato da Sua Eccellenza lo Ieromonaco Ambrogio, Vicario Ortodosso d'Italia, ha celebrato due solenni divine liturgie nelle due parrocchie milanesi, incontrato il clero locale e il numeroso popolo dei fedeli lombardi.

Non sono mancati, ovviamente, anche cordiali incontri ecumenici con i vertici cattolici dell'Arcidiocesi Ambrosiana, e privati informali con rappresentanti delle istituzioni politiche locali.

Il Metropolita ha visitato anche la Pinacoteca di Brera e incontrato alcune associazioni culturali composte da immigrati ortodossi, italiani e famiglie miste, fra i quali diversi professionisti e imprenditori, ma anche intellettuali e giornalisti.

A Milano, i fedeli cristiani ortodossi sono oltre 100.000, una comunità eterogenea, importante e perfettamente integrata, il 70% composta da immigrati regolari dell'est Europa e del Medio Oriente.

La Chiesa Ortodossa universale è composta da 14 diverse chiese nazionali autocefale in comunione fra loro.

La Chiesa Ortodossa russa (Patriarcato di Mosca) è quella certamente principale, più forte e ramificata, con oltre 160 milioni di fedeli, in Russia e in tutto il mondo.

Ad accogliere il Metropolita Mark a Milano, sono stati infatti fedeli russi ma anche italiani, ucraini, baltici, moldavi, caucasici, arabi cristiani e persino africani.

- SprayNews - Monica Macchioni

ROBERTO GRIFFO FOCAS E IL FILO ROSSO PORPORA IMPERIALE CHE LEGA ROMA A COSTANTINOPOLI E MOSCA...

Tempo di lettura: 2 minuti

Il rafforzamento delle relazioni diplomatiche culturali internazionali, per la pace e la collaborazione fra i popoli, e il fraterno dialogo cristiano ecumenico fra occidente cattolico e oriente ortodosso sono stati al centro di diversi importanti incontri che si sono tenuti settimana scorsa a Milano.

Il professore Roberto Spreti Malmesi Griffo Focas di Cefalonia (magnifico rettore dell'Università Don Domenico Calarco dello Stretto di Reggio Calabria, specializzata in relazioni internazionali e mediazione culturale, docente di bioetica all'Università Pontificia di Roma, membro della Pontificia Accademia di Teologia, con delega all'ecumenismo) ha incontrato SE Yury Ambrazevich (Ambasciatore della Biellorussia presso Vaticano e SMOM),
Dmitry Shtodin (Console generale della Russia a Milano) e SER Vladyka Mark,
(Metropolita di Rjazan e Michajlovsk, Arcivescovo Ortodosso dell'Europa Occidentale).

Partendo dalle storiche radici della sua famiglia, il professore Giffo Focas è anche vero principe, cattolico orientale, legittimo erede al trono dell'impero romano d'oriente, a capo dell'Unione della Nobiltà Bizantina, ha convenuto con i suoi autorevoli interlocutori, sulla assoluta necessità e urgenza di rafforzare il dialogo e gli sforzi per la pace e per la difesa della comune civiltà cristiana.

Il principe Focas, accompagnato dalla moglie Laura, ha invitato tutti alla solenne cerimonia del suo Ordine dinastico Ospitaliero di Santa Elena Imperatrice, che si terrà a Roma il 18 aprile, presso la Basilica di Santa Maria al Montesanto (conosciuta come chiesa degli artisti), dove a celebrare il rito religioso sarà Sua Eccellenza Monsignor Antonio Staglianò, Vescovo Emerito di Noto e Rettore della Pontificia Accademia di Teologia, ma è stato ufficialmente invitato a partecipare anche Sua Eccellenza lo Ieromonaco Ambrogio, Vicario della Chiesa Ortodossa in Italia.

Fra i nuovi insigniti vi saranno: l'Ambasciatore della Biellorussa, il suo vice Anton Nazarenka, la nobildonna georgiana Maya Bubashvili, la biellorussa Anastasia Ivanova Frinchi, la nobile Anna Petsikian dei duchi Garofalo di Rutino, le signore russe Irina Khodessevich (nota pianista) ed Elena Grinko, animatrici dell'associazione culturale internazionale amici della Russia Imperiale Terza Roma.

