VIVA LA LIBERA MANIFESTAZIONE DEL PENSIERO

7 Aprile 2024
- Di
Redazione
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Carissimo Fratello,
il Tribunale di Roma, Collegio del Reclamo, con ordinanza emessa oggi venerdì 5 aprile 2024, ha respinto l’impugnazione proposta dal Grande Oriente d’Italia contro la decisione del Tribunale di Roma del 30 novembre 2023, la quale aveva sospeso l’efficacia della sentenza definitiva della Corte Centrale in sezione plenaria del 24 marzo 2023 di irrogazione al Fr. Antonino Salsone, già Presidente del Collegio dei MMVV della Lombardia dal mese di ottobre del 2016 al 22 luglio 2022, della sanzione della censura solenne (per Tuo ricordo, con sentenze interne del 22 luglio 2022, - Collegio presieduto dal fr. Rosario Sansone, siciliano, e del 24 marzo 2023, collegio presieduto dal fr. Alberto Moschini, toscano -, il fr. Antonino Salsone è stato condannato alla duplice sanzione della sospensione per un anno dai lavori massonici e della interdizione per tre anni dalle cariche).

Ricorderai anche che la causa apparente della condanna del Fr. Antonino Salsone era stata la pubblicazione su Facebook di un post avvenuta il 30 gennaio 2022 a firma sua e del Prof. Claudio Bonvecchio (entrambi come liberi cittadini e non quali massoni del GOI), con il quale, pur esprimendo vivo ringraziamento al Prof. On. Sergio Mattarella per il sacrificio di onerarsi di un ulteriore settennato a servigio del Paese, hanno esposto, a titolo personale, osservazioni critiche al sistema partitico per non avere saputo trovare un successore al Prof. Mattarella, già Presidente uscente della Repubblica Italiana.

Se non la ricordi, invece, Ti rammento la causa vera della condanna inflitta al Fr. Antonino Salsone: impedirgli di poter partecipare alla competizione elettorale per il rinnovo della gran maestranza e della giunta del GOI per il quinquennio 2024 – 2029.

In buona sostanza, Stefano Bisi e Tonino Seminario, vigorosamente temendolo per le idee, per la parola e per la forza elettorale, non lo volevano tra i piedi e questo lo sanno tutti, anche Tu caro Fratello!

A fronte dell’impugnazione giurisdizionale ordinaria a cui il Fr. Antonino Salsone, per difendere la propria libertà di pensiero e di parola, anche a beneficio di tutti i Fratelli del GOI, è stato costretto a causa dell’asservimento penoso e vergognoso ai voleri di Stefano Bisi e Antonio Seminario delle suddette sezioni giudicanti della Corte Centrale (e pure di qualche altro vegliardo fratello, anche settentrionale, a cui, evidentemente, il fr. Antonino Salsone “faceva ombra”), il Tribunale di Roma si è pronunciato per ben due volte in sede cautelare e ha dato ragione al Fr. Antonino Salsone.

Con la prima decisione (30.11.2023), accogliendo la domanda del Fr. Antonino Salsone, ha sospeso l’efficacia della sanzione della censura solenne (quindi, per chi non è esperto di cose legali, le sentenze interne a firma di Rosario Sansone e di Alberto Moschini attualmente non hanno alcun effetto giuridico e pratico e, anzi, il GOI ora sarà anche costretto a restituire al Fr. Antonino Salsone le spese di lite per il doppio grado interno – ben 8 mila euro), con la seconda odierna decisione il Collegio del Tribunale di Roma (composto da tre giudici) ha confermato la decisione del 30 novembre 2023 e ha respinto il reclamo del Grande Oriente d’Italia.

Il Collegio del Tribunale di Roma, dopo avere letteralmente demolito e aspramente criticato tutte le argomentazioni formulate dai difensori del GOI, ha affermato quanto segue:
“ Orbene, ritiene il Collegio pienamente condivisibile la valutazione operata dal giudice di prime cure circa l’insussistenza di un esplicito divieto per ogni associato di manifestare il proprio pensiero politico sui social network, essendo detto divieto limitato ai soli lavori nella Loggia (cfr. VIII principio fondamentale e X principio della identità del GOI).

In altri termini, la natura apolitica dell’associazione, espressamente codificata dalle norme generali statutarie e regolamentari richiamate, non vale a comprimere il diritto di manifestazione del pensiero di ogni associato fino a precludergli tout court la possibilità di esternare, a titolo meramente personale, il proprio pensiero politico su canali di informazione destinati a raggiungere una moltitudine indeterminata di interlocutori”;

Ed ancora: “ Ritiene il Collegio che le argomentazioni di parte reclamante, pur suggestive, non possano essere condivise, dovendosi nettamente differenziare la condotta di chi, spendendo in modo univoco la qualifica di organo apicale dell’associazione, esterni una particolare idea politica inducendo il lettore ad attribuire – a ragione o a torto – l’adesione dell’intera associazione a quello specifico pensiero, dalla condotta di chi, come nel caso di specie, si limiti alla pubblicazione di un articolo su un proprio blog personale ”;

Inoltre: “ Ricorre, al contempo, l’ulteriore presupposto del periculum in mora, peraltro nemmeno espressamente contestato dal GOI in sede di reclamo ”;

Infine:
“P.Q.M.

Il Tribunale di Roma, in composizione collegiale, così provvede:

  • rigetta il reclamo;
  • dà atto, ai sensi dell’art. 13, comma 1 quater, D.P.R. n. 115, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del reclamante ed in favore dell’Erario dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il reclamo;
  • spese al merito.
    Così deciso nella camera di Consiglio di Roma del 2 aprile 2024 ”.

Carissimo Fratello,
ben quattro giudici del Tribunale di Roma si sono espressi in sede cautelare e allo stato hanno stabilito che il Fr. Antonino Salsone ha subito un violento e doloso sopruso da parte del Gran Maestro Stefano Bisi, della Giunta del GOI, del Grande Oratore Michele Pietrangeli e dei collegi giudicanti interni presieduti, il primo, dal fr. Rosario Sansone, e, il secondo, dal fr. Alberto Moschini.

Il dictum cautelare del giudice ordinario (perché, fortunatamente, anche a Roma c’è un giudice e non solo a Berlino …) è chiarissimo: fatta eccezione per le questioni interne alla loggia e purchè non spenda il proprio titolo massonico, ciascun libero muratore, in quanto cittadino della Repubblica Italiana, è libero di manifestare (liberamente) il proprio pensiero.

Il Fr. Antonino Salsone ha avuto ragione in sede cautelare e il suo sacrificio ora consente a ciascun massone del GOI di avere piena consapevolezza che quale cittadino di questo Paese, purchè osservi le due predette condizioni, ha diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero.

Sarebbe davvero opportuno che il Gran Maestro uscente Stefano Bisi, nell’allocuzione delle 18.30, parlasse a tutti proprio del diritto di libera manifestazione del pensiero e pubblicamente si pentisse, assieme ai propri sodali, del violento e doloso sopruso consumato ai danni del Fr. Tonino Salsone, a cui va la nostra imperitura gratitudine per la difesa del libero pensiero effettuata anche a costo di sacrifici personali davvero immani.

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SprayNews - Monica Macchioni

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