L'INGRATITUDINE E LA MEMORIA CORTA.

25 Gennaio 2026
- Di
Redazione
Memoria corta di Antonino Salksone - SprayNews - Monica Macchioni
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Tempo di lettura: 2 minuti

Di Antonino Salsone

“Raccontano le cronache settecentesche che un sedicente signorotto di una città importante del Regno delle Due Sicilie, durante un assemblea alla presenza del vecchio tiranno, per carpirne la benevolenza e procurarsi un posto di sottogoverno idoneo ad aumentare il suo ego ipertrofico, additò come “cancro” i valorosi partigiani che ne avevano combattuto l’azione liberticida e poi erano stati costretti all’esilio per evitare la troppo facile ghigliottina.

Il signorotto, ebbro del furore tipico dei cortigiani, si rivolse platealmente al tiranno e lo incitò a proseguire e a liberare il regno dalle “cellulle metastatiche che ancora lo infettano”.

L’invettiva nervosa e non sincera del signorotto, che dopo averla pronunciata si sedette tronfio e sicuro di avere acquistato la benevolenza del tiranno, fu però guastata dalle parole di un vecchio saggio, che chiese la parola gli fece questa domanda: “Vostra Signoria ha parlato in modo forbito e con l’impeto sicuro di colui che sa di non avere contraddittori.

Ma io ho buona memoria e altrettanta ne ha il sovrano che assiste silenzioso a questa assise.

Ricordo che prima che la guerra iniziasse, Vostra Signoria ebbe spazio e favori da coloro che ora definisce “cancro”, ricevendo anche la nomina di membro del tribunale del regno.

Ora, però, evidentemente non ricorda piú quel tempo e quegli uomini, cosí come ha scordato i terribili giudizi che allora dava sul sovrano e sul suo delfino.

Devo dunque pensare che vostra Signoria abbia cambiato idea o che, come purtroppo spesso accade all’uomo comune, l’ingratitudine e la adulazione del potere abbiano fatto il loro corso?”.

A questa domanda, che si propagò nell’assemblea come il vento freddo e tagliente, il signorotto cortigiano, terreo in volto e interdetto nelle membra e nella testa, nulla seppe opporre e si accasciò, vinto, sul seggio.

Ebbe solo la forza di cercare il volto del tiranno, ma questi si mostrò impassibile e con gli occhi chiusi …”.

Da “Trattatello sull’ingratitudine”, di autore anonimo.

- SprayNews - Monica Macchioni

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