
Di Sonia Giugno
Tre giorni di confronto, visioni e responsabilità condivise per costruire percorsi di vita autenticamente inclusivi.
L’esperienza vissuta all’ExpoAID di Rimini è stata intensa e ricca di incontri, confronti e nuove prospettive.
Abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con realtà provenienti da tutta Italia che, ogni giorno, lavorano per costruire percorsi concreti di inclusione sociale per le persone con disabilità.
Queste tre giornate ci hanno confermato, ancora una volta, che i limiti non sono determinati dalla disabilità, ma dal contesto sociale, dalla qualità dei servizi e dalla presenza — o dall’assenza — di una cultura realmente inclusiva, capace di riconoscere valore, competenze e potenzialità di ogni persona.
Abbiamo incontrato persone come il prof. Serafino Corti, direttore del Dipartimento delle disabilità della Fondazione Sospiro e coordinatore del comitato tecnico‑scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla disabilità; la dott.ssa Maria Luisa Scattoni, direttrice del Centro nazionale malattie rare dell’Istituto superiore di sanità e coordinatrice dell’Osservatorio nazionale autismo; e la dott.ssa Valeria Pascale, direttore Aba for Disability, psicologa, analista del comportamento ed esperta di neuroscienze, tra le principali figure italiane nel campo dell’analisi del comportamento applicata, Aba (nella foto).
Confrontarsi con professionisti di questo livello ha rappresentato un’occasione di crescita preziosa, confermando quanto sia essenziale il dialogo tra chi definisce le politiche, chi produce ricerca e chi opera quotidianamente nei servizi.
I seminari dedicati, tra gli altri temi, alla riforma del Progetto di vita prevista dalla legge 62/2024 hanno ulteriormente arricchito il nostro percorso, offrendoci strumenti, idee e prospettive che porteremo nel nostro territorio con un rinnovato senso di responsabilità.
Siamo particolarmente orgogliosi di aver rappresentato la Sicilia e, soprattutto, il nostro Pastificio artigianale etico, L'Arte dei Primi, dove oggi sette ragazzi sono impegnati in un concreto percorso di inserimento lavorativo.
Presentare questa esperienza e confrontarla con quelle di tante altre realtà italiane ci ha confermato che investire nel lavoro, nell’autonomia e nella partecipazione sociale significa costruire autentici progetti di vita.
Torniamo da Rimini con nuove conoscenze, relazioni e stimoli, ma soprattutto con una responsabilità ancora più grande: trasformare ciò che abbiamo ascoltato, condiviso e appreso in azioni concrete, continuando a migliorare i servizi e le opportunità offerte alle persone che accompagniamo ogni giorno.
Accanto a noi non ci sono semplicemente persone con una disabilità: ci sono persone con diritti, sogni, aspirazioni, capacità e progetti di vita.
A loro dobbiamo continuare a dedicare il massimo delle nostre competenze, della nostra professionalità e della nostra umanità, affinché ciascuno possa vivere una vita piena, partecipata e libera di esprimere il proprio valore.
Questa esperienza non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa significativa di un percorso che ci spinge a crescere, innovare e costruire — insieme alle famiglie, alle istituzioni e a tutte le realtà che condividono la nostra visione — una società sempre più inclusiva.
- SprayNews - Monica Macchioni