
Di Vincenzo Zoccano, già sottosegretario
L’Osservatorio Permanente sulla Disabilità – OS.PER.DI. ONLUS ETS mi ha conferito formalmente l’incarico di Referente per le politiche di accessibilità e mobilità urbana, affidandomi anche una specifica delega operativa per la rappresentanza e il coordinamento delle attività in questi ambiti.
Ringrazio sinceramente il Presidente Domenico Putignano, Francesco Alberto Comellini e l’intero Osservatorio per la fiducia accordatami e per aver voluto riconoscere, attraverso questo incarico, il valore di un impegno che porto avanti da tanti anni.
Ho sempre sostenuto che la disabilità non debba essere affrontata esclusivamente come una questione assistenziale, ma soprattutto come una grande questione di diritti, libertà, dignità e partecipazione.
Perché una città inaccessibile non è semplicemente una città con qualche barriera architettonica. È una città che limita la libertà delle persone, ne condiziona le scelte e, troppo spesso, ne compromette le opportunità.
E questo non è più accettabile.
L’accessibilità riguarda tutti. Riguarda le persone con disabilità, gli anziani, le famiglie con bambini, chi vive una condizione temporanea di difficoltà. Riguarda, in definitiva, la qualità della nostra democrazia.
Una città davvero accessibile non è una città che fa spazio a qualcuno. È una città che appartiene a tutti.
Questo incarico rappresenta per me un’ulteriore occasione per mettere esperienza, competenze e passione al servizio di un cambiamento concreto, lavorando affinché le norme, i principi e gli impegni istituzionali si traducano finalmente in risultati tangibili nella vita quotidiana delle persone.
Non servono soltanto nuove leggi. Serve dare piena attuazione a quelle che già esistono. Servono visione, responsabilità, competenza e soprattutto la volontà di abbattere quelle barriere culturali che, ancora oggi, sono spesso più resistenti di quelle fisiche.
Accolgo questa nuova sfida con la consapevolezza che il lavoro da fare è ancora tanto, ma anche con la certezza che ogni passo verso l’accessibilità è un passo verso una società più libera, più giusta e più civile.
E voglio concludere con una convinzione che accompagna da sempre il mio impegno:
NON SONO LE PERSONE CON DISABILITÀ A DOVERSI ADATTARE A CITTÀ INACCESSIBILI. SONO LE CITTÀ A DOVER DIVENTARE ACCESSIBILI A TUTTE LE PERSONE.
Perché l’accessibilità non è un privilegio per pochi. È una conquista di civiltà per tutti.
- SprayNews - Monica Macchioni