- SprayNews - Monica Macchioni

GEORGIA-RUSSIA: UN DIALOGO NATURALE E NECESSARIO

Tempo di lettura: < 1 minuto

"In un mondo che cambia velocemente, noi dobbiamo, con coraggio e umiltà, cogliere ogni opportunità per costruire una stabile pace fra popoli vicini fratelli ortodossi che, per secoli, hanno convissuto insieme.

La mia patria Georgia cristiana deve tornare unita e sovrana, in pace, armonia e collaborazione con tutte le nazioni confinanti, con l'Europa e con gli USA della nuova presidenza Trump."

dott. MAYA BUBASVILI, vice presidente ACIGEA (associazione culturale internazionale cristiana ecumenica Italia Georgia Eurasia), nella foto con il console generale russo di Milano, DMITRY SHTODIN.

- SprayNews - Monica Macchioni

CHIESA VETERO CATTOLICA APOSTOLICA FIDELITAS, IL PATRIARCA NUNES RESPINGE LE DIMISSIONI DI PADRE MAURIZIO RAIMONDO

Tempo di lettura: 2 minuti

Alla notizia propalata nel mondo ecclesiastico – Sinodo internazionale, Chiese sorelle e istituzioni civili - delle dimissioni di Sua Beatitudine, il Patriarca Maurizio Raimondo con la conseguente estinzione della Chiesa Vetero Cattolica Apostolica Fidelitas in Italia è scattata una mobilitazione generale con pioggia di telefonate di solidarietà e pressioni per indurre il Prelato a fare retromarcia e a ripensarci.

Il Patriarca Paulus Nunes, fondatore della Chiesa Vetero Cattolica Fidelitas, infatti, non ha accettato le dimissioni, repingendole con forza e invitando il Patriarca da lui stimato negli anni per le opere fatte, a ripensarci e a proseguire la sua missione, riconfermandolo nel suo ruolo.

Il Patriarca Nunes ha stabilito con il Sinodo internazionale che il Patriarca Raimondo in Italia sarà affiancato solo ed esclusivamente da Vescovi ausiliari dell' America Latina, non esistendo alcun prelato di nazionalità italiana che appartiene alla sua Chiesa.

La Chiesa Vetero Cattolica Apostolica Fidelitas non ha nessun Vescovo italiano o altro prelato di nazionalità italiana di sua appartenenza se non Sua Beatitudine Raimondo.

Non risulta infatti alcun altro membro della Chiesa Fidelitas iscritto nei Registri di Vescovi italiani.

Ecco qui di seguito il messaggio del Patriarca Paulus Nunes al Patriarca Maurizio Raimondo e la sua riconferma nel ruolo e la Benedizione

“Patriarca Maurizio, questo mi rende molto onorato perché conosco la tua benevolenza nei nostri confronti ogni volta che abbiamo bisogno del tuo sostegno spirituale e talvolta finanziario.

Sappi che in tutto il mondo stiamo crescendo così tanto che è quasi spaventoso, e abbiamo

bisogno di uomini come te per sostenere i tentacoli della Chiesa e della missione.

Pertanto, sono onorato e so che sarai sempre il Patriarca d'Italia, Malta e San Marino, ma ho solo una parola: soprattutto, l'etica e l'atteggiamento sono i miei punti di forza.

Pertanto, non accoglierò la tua richiesta di andartene perché Dio mi ha toccato e mi ha detto:

"Questo è il mio servo, e rimarrà con te nella vera Chiesa di Cristo".

Cordiali saluti dal Patriarca

+Dom Paulus Nunes-sce”

- SprayNews - Monica Macchioni

RELIGIONI, ESTINTA IN ITALIA LA CHIESA VETERO CATTOLICA APOSTOLICA FIDELITAS

Tempo di lettura: 3 minuti

Con le dimissioni da Patriarca di Sua Beatitudine Padre Maurizio Raimondo, teologo e filosofo e la sua scelta di continuare a portare con spirito missionario il messaggio di Gesu nel mondo, si estingue in Italia la Chiesa Vetero Cattolica Apostolica FIDELITAS.

Si allega la lettera di dimissioni datata domenica 11 Gennaio 2026, nella quale Padre Maurizio afferma di voler proseguire la sua missione come Vescovo della Congregazione Ecumenica “Gli Operai di Maria”.

