CALCIO, EMIRI E BAR DELLO SPORT, ON. MAZZOCCHI: LA POLITICA ITALIANA RISCOPRE IL PALLONE

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(per evitare di dover render conto agli italiani e alle loro tasche)

Come Movimento dei Cristiano Riformisti esprimiamo una profonda, seppur ironica, meraviglia di fronte allo spettacolo offerto in questi ultimi giorni dalle forze politiche italiane. Con un tempismo degno delle migliori sceneggiature, i leader dei partiti sembrano aver improvvisamente abbandonato i banchi del Parlamento per trasferirsi in massa sulle seggiole del più classico “Bar dello Sport”.

"L’intero dibattito nazionale è stato monopolizzato dal processo mediatico contro l’allenatore Andrea Pirlo, condannato senza appello come “filoputiniano” per le sue collaborazioni commerciali in Russia.

Al contempo, la stessa politica promuove a pieni voti l’alternativa rappresentata da Paolo Maldini, dimenticando però- con una distrazione a dir poco selettiva- che quest’ultimo ha incassato per anni decine di milioni di euro provenienti dai ricchi emirati mussulmani.

In quel caso, evidentemente, il denaro non ha odore e tutto va benissimo.

La realtà dietro questo teatrino è purtroppo molto più amara.

Questo improvviso e appassionato interesse per le dinamiche della panchina azzurra sembra essere l’ennesimo paravento per evitare di affrontare i veri problemi del Paese.

Si preferisce parlare di schemi di gioco per non commentare un dato economico drammatico, quel 42 per cento di italiani che oggi non può permettersi il lusso elementare di portare la propria famiglia in vacanza per almeno dieci giorni.

Il sospetto che assume oramai contorni di certezza, è che qualche forza politica abbia assunto un esercito di bravi influencer, professionisti del web che attraverso l’uso scientifico dei social network e la complicità dei media,hanno il preciso mandato di lanciare esche polemiche per distrarre i cittadini.

Mentre gli italiani faticano ad arrivare a fine mese, la politica si traveste da arbitro di calcio,sperando che il rumore dello stadio copra il silenzio assordante sulle misure economiche che mancano.

Come Movimento dei Cristiano Riformisti invitiamo pertanto la classe politica a riporre i gagliardetti e a tornare a occuparsi della realtà sociale dell’Italia, prima che il fischio finale decreti il fallimento economico del Paese”.

- SprayNews - Monica Macchioni

CALCIO, PROPOSTA PD AL SENATO - SFORZINI (CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE): "NO ALLA SINISTRA DELLE PROIBIZIONI"

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"IL CALCIO ITALIANO SI RILANCIA CON MENO BUROCRAZIA, PIÙ VIVAI, PIÙ VOLONTARIATO E PIÙ LIBERTÀ"

Castello Sforzini di Castellar Ponzano – «La proposta del Partito Democratico sul calcio contiene alcuni spunti condivisibili, come la volontà di rafforzare i vivai e valorizzare i giovani. Ma viene purtroppo appesantita da una visione ideologica che rischia di produrre l'effetto opposto rispetto a quello dichiarato.»

Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

«La priorità deve essere quella di investire nella formazione dei giovani calciatori italiani, nel merito, nelle infrastrutture sportive e nella qualità dei settori giovanili. Non quella di introdurre nuovi automatismi amministrativi o di affrontare indirettamente il tema dell'immigrazione attraverso il calcio. Lo sport deve continuare a essere uno straordinario strumento di integrazione, ma senza diventare il terreno sul quale aggirare o anticipare un dibattito che appartiene alle politiche della cittadinanza.»

«Ancora più incomprensibile è la volontà di rafforzare il divieto di pubblicità delle scommesse legali. È una scelta che continua a sottrarre centinaia di milioni di euro al calcio italiano senza ridurre di un solo euro il gioco illegale, che prospera proprio quando si indeboliscono gli operatori autorizzati dallo Stato. È il trionfo del moralismo sulle evidenze. Lo abbiamo ribadito anche oggi: il Decreto Dignità ha rappresentato un grave errore. Ha impoverito il sistema calcistico nazionale, favorito piattaforme abusive e operatori irregolari e privato società, vivai e impianti sportivi di risorse fondamentali. Occorre avere il coraggio di superare definitivamente quella impostazione.»

