
"SI ELIMININO GLI SQUILIBRI FRA CHI GUADAGNA TANTISSIMO E CHI POCHISSIMO. E IL MOVIMENTO, SEMPRE PIU' SEGUITO, GUARDA AL FUTURO SENZA L'OSSESSIONE DELLA CANDIDATURA"
Intelligenza artificiale, Prodotto Interno Umano, futuro politico di Meritocrazia Italia. Sono tanti i temi su cui il Presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello si è espresso ieri mattina ai microfoni di Crea-Mi, la trasmissione settimanale prodotta dal Movimento e condotta dal Vice-responsabile Stampa Stefano Ferri, in un primo bilancio pubblico post-Congresso nazionale – un Congresso che, tenutosi venerdì 16 e sabato 17 ottobre nei teatri Quirino e Rossini di Roma, è stato un vero trionfo in termini di audience (oltre 620 spettatori al Quirino e 39mila persone in streaming), di prestigio degli ospiti e di qualità di dibattito.
L’Intelligenza artificiale è stata l’architrave dei vari panel, il minimo comun denominatore sotteso a tutto l’evento.
«Abbiamo già inviato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alle istituzioni e anche alla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen una proposta di legge», dichiara Mauriello.
«Lo strumento AI va valorizzato, tuttavia resta la preoccupazione che possa arrivare a sostituire l’essere umano, non solo in campo lavorativo ma anche incidendo sulle relazioni personali, annullando sentimento e diritti, come il diritto a sbagliare, a essere in ritardo, a non essere percepiti o capiti: diritti che fanno della persona un’imperfezione affascinante.
Tutto questo l’AI non può averlo, e l’errore è banalizzare o sottovalutare.
E attenzione perché delle conseguenze di una grave sottovalutazione stiamo già facendo le spese: quando Meritocrazia Italia propose il Testo Unico Social (una legge-quadro con l’obiettivo di regolamentare l’uso delle piattaforme digitali e arginarne le derive più pericolose, ndr), aveva già bene in mente il rischio, per i minori fragili e non ancora consapevoli, di coinvolgimento senza ragionamento e comprensione.
Occorre andare oltre i decreti sicurezza e considerare la sensibilità dei ragazzi, che hanno diritto a manifestare ma anche tantissime fragilità da abbracciare e accompagnare.
La nostra Costituzione è un capolavoro sul punto perché dimostra che la politica non è atto emergenziale di chiusura e intervento punitivo ma anche e soprattutto strumento di costruzione.
Punire tutti non è una risposta: non sono tutti “anti” o tutti diavoli».
«Oggi si cerca di mettere solo toppe alle emergenze, ad esempio per il caro carburanti che sta comportando proteste e scioperi: si cerca di riportare le cose all’ordinario attraverso un tavolo tecnico e l’impiego di miliardi.
Questo basta?
No, ovvio.
Serve una politica che valuti quali sono le priorità da coprire, le risorse e come prenderle.
Altro esempio: il salario.
Chi lo paga?
Lo Stato o i privati?
Se il privato ha pressione fiscale troppo elevata, non riuscirà ad aumentare i salari.
Uno Stato organizzato deve capire che occorre organizzare condizioni migliori per TUTTI, alzando l’asticella della qualità, eliminando gli squilibri fra chi guadagna tantissimo e chi invece pochissimo. E
xtraprofitto significa stra-guadagno: ebbene, che se ne dia parte alla collettività.
Se il criterio di equità non viene organizzato in base a uno studio preciso, lo Stato non riuscirà mai a risolvere il problema: serve competenza, servono persone che mettano competenza e capacità a disposizione della collettività».
E il futuro di Meritocrazia Italia?
«Il Movimento non deve dimostrare nulla perché in politica sta già da otto anni e non si soffermerà mai sulla candidatura, che potrà accadere o meno, a seconda delle situazioni. Sacrificio, costruzione, autocritica e miglioramento personale: questa è la scuola di MI, con nuove risorse all’interno del progetto, che sempre apre le porte a chiunque.
I dirigenti vanno ringraziati perché fanno sentire ogni nuovo ingresso come elemento della squadra, cosa in cui la politica generalmente non riesce.
MI è apprezzata proprio per non avere l’ossessione della candidatura: continuerà a prestare il suo servizio con serietà, passione e garbo.
«Lasciamo stare la contrapposizione, la guerriglia TV: costruiamo la politica del dialogo e dell’inclusione che crea sempre e dà sempre evoluzione alla società, al contrario delle guerre, che creano solo distruzione.
Di persone che parlano ce ne sono già troppe: abbiamo bisogno di persone che ascoltano».
Stop war.
Visitate il sito www.meritocrazia.eu
Meritocrazia Italia è un’associazione culturale nata per dare vita a un progetto aggregativo fondato sulla valorizzazione del merito, della formazione, dell’equità e dell’impegno sociale ed ambientale, convinti che ci sia un Paese meraviglioso da vivere e raccontare e che sia giunto il momento di offrire un messaggio di speranza e disponibilità, ripartendo da una concreta rivoluzione culturale e dalla riaffermazione di un saldo sistema valoriale di base.
Crediamo che sia possibile creare una società migliore e più giusta, ripartendo, oggi più che mai, dell’impegno dei meritevoli, che, si badi, noi non individuiamo nell’élite dei migliori curricula, ma in coloro i quali ogni giorno, in qualunque ambito e partendo da qualunque condizione iniziale, senza lamentarsi, spesso sentendosi non considerati o addirittura irrisi e senza accettare l’odio per l’altro come reazione agli immancabili fallimenti umani, fanno il loro lavoro onestamente cercando costantemente di migliorare se stessi ed il mondo che li circonda.
Grazie a tale messaggio di positività, siamo riusciti a organizzare coordinamenti in ogni Regione (e in moltissime Province e Comuni), a pubblicare migliaia di articoli e testi di approfondimento su tematiche di rilevanza nazionale e locale, a depositare diverse proposte di legge, ma, soprattutto, ad aggregare persone provenienti da ogni parte d’Italia (e da alcune sedi estere) con differente estrazione professionale e politica, tutte accomunate dalla sola volontà di costruire un percorso virtuoso, finalizzato a recepire le varie istanze della società civile con l’intento di poter così elaborare e offrire soluzioni ragionate, concrete ed equilibrate, convinti che le diversità siano fonti di ricchezza anziché motivo di divisione e che la competenza, in uno al recupero di una dialettica sana, garbata, propositiva e costruttiva, siano imprescindibili elementi di sviluppo di una nuova concezione della partecipazione attiva nella gestione della “cosa pubblica”.
- SprayNews - Monica Macchioni