
Di Monica Macchioni
Si è tenuta presso la sede di Federfarma, in via Toledo a Napoli, la presentazione del libro Una famiglia imperfetta di Luca Trapanese, un’opera che ha acceso un dibattito intenso e partecipato sui temi della famiglia, dell’amore e dei diritti.
L’incontro ha visto la presenza di diversi relatori, provenienti dal mondo accademico e dell’associazionismo, in particolare impegnati nella tutela della disabilità e nella promozione dei diritti umani.

Un pubblico ampio e variegato, composto non solo da addetti ai lavori, ma anche da molti giovani e studenti universitari ha seguito con attenzione gli interventi, dimostrando quanto sia vivo l’interesse verso i cambiamenti sociali in atto e le nuove forme di famiglia, sempre più inclusive e condivise.
Protagonista dell’evento è stato naturalmente l’autore, Luca Trapanese, da anni attivo nel sociale a sostegno delle categorie più fragili.
Nel suo intervento ha delineato una visione di famiglia e di amore che supera i modelli tradizionali, offrendo spunti profondi e concreti di riflessione.

A moderare l’incontro è stata la giornalista Letizia Bonelli, che ha guidato il confronto con domande puntuali e stimolanti, dando spazio a un dialogo ricco e articolato.
Tra i relatori, il sociologo Sergio Mantile ha offerto una lettura attenta delle trasformazioni sociali in corso, mentre Paolo Valerio ha espresso apprezzamento per il percorso umano e culturale dell’autore.

L’avvocato Flavia Chiarolanza ha invece sottolineato i progressi, ancora lenti ma significativi, della giurisprudenza rispetto ai nuovi assetti familiari e ai diritti delle persone con disabilità.
Fondamentale anche il contributo dell’avvocato Lucia Marino, che ha svolto un ruolo chiave nell’organizzazione dell’evento, favorendo il dialogo tra diverse realtà impegnate sul territorio.
Un momento particolarmente intenso è stato rappresentato dalla lettura di un brano del libro da parte della dottoressa Carmen Santagata: proprio da quel passaggio hanno preso avvio le domande del pubblico, che hanno dato vita a un confronto diretto e coinvolgente con l’autore.
A chiudere l’incontro, un momento conviviale offerto dal locale “Baraonda”, con un aperitivo servito da un team composto in gran parte da persone autistiche: un gesto concreto e coerente con i valori di inclusione e partecipazione che hanno attraversato tutta la serata.
Un evento che non si è limitato alla presentazione di un libro, ma che ha saputo trasformarsi in uno spazio autentico di confronto e crescita collettiva.