
Dino Rossi - COSPA - Nonostante le trappole per la cattura dei cinghiali siano vietate dalla legge, i parchi nazionale e le riserve continuano ad istallare gabbie e a vendersi la carne degli animali che gli agricoltori hanno ingrassato per decenni.

Inoltre per quanto concerne le trappole vogliamo ricordare che la legge ne vieta sia la costruzione che la determinazione, per questo non sono costruite a regola d'arte, e sono quindi sprovviste di bollino CEE e dunque violano la legge sulla sicurezza sul lavoro.
Noi come COSPA Comitati Spontanei di Agricoltori e Allevatori ogni qualvolta posizionano le gabbie provvediamo immediatamente a presentare esposti.
Risultato?
Quelle gabbie illegali vengono subito sempre rimosse, anche se poi non c’e’ la condanna di nessuno in funzione delle leggi vigenti e delle direttive comunitarie.
Tra l'altro i parchi hanno il compito di tutelare gli animali e non quello di gestire la fauna.
Una ottima soluzione sarebbe invece quella di incentivare il turismo venatorio, facendo pagare ai facoltosi appassionati l'abbattimento degli animali in soprannumero.
In questo modo si risolleverebbe l'economia dei piccoli borghi ormai quasi disabitati e ci sarebbero meno danni all'agricoltura, ma purtroppo in Italia per colpa di quattro animalisti che non riescono a distinguere una rana da un rospo e di politici incapaci di assumere decisioni magari impopolari, assistiamo ad una desertificazione dei piccoli centri e nel contempo la distruzione dell'agricoltura e zootecnia italiana
SprayNews - Monica Macchioni