
«Andrea Stroppa ha ragione quando denuncia il rischio di una destra che, anziché costruire il futuro, continui a lasciarsi ricondurre alle proprie radici fasciste. È esattamente il problema politico che stiamo ponendo da settimane: il Ventennio appartiene alla storia e lì deve restare».
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, commentando le parole con cui Stroppa ha affermato di rimpiangere profondamente di aver avvicinato Elon Musk a una classe politica italiana che, a suo giudizio, «anziché costruire il futuro, è ancorata alle sue radici fasciste».
«Sono parole pesanti, che sarebbe un errore liquidare come una polemica occasionale. E sono particolarmente significative perché a pronunciarle non è un intellettuale della sinistra né un professionista dell'antifascismo, ma l'Italiano più vicino a Elon Musk e quindi voce significativa di quel mondo imprenditoriale, tecnologico e occidentale con il quale una destra moderna dovrebbe naturalmente cercare il confronto.
Non si tratta di rendere la destra meno destra. Al contrario: si tratta di renderla finalmente contemporanea.
Si può essere inflessibili sull'immigrazione e sulla sicurezza senza avere alcun bisogno di camerati, nostalgie e saluti romani.
Se persino interlocutori potenzialmente amici cominciano a vedere il fascismo dove dovrebbero vedere il futuro, il problema non sono quelli che gridano al fascismo: sono quelli che continuano a fornire loro gli argomenti.
L'Italia ha alle spalle una storia infinitamente più grande del Ventennio: Roma, il Rinascimento, il Risorgimento. Ed ha davanti sfide infinitamente più importanti: intelligenza artificiale, energia, difesa, spazio, demografia, competizione globale, valorizzazione delle eccellenze e sovranità tecnologica.
Stroppa pone dunque una questione che considero essenziale. Non dobbiamo moderare il futuro. Dobbiamo liberarlo dal passato».
- SprayNews - Monica Macchioni