
La maggioranza ha approvato ieri al Senato un emendamento unitario sulla riforma della legge elettorale, prevedendo la reintroduzione delle preferenze, con capilista bloccati ma con la possibilità, per gli elettori, di esprimere fino a tre preferenze sugli altri candidati in lista, nel rispetto dell’alternanza di genere, che però non vale per l’indicazione dei capilista, che restano cooptati liberamente dalle Segreterie di partito.
Bocciato, invece, il sub emendamento delle opposizioni per consentire agli elettori di scegliere tutti i candidati con voto di preferenza, senza la blindatura dei capilista.
Insomma, “un colpo al cerchio ed uno alla botte”, che consente di poter affermare che, tecnicamente, il voto di preferenza è stato reintrodotto, se pur non per tutti e con palese salvataggio delle esigenze di conservazione del posto assicurato all’establishment di partito.
Il capolista resta infatti bloccato ed il suo posto nella lista non può essere intaccato dalle preferenze espresse dall’elettorato.
E, dunque, il nuovo assetto non restituisce all’elettore una scelta integrale della rappresentanza parlamentare, una cui larga fetta rimane ad appannaggio delle scelte dei leader di partito.
A questo punto il nodo politico non è sulla presenza o meno delle preferenze, ma su quanto spazio rimanga alla scelta dell’elettore quando il primo candidato della lista è già garantito dal partito, quando una parte dei seggi viene assegnata attraverso meccanismi collegati al premio di maggioranza e quando la competizione per le preferenze riguarda soltanto una parte dei candidati.
Come Meritocrazia da anni sottolineiamo come sia necessario restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri eletti, non quale rivendicazione di parte, ma come dovere verso la Costituzione e verso le future generazioni.
Oggi registriamo un passo in avanti che riconsegna agli elettori una possibilità di scelta, se pur non totale. Ma ciò non basta.
Perché è tempo di ricostruire un sistema elettorale che non abbia paura del giudizio degli elettori, ma che da quel giudizio tragga la propria legittimazione, rinunciando all’ostinata salvaguardia delle sacche di potere.
Appare, allora necessario stimolare la partecipazione della cittadinanza consentendo un effettivo ritorno alla rappresentatività, dovendo la nuova legge elettorale ridare ai cittadini la possibilità di scegliere quale partito votare e la facoltà di sancire la propria preferenza anche per i candidati, senza imposizioni o blocchi calati dall'alto.
In tal senso Meritocrazia invita tutti i partiti in campo ad abbracciare il modello di riforma della legge elettorale già proposto dal Movimento nello scorso Congresso Nazionale di Roma dell’ottobre 2025 e consegnato a tutti i partiti con il nome di “Meritocraticum”, che rappresenta il tentativo di dare voce al corpo elettorale, restituendo la prerogativa di scegliere., affinché si giunga a un sistema elettorale a base integralmente proporzionale, con voto di preferenza plurimo e senza liste bloccate.
Solo così potremo invertire la rotta dell'astensionismo, ricucire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e tornare a credere in una democrazia autentica, nella quale il potere appartenga davvero al Popolo, come la Costituzione solennemente afferma.
La soluzione c’è ed è portata di mano. Serve uno sforzo collettivo che faccia vincere il Paese anche sacrificando gli scranni dell’establishment di partito.
Stop war.
- SprayNews - Monica Macchioni