<<Sento forte il richiamo ad una spiritualità più semplice e vicina  all'individuo>>

<<Perchè ho scelto di spogliarmi del titolo di Patriarca per seguire  fino in fondo la mia vocazione di vescovo, la cui missione è quella di  portare Gesu' nel mondo>>

<<Sono e rimango un vescovo, fedele a Gesu', prelato della  Congregazione Ecumenica “Gli Operai di Maria”>>

Lettera aperta di Padre Maurizio Raimondo,

Congregazione Ecumenica “Gli operai di Maria”, teologo, filosofo.

Dopo mesi di lunga riflessione, coadiuvati soprattutto da meditazione e preghiera, oggi ho finalmente chiaro il mio cammino.

Sento sempre più forte dentro di me il richiamo ad una spiritualità più semplice e vicina all'individuo, una voglia di vivere il Vangelo fino in fondo, con  spirito autentico e missionario, per portare la parola e l'esempio di Gesu' nel  mondo.

Tutto questo è sicuramente possibile farlo anche da Patriarca, ruolo  prestigiosissimo, che ho ricoperto finora con il massimo dell'impegno e delle  energie che avevo a disposizione, e per il quale ringrazio sinceramente e  sentitamente coloro che hanno creduto nella mia persona conferendomi questa  immensa responsabilità, facendo affidamento sulla correttezza del mio operato, e anche coloro che mi hanno seguito sin qui con abnegazione e sacrificio.

Oggi pero' è venuto il tempo delle decisioni.

Sento il bisogno di spogliarmi di questo abito ieratico per tornare a predicare il Vangelo in mezzo alla strada, ai mercati, alle piazze, ai luoghi di lavoro.

Sento la necessità di raccontare ai giovani, ai deboli, alle persone sole e deluse dalla vita la potenza del messaggio rivoluzionario di Gesu', la speranza che un cambiamento è possibile, basta volerlo.

Sento di dover predicare e praticare il perdono, l'accoglienza e l'amore verso il prossimo.

Avverto il bisogno impellente di essere protagonista della costruzione di qualcosa che ridia speranza e voglia di vivere a chi l'ha perduta.

Ecco io credo, per onestà intellettuale, che tutte queste attività molto dinamiche mal si possano conciliare con un ruolo prestigiosissimo come quello che sto ricoprendo ora, ruolo apicale che potrebbe creare un distacco, essere un limite anzichè un passpartout.

Intendo pertanto proseguire il mio cammino di fedele come Vescovo della Prelatura Congregazione Ecumenica “Gli Operai di Maria”, da me fondata oltre un decennio fa, in modo  da poter interagire con tutti i Credo e con tutti gli uomini e le donne che si definiscono agnostici, senza avvertire il limite dei dogmi.

Tra il bene dell'Uomo e l'Istituzione religiosa ho scelto l'Uomo, cammino forse più difficile e in salita, ma più affine alla mia sensibilità.

Si tratta di una scelta personalissima, dettata unicamente dalla esigenza di essere coerente con me stesso, e con il mio spirito libero che mi porta a riflettere sulla complessità della natura umana oltre che sul rapporto con Dio.

Sicuro di essere comunque parte integrante di un progetto più grande, un pezzetto di un mosaico misterioso come la volontà di Dio e la fede.

• Ritengo pertanto conclusa in Italia la missione della Chiesa Veterocattolica

Fidelitas che fino ad oggi ho rappresentato, avvertendo i fedeli che mi hanno sin qui seguito che oggi, col decorrere delle mie dimissioni dal ruolo di Patriarca, non c'è più nessuno che rappresenti in Italia la suddetta Chiesa, che pertanto è da considerarsi ESTINTA.

• Non esiste pertanto alcun prelato titolato a rappresentare la Chiesa Veterocattolica Fidelitas e raccomando di usare prudenza e attenzione e mantenere la massima distanza da tutti coloro che utilizzassero impropriamente, senza autorizzazione e con frode questo titolo

Padre Maurizio Raimondo

- SprayNews - Monica Macchioni

L’ARCOBALENO

Tempo di lettura: < 1 minuto

Di Antonino Salsone

Quante volte, dopo un fortunale particolarmente intenso, abbiamo alzato gli occhi al cielo e siamo stati rasserenati dalla visione dell’arcobaleno?

