SANGIULIANO, VITTIMA DI SE STESSO

6 Settembre 2024
- Di
Monica Macchioni
Sangiuliano, vittima di se stesso. - SprayNews - Monica Macchioni
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Tempo di lettura: 2 minuti


Controproducente la sua intervista al tg1
Il governo ha cercato di difenderlo davvero, o ne ha voluto fare un capro espiatorio?

Francamente la gestione del caso Sangiuliano appare incomprensibile.

Vengo da una scuola che ama la dietrologia ma nonostante questo, in tutta questa vicenda non riesco proprio a vederci nulla, se non il desiderio legittimo di una giovane donna magari un po’ spregiudicata ma intelligente di far carriera, e il cedimento altrettanto legittimo di un uomo di successo verso una donna giovane e avvenente.

Dove sta il reato?

Non c’è’.

Per quale ragione fare un esposto alla Procura della Repubblica?

Non si comprende il senso.

Come si fa a trasformare l’amata nel giro di poche settimane in un nemico pubblico da abbattere?

I dubbi sono tanti. Anche a voler usare la lente di ingrandimento non si ravvedono reati.

Solo tanta incompetenza e leggerezza nella gestione di una situazione che per questo è scappata di mano e ha portato danno a un intero governo.

Ad esempio: che senso ha avuto raccontare in mondo visione - dopo settimane di smentite - che c’era un rapporto personale, privato e sentimentale, tra il ministro e la consulente?

Che senso ha avuto procurare al ministro Sangiuliano una gogna mediatica unica per modalità e contenuti, coinvolgendo addirittura la moglie, i collaboratori, l’intero governo su di una vicenda che ha più il sapore di un film con la Fenech degli Anni Settanta che non di una intervista politica seria ad un ministro?

Credo che il direttore Chiocci abbia fatto non solo uno scoop ma abbia creato un pericoloso precedente.

Mai nella storia della politica e delle istituzioni italiane si era verificata una confessione in mondovisione al tg1 sforando addirittura lo spazio del tg stesso.

Cui prodest?

Si sarebbe dovuta fare una scelta a monte.

O difendere il ministro a prescindere, senza se e senza ma, come è avvenuto per il ministro Daniela Santanche’ - che infatti e’ andata a raccontare la sua verità, vera o meno che fosse, davanti al Parlamento, in attesa che la magistratura faccia il suo corso, oppure non difenderlo e pretenderne subito le dimissioni, immediatamente e senza facoltà’ di intervista.

Che senso ha avuto trasformare Gennaro Sangiuliano in un capro espiatorio, andando a costruire artatamente una scena plastica dove i protagonisti si trasformano nel Chiocci - Torquemada, inquisitore ieratico, austero e giudicante e Sangiuliano-penitente che confessa agli italiani e al mondo intero il proprio peccato.

Secondo la Meloni e il governo, quale figura avrebbe dovuto dare l’assoluzione?

Scire nefas.

Monica Macchioni

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