LA LEGGITTIMITÀ (DI UN TIZIO QUALSIASI)

13 Novembre 2024
- Di
Redazione
La legittimità (di un tizio qualsiasi). - SprayNews - Monica Macchioni
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Tempo di lettura: 2 minuti

Di Antonino Salsone

Diceva il maestro Gustavo Zagrebelsky: “Di legalità si vive quando corrisponde alla legittimità. Ma altrimenti si può anche morire.

Alla fine è pur sempre la legittimità a prevalere su una legalità ridotta a fantasma senza anima.

Può capitare che una situazione sia legale ma non legittima.

Penso all’esempio dell’apartheid negli Stati Uniti e in Sudafrica, o, ancora piú eclatante, a quello delle leggi naziste e fasciste basate sul concetto di purità della razza o a quello delle leggi sovietiche che mandarono a morte milioni di persone nei gulag siberiani.

Erano quelle delle leggi certamente lecite, ma altrettanto sicuramente non erano legittime, perchè contrastanti con i principi naturali e i fondamentali diritti dell’uomo.

La legittimità è dunque uno dei principi essenziali della convivenza sociale ed essa deve costantemente connaturare la legge, il legislatore e l’azione di chi governa, in quanto non c’è governo senza legittimità.

Questo pensiero, specie nel nostro Paese dal 1946 in avanti, sembra essere ormai obsoleto, persino irrilevante.

E’ vero che viviamo da qualche decennio un tempo di democrazia, ma è sempre bene tenerlo a mente, perchè il confine tra la legittimità e l’illegittimità è labile, labilissimo, e il tesoro che abbiamo ricevuto in dono dai padri costituenti deve essere custodito in modo sacrale.

Se, ad esempio, un tizio qualsiasi si appropria di una carica non sua e si mette a deliberare come se fosse il principe legittimo, come ci si deve comportare?
Siamo forse davanti a un esempio di legittimità?

La risposta è no, decisamente no!

Che fare dunque in questo caso?

Don Milani diceva che “disobbedire è una virtú” perchè alle leggi ingiuste e illegittime, cosí come a un principe autoproclamatosi come legittimo, si ha il dovere di opporre la propria coscienza e il diritto naturale.

Attenzione: il criterio per individuare una situazione di illegittimitá non è soggettivo, non è legato alla personale convenienza o al proprio credo religioso o politico, nè ai propri gusti.

Sarebbe troppo facile (e pericoloso) se fosse cosí e non vi sarebbe certezza del diritto, ma solo una personale ed egoistica scelta di una via autarchica verso il proprio interesse.

La soluzione risiede invece nella legge naturale, perchè sono i principi fondamentali dell’uomo a rendere non solo legale ma legittima una legge o il comportamento di chi legifera o governa.

E allora, tornando all’esempio appena fatto, chi si appropria di una carica non sua e si mette a legiferare proclamando una sorta di impossibile imperio ha scelto di essere illegittimo e va perciò disubbidito e combattuto.

La legittimità è una cosa assai seria, non lasciamo che un tizio qualsiasi se ne appropri e ne faccia strame.

- SprayNews - Monica Macchioni

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