
Il prossimo 22 settembre la Corte costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi sulla possibilità di sospendere l'esecuzione della pena detentiva o disporre forme alternative di detenzione quando le condizioni carcerarie risultino incompatibili con il senso di umanità sancito dall'art. 27 cost.
Il caso trae origine dalle gravi criticità riscontrate presso il carcere di Sollicciano e pone un interrogativo fondamentale per ogni Stato di diritto: può una pena legittimamente inflitta trasformarsi, a causa dell’incapacità dello Stato di garantire condizioni dignitose, in un trattamento degradante e lesivo dei diritti fondamentali della persona?
La questione impone una riflessione equilibrata, lontana sia da approcci ideologici sia da semplificazioni mediatiche.
Tra gli aspetti positivi di un eventuale intervento della Consulta vi è certamente il rafforzamento della tutela dei principi costituzionali.
Una società civile si misura anche dalla capacità di garantire il rispetto della dignità umana a chi ha commesso reati.
La privazione della libertà rappresenta già la sanzione prevista dall’ordinamento; qualsiasi ulteriore sofferenza derivante dal degrado strutturale degli istituti penitenziari non può essere considerata una componente legittima della pena.
Inoltre, una pronuncia favorevole potrebbe costituire un forte stimolo per le Istituzioni affinché affrontino finalmente il problema cronico del sovraffollamento, delle carenze strutturali e della mancanza di investimenti nel sistema penitenziario, questioni già ampiamente affrontate e discusse da Meritocrazia Italia.
In un contesto nel quale la funzione costituzionale della pena è quella di garantire al rieducazione del condannato, è opportuno, che detta pena venga scontata e svolga la sua funzione nel rispetto dei diritti umani sacri ed inviolabili.
Una struttura carceraria sovraffollata, fatiscente, inumana non è certamente degna di un Paese civile.
Tuttavia, non possono essere ignorati i rischi connessi a una soluzione esclusivamente giudiziaria.
L’eventuale ampliamento delle possibilità di accesso a misure alternative potrebbe essere percepito dall’opinione pubblica come un indebolimento del principio della certezza della pena, soprattutto nei casi di reati particolarmente gravi.
Vi è inoltre il pericolo che le inefficienze dello Stato si traducano in una sostanziale alterazione delle decisioni giudiziarie definitive, trasferendo sulla magistratura la gestione di problematiche che richiedono anzitutto risposte politiche e amministrative.
È opportuno, dunque, che la materia sia non solo oggetto di interventi giurisprudenziali ma soprattutto normativi.
Il vero nodo allora non è scegliere tra diritti dei detenuti e sicurezza dei cittadini. Entrambi devono essere garantiti.
Per questo Meritocrazia Italia propone:
– un piano straordinario nazionale per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli istituti penitenziari;
– l’introduzione di un sistema permanente e trasparente di monitoraggio delle condizioni detentive, con verifiche periodiche affidate a organismi indipendenti;
– il potenziamento del personale penitenziario, sanitario e psicologico, oggi insufficiente rispetto alle esigenze reali;
– l’ampliamento dei percorsi formativi e lavorativi interni alle carceri, affinché la pena recuperi concretamente la sua funzione rieducativa;
– l’ampliamento e la reingegnerizzazione delle misure alternative per garantire condizioni conformi ai principi costituzionali pur mantenendo adeguati strumenti di controllo e sicurezza;
– una revisione organica del sistema penitenziario che affronti in modo strutturale il problema del sovraffollamento, senza scaricare sulle emergenze giudiziarie responsabilità che appartengono alla politica.
La dignità della persona e la certezza della pena non sono valori in contrapposizione.
Le carceri non continuare a essere diventare luoghi di abbandono né simboli di inefficienza istituzionale.
Devono essere luoghi in cui la legalità si afferma attraverso il rispetto delle regole, dei diritti e delle responsabilità.
Stop war.
- SprayNews - Monica Macchioni