
«Questa ondata di caldo torrido prova che il cambiamento climatico non è più una proiezione statistica su scenari futuri, né un tema relegato a studi teorici: è una realtà tangibile che sta ridefinendo le nostre abitudini quotidiane, la nostra economia e, inevitabilmente, la nostra legislazione» dice Walter Mauriello, Presidente nazionale di Meritocrazia Italia.
«Oggi, con il decreto Infrastrutture, si reintroducono misure già sperimentate negli anni scorsi che permettono ad alcune categorie di operatori economici di sospendere o ridurre l’attività lavorativa in presenza di condizioni climatiche estreme.
Un intervento necessario e doveroso, ma che deve essere solo l’inizio di un dibattito più vasto e sistemico.
La protezione dei lavoratori non può risolversi nel solo sussidio; deve evolvere in una protezione attiva, che passi attraverso una riprogettazione del lavoro e una lotta senza quartiere alla pigrizia intellettuale che ci impedisce di affrontare, con risposte strutturali, la crisi climatica globale.
La "sconfitta dell’ovvio" in questo campo significa proprio questo: smettere di stupirsi dell’ennesimo record di temperature e iniziare ad agire per rendere la società davvero resiliente.
Il rischio è quello di normalizzare l’eccezionale, di abituarsi a vedere le attività produttive bloccate dal termometro, senza però avere il coraggio di una programmazione decennale a lungo termine che riduca la nostra vulnerabilità».
- SprayNews - Monica Macchioni