
LA MEDICINA NUCLEARE ENTRI STABILMENTE E IN MANIERA SERIA NELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA NAZIONALE
La recente presentazione della nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa da parte dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) offre una fotografia aggiornata di una delle principali criticità del Servizio Sanitario Nazionale.
Tra gennaio 2025 e aprile 2026 sono state monitorate oltre 65 milioni di prenotazioni effettuate presso strutture pubbliche e private accreditate e, nonostante i segnali di miglioramento rispetto all’anno precedente, nel primo quadrimestre del 2026 quasi due milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici sono stati erogati oltre i tempi massimi previsti, con persistenti differenze territoriali nel rispetto delle classi di priorità.
Si tratta di dati che confermano quanto il governo delle liste d’attesa rappresenti oggi una delle principali sfide della sanità italiana.
Garantire ai cittadini un accesso tempestivo alle prestazioni significa, infatti, non soltanto migliorare l’efficienza organizzativa del sistema, ma rendere effettivo il diritto alla salute, assicurando che ogni paziente possa ricevere la prestazione appropriata nel momento in cui essa è realmente necessaria.
Se questa criticità riguarda l’intero SSN, assume un rilievo ancora maggiore quando interessa discipline nelle quali il fattore tempo incide direttamente sulle possibilità di diagnosi e di cura.
È in questa prospettiva che Meritocrazia Italia ritiene necessario richiamare l’attenzione sulla medicina nucleare, uno dei settori che meglio rappresentano l’evoluzione della medicina contemporanea e che, proprio per questo, richiede oggi una riflessione non solo scientifica, ma anche organizzativa e di politica sanitaria.
Negli ultimi anni la medicina nucleare ha conosciuto una straordinaria evoluzione, trasformando profondamente la diagnosi e il trattamento di numerose patologie, in particolare in ambito oncologico, ma anche cardiovascolare e neurologico.
Secondo il più recente Libro Bianco dell’Associazione Italiana di Medicina Nucleare (AIMN), in Italia vengono erogate ogni anno oltre 1,2 milioni di prestazioni di medicina nucleare, a testimonianza di una disciplina ormai centrale nei percorsi assistenziali e non più confinata a un ruolo altamente specialistico.
Attraverso tecniche di imaging molecolare, quali la Tomografia a Emissione di Positroni (PET) e la Tomografia Computerizzata a Emissione di Fotone Singolo (SPECT), è possibile individuare alterazioni biologiche e funzionali dell’organismo anche nelle fasi più precoci della malattia, orientando diagnosi sempre più tempestive e decisioni terapeutiche maggiormente personalizzate. In molti percorsi oncologici questi esami risultano determinanti non soltanto per la diagnosi, ma anche per la stadiazione della malattia, la valutazione della risposta ai trattamenti e la programmazione delle successive strategie terapeutiche.
L’innovazione non riguarda esclusivamente la diagnostica. Lo sviluppo delle terapie radiometaboliche e delle più recenti terapie radioligandiche sta aprendo nuove prospettive nel trattamento di alcune neoplasie, rendendo la medicina nucleare uno degli ambiti più avanzati della medicina di precisione.
La crescente integrazione tra diagnosi e terapia dimostra come la ricerca scientifica sia oggi in grado di offrire opportunità di cura sempre più efficaci e personalizzate.
Il dibattito sulla medicina nucleare si è finora concentrato prevalentemente sul valore scientifico e tecnologico delle nuove applicazioni.
Meritocrazia Italia ritiene necessario affiancare a questa prospettiva una riflessione sul modello organizzativo capace di trasformare l’innovazione in un reale beneficio per tutti i cittadini.
La sfida non riguarda soltanto ciò che la medicina nucleare è oggi in grado di offrire, ma la capacità del SSN di garantire che tali opportunità siano disponibili in modo tempestivo e uniforme sull’intero territorio nazionale.
È proprio in questo contesto che il fattore tempo assume un significato particolare.
Un ritardo nell’esecuzione di una PET, di una SPECT o di una scintigrafia non rappresenta soltanto il differimento di una prestazione sanitaria: può incidere sul percorso diagnostico del paziente, sulla definizione della strategia terapeutica e, in alcuni casi, sulle stesse opportunità di cura.
Per questo motivo le liste d’attesa, quando riguardano la medicina nucleare, non possono essere considerate esclusivamente un problema organizzativo. Esse rappresentano anche una questione di appropriatezza clinica, tempestività assistenziale, qualità delle cure ed equità nell’accesso alle prestazioni.
Purtroppo oggi non tutti i cittadini italiani hanno oggi la possibilità di accedere agli esami e ai trattamenti di medicina nucleare nei tempi clinicamente appropriati, indipendentemente dalla Regione o dal territorio in cui vivono.
La diversa distribuzione delle strutture, delle tecnologie, dei radiofarmaci e delle competenze professionali continua a determinare differenti opportunità di diagnosi e di cura. E questo è gravissimo.
Occorre che la medicina nucleare entri stabilmente nella programmazione sanitaria nazionale quale componente strategica di un Servizio sanitario moderno e orientato alla medicina di precisione.
Occorre rafforzare il monitoraggio dei tempi di accesso alle prestazioni, promuovere una programmazione coerente della rete dei centri, investire nelle tecnologie, nei radiofarmaci e nella formazione delle professionalità specialistiche, favorendo una distribuzione più equilibrata delle competenze sul territorio nazionale e riducendo le disuguaglianze tra le diverse aree del Paese.
Stop war.
- SprayNews - Monica Macchioni