DALLO SCAVO CLANDESTINO AL MUSEO: IL VIAGGIO SEGRETO DELL'ARTE RUBATA IN ".CRONACHE DELL'ARTE RAPITA"

2 Ottobre 2026
- Di
Redazione
Museo storico Arma Carabinieri - SprayNews - Monica Macchioni
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Paola Puglisi raccoglie le testimonianze di Roberto Lai e Salvatore Morando. Il libro sarà presentato il 15 ottobre a Roma, al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri.

di Monica Macchioni

Un reperto appena scavato può essere sporco di terra, privo di documenti e sconosciuto agli studiosi.

Quando arriva sul mercato internazionale, può avere una provenienza apparentemente rassicurante e un prezzo che lo rende accessibile soltanto a pochi.

Fra questi due momenti si compie il lavoro dei trafficanti: passaggi attraverso intermediari, trasferimenti all’estero, documentazione costruita per rendere credibile una storia diversa da quella reale.

È in questo tratto del viaggio, spesso invisibile al pubblico, che si concentrano le indagini dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Ed è qui che conduce Cronache dell’arte rapita, il libro di Paola Puglisi, pubblicato da Castelvecchi, nato anche dall’incontro con i luogotenenti Roberto Lai e Salvatore Morando.

Le loro testimonianze portano il lettore dentro un mestiere nel quale bisogna conoscere l’arte, ma anche capire le persone: chi vende, chi fa da tramite, chi sa più di quanto racconta. Una fotografia può contraddire una dichiarazione.

Un nome già incontrato può collegare due vicende lontane.

Per ricostruire un traffico occorre tenere insieme dettagli che, presi da soli, sembrano non dire nulla.
Il vaso di Assteas, con la raffigurazione del ratto d’Europa, offre un esempio delle distanze che un’opera può percorrere dopo uno scavo clandestino.

La sua vicenda, dal territorio italiano al Getty Museum e poi alla restituzione, mostra quanto sia importante risalire ai passaggi precedenti all’ingresso in una collezione. Il prestigio della destinazione finale non cancella ciò che è accaduto prima.

Il tesoro di Ascoli Satriano mette davanti a un’altra conseguenza del traffico: la dispersione.

Il trapezoforo con i due grifoni che assalgono una cerva, scelto per la copertina del libro, colpisce per la forza delle figure e per i colori conservati nel marmo.

Ma la bellezza del singolo oggetto è soltanto una parte della storia. Ricondurre reperti dispersi al loro insieme significa recuperare relazioni, informazioni, possibilità di comprendere il mondo dal quale provengono.

Le operazioni Ifigenia, Giunone e Gerione richiamano la dimensione organizzata di queste indagini.

Il traffico internazionale si alimenta di contatti e triangolazioni: un’opera cambia Paese, viene affidata a un intermediario, ricompare con una nuova versione del proprio passato. Ogni passaggio può allontanarla dal luogo della sottrazione e rendere più difficile individuarne l’origine.

In questo lavoro trovano spazio anche attività sotto copertura, nelle quali l’investigatore deve entrare in contatto con ambienti chiusi e conquistare la fiducia dei propri interlocutori. Sono situazioni che richiedono preparazione, controllo e pazienza.

L’obiettivo è raccogliere elementi utili a riconoscere gli oggetti e ricostruire responsabilità e collegamenti.

Poi c’è il caso della Natività di Caravaggio, che introduce nel racconto il peso di una ricerca senza restituzione. Il dipinto scomparso ricorda che l’esito di un’indagine non è mai garantito. Le testimonianze possono essere discordanti, le piste esaurirsi, il tempo rendere più difficile ogni verifica. Eppure quel vuoto continua a chiedere risposte.

Puglisi arriva a queste storie da una vicenda molto vicina: un vaso etrusco ricevuto in regalo dalla sua famiglia negli anni Sessanta e rimasto per anni in un salotto romano.

Un oggetto familiare diventa così una domanda sulla provenienza, sul possesso e su ciò che si tende a non vedere quando un reperto viene apprezzato soltanto come decorazione.

Storica dell’arte e bibliotecaria, l’autrice affianca questa esperienza alle voci di Lai e Morando. Ne nasce un racconto che permette di guardare oltre il momento, sempre emozionante, in cui un’opera viene riconsegnata.

Prima ci sono il lavoro degli investigatori, il confronto con gli studiosi, la collaborazione istituzionale e la ricerca delle prove.

Dopo, torna la possibilità di esporre, studiare e condividere ciò che era stato sottratto.

«Cronache dell’arte rapita» sarà presentato giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 17:30, al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, in Piazza del Risorgimento 46, a Roma.

Alla presenza di Paola Puglisi, interverranno il generale di divisione Pasquale Muggeo e il professor Pietro Petraroia.

L’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti, con prenotazione.

Per accreditarsi occorre scrivere direttamente al Museo all’indirizzo museo.storico@carabinieri.it, indicando nome e cognome e facendo riferimento alla presentazione del 15 ottobre.

- SprayNews - Moonica Macchioni

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