PICO DELLA MIRANDOLA, CHE UOMO STRAORDINARIO

2 Maggio 2025
- Di
Redazione
Categorie:
Pico della Mirandola, libero pensiero - ilGraffio - Monica Macchioni
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Di Antonino Salsone

Giovanni Pico, conte di Mirandola, fu perseguitato da Innocenzo VIII come eretico e pseudo-profeta per le 900 tesi, dette anche “Conclusiones”, scritte alla giovanissima età di 23 anni.

La scure papale fu violenta e cadde in ragione del pensiero filosofico e dell’intenzione del nostro di celebrare un convegno pubblico tra dotti per discuterle liberamente.

Innocenzo VIII emise un primo decreto (o qualcosa di simile) volto a bloccare il convegno, rispetto a cui Pico della Mirandola si difese con lo scritto “Apologia”.

In risposta, il papa emise subito un nuovo decreto con il quale istituí un tribunale d’inquisizione di cui nominò i giudici ed al quale diede “piena facoltà di citare, arrestare, incarcerare, esaminare i carcerati, punirli a norma delle sanzioni canoniche e di fare tutte e ciascuna delle cose che i predetti inquisitori possono fare in simili cause secondo il diritto e la consuetudine”.

Pico della Mirandola fu arrestato e in sua difesa scese in campo Lorenzo dè Medici, che pronunciò parole durissime.

Ma il papa non si scompose e fece recapitare al Magnifico una lettera minacciosissima che si concluse cosí: “Costui cerca di finire male et essere un dí arso”.

Sono passati secoli ma, ancora oggi, il libero pensiero fa paura e ci sono dittatorelli, che ormai non portano piú la tonaca ma vestono abiti civili e discettano di libertà munendosi di libelli attraverso i quali si presentano con il manto bianco dell’agnello riposto sopra quello nero e ispido del lupo, ne continuano a fare strame.

Però, a distanza di secoli, la memoria ricorda Pico della Mirandola e le sue tesi, non le pronunce liberticide di Innocenzo VIII e i suoi inquisitori.

La Libertà si difende sempre, ad ogni costo.

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