
«Leggo con allarme il quadro che emerge dal "World press freedom index", la graduatoria annuale che realizza Reporters sans frontières», afferma il presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello, «secondo cui la libertà di stampa nel mondo si trova al livello più basso degli ultimi 25 anni.
Solo nel nord Europa stanno bene da questo punto di vista. Il restante quadro è veramente complicato.
Germania 14ma, Francia 25ma, Spagna 29ma e soprattutto Italia 56ma sono sintomi di un male diffuso.
Secondo la direttrice Anne Bocandé i principali responsabili sono gli Stati autoritari, i poteri politici complici o incompetenti, gli attori economici predatori e le piattaforme online poco regolamentate.
Per l’Italia giocano un ruolo le organizzazioni mafiose e vari gruppi estremisti violenti.
Da non trascurare poi le querele temerarie a scopo intimidatorio e il continuo calo delle vendite, che riduce l’autostima dei giornalisti e li piega a logiche più commerciali.
Esorto il nostro legislatore – a cui tanti operatori dell’informazione imputano parte del problema per via della cosiddetta “legge bavaglio” – a prendere in mano la situazione e contribuire a sanare il problema per quanto può.
Regolamentazione dell’online, lotta alla mafia, ostacoli legali all’uso del tribunale come intimidazione: questo e altro si deve fare per proteggere la stampa, vero baluardo di democrazia, ultimo confine fra uno Stato libero e uno autoritario.
E più di ogni altra cosa, credo che occorra incentivare il merito: tanti giornalisti capaci e impegnati con la massima dedizione si muovono nel precariato più bieco, con compensi al di sotto della soglia di povertà, così venendo sospinti a privilegiare la quantità rispetto alla qualità del lavoro.
Andrebbe rivisto con urgenza un contratto nazionale fermo da troppo tempo. In un momento in cui tutto crolla intorno a noi, è questa l’impalcatura per ricostruire».
- SprayNews - Monica Macchioni