Penso molte volte nel corso della vita ed è sempre una visione emozionante e rassicurante.

In questa sede, però, non mi interessa indagare il fenomeno fisico ma coglierne, almeno superficialmente (questo è ciò che il mio modesto sapere mi consente), il significato biblico.

È utile e illuminante la seguente citazione:
“Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell’alleanza tra me e la terra” (Genesi, 9, XIII).

L’arcobaleno rappresenta il collegamento tra il piano celeste-spirituale e il piano materiale – umano.

Esso simboleggia il Patto di Alleanza tra Dio e l’uomo dopo il diluvio universale.

Alzare gli occhi al cielo e vedere l’arcobaleno è dunque un’esperienza anche spirituale, la quale, per chi crede, avvicina a Dio e ne è la manifestazione simbolica, mentre, per chi non crede, costituisce comunque un ponte tra i predetti due piani e ciò è fonte di serenità e sublimazione.

Il mio auspicio è che ciascuno di noi, nella propria vita, ne veda tanti di arcobaleni e attraverso essi acquisti e rafforzi la naturale tensione umana verso lo stato dello spirito.

- SprayNews - Monica Macchioni

NOBILTÀ E CHIESA ORTODOSSA IN ITALIA

Tempo di lettura: 2 minuti

Oggi in Italia, i cristiani ortodossi, fedeli alle diverse chiese canoniche in comunione, sono oltre due milioni, un quarto cittadini italiani. E anche in ambito nobiliare e cavalleresco ci tengono a tutelare le proprie specifiche tradizioni. A potere certificare la legittimità degli eredi delle dinastie già sovrane delle monarchie ortodosse, dei loro ordini cavallereschi e istituzioni nobiliari, sono solo i Patriarchi e i Metropoliti delle competenti chiese canoniche autocefale nazionali.

Materia più complessa è quella delle famiglie nobili di remota origine bizantina, poi trasferitesi in Europa, dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453 e spesso, nei secoli successivi, sopratutto in Italia, diventate cattoliche. La riconosciuta autorità internazionale in materia è oggi l'Unione della Nobiltà dell'Impero Romano e dell'Ecumene Ortodossa, comunemente conosciuta come UNIONE BIZANTINA, fondata ad Atene nel 1912, con la benedizione della Santa Chiesa Ortodossa (di Grecia, Serbia, Bulgaria e Costantinopoli).

Questa istituzione, in accordo con le chiese ortodosse, riconosce come legittime eredi di dinastie imperiali solo sei famiglie contemporane delle tante sedicenti: gli ANGELO (Ferrari Angelo Comneno di Tessaglia), i CANTACUZINI (Andronik Cantacuzino - Andronikov Cantacuzene), i COMNENO (Comneno d'Otranto), i FOCA (Spreti Malmesi Griffo Focas di Cefalonia), i LASCARIS (Lascaris Comneno Monroy di Trebisonda) e, come primaria capofila, i PALEOLOGO (Paleologo Mastrogiovanni di Bisanzio di San Mauro Cilento).

Solo a queste famiglie, loro ordini e istituzioni riconosciute, vengono concesse, per cerimonie religiose e cavalleresche, le chiese ortodosse canoniche e, in Italia, anche quelle cattoliche in comunione ecumenica.

"Troppo spesso le chiese vengono utilizzate, in maniera impropria, da gruppi non riconosciuti che cercano cosi di legittimarsi e promuoversi. Come la Chiesa Cattolica tutela gli ordini pontifici, quelli di Malta e del Santo Sepolcro, Costantiniano e Mauriziano; la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia dovrebbe maggiormente tutelare quelli delle dinastie ortodosse e dell'Unione Bizantina". ha dichiarato Sua Altezza Imperiale il Principe ortodosso bizantino Giovanni Angelo Paleologo Mastrogiovanni di Bisanzio.

"Da noi è solo la Santa Chiesa Ortodossa l'autorità che certifica la nobiltà delle famiglie storiche. Abbiamo altri usi e consuetudini rispetto all'aristocrazia cattolica occidentale. Ad esempio, se benedetta dal Patriarca o dal Metropolita competente, per gli ortodossi, sono validi sia la successione matrilineare che l'adozione araldica, come era originariamente in uso nell'impero romano, poi a Costantinopoli e in Russia Terza Roma" ha ricordato la contessa ortodossa caucasica Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, delegata della Real Casa Bagrationi di Georgia ma anche autorevole esponente dell'Unione delle Comunità Ortodosse in Italia.

