
“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente”, scriveva Rita Levi Montalcini. “Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale”.
Ma scriveva anche che “le donne sono la colonna vertebrale della società”.
Ricordiamolo quando i riflettori si spegneranno.
Dalla Prefazione dell’On. Martina Semenzato
Presidente Commissione Parlamentare
di inchiesta su Femminicidio e violenza di genere
In un Paese in cui il femminicidio continua a rappresentare una ferita aperta, i nomi delle vittime scandiscono il tempo della cronaca italiana e interrogano la coscienza collettiva. Non sono solo casi giudiziari, ma storie interrotte di donne, madri, figlie, fidanzate, mogli, sorelle; sono relazioni malate, segnali ignorati, responsabilità condivise. Ci troviamo davanti a un fenomeno sistemico che non può essere relegato alla cronaca nera, ma che rappresenta un’emergenza collettiva.
Un’emergenza che la giornalista Rai Vittoriana Abate e l’avvocato Cataldo Calabretta conoscono bene. Lavorando in sinergia e mettendo in campo le rispettive competenze, i due professionisti hanno dato vita al saggio Non chiamatelo amore. Quei bravi ragazzi che uccidono, edito da Graus Edizioni, con la prefazione dell’On. Martina Semenzato, presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta su Femminicidio e violenza di genere.
Attraverso le storie delle vittime di femminicidio e le testimonianze di donne sopravvissute alla violenza, il saggio intende scardinare la lettura patriarcale che ancora oggi condiziona il modo in cui il fenomeno viene raccontato e compreso.
Ci troviamo di fronte a nomi che l’opinione pubblica ha imparato a conoscere: Chiara Poggi, Giulia Cecchettin, Federica Torzullo, Elisa Claps, Giulia Tramontano, Elena Ceste. Vicende diverse per contesto, età e territorio, ma accomunate da una stessa matrice di violenza.
Da queste storie prende forma un’inchiesta giornalistica rigorosa e documentata, costruita pagina dopo pagina attorno a ciascun caso: non solo una cronologia dei fatti, ma un’analisi che scava nei contesti familiari, nei segnali di controllo, nelle dinamiche di possesso e nelle falle del sistema di prevenzione.
Il libro affronta uno dei nodi più insidiosi del dibattito pubblico: la narrazione dei “bravi ragazzi”, uomini descritti come insospettabili e ben inseriti nel contesto sociale, che “improvvisamente” si trasformano in assassini. Una lettura che rischia di oscurare i segnali pregressi di controllo, manipolazione e violenza.
Nel saggio non c’è spazio per narrazioni indulgenti o letture sentimentalistiche dei responsabili. Gli autori riportano il fenomeno alla sua natura reale: un omicidio di genere che affonda le radici in una cultura del possesso ancora oggi normalizzata e sottovalutata. La postfazione del libro è dell’avvocato Claudia Eccher, componente del Consiglio Superiore della Magistratura.
Come si legge nell’introduzione firmata da Vittoriana Abate, occorre “saper cogliere i primi segnali, senza sottovalutare neanche una spinta, perché uno schiaffo non è solo un colpo al viso. È un gesto che rappresenta un fortissimo abuso, una volontà di ferire il corpo e di insultare l’anima”.
A chiudere il volume, una sezione di approfondimento con i contributi di avvocati, magistrati, politici, psicologi e giornalisti offre uno sguardo multidisciplinare su quello che troppo spesso viene definito un “raptus di follia improvvisa”.
Dal 2019, ricorda l’avvocato Calabretta, è in vigore la legge denominata “Codice Rosso”, che ha introdotto un sistema di misure più incisive per contrastare la violenza di genere, inasprendo le pene, rafforzando la tutela delle vittime e considerando con maggiore rigore il rischio di reiterazione fino all’approvazione della legge n. 181 del 2025 che ha introdotto il reato autonomo di femminicidio punito con l’ergastolo. Una scelta chiara: la violenza contro le donne non è un reato minore, ma una priorità dell’ordinamento giuridico italiano.
Gli autori
Vittoriana Abate
Giornalista professionista, autrice e conduttrice Rai, si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Salerno. Dal 1990 lavora nei programmi giornalistici e di approfondimento Rai. Da venticinque anni è inviata di punta di Porta a Porta. Esperta di cronaca nera e giudiziaria, si è occupata dei più noti delitti e processi italiani, oltre che dei grandi eventi di attualità e degli avvenimenti politici del nostro Paese. Ha condotto diversi format Rai, tra cui Nella memoria di Giovanni Paolo II, Callas Tribute, Salotto Sanremo, Le Voci delle donne, Non chiamatelo Amore, e ha curato rubriche per Uno Mattina, La Vita in Diretta, Estate in diretta e Weekly. Attualmente conduce il format radiofonico “Storie in giallo” per Rai Radio 1. È autrice di saggi e inchieste giornalistiche tra cui Ciro Vive, Le Verità sommerse, Il ragionevole sospetto, Il segreto delle lacrime.
Cataldo Calabretta
Avvocato e docente universitario, si è laureato all’Università Cattolica di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca in “Impresa, Stato, Mercato” presso l’Università della Calabria, specializzandosi in affari legali d’impresa. Ha insegnato al Master di Criminologia della Sapienza Università di Roma e dell’Università eCampus. Insegna Diritto dell’Informazione all’Università eCampus e Diritto dell’Informazione e della comunicazione digitale presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro. Esperto di cronaca nera e giudiziaria, è giornalista pubblicista dal 2004 e cura una rubrica dedicata al crime per il settimanale Chi (Mondadori). È consulente legale di Raiuno e ha curato e condotto rubriche per trasmissioni Rai tra cui “Parole in codice”, “I cold case italiani” e “In Vostra Difesa”. È Amministratore Unico di Sorical S.p.A., società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato della Regione Calabria.
Graus Edizioni
L’idea parte nel 2002, quando l’imprenditore Pietro Graus, forte di una solida base nel settore della tipografia e di una personale conoscenza umanistica, decide di seguire le sue intuizioni, fondando la Casa Editrice che darà alla luce una vasta panoramica di opere di narrativa, poesia, saggistica, cronaca nera e testi per bambini e ragazzi. Inizia così una lunga serie di pubblicazioni di autori di spicco, quali: Michele Prisco, Carla Fracci, Alda Merini, Mario Fratti, Sabatino Scia, Andrea Esposito, Maurizio De Giovanni, con il suo primo romanzo Le lacrime del pagliaccio.
Allo stesso tempo, però, la Casa Editrice permette a validi esordienti di mettersi alla prova in un contesto di rilievo nazionale e internazionale. Graus Edizioni rappresenta una realtà editoriale giovane e dinamica, con una spiccata propensione alla qualità dei prodotti letterari. L’obiettivo è proporre al lettore un’offerta completa, differenziata, sempre attenta alle nuove tendenze del panorama letterario nazionale e internazionale. Perseguendo tali princìpi si cerca di proporre ai lettori una visione contemporanea della realtà, orientata verso il cambiamento e il progresso, ma anche sempre attenta all’eco che la tradizione esercita su di essa.
- SprayNews - Monica Macchioni