
Il dibattito sulle scelte industriali nei settori strategici come energia e difesa non è più rinviabile. Lo è tanto più in questa fase di nomine e di rinnovi degli organi sociali delle partecipate pubbliche, dove le decisioni che si prendono oggi determineranno la competitività e la sovranità del Paese per i prossimi anni.
Meritocrazia Italia condivide l’analisi di Leonardo Becchetti: mai come oggi è necessario tornare al rispetto delle regole fondamentali dell’economia liberale di mercato. Regole che dovrebbero essere patrimonio anche di chi si definisce liberale e liberista, ma che troppo spesso vengono dimenticate nella pratica.
L’obiettivo primario dell’economia di mercato è impedire la formazione di oligopoli e monopoli che distorcono la concorrenza. Quando queste concentrazioni si consolidano, non solo danneggiano il mercato, ma diventano centri di influenza capaci di condizionare la politica e di “catturare” i regolatori, invertendo il rapporto di forza tra istituzioni e mondo produttivo.
Questo rischio è ancora più evidente quando a essere in gioco sono le società partecipate dallo Stato, che gestiscono asset strategici per la sicurezza nazionale e per il benessere dei cittadini.
La nostra visione è chiara: le partecipazioni pubbliche non possono essere usate come strumenti di spartizione politica o come rendite di posizione. Devono essere gestite con criteri di merito, competenza e responsabilità, con l’obiettivo unico di creare valore per la collettività.
Per questo chiediamo una vera strategia industriale per le partecipate statali, che si basi su tre pilastri:
Basta con le logiche di spartizione partitica. I consigli di amministrazione devono essere composti da figure con esperienza tecnica e manageriale comprovata, valutate su obiettivi chiari e misurabili.
Ogni partecipata deve avere un mandato industriale definito, coerente con l’interesse nazionale e con le sfide della transizione energetica e della sicurezza. Non si può navigare a vista o inseguire le contingenze politiche.
È fondamentale rafforzare l’autonomia delle autorità di controllo, per evitare che vengano influenzate da centri di potere economici o politici. Solo un regolatore indipendente può garantire condizioni di mercato eque e tutela dei consumatori.
In un contesto geopolitico instabile, energia e difesa non sono settori come gli altri. Sono leve di sovranità nazionale e di stabilità economica. Affidarne la gestione a logiche di corto termine o a equilibri di potere significa indebolire il Paese.
Meritocrazia Italia chiede al Governo e al Parlamento di aprire un confronto serio e responsabile su una strategia industriale di lungo periodo per le partecipate pubbliche. Una strategia che metta al centro il merito, la concorrenza leale e l’interesse collettivo.
Perché solo così si costruisce un’economia libera, solida e giusta.
Avv. Walter Mauriello
Presidente Nazionale Meritocrazia Italia
- SprayNews - Monica Macchioni