BAMBINI NEL BOSCO, PADRE MAURIZIO RAIMONDO: “INTERVENGANO IL PAPA E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA”

6 Marzo 2026
- Di
Redazione
Padre Maurizio Raimondo - IlGraffio - Monica Macchioni
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Tempo di lettura: 2 minuti

Di Padre Maurizio Raimondo

In Italia i bambini sono dello Stato, se l’abominio de L’Aquila facesse giurisprudenza, l’istituzione famiglia verrebbe ufficialmente azzerata.

Sono lontani i tempi in cui le femministe urlavano “io sono mia”, ma ancora di più si perdono nella notte dei tempi quelli in cui la famiglia godeva di un minimo di tutela.

La distorsione della vicenda dei bambini nel bosco ha ufficialmente sancito per lo Stato italiano la morte della famiglia come istituzione.

Il Tribunale ha scritto che Catherine e’ spesso ostile.

E come dovrebbe essere?

La sua filosofia di vita - legittima e innocua per gli altri esseri viventi non essendo Catherine una persona psicolabile o con dipendenze da droga, gioco d’azzardo, alcol o altro - va contro tutto cio’ che stanno imponendo contro la sua volontà ai suoi bambini, oggi si a rischio trauma.

Le vaccinazioni in Italia non sono obbligatorie per legge eppure sono state imposte.

La scuola in Italia non è obbligatoria, lo e’ l’istruzione ma a vanvera ci è stato detto ed è stato scritto per anni che in Italia le famiglie hanno libertà di scelta.

Il governo italiano e’ saggiamente intervenuto attraverso le parole di buon senso della sua premier Giorgia Meloni che ha ricordato a tutti come i figli non sono dello Stato e che la magistratura a volte dimentica i propri limiti.

Bene avrebbe fatto il ministro di Giustizia a inviare gli ispettori a l’Aquila e bloccare questo scempio.

E’ ancora in tempo.

Sono venute a galla e sono sotto gli occhi di tutti irregolarità gravissime nella vicenda della famiglia nel bosco, dal Tribunale de l’Aquila che applica immotivatamente la misura più estrema che chi ha coscienza e cuore tende sempre ad evitare o a usare proprio come l’ultima ratio quando a rischio e’ la vita degli interessati cioè l’allontanamento dei minori dall’affetto della famiglia unita e dalla loro abitazione armoniosa in mezzo alla natura e agli amati animali.

Questo fatto irragionevole grida vendetta.

Da lì in poi ci sono state gravissime irregolarità a partire dalla Casa Protetta che protetta non è, essendo priva del personale qualificato che deve rispondere a degli standard, per poi continuare con la psicologa che per legge non ha l’abilitazione necessaria per poter fare la perizia, per poi finire con un atteggiamento pregiudizialmente ostile dei servizi sociali rispetto a Catherine e a Natan.

Dobbiamo forse pensare che qualcuno avesse dall’inizio, ab origine, nella propria testa l’idea di far adottare i bambini da famiglie facoltose?

O che qualcun altro volesse indurre per disperazione la famiglia ad andarsene via dalla propria casa nel bosco per fare poi una speculazione edilizia?

Quindi saremmo di fronte a bambini perfettamente senza traumi 3 mesi fa ma sacrificati sull’altare dell’egoismo e del soldo facile?

Da esperto di dipendenze e da gestore di comunità da anni, in qualità di educatore oltre che di teologo e filosofo rimango inorridito da quanto è’ accaduto e sta continuando ad accadere.

Data la situazione limite credo che oggi solo l’intervento misericordioso del Santo Padre, e quello autorevolissimo del Presidente della Repubblica Mattarella possano forse fermare questo scempio e imporre di riunire subito una famiglia immotivatamente distrutta.

Si lascino Catherine e Natan vivere in pace e in armonia coi figli, gli animali e la natura o quanto meno si consenta loro di espatriare e porre fine a un supplizio per il quale non hanno nessuna colpa.

Se ciò non avverrà significa che verrà smentita anche la premier Meloni: in Italia i figli evidentemente sono dello Stato.

- SprayNews - Monica Macchioni

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