
(Gustave Courbet, Uomo disperato, 1843-1845, olio su tela).
Di Antonino Salsone
Nello sguardo e negli occhi del pittore francese Gustave Courbet (“Uomo disperato” è un autoritratto) c’è un tratto animalesco, cioè una sorta di primigenia emozione interiore che lo atterrisce.
Si chiama disperazione!
Quando l’uomo non ha più speranza ed è oppresso da uno sconforto irrefrenabile, si lascia andare e si autoriduce a uno stato di infima consistenza.
Ma l’uomo disperato, specie quando non è intriso di coraggio (“la forza della disperazione”) ma anzi, essendo in mala fede, la paura si è impadronita del suo animo e la lucidità prima svanisce e poi si trasforma nella ricerca di un’autodifesa che è efficace solo nella sua testa, puó compiere qualsiasi gesto e diviene pericoloso per se stesso e per gli altri.
Si agita, reagisce, minaccia, grida, si insinua, dice menzogne e compie proclami falsi per accreditarsi come forte e sicuro, mistifica le situazioni a proprio vantaggio, cerca di eliminare chi gli si para davanti, insomma tenta di cancellare il proprio terrore trasferendolo ad altri uomini e così cercando, come una sorta di vampiro 2.0, di suggere la loro serenità e di perpetuarsi togliendo loro la forza vitale.
Per difendersi dall’assalto fisio-psichico del disperato, l’uomo sereno deve guardarlo negli occhi e osservare bene i suoi gesti, ben sapendo che così lo smaschererà e lo denuderà quasi completamente, facendolo restare coperto solo della sua adamitica crudeltà.
Infine, l’ultimo simbolico ponte levatoio da issare per proteggere lo stato di quiete è il sorriso.
All’uomo disperato e in mala fede niente fa più male del sorriso, anzi lo fa terrorizzare, lo confonde ancora di più e lo fa indurre nell’errore perchè non puó sopportare che l’uomo sereno non abbia paura delle sue bugie, minacce e fameliche farneticazioni.
Guardarlo negli occhi e sorridergli per commiserarlo, questa è la via, perchè l’uomo tranquillo e sicuro di essere nel giusto prevale sempre su quello oppresso da cattiveria, paura e sconforto.
- SprayNews - Monica Macchioni