DICHIARAZIONE DI MERITOCRAZIA ITALIA SULLE MANIFESTAZIONI DI IERI A ROMA

26 Aprile 2026
- Di
Redazione
Meritocrazia Italia, Mauriello - SprayNews - Monica Macchioni
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Tempo di lettura: 2 minuti

Ieri la Capitale è stata teatro di manifestazioni che hanno mostrato il volto più cupo e divisivo del dibattito pubblico. Abbiamo visto sfilare slogan e bandiere che hanno mescolato posizioni filoputiniane, episodi di antisemitismo, attacchi simbolici e verbali alla Brigata Ebraica, posizioni apertamente anti-ucraine, esibizione di simboli filo-Hezbollah e filo-regime iraniano, fino a derive propalestinesi che sono sfociate nella violenza.

Per Meritocrazia Italia questi episodi non sono accettabili. Sono l’espressione di un clima di intolleranza che mina le fondamenta stesse della convivenza civile e del rispetto reciproco su cui si regge la nostra democrazia.

La nostra posizione è netta e senza ambiguità. Condanniamo ogni forma di odio razziale e religioso, ogni giustificazione del terrorismo, ogni apologia di regimi che negano libertà e diritti fondamentali, ogni atto di violenza che si maschera da rivendicazione politica. L’antisemitismo non è opinione. Il sostegno a organizzazioni terroristiche non è libertà di espressione. La violenza non è dissenso.

Ma la condanna non può essere il punto di arrivo. Se la risposta fosse solo il rimprovero e la sanzione, rischieremmo di alimentare il muro contro muro, di spingere ulteriormente ai margini chi già vive il disagio e la rabbia, di trasformare le piazze in trincee contrapposte.

Siamo nati per rimettere il merito, la competenza e la responsabilità al centro della vita pubblica. Per noi la politica non è contrapposizione, ma servizio alla comunità. Non è scontro ideologico, ma capacità di selezionare e valorizzare le persone migliori per il bene comune. Non è propaganda, ma lavoro concreto per costruire una società più giusta, più coesa, più libera.

È proprio in nome di questa missione che oggi chiediamo di cambiare metodo.

Dialogo non significa giustificare o relativizzare. Significa riconoscere che una democrazia matura non si difende solo con il divieto, ma anche con l’educazione, con l’ascolto, con la capacità di distinguere tra critica legittima e incitamento all’odio. Significa riportare il dibattito su un piano di razionalità, di fatti, di rispetto della dignità di ogni persona, a prescindere dalla sua fede, dalla sua origine, dalle sue idee.

L’Italia ha bisogno di tornare a parlare con linguaggio civile. Ha bisogno di una cultura del confronto che parta dal rispetto e che arrivi a soluzioni condivise. Ha bisogno di una classe dirigente che non alimenti la polarizzazione per convenienza, ma che abbia il coraggio di unire.

La libertà di manifestare è un pilastro della nostra Costituzione. Ma quando questa libertà viene usata per diffondere odio e divisione, tradisce lo spirito stesso della Repubblica.

Noi scegliamo la via del confronto. Noi scegliamo la via del merito, anche nel linguaggio e nel comportamento. Perché solo una comunità che sa dialogare può restare libera, coesa e forte.

Il Presidente Nazionale

Avv. Walter Mauriello

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