
“Ora era il pastore calabrese, avvolto nel suo lacero mantello, che se ne stava su una roccia sovrastante la strada e che simile ad una statua dagli occhi vivi ci guardava passare vicino ai suoi piedi senza curiosità e senza minacce, incurante come tutto ciò che è selvaggio, potente come tutto ciò che è libero, calmo come tutto ciò ch’è forte” (Alexandre Dumas - Viaggio in Calabria).
Di Antonino Salsone
“Incurante” (perchè selvaggio), “potente” (perchè libero), “calmo” (perchè forte), “senza curiosità e senza minacce” (perchè troneggiante su una roccia e perchè solido come una statua), quale migliore descrizione della fierezza calabrese?
Mi ci ritrovo interamente.
E pensare che a dare forma alla sostanza fu un francese illuminato …
- SprayNews - Monica Macchioni