
Lo scorso 21 aprile, il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha presentato presso la Camera dei Deputati il report annuale 2026.
La corruzione, al pari di ogni aspetto antropologico, si evolve e muta le proprie forme per continuare a sopravvivere in un sistema che cerca costantemente di debellarla. In ragione di ciò, è necessario abbandonare l’associazione mentale con “la tangente”, dovendo individuare il problema in forme più subdole, quali l’infiltrazione nel sistema degli appalti, l’accaparramento illegittimo di fondi europei, lo scambio di influenze illecite, che, a sua volta, si riverbera in concorsi pubblici alterati, così come il settore purtroppo fiorente delle consulenze fittizie.
L’Autorità ha chiarito come la corruzione sia ormai globalizzata e sulla stessa gli eventi geopolitici e le modifiche normative di Stati esteri producono effetti diretti. In aggiunta, alcune scelte del legislatore nazionale hanno infragilito il sistema della prevenzione, aprendo fessure nelle quali la corruzione può penetrare.
Tra queste, l’indebolimento delle misure volte ad impedire il pantouflage (anche definito revolving doors), consistente nel passaggio di dirigenti pubblici al settore privato, spesso in realtà economiche precedentemente sottoposte alla loro supervisione, dando luogo a un evidente conflitto di interessi.
Nello specifico, mediante le modifiche proposte con il decreto P.A. (d.l. 25 del 2025) il periodo di raffreddamento, consistente in un arco temporale nel quale i dirigenti pubblici non possono validamente sottoscrivere alcun contratto di lavoro e/o collaborazione con aziende affini agli incarichi precedentemente ricoperti, è stato ridotto da cinque ad un anno. Il dato più allarmante, tuttavia, è nel decreto correttivo al Codice degli appalti, che finisce per offrire spiragli all’infiltrazione mafiosa o, nelle ipotesi migliori, allo spreco di risorse pubbliche per coltivare interessi privati.
Basti pensare che nell’anno appena trascorso le procedure di affidamento diretto per incarichi di servizi e forniture ha costituito il 95% del totale di tale tipologia di contratti.
In relazione agli appalti pubblici il dato migliora lievemente. Infatti, le procedure di affidamento diretto e/o le procedure ristrette (entrambe svolte in assenza di gara) hanno costituito – solo – l’86% di tutti i lavori pubblici. Poiché tali affidamenti possono essere effettuati per opere fino al valore di € 150.000,00, l’A.N.A.C. è dovuta intervenire in diverse occasioni, sanzionando il frazionamento abusivo dei lavori, realizzato al solo scopo di escludere la concorrenza e favorire imprenditori già vicini alla P.A. Inoltre, tali modalità vanificano i controlli relativi all’individuazione del c.d. effettivo titolare.
A tale inclemente scenario fa da contraltare l’impegno dell’Autorità nazionale, che mediante gli strumenti tecnologici a sua disposizione (quali, tra tutti, la Piattaforma Unica della Trasparenza, la digitalizzazione dei contratti di appalto, la banca-dati nazionale dei contratti pubblici) continua la propria opera di contrasto a ogni sorta di fenomeno corruttivo.
Meritocrazia Italia plaude all’enorme impegno profuso dall’A.N.A.C., sostenendo la lotta diretta a ogni forma di corruzione e le proposte normative formulate per il tramite del suo Presidente.
In particolare, richiede un deciso intervento normativo sulle seguenti tematiche:
– in materia di lobbying, anche con istituzione del registro unico dei lobbisti presso l’A.N.A.C., e regolamentazione delle norme sul conflitto di interessi e trasparenza relativa agli interessi rappresentati;
– in materia di interessi della classe politica, con obbligo di pubblicazione di incontri privati con soggetti portatori di interessi terzi, con specifica indicazione degli interessi rappresentati e delle proposte formulate;
– reintroduzione del periodo di raffreddamento per tre anni ed estensione delle categorie di soggetti interessati;
– istituzione della black list in tema di appalti pubblici, che inibisca in via automatizzata l’accesso ad ogni forma di prestazione d’opera e servizi diretti alla p.a.;
– contestuale istituzione di un sistema di rating premiale per le aziende virtuose.
Stop war.
- SprayNews - Monica Macchioni