
Di Antonino Salsone
Ormai manca pochissimo all’avvento del 2025 e tutti in queste ore stiamo volgendo pensiero e sguardo verso l’anno nuovo.
Domani ci porgeremo gli auguri, formuleremo le buone intenzioni interiori e collettive e aggiorneremo le agende con programmi personali e lavorativi di auspicati efficacia e successo.
Tutto legittimo e tutto giusto, per carità.
Ma basta?
Io ritengo di no, perchè ogni momento di passaggio contiene il bene e anche il male.
Ogni anno che passa ci ha infatti gratificato con bei doni, ma ci ha portato anche dei dolori.
E’ la vita e bisogna accettarlo.
Peró l’uomo ha ricevuto il dono della memoria e dunque ha il dovere di custodirlo ed esercitarlo con intelligenza e riconoscenza.
Il mio pensiero, in questa ora di commiato dal 2024, volge verso coloro che ci sono stati portati via dal destino (o dall’uomo, in certi casi che ancora di più si fa fatica ad accettare) e che non vedranno il 2025.
I luccichii di queste ore sono importanti e certamente meritano di avere il primato perchè la vita deve continuare, ma tutti, purtroppo, nel 2024 abbiamo perso un familiare, un fratello, un amico a cui abbiamo voluto bene.
Costruiamo quindi il 2025 con la luce del futuro e auspichiamo che ogni cosa vada così come il nostro cuore desidera, ma teniamo accesa la fiamma del testimone nel segno del rispetto per gli uomini che ora sono spirito.
Accogliere così il nuovo anno non è fonte di tristezza, ma esercizio consapevole e meritevole degli altissimi valori della memoria e del rispetto.
Auguro a ognuno di trascorrere in salute, serenità e prosperità il 2025, ma, nel contempo, di iniziare il racconto del libro d’oro della vita scrivendo il nome di chi, pur se ora non è più carne, merita di restare per sempre nel nostro cuore.
- SprayNews - Monica Macchioni