«Ma c'è un tema che nel dibattito politico viene quasi sempre dimenticato: quello delle migliaia di società sportive dilettantistiche che ogni giorno tengono in piedi il calcio italiano. Sono realtà fondate quasi esclusivamente sul volontariato, sull'impegno gratuito di dirigenti, allenatori, accompagnatori e famiglie. Eppure sono soffocate da una stratificazione di adempimenti amministrativi, obblighi burocratici e responsabilità sempre più gravose che scoraggiano chi dedica tempo e passione alla crescita dei ragazzi. In molti casi non è più una missione educativa: rischia di diventare un percorso a ostacoli.»

«Quel volontariato rappresenta uno dei patrimoni civili più preziosi della Nazione. È grazie a queste società se centinaia di migliaia di bambini e adolescenti imparano il rispetto delle regole, il sacrificio, il lavoro di squadra e il merito. È lì che si costruisce la vera prevenzione sociale: ogni ragazzo accompagnato su un campo sportivo è un ragazzo sottratto alla strada, all'isolamento, alle dipendenze, alla microcriminalità e ad altre possibili forme di devianza. Lo Stato dovrebbe considerare queste realtà un alleato strategico, non un soggetto da gravare di nuovi obblighi.»

Il Centro Studi Rinascimento Nazionale propone quindi una riforma complessiva del calcio italiano fondata su pochi principi chiari:

- abolizione del divieto di pubblicità per gli operatori di gioco legale autorizzati dallo Stato;
- destinazione di una quota delle relative entrate al finanziamento obbligatorio dei vivai, dell'impiantistica sportiva e delle società dilettantistiche;
- drastica semplificazione burocratica e amministrativa per associazioni e società sportive dilettantistiche;
- incentivi economici ai club che fanno crescere e schierano giovani formati nei propri settori giovanili;
- tutela e valorizzazione del volontariato sportivo quale funzione sociale di interesse nazionale;
- contrasto durissimo al gioco illegale, alle scommesse clandestine e a ogni forma di criminalità che ruota attorno allo sport.

«Il calcio italiano non ha bisogno di nuove proibizioni, ma di una nuova fiducia. Meno burocrazia, più libertà, più responsabilità e più risorse per chi ogni giorno educa i nostri giovani attraverso lo sport. Se vogliamo davvero rilanciare il calcio italiano, dobbiamo partire dai campi di provincia, dai volontari e dai vivai. È lì che nasce il futuro della nostra società, prima ancora che quello della nostra Nazionale.»

Luca Sforzini
Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale

- SprayNews - Monica Macchioni

PIRLO, SFORZINI: «BASTA MORALISMO DA QUATTRO SOLDI SULLE SCOMMESSE LEGALI.»

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«ABOLIRE IL DIVIETO DEL DECRETO DIGNITÀ E RESTITUIRE RISORSE AL CALCIO ITALIANO»

Pirlo, Sforzini: Basta moralismo da quattro soldi sulle scommesse legali

Abolire il divieto del decreto dignità e restituire risorse al calcio italiano

Castello Sforzini di Castellar Ponzano

«La polemica sollevata contro Andrea Pirlo per il suo rapporto commerciale con una società di scommesse dimostra, ancora una volta, quanto il dibattito italiano sia prigioniero di un moralismo confuso, selettivo e spesso profondamente ipocrita. Le eventuali questioni relative a possibili conflitti d’interesse devono essere verificate con serietà e separatamente. Ma trasformare in una colpa morale il semplice rapporto con un operatore di scommesse significa ignorare la realtà economica e giuridica, ed i veri problemi del calcio italiano.»

Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

«In Italia le scommesse autorizzate non sono un’attività clandestina: sono un settore legale, regolamentato dallo Stato, sottoposto a concessione, tassazione, controlli amministrativi e obblighi antiriciclaggio. Lo Stato incassa denaro dal gioco pubblico, ma dal 2018 impedisce agli operatori regolari di investire apertamente nel calcio attraverso pubblicità e sponsorizzazioni. È una contraddizione ideologica che non ha rafforzato il calcio e non ha cancellato né il gioco né le dipendenze.»

«Il Decreto Dignità vieta oggi alle società di betting di sponsorizzare maglie, squadre, eventi e competizioni. È ora di superare questo divieto assoluto, come chiede ormai apertamente anche la stessa FIGC. Non proponiamo una giungla pubblicitaria, né la banalizzazione dei rischi legati al gioco patologico. Proponiamo una disciplina adulta: sponsorizzazioni consentite esclusivamente agli operatori autorizzati, divieto rigoroso per gli operatori illegali, abusivi o non autorizzati, tutela assoluta dei minori, messaggi obbligatori sul gioco responsabile e una quota delle risorse destinata a vivai, impianti, calcio femminile, dilettanti e prevenzione delle dipendenze.»

«Il modello britannico dimostra che si può distinguere tra mercato legale e mercato clandestino. La Premier League ha deciso di togliere i bookmaker dalla parte anteriore delle maglie, ma non ha criminalizzato ogni forma di partnership. Il governo britannico sta colpendo soprattutto gli operatori privi di licenza. In Italia, invece, abbiamo scelto la scorciatoia propagandistica del divieto generalizzato, che indebolisce gli operatori controllati senza eliminare quelli clandestini.»

«Il calcio italiano ha bisogno di liquidità, investimenti, strutture e programmazione. Impedire a imprese legali, tassate e tracciabili di sostenerlo non rende il calcio più puro: lo rende semplicemente più povero e più vulnerabile. E quando il mercato legale viene cancellato dalla comunicazione pubblica, lo spazio non rimane vuoto. Viene occupato dalle piattaforme irregolari, dai circuiti clandestini e dagli interessi della criminalità organizzata.»

«Difendere il gioco legale non significa incoraggiare la ludopatia. Significa sottrarre giocatori, denaro e informazioni al sottobosco criminale, rafforzare i controlli e far contribuire economicamente chi opera alla luce del sole. Il vero spartiacque non è tra chi scommette e chi non scommette: è tra legalità e illegalità, tra denaro tracciato e denaro clandestino, tra operatori sottoposti allo Stato e organizzazioni che vivono fuori dallo Stato.»

«Quanto a Pirlo, lo si giudichi per la sua competenza, per il suo progetto tecnico e per l’assenza di concreti conflitti d’interesse. Ma si smetta di usare la parola “scommesse” come una scomunica morale automatica. È moralismo da quattro soldi, che non tutela nessuno e non risolve alcun problema.»

«Il Centro Studi Rinascimento Nazionale chiede dunque al Governo e al Parlamento di abolire il divieto indiscriminato introdotto dal Decreto Dignità e di sostituirlo con una regolamentazione liberale e responsabile delle sponsorizzazioni calcistiche. Più legalità, più trasparenza, più risorse per il calcio italiano. E tolleranza zero verso scommesse clandestine, riciclaggio, manipolazione delle partite e operatori non autorizzati.»

Luca Sforzini
Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale
Think tank di Futuro Nazionale

https://www.rinascimentonazionale.it/

CALCIO - LAZIO, SFORZINI (CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE): «IL CASO ROCCA-LOTITO È UN PERICOLOSO CAMPANELLO D'ALLARME»

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«LE ISTITUZIONI NON DEVONO SCONFINARE NEL CONDIZIONAMENTO DI IMPRESE E PROPRIETÀ’ PRIVATE»

Per il Centro Studi Rinascimento Nazionale un presidente della Regione può favorire il dialogo, mettere a disposizione sedi istituzionali di confronto, lavorare sullo stadio e sulle infrastrutture. Non può diventare il protagonista di una delle parti in conflitto, utilizzando il prestigio della funzione pubblica per esercitare una pressione politica sul proprietario di una società privata.

