ENERGIA, DA CONFIMPRENDITORI, FEDER.CASA E UPPI, UNA PROPOSTA PER TAGLIARE LA BOLLETTA DEL 30%

28 Ottobre 2026
- Di
Redazione
Confimprenditori, Feder-casa - SprayNews - Monica Macchioni
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Tempo di lettura: 3 minuti

Presentata a Montecitorio una proposta sul modello iberico per abbattere il costo dell'elettricità. Fino a 1.050 euro di risparmio annuo per le piccole imprese e 200 euro per le famiglie. Ruvolo: «Basta interventi di facciata, servono misure capaci di fermare i rincari».

Tagliare le bollette del 30% di famiglie e piccole imprese, è la proposta lanciata da Confimprenditori nel corso del flash mob organizzato oggi davanti a Montecitorio insieme a UPPI e Feder.casa.

La proposta prende a modello la cosiddetta “eccezione iberica”, il meccanismo adottato nel 2022 da Spagna e Portogallo per contenere il costo dell’energia elettrica, intervenendo sul prezzo del gas impiegato nella produzione.

Un intervento sul prezzo del gas utilizzato dalle centrali elettriche, accompagnato dall’azzeramento degli oneri di sistema per i piccoli consumatori, per alleggerire concretamente il peso delle bollette su famiglie, negozi, artigiani e piccole imprese.

Secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confimprenditori, le misure previste dall’attuale decreto del Governo produrrebbero un risparmio medio non superiore al 6%.

Una riduzione giudicata insufficiente di fronte ai rincari che continuano a mettere in difficoltà il sistema produttivo e a comprimere il potere d’acquisto delle famiglie.

Il piano di Confimprenditori consentirebbe di ridurre il Prezzo Unico Nazionale dell’elettricità di circa 34 euro al megawattora, con effetti positivi sulle bollette.

A questa misura si aggiungerebbe l’azzeramento degli oneri generali di sistema ASOS e ARIM per le utenze, attraverso una rimodulazione delle risorse già previste dal decreto energia, la revisione degli incentivi alle biomasse e l’utilizzo del gettito derivante dalla maggiorazione IRAP applicata ai produttori di energia da fonti fossili.

L’obiettivo è arrivare a un risparmio annuo stimato di circa 1.050 euro per le piccole imprese e di 200 euro per le famiglie.

Una misura che, secondo le elaborazioni di Confimprenditori, potrebbe interessare una platea di 4,5 milioni di attività economiche e 26 milioni di famiglie.

Il costo della misura è di 7,5 miliardi di euro l’anno e, come chiede l’Unione Europea, ricade solo su chi ne beneficia, attraverso una segmentazione chirurgica che porta le famiglie e le piccole partite IVA in Bassa Tensione a pagare una quota minima del sistema energetico.

“Le piccole imprese, dichiara il Presidente Stefano Ruvolo, non possono continuare a pagare il prezzo dell’inerzia del Governo.

Di fronte a una crisi energetica che mette in ginocchio migliaia di attività produttive, rispondere con uno sconto del 6% significa non aver compreso la gravità della situazione.

Noi proponiamo di arrivare al 30%, intervenendo sul prezzo del gas, sugli oneri che pesano sulle bollette.

Non chiediamo altri annunci, ma una scelta politica precisa: utilizzare le risorse disponibili per difendere il potere d’acquisto delle famiglie e impedire che altre imprese siano costrette a chiudere.

Il Governo dica se intende percorrere questa strada oppure continuare a lasciare cittadini e imprese soli davanti ai rincari”.

“Le conseguenze del caro energia, tuttavia, non si limitano alle bollette – dichiarano Gianluigi Pascoletti Segretario Generale di FEDER.CASA e Angelo De Nicola, Vice Presidente di U.P.P.I. – l’aumento dei costi energetici si abbatte come una scure su famiglie, inquilini e piccoli proprietari di immobili ripercuotendosi sull’intero sistema economico e incidendo sui prezzi dei carburanti, dei beni alimentari, sui costi di gestione delle abitazioni, sui canoni di locazione e sul potere d’acquisto delle famiglie.

Siamo di fronte a una situazione che rischia di aggravare ulteriormente le disuguaglianze sociali e di mettere in difficoltà milioni di cittadini, costretti a fare i conti con redditi insufficienti a fronteggiare spese sempre più elevate.

Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra riscaldare la propria casa e acquistare il cibo, necessario per sé e per la propria famiglia.”

“Chiediamo quindi al Governo – concludono gli organizzatori – di aprire un confronto urgente con le nostre organizzazioni, affinché siano individuate e adottate soluzioni efficaci, sostenibili e tempestive.

- SprayNews - Monica Macchioni

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