MAURIELLO (MERITOCRAZIA ITALIA): IL PROVVEDIMENTO SUI CARBURANTI E' UNA MOSSSA DI SOPRAVVIVENZA ECONOMICA, MA SERVONO INTERVENTI SOSTENIBILI NEL LUNGO PERIODO

31 Luglio 2026
- Di
Redazione
Meritocrazia Italia, Walter Mauriello - SprayNews - Monica Macchioni
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«Il governo decide di concentrare le risorse economiche disponibili esclusivamente sul gasolio, escludendo la benzina» commenta Walter Mauriello, Presidente nazionale di Meritocrazia Italia.

«Le risorse pubbliche vanno razionalizzate. In un momento in cui i fondi statali sono limitati, concentrare il sostegno economico sul diesel permette di sterilizzare parzialmente il colpo là dove l’emorragia dei prezzi è più grave. Il gasolio non è un semplice carburante per autoveicoli privati: è l’energia invisibile che muove l’intera filiera produttiva. D’altra parte, gli svantaggi e le criticità di questa scelta non sono trascurabili. Innanzitutto, escludere la benzina crea una disparità di trattamento difficili da digerire per milioni di automobilisti pendolari e famiglie che utilizzano veicoli a benzina e che subiscono comunque una pressione fiscale e commerciale notevole. Questa frammentazione rischia di generare tensioni sociali e percezioni di iniquità nell’opinione pubblica. Allo stesso tempo, focalizzarsi su un unico carburante fossile solleva forti perplessità di natura ecologica. La mossa dell’esecutivo una scelta di sopravvivenza economica per proteggere i settori produttivi strategici dal caro-energia, ma evidenzia al tempo stesso i limiti di una politica incapace di pianificare una riforma strutturale equa e veramente sostenibile nel lungo periodo».

«Le risorse pubbliche vanno razionalizzate. In un momento in cui i fondi statali sono limitati, concentrare il sostegno economico sul diesel permette di sterilizzare parzialmente il colpo là dove l’emorragia dei prezzi è più grave. Il gasolio non è un semplice carburante per autoveicoli privati: è l’energia invisibile che muove l’intera filiera produttiva. D’altra parte, gli svantaggi e le criticità di questa scelta non sono trascurabili. Innanzitutto, escludere la benzina crea una disparità di trattamento difficili da digerire per milioni di automobilisti pendolari e famiglie che utilizzano veicoli a benzina e che subiscono comunque una pressione fiscale e commerciale notevole. Questa frammentazione rischia di generare tensioni sociali e percezioni di iniquità nell’opinione pubblica. Allo stesso tempo, focalizzarsi su un unico carburante fossile solleva forti perplessità di natura ecologica. La mossa dell’esecutivo una scelta di sopravvivenza economica per proteggere i settori produttivi strategici dal caro-energia, ma evidenzia al tempo stesso i limiti di una politica incapace di pianificare una riforma strutturale equa e veramente sostenibile nel lungo periodo».

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