«Il Centro Studi Rinascimento Nazionale non interviene nelle vicende sportive della S.S. Lazio, né intende esprimere giudizi sulla gestione calcistica di Claudio Lotito. Interveniamo, invece, perché questo episodio costituisce un perfetto case study di una questione culturale e istituzionale molto più ampia: il corretto rapporto tra potere pubblico e iniziativa privata. È esattamente questo il compito di un centro studi: utilizzare fatti concreti per riflettere sui principi che devono reggere una democrazia liberale.»

Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

«Le dichiarazioni del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca rappresentano, a nostro giudizio, un pericoloso sconfinamento del ruolo istituzionale. Un presidente di Regione può occuparsi di infrastrutture, impiantistica sportiva, sicurezza, servizi pubblici e rapporti istituzionali. Non dovrebbe invece utilizzare l'autorevolezza della propria carica per stabilire quale debba essere la "postura" di una società privata, come debba comunicare, quale organizzazione debba avere o come il suo proprietario debba esercitare i propri diritti.»

«Per noi questo episodio va oltre la Lazio. Oggi il bersaglio è Claudio Lotito. Domani potrebbe essere un imprenditore, un editore, una banca, un'azienda industriale o qualunque altra realtà privata che non incontra il favore del potere politico. È proprio così che, quasi sempre in buona fede, lo Stato tende progressivamente ad allargare i propri confini.»

«Il Centro Studi Rinascimento Nazionale sostiene invece un principio opposto: lo Stato deve essere forte dove gli compete ed essere assente dove non gli compete. Forte nel garantire sicurezza, giustizia, infrastrutture, legalità e rispetto delle regole. Ma altrettanto capace di ritirarsi quando entra nel terreno delle libere scelte imprenditoriali e della proprietà privata.»

«Rocca afferma di non mettere in discussione il diritto di proprietà di Lotito. Tuttavia, subito dopo, pretende di indicare alla società quale debba essere la sua struttura, la sua comunicazione e perfino la sua "postura". È una contraddizione evidente. Il diritto di proprietà non si svuota soltanto attraverso gli espropri o nuove tasse: si svuota anche quando il potere politico ritiene di poter indirizzare moralmente e pubblicamente le decisioni di un'impresa privata.»

«Neppure il richiamo alla quotazione in Borsa modifica il quadro. Una società quotata risponde alle leggi, agli azionisti, al mercato e alle autorità indipendenti di vigilanza. Non nasce, per questo, un potere di indirizzo del presidente della Regione. Anzi, proprio perché la società è quotata, un'autorità politica dovrebbe usare ancora maggiore prudenza nelle proprie esternazioni.»

«I tifosi hanno tutto il diritto di contestare la proprietà, manifestare, protestare e chiedere risultati migliori. Ma il consenso popolare non costituisce un titolo di proprietà. La passione calcistica non trasforma le istituzioni in arbitri della governance aziendale.»

«Un presidente della Regione può favorire il dialogo, mettere a disposizione sedi istituzionali di confronto, lavorare sullo stadio e sulle infrastrutture. Non può diventare il protagonista di una delle parti in conflitto, utilizzando il prestigio della funzione pubblica per esercitare una pressione politica sul proprietario di una società privata.»

«Il caso Rocca-Lotito è quindi interessante non per ciò che dice sulla Lazio, ma per ciò che dice sul rapporto fra libertà e potere. È da episodi apparentemente circoscritti che si comprende la cultura politica di un Paese.

Noi crediamo che il potere pubblico debba conoscere i propri limiti. Le istituzioni acquistano autorevolezza quando rispettano rigorosamente i confini delle proprie competenze, non quando li oltrepassano.»

«Il Centro Studi Rinascimento Nazionale continuerà a difendere questo principio in ogni ambito, indipendentemente dalle persone coinvolte e dal loro colore politico. Oggi riguarda Claudio Lotito; domani riguarderà chiunque altro. Perché la libertà economica, il diritto di proprietà e la rigorosa delimitazione del potere pubblico non sono privilegi di qualcuno: sono pilastri dello Stato di diritto», conclude Sforzini.

