
Meritocrazia Italia esprime fortissima perplessità e preoccupazione per l'approvazione al Senato della riforma della legge elettorale, perché quello che sta accadendo non è un problema di destra o di sinistra, ma rappresenta un trend pericoloso che attraversa tutta la politica e che sta costruendo, pezzo dopo pezzo, un sistema chiuso, autoreferenziale e blindato.
Ed allora ci chiediamo: la politica ha forse paura della reale democrazia? Ha paura di misurarsi davvero con il consenso dei cittadini, con le idee nuove, con la società civile?
Abbiamo già evidenziato nei precedenti comunicati ed oggi rimarchiamo con forza tre passaggi gravissimi della riforma:
1)- la beffa delle finte preferenze, che non valgono per il capolista bloccato nominato dal partito, così che l’elettore potrà esprimere fino a 3 preferenze solo dal secondo nome della lista in poi, nella consapevolezza che, con tale sistema, l’elettorato potrà scegliere solo un quarto dei parlamentari, mentre i restanti tre quarti rimarranno nelle mani delle segreterie di partito, posto che le percentuali di voto consentiranno di eleggere in molte circoscrizioni solo i capi lista bloccati, con conseguente frustrazione di ogni indicazione dei cittadini
2)- la tagliola d’accesso per le nuove forze politiche, alle quali viene chiesto di raccogliere circa 450.000 firme per potersi presentare alle elezioni, così frapponendo per legge una montagna insormontabile per chiunque non sia già dentro il Palazzo, visto che, al contrario, vige l’esenzione totale della raccolta firme per chi ha già un gruppo parlamentare costituito al 31 dicembre 2025. Insomma, chi è dentro resta dentro, chi è fuori è condannato a restare fuori;
3)- la denigrazione della rappresentatività nel rapporto tra eletti e territori, in considerazione del combinato disposto della proposta elettorale con il taglio dei parlamentari, visto che già con la riduzione dei seggi parlamentari la rappresentanza è stata dimezzata ed oggi con liste bloccate e sbarramenti di firme si tenta di completare l’opera: meno eletti, più nominati, meno scelta.
Ci poniamo e poniamo al Paese alcune domande semplici: è questa la democrazia? Il popolo non avrà più la possibilità di scegliere liberamente un partito o un suo parlamentare? I parlamentari che oggi siedono in Parlamento devono essere considerati lavoratori a tempo indeterminato, con un diritto acquisito alla rielezione?
Questa non è stabilità, questa è conservazione, non è una lotta alle “liste di disturbo” come dicono, è una lotta al dissenso ed è la paura della politica di aprire le porte del castello dorato che si è costruita, grazie ad una legge che conta anche i voti delle liste sotto l’1% per dare il premio di maggioranza, ma poi impedisce a quelle stesse liste di presentarsi è una legge schizofrenica e incostituzionale.
Meritocrazia Italia, che proprio in questi giorni sta costruendo un percorso aggregativo con il mondo civico per dare voce alle persone perbene e competenti, lancia un appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, a tutte le associazioni e ai cittadini: abbattiamo le mura di questo castello, la democrazia è partecipazione, non recinzione.
Confidiamo in un passo indietro nel prosieguo della votazione alla Camera, peraltro sottolineando come la richiesta di votazione di fiducia su tale proposta avrebbe l’effetto di aumentare la sfiducia dei cittadini nell’attuale sistema e di inasprire l’astensionismo e la disaffezione del popolo.
Stop war
Il Presidente Nazionale
Walter Mauriello
- SprayNews - Monica Macchioni