MERITOCRAZIA ITALIA AL GOVERNO E AL PARLAMENTO: LA NUOVA LEGGE FINANZIARIA VARI MISURE STRUTTURALI SU INTELLIGENZA ARTIFICIALE, LAVORO UMANO, DEBITO PUBBLICO E COESIONE SOCIALE

31 Ottobre 2026
- Di
Redazione
Meritocrazia Italia, Mauriello - SprayNews 1 - Monica Macchioni
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Meritocrazia Italia rivolge un appello urgente al Governo, al Parlamento, alla Presidenza del Consiglio, al Ministro dell'Economia e a tutte le forze politiche per il varo della nuova Legge Finanziaria, chiedendo che non sia una manovra contabile, ma una manovra di visione anticipatoria.

1. INTELLIGENZA ARTIFICIALE: SERVONO SUBITO I PRIMI PALETTI. L’ITALIA FACCIA DA APRIPISTA IN EUROPA

L’Intelligenza Artificiale non è più il futuro, è il presente. Non possiamo attendere che l’Europa completi il suo percorso regolatorio. L’Italia inserisca già nella Finanziaria una regolamentazione anticipatoria sull’uso dell’IA, che ponga i primi paletti, poi da rafforzare e concordare in sede europea.
Chiediamo:
a) Trasparenza per il cittadino: Ogni professionista, impresa, studio, PA, deve dichiarare in modo chiaro _quanto e come_ utilizza l’Intelligenza Artificiale nell’erogazione del servizio. L’utente ha il diritto di sapere se l’atto, il parere, il progetto, la consulenza è frutto dell’uomo o della macchina.

b) Salvaguardia del Quoziente Umano di Lavoro: Vanno introdotti paletti precisi sull’ingresso dell’IA in sostituzione delle attività manuali e intellettuali. Non possiamo permettere che, in un Paese con un tasso di disoccupazione già altissimo, soprattutto giovanile e al Sud, la disoccupazione raddoppi, triplichi o quintuplichi per effetto di una sostituzione selvaggia, che non tenga conto delle ricadute in termini pensionistici, di tenuta sociale, di coesione familiare e di capacità di spesa e consumi

L’IA deve essere strumento di affiancamento, non di espulsione del lavoratore ed in tal senso
Meritocrazia Italia propone che il proprio Testo Unico sull’Intelligenza Artificiale venga incardinato nella discussione parlamentare della Finanziaria, prevedendo, oltre a quanto già indicato:

Aiuti sensibili, contributi e defiscalizzazione straordinaria per tutte le aziende che, mantenendo il quoziente di lavoratori esistente negli ultimi 3 anni, introducono l’IA senza intaccare il capitale umano, ma riqualificandolo.

Chi mantiene l’uomo e investe nella macchina va premiato. Chi licenzia l’uomo per la macchina va disincentivato.

2. LA VERA PARTITA: IL RISANAMENTO STRAORDINARIO DEL DEBITO PUBBLICO
Nessuna misura di sostegno sarà credibile se non si affronta la partita madre: il debito pubblico.

È questa la vera emergenza nazionale. Solo da un risanamento straordinario e coraggioso del debito potrà liberarsi la grande liquidità necessaria per:- Sostenere il ceto più debole e le famiglie; – Garantire un’istruzione di qualità, indipendentemente dalla disponibilità economica della famiglia di origine; – Calmierare gli affitti per gli studenti e i lavoratori pendolari, che oggi sono schiacciati da un mercato insostenibile; – Salvaguardare le imprese dal caro energia e caro prezzi, che non sono più variabili eccezionali, ma sono diventate variabili strutturali e stabili, in un mondo che non ha trovato la quadra nei suoi equilibri tra Russia, Cina, Stati Uniti, blocco orientale e blocco occidentale. Blocchi navali, crisi energetiche e accaparramento delle materie prime si ripeteranno. Il Governo deve prepararsi prima.

Chiediamo inoltre che i proventi della lotta all’evasione non servano solo a coprire la spesa pubblica corrente, ma vengano destinati a un taglio strutturale del cuneo fiscale per dipendenti e imprese oneste, riducendo le tasse

3. PROFESSIONISTI E PARTITE IVA: LA FINANZIARIA ESTENDA FINO A 200.000 EURO IL REGIME FISCALE AGEVOLATO, PER LIBERARE RISORSE DA DESTINARE A OCCUPAZIONE E FORMAZIONE

Chiediamo al Governo e al Parlamento di intervenire sulla prossima Legge di Bilancio per estendere fino a 200.000 euro la soglia di reddito entro la quale applicare un regime fiscale agevolato, con aliquote contenute, certe e stabili nel tempo, superando l’attuale limite di 100.000 euro.

Si tratta di una misura concreta di politica economica, finalizzata a sostenere il lavoro autonomo, rafforzare la capacità competitiva dei professionisti e delle partite IVA e, soprattutto, favorire la crescita del sistema produttivo nazionale.

L’obiettivo non è quello di difendere una categoria né deve essere semplicemente quello di ridurre il prelievo fiscale, ma di consentire a professionisti e lavoratori autonomi di liberare risorse da reinvestire nell’economia reale: nell’assunzione di collaboratori, nella creazione di nuova occupazione, nella formazione, nell’innovazione e nell’acquisizione di nuove competenze professionali

Quando al professionista viene permesso di trattenere il frutto del proprio lavoro, quel risparmio non resta fermo: diventa assunzione di un giovane collaboratore, diventa contratto per un dipendente, diventa investimento in formazione qualificata, diventa incarico per un’altra impresa..

La fiscalità non può essere concepita esclusivamente come strumento di prelievo e controllo, ma deve diventare anche una leva di sviluppo. Chi produce reddito, crea valore e genera opportunità di lavoro deve essere messo nelle condizioni di crescere e contribuire ulteriormente al benessere collettivo.

Il professionista non è un soggetto da guardare con sospetto, ma una risorsa per il Paese. Sostenere il lavoro autonomo significa sostenere l’occupazione, alimentare nuove professionalità e rafforzare il tessuto economico nazionale.

Meritocrazia Italia non è il popolo delle partite IVA. Siamo il popolo delle imprese, dei lavoratori autonomi e dei lavoratori dipendenti, insieme. Il lavoro autonomo crea lavoro dipendente. L’impresa piccola crea filiera. Il professionista che cresce fa crescere lo studio, lo studio fa crescere l’occupazione.

È questa la direzione che chiediamo alla Legge di Bilancio: meno penalizzazioni per chi produce, maggiore capacità di investimento e un sistema fiscale che premi la crescita e la responsabilità, trasformando il reddito individuale in nuove opportunità per l’intera collettività.

In conclusione, Meritocrazia Italia chiede una Finanziaria che tenga insieme tre pilastri: Regole chiare sull’IA, Risanamento del Debito, Centralità dell’Uomo.

L’Intelligenza Artificiale senza regole umane è barbarie. Un debito senza controllo è schiavitù per le future generazioni. Un’istruzione e un lavoro senza dignità sono la fine del merito.

Il Governo ascolti.

Stop war


Presidente Nazionale Meritocrazia Italia

Walter Mauriello

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