Lali Panchulidze con l'Arcivescovo Metropolita Ortodosso d'Italia, Polycarpos

Giovanni Paleologo, presidente onorario a vita dell'Unione Bizantina

- SprayNews - Monica Macchioni

ANTIOCO SANTO E MEDICO MIGRANTE TRA TERRA E MARE : UNA MOSTRA CHE UNISCE STORIA, ARTE E INNOVAZIONE

Tempo di lettura: 2 minuti

Sarà inaugurata il 19 giugno 2025 alle ore 18:30 presso le suggestive Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia a Roma la mostra “Antioco Santo e Medico Migrante tra Terra e Mare”.

Un progetto culturale itinerante che intreccia arte contemporanea, memoria storica e riflessione spirituale, dedicato alla figura di Sant’Antioco Martire, simbolo di accoglienza, speranza e solidarietà tra i popoli.

L’esposizione offre un dialogo affascinante tra passato e presente, presentando trentacinque opere – tra pitture, sculture e mosaici – ispirate alla figura del Santo medico.

Tra queste spicca una scultura del Maestro Livio Scarpella, già esposta alla Biennale di Arte Sacra di Venezia e donata a Papa Francesco.

La mostra è arricchita da dodici tavole fotografiche del maestro Oliviero Olivieri che rappresentano la devozione del popolo sardo verso il Santo africano.

Inoltre, con Acli Terra, sarà analizzato il culto del pane devozionale e i doni del mare attraverso preziose opere tessute in bisso marino, realizzate dalle Maestre di bisso Giuseppina e Assuntina Pes.

Oltre al profondo messaggio spirituale del Santo e al valore storico della sua figura come simbolo di migrazione e cura, la mostra dedica un focus significativo al territorio sardo.

L’Associazione Perdas Novas, presieduta da Simone Ollanu, presenterà il progetto NurTime, un approccio innovativo alla valorizzazione della civiltà nuragica.

Cuore di NurTime è un cantiere archeo-sperimentale a Gergei, in Sardegna, dove si sta costruendo un nuraghe trilobato in scala reale utilizzando esclusivamente tecniche dell’Età del Bronzo.

Questo laboratorio multidisciplinare a cielo aperto permette ad archeologi, artigiani e ricercatori di sperimentare materiali e tecniche costruttive tradizionali. Il processo è completato dalla creazione di un “gemello digitale” esplorabile in realtà virtuale.

NurTime si spinge oltre, sviluppando modelli avanzati di Intelligenza Artificiale agent-based applicati al patrimonio culturale sardo.

Attraverso l’addestramento di “agenti nuragici”, il progetto simula scenari realistici di movimentazione di risorse e organizzazione del lavoro nell’Età del Bronzo, integrando dati archeologici, ambientali, cartografia storica e fonti etnografiche per nuove forme di ricerca storica.

L’evento gode del patrocinio dell’Associazione Nazionale Carabinieri, SIM Carabinieri, Regione Lazio, ASL Roma 1, Ordine dei Medici, Acli Terra Nazionale, Perdas Novas e ANIOC.

Nel corso dell’inaugurazione sono previsti i saluti istituzionali:
 Gen. D. Pasquale Muggeo (Isp. Regionale Ass. Nazionale Carabinieri)
 dott. Giuseppe Quintavalle (Direttore Generale ASL Roma 1)
 Gen. C.A. Libero Lo Sardo (Presidente Nazionale ANC)
 dott. Nicola Tavoletta (Presidente Nazionale Acli Terra).

Sono previsti gli interventi:
 Dott. Gianni Letta
 Prof. Oliviero Diliberto

L’evento sarà moderato dal curatore Lgt (ris) dott. Roberto Lai.

La mostra “Antioco Santo e Medico Migrante tra Terra e Mare” rappresenta un’occasione unica per esplorare la ricchezza del patrimonio culturale e spirituale, con uno sguardo innovativo verso il futuro.

La Mostra sarà aperta dal 20 al 24 Giugno dalle ore 10,00 alle ore 13,30 e dalle ore 15,00 alle ore 19,00

- SprayNews - Monica Macchioni