
«Oggi il Governo presenta la manovra sul nucleare come un passaggio necessario verso la decarbonizzazione, ma non possono essere ignorate questioni critiche sulla reale sostenibilità sociale e democratica dell’approccio seguito finora » spiega Giorgio Borgiattino, direttore area Ambiente ed Energia per Meritocrazia Italia.
«Da anni chiediamo che si lavori meglio alla partecipazione dei comitati locali sul modello francese. Serve un confronto paritario, basato su una trasparenza radicale e sulla reale capacità di incidere sulle decisioni.
Per evitare che il nucleare diventi l’ennesimo terreno di scontro sociale, occorre comprendere che la legittimità di un’opera non si costruisce con le norme, ma con il consenso informato.
Senza un rigoroso dibattito pubblico che valuti costi, rischi e alternative, il pericolo è di trasformare la democrazia energetica in un ulteriore fattore di polarizzazione e incertezza.
Il nucleare richiede un’accettazione sociale che non si ottiene con le scorciatoie normative, ma solo con un patto etico trasparente con il territorio»
-SprayNews - Monica Macchioni