LA MASSONERIA ITALIANA SCEGLIE LA LEGALITA’ CON IL NUOVO GRAN MAESTRO LEO TARONI MA ORA TEME UN GOLPE DA PARTE DI BISI

7 Marzo 2024
- Di
Redazione
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Il 3 marzo si sono svolte in tutta Italia le elezioni per il Gran Maestro del G.O.I. la più importante obbedienza massonica con quasi 23.000 iscritti. L’affluenza è stata molto maggiore delle precedenti elezioni con quasi un 80 % di votanti tra i 17.000 fratelli maestri aventi diritto. La grande affluenza dimostra quanto queste elezioni siano state vissute come punto di svolta per il futuro della massoneria in Italia. Arrivano infatti dopo anni di lotte intestine in cui il Gran Maestro Stefano Bisi - indagato nel 2014 per ricettazione dalla Procura della Repubblica di Siena nell’ambito del noto scandalo “Mens Sana” , la squadra di pallacanestro sponsorizzata dal monte dei paschi di Siena- ha scientificamente espulso o sospeso i dissidenti pericolosi e gli avversari stimati dai fratelli.
Le aree in cui Bisi è stato più contestato sono la lotta alle infiltrazioni mafiose – dove oltre ad aver fatto poco o niente su questo fronte vedi il medico di Matteo Messina Denaro ha addirittura negato l’accesso alle liste alla commissione antimafia peggiorando il pregiudizio sui legami tra massoneria e mafia – e la costituzione di una fondazione che assorbe tutto il patrimonio immobiliare del G.O.I. di oltre 200 milioni di euro. Fondazione di cui lui è ovviamente il presidente e la sua giunta la governance. Quando gli fu chiesto di rendere inscindibile la governance della fondazione da quella del G.O.I. per evitare che lui e i suoi sodali potessero cambiando lo statuto diventare gli unici gestori della fondazione per sempre lui attacco e sospese e espulso chi lo ha proposto. Quindi le case massoniche possono essere “confiscate” dalla fondazione che si ritroverebbe con un patrimonio di 200 milioni di euro senza aver investito un euro.
In questi anni la lista di dissidenti espulsi è lunga e importante e uno di questi era il candidato più pericoloso per le elezioni che si sono appena svolte.
In questo clima di “terrore” instaurato da Bisi si sono svolte le elezioni che vedevano contrapposti Antonino Seminario – braccio destro di Bisi Calabrese , dichiarato fallito come società e personalmente dal Tribunale di Rossano nel 2001 – e Leo Taroni imprenditore di Ravenna che ha raccolto l’esigenza di un forte cambiamento. C’era anche un terzo candidato che ha raccolto a mala pena il 5% che si dice sia stato frutto di una furba mossa elettorale da parte di Bisi \ Seminario per disperdere i voti a favore di Taroni.
Il programma di Leo Taroni era articolato in vari punti e centrato sulla lotta alle infiltrazioni mafiose, la focalizzazione sulla cultura e l’impegno e un nuovo rapporto con lo stato italiano a cui Taroni vuole chiedere di diventare associazione riconosciuta, un rapporto quindi aperto, trasparente e collaborativo. Taroni si impegna inoltre a un unico mandato.
Il programma di Seminario era semplicemente proseguire quanto fatto da Bisi con priorità su spostamento patrimonio immobiliare alla fondazione.
Lo spoglio delle elezioni del 3 marzo è terminato il 5 marzo non senza polemiche : la Calabria riesce a trasportare 1800 schede per kilometri e a scrutinarle in poche ore – con un risultato fortemente a favore di Seminario – mentre la Sicilia finisce lo scrutinio 2 giorni dopo la sera del 5 marzo. Contestazioni di 28 voti in Abruzzo a favore di Taroni a causa di un tagliandino che doveva essere staccato ma parallela contestazione di 70 voti in Sicilia a favore di Seminario per lo stesso motivo. In Sicilia va inoltre controllato l’ora di arrivo delle schede da Enna che sembra siano arrivate fuori tempo massimo.
Il risultato finale viene conteggiato dai diversi responsabili di seggi di entrambe le fazioni e a entrambe risulta una vittoria di Leo Taroni per 15 voti. Il nord Italia vota compatto per Taroni, Seminario stravince in Calabria e in Sicilia. Ovviamente il 5 e 6 marzo esce la notizia della vittoria di Taroni che da regolamento interno del G.O.I. deve essere ratificata da CEN , comitato elettorale nazionale.
Dopo la notizia della vittoria di Taroni, Bisi fa emettere un comunicato stampa del G.O.I. che sembra l’inizio di un golpe: definisce Leo Taroni un “sedicente candidato “, come fa un candidato ad essere “sedicente” ? la candidatura è stata approvata dal CEN e ha ottenuto la maggioranza dei voti. Definisce i risultati emersi sulla stampa degli exit poll- in realtà i sapienti comunicatori di Bisi li hanno definiti “ exit pool” , piscine in uscita a dimostrazione del nervosismo che si respira nella compagine perdente – mentre ovviamente nessun sondaggio o exit poll è stato svolto, i risultati pubblicati dalla stampa sono i voti conteggiati dalle singole sezioni e controllati da entrambe le fazioni elettorali. Accusa poi Taroni di aver diffuso un audio in cui si autoproclamava vincitore e concludeva dicendo che ancora nulla è definitivo perché deve decidere il CEN ,come se il CEN potesse ribaltare il risultato elettorale.
A questo punto Taroni emette un comunicato dove si dichiara di non essere lui l’autore dell’audio ma ribadisce l’esito delle urne che andrà ratificato dal CEN. I legali di Taroni inviano poi al G.O.I. una richiesta di rettifica ex art. 8 della legge sull’editoria in quanto le affermazioni del comunicato sono offensive verso Taroni e accusano di un audio senza alcuna prova.
Il timore dei sostenitori di Taroni è che Bisi – invece di accettare lealmente e “fraternamente” la sconfitta – tenti di offuscare le acque e di sovvertire il risultato elettorale con pressioni sul CEN o addirittura manipolazioni delle schede elettorali.
Quella del CEN dovrebbe essere una ratifica pacifica in quanto anche se venissero annullate le 28 schede di Taroni in Abruzzo per il tagliandino per lo stesso motivo andrebbero annullate 70 schede per Seminario in Sicilia per lo stesso motivo e quindi il vincitore non cambierebbe. Bisi potrebbe però chiedere il riconteggio per guadagnare tempo per intorpidire ulteriormente le acque, far manomettere anche solo un plico di schede proveniente dal nord italia facendolo così dichiarare inammissibile o inventare altre irregolarità mirate alle regioni del nord che hanno votato Taroni.
Ovviamente sarebbe un vero e proprio Golpe che sovvertirebbe la volontà degli elettori e la compagine di Taroni ricorrerebbe immediatamente alla giustizia ordinaria accusando i membri del CEN che fra l’altro risponderebbero in solido con i loro beni quindi probabilmente non accetterebbero di essere manovrati da Bisi in una manovra così poco difendibile ( ogni seggio aveva ispettori di Taroni pronti a dimostrare la regolarità delle elezioni e nessun ispettore di Seminario ha mai contestato alcuna irregolarità a parte quelle emerse sui tagliandini).
Quindi questa opzione del Golpe sarebbe una via senza ritorno che creerebbe il crollo finale della massoneria italiana e neanche i fratelli più sospettosi vogliono crederci.

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