DAL WOKE ALLA PASSERELLA PER DI BATTISTA: LA POLITICA HA PERSO LA REALTÀ.

1 Settembre 2026
- Di
Redazione
Mauriello, Meritocrazia Italia - SprayNews - Monica Macchioni
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Tempo di lettura: 3 minuti

MERITOCRAZIA ITALIA PROPONE TRE MACRO TEMI

Meritocrazia Italia pone l'attenzione sul nuovo, stravagante e preoccupante modo di fare politica che si allontana sempre di più dalla realtà, dai fatti concreti, dal lavoro, dalla società, dalle infrastrutture, dalla sanità.

Una politica senza visione.

Una politica che nulla fa e nulla dice sulla iperconnessione devastante dei nostri ragazzi, nulla fa sull'ingresso dirompente dell'Intelligenza Artificiale e sui pericoli concreti del suo impatto sul mondo del lavoro. Nulla pensa e nulla organizza sulla formazione futura.

Sta per stravolgersi completamente il piano culturale, formativo e specializzante che ha retto il nostro Paese fino ad oggi. Le lauree, le specializzazioni, i mestieri così come li abbiamo conosciuti verranno riscritti dall'IA. Eppure, di tutto questo, nei palazzi romani non c'è traccia. L'attenzione dei politici si fonda sempre e solo su situazioni disarmanti, su passerelle mediatiche. Anche se si odiano, anche se si avversano sotto ogni profilo ideologico, poi parte la gara a telefonare. Obiettivo: il solito. L’aiuto di Stato.

Ne abbiamo di ogni tipologia, e anche se va detto che uno Stato presente e solerte a soccorrere chi si trova in difficoltà è conquista esemplare, bisogna aggiungere che ci sarà pure un motivo se si plaude a un privato cittadino che, nonostante la grande difficoltà del momento che sta vivendo a Cuba, ha la forza di dire "stop" al trasferimento di Stato da Cuba in Italia - trasferimento che pur spetta a qualunque connazionale si ritrovi all’estero in drammatiche condizioni di salute o di emergenza.

Il motivo è semplice: lo Stato anche sperpera. E un “no” a un aiuto, anche se legittimo, viene ormai percepito come un “no” agli sperperi.

LA MISSIONE DI MERITOCRAZIA ITALIA: TRE PILASTRI PER TORNARE ALLA REALTÀ

Noi non siamo nati per inseguire il tweet del giorno. Siamo nati per essere una missione. E la nostra missione oggi si fonda su tre emergenze che la politica finge di non vedere:

- sanità aggiornata e umana: non bastano più toppe e slogan. Serve una sanità che torni ad essere meritocratica, territoriale, digitale ma umana. Che valorizzi medici, infermieri, OSS, che sono stanchi e sottopagati. Che riduca le liste d'attesa non con i numeri falsati, ma con organizzazione, tecnologia e assunzione per merito. Una sanità che non lasci da solo un cittadino italiano ricoverato all'estero, ma che sia così forte da essere un modello anche all'estero;

- intelligenza artificiale e lavoro: l'IA sta per cancellare e riscrivere il 40% dei mestieri. Chi sta preparando i nostri giovani? Nessuno. Meritocrazia Italia chiede un Piano Nazionale Straordinario per l'IA: formazione obbligatoria nelle scuole, riqualificazione per i lavoratori, etica dell'algoritmo, tutela del lavoro umano. Non possiamo subire la rivoluzione, dobbiamo guidarla. Altrimenti avremo laureati in materie che non esistono più e giovani senza futuro;

- Testo unico sui social: è la nostra battaglia storica. Abbiamo consegnato il nostro Testo Unico a tre Governi negli ultimi quattro anni. Lo ripresenteremo anche a questo. Perché la class action contro i colossi dei social è solo la punta dell'iceberg. Siamo un popolo con la testa chinata sul nulla, che ha rinunciato al gusto della vita reale per uno schermo. Questo crea danni esistenziali, scolastici, lavorativi, sanitari. Non serve punire dopo. Serve prevenire prima, con regole semplici: limiti di età reali, educazione digitale nelle scuole, responsabilità delle piattaforme.

Questa è la realtà che la gente vive. Non il politicamente corretto, non il woke, non la gara a chi è più buono sui social.

Meritocrazia Italia chiede alla politica di entrare in una fase completamente diversa. Di tornare a terra.

E soprattutto, se si vuole agire per un bene, anche soggettivamente voluto e umanamente comprensibile, che venga mantenuto il massimo riserbo su quella che dovrebbe essere un'attività di solidarietà e di beneficenza. Senza trasformare un evento umano, triste e delicato come quello che ha colpito Alessandro Di Battista, a cui rinnoviamo i nostri più sinceri auguri di pronta guarigione, in una passerella.

Per evitare che anche un fatto personale venga sfruttato politicamente per rincorrere il politically correct e un woke che oggi è lontano da quello che dovrebbe essere, ossia la sacrosanta sensibilizzazione sui diritti, e invece impera in maniera completamente distorta e avulsa da quello che i cittadini vogliono e meritano dalla politica.

I cittadini non chiedono il tweet di solidarietà. Chiedono una sanità che funzioni. Chiedono un futuro con l'Intelligenza Artificiale. Chiedono una legge sui social che salvi i loro figli.

Evitiamo i teatri politici, rendiamo la politica visione intraprendenza e concretezza.

Stop war.

- SprayNews - Monica Macchioni

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