
Abbiamo intervistato l'avvocato Pasquale Cardillo Cupo, quale Presidente dell'Associazione Cesare Beccaria e noto Avvocato Penalista, per cercare di capirne di più dal punto di vista Giudiziario su una delle più grandi tragedie mai accadute, quella del Crans Montana, e che ha coinvolto molti giovanissimi Italiani e le loro famiglie.
Di Monica Macchioni
Presidente, dal punto di vista giudiziario si rincorrono informazioni contrastanti su questa enorme tragedia. Lei cosa ne pensa?
In questo momento siamo tutti emotivamente coinvolti da quanto accaduto, una tragedia di queste dimensioni in un giorno di festa era inimmaginabile, rendendo difficile esprimere concetti e pensieri diversi da quelli di umana solidarietà e vicinanza verso le famiglie dei giovani che purtroppo non ce l’hanno fatta e di quelli che in Ospedale lottano tra la vita e la morte. Fatta questa premessa, certamente le perplessità in ambito giudiziario sulle notizie trapelate in queste ore sono molte ; la sensazione, dispiace dirlo, al momento appare di confusione, difficilmente comprensibile almeno per il nostro sistema giudiziario.
A cosa si riferisce in particolare?
Ho letto delle dichiarazioni rilasciate dagli inquirenti svizzeri che trovo singolari ; parlare di aver ascoltato i proprietari del locale come persone infornate sui fatti e non come indagati mi lascia perplesso, a prescindere dalla loro successiva iscrizione nel registro degli indagati trapelata in queste ultime ore. Era evidente dal primo istante, infatti, come le misure di sicurezza del locale fossero assolutamente insufficienti, se non inesistenti, per garantire la sicurezza degli utenti della struttura. In realtà, per quella che è la nostra cultura giuridica, anche parlare solo di colpa potrebbe non essere sufficiente. Senz’altro il nostro Ministro vigilerá sulla complessiva vicenda affinché venga garantita Giustizia alle vittime e ai familiari dei nostri concittadini rimasti tristemente coinvolti
Pensa possano esserci anche profili dolosi?
Le notizie sono ancora frammentarie ma certamente pubblicizzare sui social l’uso di materiale pirico in un locale chiuso e consegnare bottiglie con sopra apposte candele pirotecniche, chiaramente al solo fine di incentivarne il consumo e la vendita spettacolarizzando l’ordinazione per incrementare le vendite, in assenza di condizioni di sicurezza basilari e con materiali non ignifughi, significa accettare il rischio che possa accadere un incendio ; accettare tale rischio, per di più non possedendo strumenti o tecnologie in grado di intervenire prontamente in caso di emergenza, significa accettare anche il rischio che possano accadere conseguenze drammatiche come quelle verificatesi e questo inevitabilmente puó ricadere nelle ipotesi di dolo eventuale contemplate dal nostro ordinamento, con tutte le conseguenze che ciò può comportare.
L’auspicio è che l’Autorità Giudiziaria Elvetica svolga una indagine approfondita sulla vicenda, a trecentosessanta gradi, affinché venga garantita Giustizia ai giovani che non ci sono più e ai loro familiari e che non si ripetano più eventi così drammatici perché la vita umana é sacra e vale molto di più di qualsiasi profitto economico.
- SprayNews - Monica Macchioni