- SprayNews - Monica Macchioni

MERITOCRAZIA ITALIA SUL CAOS AIA: IL MOMENTO DI VOLTARE PAGINA E PUNTARE SUL MERITO

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Il calcio italiano vive una fase delicata e contraddittoria. Le recenti sospensioni del designatore arbitrale Gianluca Rocchi e del responsabile VAR Gervasoni hanno scoperchiato un clima di tensione e opacità all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri che non può essere ignorato.

Per Meritocrazia Italia questa vicenda non può ridursi a una mera questione disciplinare o a uno scontro interno di correnti. È il segnale che il sistema ha bisogno di una scossa profonda, di regole più chiare e di una cultura della responsabilità che metta al centro la qualità e l’imparzialità del servizio.

Una ventata di novità tra FIGC e AIA

In questo scenario vediamo però anche un elemento positivo: sembra esserci una rinnovata volontà di dialogo e di lealtà istituzionale tra la FIGC e l’AIA. Un confronto aperto, senza coperture e senza ambiguità, è il primo passo per ricostruire credibilità e fiducia.

È proprio questa la direzione da incoraggiare. Il calcio ha bisogno di trasparenza, di meritocrazia e di visione. Non di logiche di potere, non di protezioni corporative, non di equilibri interni che finiscono per danneggiare l’intero movimento.

È il momento di puntare sul merito

Gli arbitri sono una componente essenziale del gioco. La loro autorevolezza dipende dalla competenza tecnica, dall’indipendenza di giudizio e dalla capacità di garantire equità in campo. In altri termini, è frutto della serenità, cioè della libertà, con cui possono svolgere il loro incarico.

Per questo la selezione, la formazione e la valutazione devono avvenire esclusivamente su criteri di merito, senza influenze esterne e senza logiche di appartenenza.

Meritocrazia Italia chiede che la FIGC e l’AIA colgano questa occasione per avviare una riforma strutturale del settore arbitrale. Una riforma che preveda:

- Selezione trasparente e basata sulle competenze, con percorsi formativi certificati e verificabili.

- Valutazione oggettiva delle prestazioni, con criteri chiari e con il supporto delle tecnologie disponibili.

- Responsabilità diretta e sanzioni certe per errori gravi o comportamenti non conformi al codice etico.

Il calcio è patrimonio di milioni di tifosi e rappresenta un’industria che muove economia, passione e valori sociali. Non può permettersi zone d’ombra o gestioni autoreferenziali.

Oggi c’è l’occasione di voltare pagina. Di costruire un modello in cui la lealtà sportiva e la competenza siano i veri criteri di scelta. È il momento di dimostrare che anche nel mondo del calcio il merito può e deve prevalere.

Avv. Walter Mauriello

Presidente Nazionale Meritocrazia Italia

- SprayNews - Monica Macchioni

PANATHLON INTERNATIONAL FIRENZE “LUDIS IUNGIT”. GRANDE SUCCESSO PER IL CONVEGNO SUI 100 ANNI DELLA FIORENTINA

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Anno di fondazione 1954
Nello sport si vince o non si vince……….ma non si perde mai

Alla presenza di alcune vecchie glorie della squadra gigliata, oltre ai figli e ai nipoti, sono stati mostrati documenti esclusivi, fra i quali la nascita del mitico Inno Viola scritto da Enzo Marcacci.

Moreno Roggi spillato a squadra gigliata, nonché dei figli e nipoti. Seduto in prima fila l’ex portiere Giovanni Galli.

Imponente la documentazione raccolta da Vinciguerra, il quale ha ripercorso le tappe che hanno portato alla nascita dell’Associazione Fiorentina del Calcio, proprio a partire da quella storica notte del 28 aprile 1926. Insieme ad articoli di giornale, provenienti da archivi storici, sono state mostrate foto e documenti esclusivi, che evidenziano il ruolo fondamentale ricoperto da Arrigo Paganelli primo Presidente della Fiorentina nel dopoguerra.

