BAMBINI NEL BOSCO, AVV. IACOBBI - RAIMONDO (CENTRO STUDI FAMILIA) TROPPI PUNTI NON CHIARI, MINORI DAVVERO IN PERICOLO

20 Febbraio 2026
- Di
Redazione
Iacobbi, Padre Raimondo - SprayNews - Monica Macchioni
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Tempo di lettura: 3 minuti

Il Ministro Nordio deve mandare con urgenza gli ispettori ministeriali a controllare cosa sta realmente accadendo al tribunale dell'Aquila.

Il Presidente Nazionale Família Avv. Lorenzo Iacobbi, unitamente al responsabile della sezione Abruzzo e Molise, il direttore del giornale CEIC, padre Maurizio Raimondo - che ha gestito molte comunità per il recupero delle dipendenze, la gestione dei minori con difficoltà familiari vere e il reinserimento sociale dei carcerati - sottolineano congiuntamente come molti aspetti della vicenda dei bambini della casa nel bosco non tornino per nulla, a partire dall’atteggiamento ambiguo e doppio che gli operatori e i responsabili della Casa Protetta stanno tenendo alle spalle dei genitori e a grave danno dei bambini.

Come si pretende infatti di insegnare ai bambini l’italiano quando la maestra - che si è resa volontaria e che non appartiene alla struttura - non conosce neppure l’inglese?

La comunità di accoglienza e’ forse priva di quei mediatori culturali e di quelle figure professionali qualificate in grado di insegnare l’italiano ai bambini?

Questi bambini sono in una struttura protetta molto costosa per il Comune di Palmoli, dove e’ d’obbligo che siano almeno garantite le figure professionali adeguate alle reali necessità dei minori.

Altrimenti che senso ha avuto sradicarli dal loro habitat definito non sicuro e non consono per rinchiuderli in una struttura dove hanno perso anche la confidenza e la fiducia verso il prossimo?

In queste condizioni, più che una Casa Protetta, sembra una semplice Casa Famiglia di prima accoglienza, dove cioè non sono presenti figure professionali competenti come il caso richiederebbe.

Giustamente il padre nelle sue dichiarazioni ha sollevato e sottolineato l’esistenza di una discrasia incomprensibile e sospetta tra le dichiarazioni che gli operatori rilasciano sulla madre e alla madre, dicendo che sta tutto andando per il meglio e che c’e’ collaborazione, e ciò che invece esce sui giornali dove Catherine viene accusata di essere un soggetto problematico, rigido e che crea problemi all’ interno della struttura.

Non è che dietro questo doppiogiochismo si celi in realtà la volontà di sottrarre definitivamente i bambini a Catherine e Natan per renderli adottabili?

E non e’ che ci sia dietro questa premeditata decisione qualcosa di poco chiaro e poco legittimo?

E secondo quale criterio obiettivo ciò avviene, visto che non sono nemmeno riusciti a trovare uno psichiatra che parli inglese e riesca a comunicare con i genitori stabilendo se sono in grado di badare ai propri figli oppure no?

Ricordiamo a tutti che nella famiglia non vi sono problemi di violenza e dipendenze tantomeno di salute, quindi il provvedimento appare tutto anomalo e fuori luogo.

Ad oggi possiamo riscontrare - da quello che ci viene detto anche dalla nonna e dalla zia - che i bambini reputano la Casa Protetta un luogo pericoloso e infatti sono diventati aggressivi e nervosi con atti di autolesionismo sintomo di un malessere oggi reale che non esisteva in loro quando vivevano nella casa del Bosco, in presenza della natura e dei loro amati animali.

Inoltre non è chiaro come mai vi sia stato un cambio di legale in corsa.

Dietro quale sollecitazione?

E da parte di chi ?

E come mai si continua a dare tutta questa pubblicità in tv alla cooperativa che gestisce la cosiddetta Casa Protetta?

Se è Protetta, servirebbe almeno una privacy vera e dispositivi come telecamere per controllare tutto e tutti.

Invece si parla di corridoi chiusi a chiave di notte con la impossibilità per la madre di raggiungere i bambini e controllare se stanno bene.

Quando c’è’ un decreto del Tribunale che riguardano una Casa protetta ci sono regole da rispettare.

Date le incomprensibili e lampanti anomalie rispetto a quello che è’ il protocollo e la prassi da seguire in questi casi, sarebbe urgente che il ministro Nordio inviasse degli ispettori al Tribunale dell’Aquila a controllare cosa sta realmente accadendo e a verificare se la struttura in questione sia in regola o debba essere declassata a casa famiglia.

Per quanto e’ in nostro potere ci stiamo già muovendo in loco per far emergere la verità e gli interessi che si celano dietro a queste anomalie.

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