
E’ evidente come la Meloni nelle scelte in politica estera sia eterodiretta.
Altrimenti, se potesse decidere liberamente e secondo logica, anziché inventarsi questo viaggio a Baku come diversivo per provare a mettere una pezza sul buco - anzi sulla voragine - del caro energia e carburanti, aprirebbe immediatamente all’acquisto del gas russo.
La soluzione e’ sotto gli occhi di tutti, lineare, facile, collaudata.
Che deve aspettare la Meloni?
Deve avere l’ok da chi per poter procedere?
La posizione di Salvini a riguardo, poi, sta diventando grottesca: o passa dagli enunciati propagandistici ai fatti concreti, oppure è meglio che eviti di dirsi favorevole al gas russo.
Delle due l’una, visto sta al governo e non all’opposizione, quindi: o convince la premier del suo governo a seguirlo in questa vicenda e ad aprire subito all’acquisto di gas dalla Russia, oppure si deve dichiarare lui stesso - come la premier del suo governo - contrario.
Non può stare coi piedi in due scarpe.
Troppo comodo sennò.
Gli italiani sanno ormai distinguere la propaganda dalla politica, i leader dagli agitatori di piazza.
E oggi gli italiani chiedono un governo all’altezza delle complesse problematiche da risolvere nell’interesse del Paese, delle famiglie e delle imprese e non demagoghi in grado solo di fare bei discorsi che poi cadono sistematicamente nel vuoto.
Noi imprenditori cattolici siamo fortemente contrari alle scelte insensate della Meloni e del suo governo e ci rifiutiamo di accettare passivamente la deriva a cui sta andando incontro il nostro Paese”.
- SprayNews - Monica Macchioni