Durante il convegno il Presidente Maurizio Mancianti ha spillato un nuovo socio onorario del Club, Moreno Roggi, glorioso ex terzino sinistro della Fiorentina e già Presidente dell’Associazione Glorie Viola, presentato da un altro socio onorario del Panathlon Club Firenze: la leggenda della pallanuoto Gianni De Magistris.

In chiusura del convegno, il pupillo di Narciso Parigi, Lorenzo Andreaggi, ha cantato l’inno originale scritto nel 1931 da Enzo Marcacci, del quale è stato fatto ascoltare un audio esclusivo, registrato poco prima della sua morte, dove lui stesso intona l’inno.

Il canto resta, a tutt’oggi, quello ufficiale della tifoseria Viola.

La serata si è conclusa con una conviviale nella suggestiva corte rinnovata del Museo del Calcio, alla quale hanno preso parte anche i soci onorari De Magistris e Roggi e il Presidente Regionale del Coni Simone Cardullo.

Nell’occasione sono stati spillati due nuovi soci Panathlon: la giornalista Ilaria Biancalani, addetta stampa del Club fiorentino, e il Presidente della Società Canottieri Firenze Michele Nannelli.

- SprayNews - Monica Macchioni


SI RIACCENDONO LE LUCI SUL WIJI SURF FEST PER IL TERZO ANNO A MILANO

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SI RIACCENDONO LE LUCI SUL WIJI SURF FEST
TORNA PER IL TERZO ANNO CONSECUTIVO A MILANO LA GIORNATA DEDICATA ALLA SURF CULTURE

EXPERIENCE, TALK, ARTE E MUSICA DAL VIVO, QUESTI GLI INGREDIENTI VINCENTI DEL FORMAT DEDICATO ALLO SPORT DA ONDA E ALLA SUA FILOSOFIA DI VITA.

13 SETTEMBRE DALLE ORE 14:30 A MEZZANOTTE – ARENA MILANO EST

(Via Riccardo Pitteri 60, Milano)

INGRESSO GRATUITO

Milano 29 luglio 2025: Si rinnova l’appuntamento con WIJI SURF FEST, l’evento più atteso da tutti gli Urban Surfers della città che, grazie al successo delle prime due edizioni, torna per il terzo anno consecutivo con una proposta ancora più ampia: il 13 settembre all’Arena Milano Est, dalle ore 14:30 fino a mezzanotte, sarà l’occasione per celebrare la Surf Culture in un’intera giornata ricca di sport, corsi, laboratori, talk, musica dal vivo, arte e tanto divertimento insieme alla community di WIJI, promotrice di uno stile di vita “green” e sostenibile, capace di connettere tutti coloro che hanno una passione innata verso gli sport da onda e amore per natura e oceano.

Il pubblico del Wiji Surf Fest avrà dunque l’imbarazzo della scelta e potrà spaziare tra corsi di Pilates4Surf curato Spazio Equilibrio con l’istruttore Claudio Del Conte, SurfSkate in collaborazione con Surf in Town, un’associazione sportiva dilettantistica che ha come scopo la promozione sociale e sportiva; corsi di Fitsurf tenuti da Dario Nuzzi, fondatore del metodo di allenamento specifico per il surf e gli action board sport; sessioni di Yoga a cura di Yoga Libra, lezioni di Mindfulness con il mental coach Rajan Gualtieri, ma anche esposizioni e workshop in collaborazione con Black Magic, Este di Mare, SD Shapes e Algal Board, Balance Board Pro, A Night With, Lomography.

Per chi ha appena terminato l’esame di maturità e deve ancora decidere quale percorso universitario intraprendere, sarà presente uno stand dedicato ad alcuni dei più importanti Atenei Italiani, per scoprire come trasformare la passione per il mare in una professione. Sarà possibile confrontarsi con ricercatrici, ricercatori e studenti che già studiano come affrontare le sfide ambientali del futuro delle seguenti facoltà:

Università Ca’ Foscari di Venezia - CdL triennale e magistrale in Scienze Ambientali

Università degli Studi di Genova - CdL triennale in scienze Ambientali e Naturali, CdL magistrale in Biologia ed Ecologia Marina

Università degli studi di Pisa - CdL magistrale Scienze dell’Ambiente e del Clima

Università degli Studi di Milano - Bicocca - CdL magistrale in Marine Sciences

È un’occasione unica per capire come cavalcare l’onda giusta verso una carriera nel mondo delle scienze marine e ambientali.

