
«Plaudo convintamente, e insieme a me lo fa tutto il Movimento, la decisione espressa dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di presentare già quest’estate un piano per il divieto di utilizzo dei social media da parte dei minori di 16 anni in tutta l’Unione», afferma il Presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello.
«Come già dissi un mese fa in occasione del lancio della app europea per la verifica dell’età degli utenti on line, anche e soprattutto questo nuovo intendimento è in linea con la proposta del nostro Testo Unico sui social media, che risale al 2022, volto ad arginare lo strapotere dei gestori, in particolare nel consentire l’utilizzo e la visione di programmi per gli Under 16 solo per tempi limitati.
Francia, Spagna, Grecia e Danimarca hanno già chiesto a gran voce di proteggere i bambini da quelle che i governi descrivono come piattaforme online che creano dipendenza, e diversi Paesi dell’Ue stanno portando avanti una legislazione nazionale in tal senso.
L’auspicio è che i tempi indicati dalla Presidente siano rispettati e che entro l’estate tutti i legislatori dei 27 Stati dell’Ue siano messi nelle condizioni di procedere spediti verso un provvedimento che definisco semplicemente di civiltà
Plaudo convintamente, e insieme a me lo fa tutto il Movimento, la decisione espressa dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di presentare già quest’estate un piano per il divieto di utilizzo dei social media da parte dei minori di 16 anni in tutta l’Unione», afferma il Presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello.
«Come già dissi un mese fa in occasione del lancio della app europea per la verifica dell’età degli utenti on line, anche e soprattutto questo nuovo intendimento è in linea con la proposta del nostro Testo Unico sui social media, che risale al 2022, volto ad arginare lo strapotere dei gestori, in particolare nel consentire l’utilizzo e la visione di programmi per gli Under 16 solo per tempi limitati.
Francia, Spagna, Grecia e Danimarca hanno già chiesto a gran voce di proteggere i bambini da quelle che i governi descrivono come piattaforme online che creano dipendenza, e diversi Paesi dell’Ue stanno portando avanti una legislazione nazionale in tal senso.
L’auspicio è che i tempi indicati dalla Presidente siano rispettati e che entro l’estate tutti i legislatori dei 27 Stati dell’Ue siano messi nelle condizioni di procedere spediti verso un provvedimento che definisco semplicemente di civiltà
- SprayNews - Monica Macchioni