SGARBI, AVV. IACOBBI A SUSANNA TAMARO: “ACCOSTAMENTO ALLA FAMIGLIA DEL BOSCO VOLUTAMENTE FUORVIANTE E FRUTTO DI UNA CONOSCENZA ERRATA DEI FATTI”

30 Gennaio 2026
- Di
Redazione
Tamaro, Iacobbi - SprayNews - Monica Macchioni
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Tempo di lettura: 3 minuti

Di Avv. Lorenzo Iacobbi

Susanna Tamaro e’ una grandissima scrittrice, scrive di prosa come se fosse poesia.

E tratteggia spesso ne suoi libri situazioni e mondi che nella realtà non esistono.

Ha pubblicato per Baldini & Castoldi, Bompiani, Rizzoli, Marsilio, Solferino, Salani, Mondadori e La Nave di Teseo.

Leggendo il suo articolo di oggi apparso sul Corriere viene da riflettere su quanto sia facile manipolare la realtà.

Innanzitutto, il primo a parlare di depressione e’ stato proprio Vittorio Sgarbi.

Quindi nessuna ingerenza di psicologi o psichiatri.

La similitudine coi bambini del bosco e’ del tutto fuori luogo e non regge nella maniera più assoluta.

Per quanto riguarda i neorurali si tratta infatti di una scelta di vita radicale, legittima e che non dà’ fastidio a nessuno se non a chi vorrebbe livellare tutti e uniformare tutti e che magari e’ mosso da interessi anche economici perché quando si tratta di case famiglia e di sequestro di minori si aprono spesso scenari molto tristi fatti di pressioni, business e molto altro.

Sappiamo che spesso le dittature e i regimi autoritari hanno usato la psichiatria per contenere i dissidenti sani di mente più che curare i disagi della mente.

La psichiatria al servizio del potere ha scritto pagine di storia davvero poco edificanti.

Ma tornando allo strano articolo della Tamaro, la domanda e’: cosa c’entra la famiglia nel bosco col Vittorio Sgarbi di oggi?

Stanco, malato e affaticato.

La similitudine sui non omologati avrebbe retto se decenni fa gli psichiatri avessero tentato – sbagliando e privandoci di un divulgatore d’arte eccezionale e instancabile – di fermare lo Sgarbi vulcanico, eccentrico, istrionico, geniale e sopra le righe che abbiamo conosciuto per anni.

Quel Vittorio sanamente maleducato, provocatore, irascibile con scatti d’ira al limite dell’aggressione fisica.

Ma fortunatamente nessuno psichiatra si mosse per metterne in discussione la figura.

Lo Sgarbi di oggi invece rientra perfettamente, purtroppo, nel grigio pantano borghese, si vuole persino sposare.

Lui che ha fatto di tutta la sua vita fino a prima del Covid un’opera d’arte, lui che è stato un moderno D’Annunzio, lui che ha rifiutato tutte le sovrastrutture perbeniste di una società liberticida e ipocrita.

Lui, cinetico per eccellenza, marinettiano nella forma, profondo e sensibile nella sostanza.

Del tutto contrario al matrimonio, ha sempre affermato che sposarsi e’ una perversione e lo ha detto e urlato in tutte le sedi e in tutti modi anche in occasione dell’entrata in vigore del matrimonio gay.

Quello Sgarbi e’ morto qualche anno fa.

E forse anche questo potrebbe aver inciso sull’insorgere della sua depressione.

Deve essere molto difficile accettare ancora vivi il proprio decesso, l’archiviazione della propria immagine di personaggio.

E probabilmente per paura o per i cattivi compagni di viaggio non è nemmeno riuscito a rielaborare il lutto e a darsi una degna sepoltura.

Lo Sgarbi di oggi e’ l’uomo quasi omologato che vive tempi e spazi quotidiani ben diversi dal divo e dal genio che abbiamo conosciuto.

Non so dove la Tamaro abbia trovato lo spunto per la sua riflessione, so sicuramente che parte da dati che non corrispondono in alcun modo alla realtà dei fatti, a partire dalla definizione di compagna di una vita.

Sicuramente Vittorio non ha dormito sotto ai ponti o nei cartoni alla Stazione Termini – anche perché parte della vita l’ha trascorsa in macchina addormentandosi sul sedile di fianco all’autista – ma se una figlia, come Evelina Sgarbi, dopo averlo inseguito telefonicamente per mesi, scopre per caso che è stato ricoverato in ospedale in stato di denutrizione e intossicazione ed e’ arrivato a pesare 47 kg ha tutto il diritto di voler sapere il suo reale stato di salute e se e come e’ stato veramente accudito.

- SprayNews - Monica Macchioni

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