Spazio anche alle attività per bambini con il laboratorio creativo di Worldrise, a cura della graphic designer Anna Rimoldi assieme alla biologa marina Simona Clemente.

Restando in ambito artistico, l’illustratore ufficiale del Festival ROL, artista che si occupa da oltre 10 anni di formazione e crescita personale, unendo parole e immagini come strumenti di comunicazione, ispirazione e riflessione, esporrà le proprie opere in uno spazio espositivo a lui dedicato. La sua forma espressiva è l’illustrazione, con uno stile surf e boho che nasce dal viaggio, dal mare e dalla libertà.

Anche quest’anno, oltre alle experience, cuore pulsante del WIJI SURF FEST saranno i WIJI TALK, moderati da Moko, che introdurrà sul palco gli ospiti dell’evento per esplorare con loro le diverse tematiche che ruotano attorno alla cultura del surf. Gli ospiti al momento confermati sono Luca Merli e Matteo Ferrari, fondatori di Onde Nostre, collettivo di surfisti, film maker e fotografi, dedito alla vita sulle onde e al racconto dello spirito del surf; Surfweek, il tour operator digitale dedicato a chi pratica surf, con la presenza di Alessandro Veronese e Chiara Bordi; il surfista professionista Lorenzo Castagna; il docente universitario dell’Università “Ca’Foscari” Alessio Rovere; un rappresentante della FISSW, Federazioni Italiana Surfing, Sci Nautico e Wakeboard, che oltre a partecipare attivamente ha patrocinato l’evento.

La giornata si concluderà con un grande momento di festa con live music e dj set. Ad aprire il palco ci sarà il dj set di Miriam Bonnano, Sul palco si alterneranno Sergio Múñiz, accompagnato da una speciale surfer band, il progetto TolKins e Rocoe & Body Heat gang band.

Durante la serata ci sarà un momento dedicato a Nicoletta Bortolotti autrice del libro: I bambini di Gaza, sulle onde della libertà.

Quando e dove:

13 settembre 2025 dalle ore 14:30 a mezzanotte

Arena Milano Est, via R. Pitteri 60, Milano

I corsi di SurfSkate, Fitsurf, Yoga, Mindfulness, Pilates4Surf e i laboratori per bambini sono disponibili su prenotazione e fino ad esaurimento posti. Per maggiori informazioni www.wiji.surf

Partner:

Birrificio del Ducato

CO.MA.CO Chateau D’Ax

STS Communication

Waldner

Twins & Partners

Elmec Solar

Ital Enferm

Roma Capital Coffee

Manet Cabling

Opossum

Imbio

Supporter:

Fitsurf

Balance Board Pro

Algal Board

SD Shapes

Onde Nostre

FISSW

WIJI Bar

Este di Mare

Black Magic

School Surfin’ Levanto

Spazio Equilibrio

Worldrise

surfers.it

Lomography

A Night With

Yoga Libra

Surf In Town

Rajan Mindfulness

Le 4 università

WIJI SURF FEST è una produzione di MA MA srl

Con il Patrocinio di FISSW “federazione italiana surfing sci nautico wakeboard”

About WIJI

WIJI è un movimento che vuole divulgare, intrattenere e connettere tutti coloro che hanno una passione verso gli sport da onda, che hanno un’attitudine verso un lifestyle “green”, un interesse verso la Surf Culture, l’amore per l’oceano, il viaggio e il vivere sostenibile.

WIJI è un’onda digitale che nasce da una generazione di nuovi sportivi urbani, un movimento iconico, leale e sostenibile: una community di appassionati di sport da onda, sia al mare che – soprattutto – in città. Una community che vuole rivivere le emozioni delle onde nei parchi, in strada, nelle piste da skate, in metropolitana, nei pub e nei locali.

Ufficio stampa

Antonella Marautti 

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