
Senza misure per l’integrazione, il nuovo decreto resta uno specchietto per le allodole.
«Dopo le manifestazioni della scorsa domenica, arriva l’approvazione alla Camera del decreto sui rimpatri volontari» dice Walter Mauriello, Presidente nazionale di Meritocrazia Italia.
«Avevamo chiesto un passo indietro rispetto all’incentivo economico a favore degli avvocati per l’assistenza al rimpatrio e il rientro effettivo.
Lo abbiamo ottenuto.
Quell’emendamento non c’è più.
Ma non è una vittoria.
Il problema della gestione dei flussi migratori resta ed è più complesso di così.
Bene sul contrasto all’immigrazione irregolare, la sicurezza dei cittadini merita attenzione.
Come intervento isolato, però, questo provvedimento normativo rischia di essere soltanto uno specchietto per le allodole più che una risposta concreta al disagio del momento.
Bisogna pensare anche e soprattutto a chi resta, perché passa per l’integrazione la costruzione di una società fatta di equilibri stabili e per la lotta alla marginalizzazione.
Sarebbe utile, ad esempio, valorizzare le imprese che promuovono inclusione, tramite incentivi mirati a progetti virtuosi di integrazione professionale e culturale, e promuovere progetti di quartiere e cittadinanza attiva, per rafforzare il legame tra comunità italiane e straniere attraverso iniziative di cura condivisa degli spazi pubblici, laboratori educativi e attività civiche.
È nei luoghi del quotidiano che si crea l’integrazione autentica.
Questo salto culturale va promosso con impegno».
- SprayNews - Monica Macchioni