
Il sistema delle notifiche postali con avviso di giacenza rappresenta da anni una criticità che incide negativamente sulla vita di milioni di cittadini. Un meccanismo nato in un’epoca ormai lontana, profondamente diversa dalla realtà tecnologica odierna, che appare inefficiente, anacronistico e, soprattutto, ingiusto.
Ogni giorno accade che i cittadini scoprano dell’esistenza di un atto giudiziario, di una cartella esattoriale o di una comunicazione amministrativa senza averne mai avuto reale conoscenza.
Il postino, costretto a operare in orari lavorativi, non trova nessuno in casa e lascia il solo “avviso di giacenza”: un foglietto che spesso si confonde tra pubblicità o va smarrito, ma che la legge considera sufficiente per ritenere l’atto legalmente notificato dopo dieci giorni, anche se mai visionato dal destinatario.
Si tratta di una vera e propria finzione giuridica, che finisce per tutelare solo chi notifica, comprimendo il diritto di difesa garantito dall’art. 24 della Costituzione.
A questo si aggiungono ulteriori difficoltà: anche quando l’avviso viene trovato nella buca delle lettere, il cittadino è spesso costretto a recarsi in uffici postali distanti chilometri, con orari incompatibili con gli impegni lavorativi.
Per anziani, persone con disabilità o lavoratori precari, questo rappresenta un ostacolo concreto all’esercizio dei propri diritti. In un’epoca di identità digitali, consegne tracciate, firme elettroniche e interoperabilità dei sistemi informatici, non è più accettabile che lo Stato continui ad affidarsi a un pezzo di carta infilato nella buca delle lettere.
È necessario un intervento di riforma serio, moderno e orientato al cittadino, che garantisca la reale conoscenza dell’atto e la piena tutela dei diritti.
Meritocrazia Italia propone un modello innovativo, fondato su strumenti semplici e immediatamente attuabili: - contatto diretto con il cittadino, con obbligo per il portalettere o l’ente notificante di tentare un preavviso telefonico per concordare data, luogo e modalità di consegna; - avviso digitale obbligatorio, con invio dell’avviso tramite App IO, PEC, e-mail o SMS, con tracciabilità elettronica; - ritiro di prossimità, con possibilità di ritirare l’atto nel Comune di residenza o di scegliere digitalmente il punto di ritiro più vicino; - accesso digitale immediato all’atto, con integrazione piena con la Piattaforma Notifiche Digitali, consentendo al cittadino di visionare e scaricare l’atto tramite SPID; - responsabilità e rimborsi: la notifica deve essere considerata nulla se non garantisce la reale conoscenza del contenuto.
In caso di disservizi, previsione di un diritto al rimborso delle spese sostenute.
Solo restituendo alla notifica la sua funzione originaria, quella di consentire al cittadino di sapere, comprendere e difendersi sarà possibile rafforzare il principio di giustizia effettiva e superare una delle più radicate distorsioni della nostra burocrazia.
Stop war.
- SprayNews - Monica Macchioni